La notizia, la conoscete già tutti (la si trova per esempio qui e qui): si tratta dell’insegnante di matematica e fisica di un liceo scientifico di Cesena che è stato sospeso dalle proprie funzioni per avere condotto tra i ragazzi un’indagine sull’insegnamento della religione nella scuola pubblica e averne ricavato dei dati secondo i quali la grandissima parte degli studenti sceglierebbe altre materie di studio (i “diritti umani”, soprattutto). Peraltro la stessa notizia è presente anche sull’Avvenire. E mi pare che anche il quotidiano della Cei non riporti particolari troppo diversi.
C’è stata l’indagine del prof tra gli studenti, quindi; ci sono stati quei risultati; c’è stato un dibattito all’interno del collegio docenti; c’è stata un’ispezione dell’Ufficio scolastico provinciale (che però, forse, è arrivata prima delle lamentele dei colleghi di religione); ci sono state cinque fotocopie appese sulla bacheca della scuola con delle immagini (o delle vignette, non è chiaro) a proposito dei bombardamenti israeliani a Gaza. Tutto questo avrebbe provocato la sospensione del professore.
Ora, le fotocopie, a scuola, non si possono fare, lo avevo già scritto: nemmeno se si tratta di testi che vuoi fare leggere ai ragazzi, figuriamoci. Ma la sospensione è un provvedimento molto grave. E se è stato preso per le ragioni di cui sopra lo è ancora di più (ma io non credo, sinceramente; e immagino che il collega abbia dato fastidio per altre più gravi cose; e, visto come funziona la scuola pubblica in Italia, immagino possa avere anche avuto ragione, nei fastidi che ha dato).
Detto questo, mi stupisce che i commenti all’accaduto non siano andati oltre il semplice sdegno. Perché è giusto sdegnarsi, se è tutto vero, e sono un po’ sdegnato anch’io, ma è anche giusto non fermarsi allo sdegno: anche perché qui si sta parlando di sostituire una materia di insegnamento (che è la religione e che già può essere rifiutata: e lo fanno in tanti) con altre discipline, a richiesta. E non ci si chiede che cosa sia la disciplina di cui si vuole così serenamente fare a meno.
Ora, io sono assolutamente laico, eppure continuo a pensare che un insegnamento della religione serio, intelligente e puntuale sarebbe una risorsa straordinaria per gli studenti italiani. La Bibbia, per esempio: è normale che non si debba aver letto nemmeno una pagina della Bibbia, per essere diplomati in Italia? E non sto parlando di una lettura confessionale come se fossimo al catechismo; no, intendo proprio una lettura, come si leggono i libri, come si leggono le riviste e i quotidiani. Sembra normale che della Bibbia sia lecito non conoscere nemmeno una pagina?
A me no, non mi sembra normale. Anzi, proprio per i non credenti come me, mi sembra una forma di cultura assolutamente necessaria. E mi stupisco, quindi. Mi stupisco che nessuno scriva che sarebbe il momento di far sì che l’ora di religione diventasse una cosa seria, nella scuola italiana. Non un’ora di ricreazione in cui si fa tutto tranne che imparare i fondamenti del cristianesimo. E che il problema è soprattutto questo, in realtà. Perché, anche per un non credente (soprattutto per un non credente), non conoscere nulla della religione su cui si è costruita una consistente parte della cultura occidentale degli ultimi duemila anni, be’, a me pare una sottile forma di ignoranza. Nemmeno troppo sottile, in realtà.
E quindi, francamente, sono in completo disaccordo con i liceali di Cesena, che al 90% opterebbero per altre materie. Io mi lamenterei del fatto che nessuno mi fa leggere mai la Bibbia, al posto loro; e insisterei sulla necessità che la religione sia un insegnamento vero, impartito seriamente da insegnanti che hanno voglia di farlo e a cui sono dati gli strumenti per farlo sul serio.
Altrimenti è troppo facile, insomma. Anche perché se si facesse un’indagine sulla letteratura italiana verrebbe fuori che la gran parte degli studenti preferisce studiare i “diritti umani” piuttosto che Parini o Alfieri; per non parlare del latino, naturalmente. Ma, alla fine dei conti, non è un sondaggio tra gli studenti interessati che deve poter dire quali discipline siano più utili in una scuola. Altrimenti diamo davvero ragione alle Gelmini, alle Aprea e a tutti quelli che già parlano di trasformare le scuole in Fondazioni in cui un Consiglio di amministrazione potrà decidere, sulla base di criteri suoi, quello che si studia e quello che no.
