Sono quindici anni che insegno nei licei scientifici. Prima in quelli privati, poi in quelli pubblici. In questi anni ho visto, ho imparato a conoscere e poi a dimenticare centinaia di facce e di nomi: alunni, genitori, colleghi. Ho visto e perlopiù ho taciuto, perché, paradossalmente, gran parte di un mestiere che si fa parlando tutte le mattine è costituita dallo stare zitti, quando serve. E serve spesso.
Ora, credo più per stanchezza che per altro, penso di aver voglia anche di raccontare. Forse mi passerà. Forse sono le vacanze di Natale che mi danno l’illusione di averne davvero il desiderio. E quindi non è detto che ciò avvenga realmente. In ogni caso basterà cancellare il blog e tutto sarà come prima. Il solito scialo di parole mattutine e il solito silenzio.
Ma questa volta ci provo. Con la tranquillità di non averci molto da perdere. Arriverà gennaio e cominceranno i giorni di scuola, le lezioni, le interrogazioni e le verifiche e pure gli scrutinii. Avrò cose da raccontare e proverò a farlo, così come accadono.
La scuola, è bene saperlo, è un mondo di cui nessuno sa nulla, benché tutti credano di sapere già tutto.
Read Full Post »