La lettera di Gino Flaminio, ex fidanzato della bella Noemi Letizia (la quale bella a me continua a sembrare brutta, scusate se insisto), dimostra una conoscenza dell’ortografia e della sintassi italiana piuttosto approssimativa; ma d’altronde è ragazzo del popolo, non si può pretendere. Mentre mi stavo chiedendo se i redattori del Corriere non avrebbero potuto magari correggerla un po’, anche solo per gentilezza, concordando con il Gino una versione giusto un po’ meno sgrammaticata, è arrivata la nota in calce a un post di Ipazia sognatrice, che mi ha fatto notare come i titolisti del quotidiano abbiano piuttosto preferito, nel dubbio, adeguarsi essi stessi al criterio della punteggiatura casuale:

Che, se si voleva riabilitare la discutibile prosa del Gino, è obiettivamente una mossa geniale.


L’avranno fatto per non mettergli soggezione…
O forse è stato lui che non voleva mettere soggezione a loro…
Sono sempre personaggi da film di Totó:”Punto,punto e virgola,due punti:abbondiamo!”
Siccome sono una nota complottista complottante complottatrice, la mia personalissima idea è che quella lettera sia falsa o quanto meno fortemente pilotata: chissà quale ‘angelo’ dettava Gino cosa scrivere, come nei quadri di Caravaggio… E magari gli sussurrava: ‘senti, scrivi pure un po’ come mangi, altrimenti sembra che questa lettera te la sto dettando io’… Ma al di là di questo plot di complotto fittizio (e dai!) che magari diverrà materia del mio prossimo romanzo, io sostengo che oramai la prosa di Gino, ahimé, stia diventando quella dell’Italia, e che i giornali, una volta strumento di diffusione della lingua corretta, delle tre corone, ora diffonderanno gli stessi orrori grafici del loro pubblico. E tra un decennio o due, tutti scriveremo come Gino, che ha inconsapevolmente redatto, oltre al proprio ‘mea culpa, qualsiasi culpa ci avessi’, anche la nuova ‘prosa della vulgar lingua’.
Mi si perdoni la prolissità.
ComplottIpazia
Interessante notare come hanno messo le mani avanti, dicendo che la pubblicavano così come era giunta in redazione.
Comunque, anche il Corriere è da un bel pezzo che pubblica articoli osceni. Frequente, ad esempio, la sostituzione del pronome femminile “le” con il corrispettivo maschile “gli”… orrore!
*abbiano
Ecco, bacchetto, bacchetto e poi finisce che scrivo anche io malamente!
Io non credo molto alla tesi del complotto, perché, anche a prescindere dall’ortografia, mi pare che quella sia una lettera senza capo né coda, che non smentisce nulla e alla fine quindi conferma tutto. Se è un complotto, è proprio malriuscito, insomma.
E dir la verità, pure l’intervista era acefala ed anura.
(da questa grafia, come si nota che deriva dal greco!
)
E pure tutto questo ravanare della stampa sulla vita prìvata della brutta Noemi e del bel Silvio. E se ci fosse stato pure il complotto, sarebbe stato anuro ed acefalo pure lui, in ‘pan dan’
Quanto a me, nemmeno io ci credo al complotto, ma era un momento di sciopero neuronale. Tutt’ora in corso…
Vabbé, ho capito, vado a studiare, va’…
Be’, si vede proprio che te tu vivi a Paris…
Sta diventando una moda: http://i.friendfeed.com/f68184e25e0d692930a2310044dead64d23e63f0
Boh, forse quella è una scelta stilistica. D’altronde ne ho abusato anch’io, eh…
Sto leggendo un libro molto divertente ma, ahimé, pieno di simili errori (gli stessi che fanno i ragazzi a scuola).
La mia maestra mi aveva insegnato che la virgola è una pausa per prendere fiato… se devo pensare a qualcuno che prende fiato dopo aver pronunciato il soggetto di una frase, penso a mia nonna al telefono quando spettegola sulle disgrazie altrui: ogni parola una virgola!