La scuola è pubblica e non confessionale, invece; ed è bello e importante che sia così: non confessionale. Ma il cristianesimo rappresenta una parte di grande rilievo della cultura a cui apparteniamo e a cui la scuola deve insegnare ad appartenere. Senza teologia cristiana non si capisce nulla di Dante; e nemmeno di Manzoni. Senza teologia cristiana non si capisce gran parte della storia della filosofia. Se vi pare poco, allora eliminiamo anche Dante e Manzoni e sant’Agostino, e non parliamone più.
Ma da laico quale sono, da ateo e materialista, a cui Dante, Manzoni e sant’Agostino continuano a sembrare decisivi, mi permetto invece di insistere: ragazzi di Cesena, studiate un po’ di religione e un po’ di teologia, che vi potranno fare solo bene. Che vi insegneranno tante cose anche sui diritti umani.
E se poi vorrete rifiutare il cristianesimo e diventare atei e materialisti come me, scoprirete di avere ricavato da quello studio argomenti ancora più fondati di quelli che magari già avete; e se non vorrete, invece, avrete forse imparato che nella grande maggioranza dei casi non è la religione a essere di per sé intollerante, ma i suoi cattivi interpreti. E non sarà una lezione da poco, credetemi.


Da Cristiano quale sono, mi stupisco delle tue parole di ateo (in senso molto positivo!)
Studiare la religione, sapere il perchè delle cose è un conto, CREDERE è un’altra cosa.
Hai perfettamente ragione quando dici che studiare un po’ di religione non farebbe male a nessuno, perchè ci si potrebbe limitare alla sola parte storica…
Ma sai com’è, leggere la Bibbia è una cosa da sfigati, così come è da sfigati andare a Messa… E’ questo che purtroppo i ragazzi di oggi credono, e a loro fa comodo cercare di stare lontani da certe cose: mica vogliono essere etichettati come degli sfigati, loro!
Ma chi è lo “sfigato”? Chi fa dei ragionamenti stupidi (a mio avviso) come i loro, o chi segue l’ora di Religione per cercare di capire il perchè delle cose che sono successe in 2000 anni di storia?
La notizia la conoscevo e stavo aspettando che tu ne parlassi.
Trovo aberrante che un insegnate possa venir sospeso per aver fatto un’indagine tra i suoi alunni o alcune fotocopie (qualora si voglia obiettare che i soldi necessari perché lui facesse le fotocopie sono pubblici, avrei alcuni esempi di peculato ben più palese e dannoso da riferire) e mi chiedo, io, io!, dove stia il sindacato.
Per il resto, sono d’accordo con te.
Non sapete voi che i principi, e sacerdoti del tempo, per invidia
hanno fatto crocifiggere Gesù, il Principe della pace? Dicevano tra di loro, il popolo lo segue, e noi non abbiamo profitto di niente. Fuggite, fuggite abitanti di tutta la terra, da questa stolta, e perversa generazione. Amate solo Gesù, è sarete salvati.
Sara’ senz’altro interessante leggere la Bibbia. Probabilmente lo sara’ molto di piu’ leggere la Tora’ o il Corano, perche’ appartengono a culture ‘altre’ rispetto a noi.
Trovo molto interessante leggere libri di psicologia. L’antropologia e’ una materia interessantissima. Trovo poi biologia a soprattutto fisica materie di straordinaria bellezza, per non parlare di filosofia e della storia.
Anche guardare una partita di calcio ci puo’ dare grandi insegnamenti.
Il punto pero’ e’ superare l’insegnamento della religione come previsto storicamente nella scuola italiana, cioe’ come materia di gestione cattolica ecclesiastica, che provvede a scegliere gli insegnanti anche nella scuola pubblica.
Sarebbe ora di porre fine a questo arbitrio e superare l’insegnamento di religione nelle scuole pubbliche.
Il problema non è ovviamente la materia (religione). E’ che la materia sia in mano a chi ha un leggero conflitto di interesse (la Chiesa Cattolica).
Ci sono comunque alcuni insegnanti seri che fanno l’ora di religione come si deve. Purtroppo per gli studenti non viene presa in nessuna considerazione. Come l’ora di educazione fisica, del resto.
Ma cosa dici?
L’ora di religione e quella di educazione fisica sono utilissime… per fare altro
Sono agnostico e, soprattutto, assolutamente anticlericale; ciononostante, ho letto vari libri e diverse parti della Bibbia, e concordo con il tuo ragionamento.
Il punto debole della messa in pratica di un progetto come quello che illustri, se mi permetti, credo si trovi nella preparazione e nella adeguatezza del corpo insegnante (almeno secondo la mia esperienza), a loro volta dipendenti, probabilmente, dai contesti storico, sociale e politico (la gestione cattolica cui accenna qua sopra MarcoS).
In sostanza, un professore anche bravo si troverebbe in ogni caso a fare i conti con situazioni assai problematiche (per eufemizzare), per più di un verso; ma ti chiedo, sinceramente e non retoricamente, se ti risulta che si stiano facendo sforzi, in questo senso.
Ben detto. La Bibbia sta con l’Iliade, l’Odissea, la Commedia et cetera nel pantheon dei grandi capolavori letterari. Ed è bene conoscerli tutti i capolavori letterari.
Bel post, da studente sono pienamente d’ accordo. Anche considerato che durante l’ ora di religione spessa si fa tutto fuorchè religione. Tranne quando trovammo una simpatica docente che ci dettò tutti i 99 nomi di Allah…
Ringrazio degli interventi. Sono consapevole che la gestione dell’insegnamento di religione (lasciato in mano alle diocesi) non permette in questo momento maggiore serietà di quella che c’è. Ma credo, appunto, che debbano essere questi i termini del problema: non l’insegnamento di altre discipline sostitutive. Non voglio (io, personalmente) che l’ora di religione sia un’ora di nulla, come è spesso, e nemmeno un’ora di catechismo, come è a volte. Vorrei che fossero due ore, magari, e che potessero essere un importante contributo alla formazione culturale di una persona. E quindi credo che dovrebbero essere rivalutate, anche con strumenti che passino attraverso una revisione della loro gestione.
Non sono invece d’accordo con MarcoS quando dice che il Corano o la Torah sarebbero più utili in quanto altre (la Torah, poi, non è nemmeno altra, in quanto Vecchio Testamento); credo che il rispetto delle culture altre debba nascere dalla consapevolezza della propria cultura. E che il non rispetto nasca dall’ignoranza della propria, infatti, che è la radice dell’ignoranza anche delle altre.
A Spettatore di Provincia devo invece confessare che non ci sono sforzi in nessuna direzione, né questa né altre.
Un po’ caotico, me ne rendo conto.
Bè ma perché non inseriamo la lettura di brani della Bibbia nel programma di letteratura e lo studio dei vari pensieri religiosi in quello di filosofia (io ho letto più pagine di Sant’Anselmo e San Tommaso che di Hegel e Cartesio)?. Siamo tutti d’accordo sul fatto che l’ora di religione dovrebbe essere affidata a professori “laici” e dovrebbe essere incentrata sulla storia delle religioni e non sull’indottrinamento, ma credo anche che ci siano cose più importanti da studiare: un minimo di diritto per esempio, ma anche – che ne so – la storia veramente contemporanea, il cinema, l’informatica, il miglioramento di una lingua. Forse ci sono materie che oggi sono più utili e servono di più e per cui potremmo sacrificare qualche ora di letteratura latina – detto da una che considerava il latino tra le sue materie preferite; in fondo Catullo e l’Apocalisse posso davvero insegnarci di più sulla vita di Bob Dylan, dei libri di Ayaan Hirsi Ali, e dei discorsi di Obama (visto che oggi siamo in tema)? (Insisto: detto da una che all’università ha studiato Dante, i trovatori e, al posto dell’inglese, la linguistica provenzale)
Non se è per formazione, o per deformazione, o per sformazione, ma non riesco a essere del tutto d’accordo con te, Androkos. Continuo a pensare a certe discipline (non solo le mie) come a un vero privilegio, come a basi senza le quali gli altri saperi perdono di solidità e di verticalità. Intendiamoci, so anch’io che forse è una semplice illusione difensiva, ma non mi pare saggio privarmene. Altrimenti entrerei in classe con troppe motivazioni in meno.
[...] di lo scorfano Riporto, a parziale e marginale completamento di quanto scritto nel post precedente, due notizie reperibili sul sito del Resto del Carlino, edizione di Cesena. La prima riguarda [...]
ma siete sicuri che un prof è stato sospeso per aver somministrato un semplice questionario?
Ma per favore….. un’ispezione non si muove per questo motivo…. c’è dell’altro…
indagate gente indagate e non fatevi fregare dai soliti strumentalizzatori!!!!
Ma il cristianesimo rappresenta una parte di grande rilievo della cultura a cui apparteniamo e a cui la scuola deve insegnare ad appartenere.
Su questo punto ho qualche perplessità. Personalmente, sono curioso per passione e per mestiere, quindi non conosco argomenti validi per non conoscere qualche argomento, compresa la teologia (che poi è la mia arma principale per sfanculare i religiosi). D’altronde, “appartenere” ad una cultura è una questione più delicata, soprattutto in un contesto in cui il principale esponente della religione a me avversa va in giro sostenendo che la sua religione è l’unica ad avere un curriculum di successo nel campo dell’etica.
Sembra che leggere la Bibbia non sia esattamente una priorita’ nell’ambiente cristiano-cattolico:
(da http://www3.chiesacattolica.it/diocesi/vicenza_altre_aree/irc/didattica/noteaggiornamento/testi/5_intervistaaBissoli.pdf )
“La ricerca più recente, fatta dalle Società Bibliche europee (2006), afferma che solo poco più di 1 italiano adulto su 10 considera la lettura della Bibbia un dovere per il
credente in Dio. Circa 80 adulti su 100 affermano di pregare e di farlo piuttosto spesso. Tuttavia solo 7 su 100 affermano di pregare utilizzando la Bibbia.”
Non ho dati sottomano, ma immagino i numeri sarebbero ben differenti considerando i cristiani non-cattolici (protestanti, evangelici), per i quali vale il principio della Sola Scriptura (banalizzando, ognuno legge la bibbia da se’, senza aspettare il riassuntino-interpretazione fatto dalla santa chiesa)
Confermo minimah. I miei amici preti mi hanno sempre presa sempre in giro, per questa storia della lettura della Bibbia, che reputano una sciocchezza. Mica siamo protestanti
Sarà da sfigati andare a Messa, però guai a non sposarsi in Chiesa, magari con scollature esagerate (e non diamo sempre la colpa ai giovani).
@giacomo
Vedi che anche tu conosci la teologia… Io continuo a ritenerla un bagaglio (bella parola eh?) indispensabile. Come la Bibbia, appunto.
@ange e minimah
Infatti, credo cha abbiate del tutto ragione. E mi piacerebbe invece che fosse diverso: chissà che non avremmo anche qualche cattolico più consapevole, alla fine.
Sono d’accordo, il contenuto culturale della religione cristiana data alla nostra società è fondamentale per comprendere il nostro passato. Non solo: l’attività umana ha raggiunto il massimo dei livelli in passato proprio in ambito religioso; penso all’arte, alla musica, alla filosofia, perfino all’odiata scienza (mi viene in mente Mendel).
Ma bisogna valutare anche che nelle scuole italiane, e più in generale in molti luoghi pubblici, sono ancora presenti i crocifissi la cui valenza didattica è zero, e soprattutto che non si tratta di “Ora di Storia delle religioni” ma “Ora di Religione Cattolica”.
Il tutto in quel contesto politico-sociale che tutti conosciamo:
intolleranza verso le minoranze etniche e sessuali, clericalismo, un velato machismo, eccetera.
In questo momento tutti i bei discorsi sulla cultura e sulla conoscenza del cristianesimo perdono sinceramente un po’ di credibilità se non sono accompagnati da una concreta lotta per la laicità dello Stato.
Non sono convinta che l’attività umana abbia raggiunto le sue vette in campo religioso – Einstein non credeva in un Dio personale, per fare il primo esempio che mi viene in mente; i Curie erano agnostici (se non proprio atei); eccetera. Ma concordo sul fatto che sapere cosa sia la Pentecoste sia piuttosto utile per capire l’arte occidentale.
E concordo su tutta la linea, per contro, con il secondo paragrafo: l’ora di religione che il padrone di casa auspica non è l’”ora di religione cattolica” che è offerta dalla scuola italiana (salvo rarissimi casi, un insieme di misura pressoché nulla).
L’ora di religione “utile” potrebbe essere la “storia delle religioni” auspicata dal sondaggio – tenete conto che in Italia anche ebrei e protestanti sono religioni “straniere”: e tutt’e due sono religioni che hanno avuto un certo impatto sul pensiero occidentale. L’ora di religione cattolica attuale è un’ora di “parliamo un po’ di quel che vi pare, e io vi spiego quel che dovete pensare per pensare davvero quel che pensate” (seguono, appunto, idee su donne, gay, altre religioni che non definirei esattamente adatte alla convivenza civile).
Pur se atea, sono d’accordo con te sul versante ora di religione.
Io invece abolirei educazione fisica oppure la renderei un’idoneità. Per esperienze dirette o raccontatemi, mi sembra solo il luogo della discriminazione fisica. E i professori di educazione fisica degli esaltati che tartassano gli studenti meno atletici (a parte le rare eccezioni che confermano la regola, s’intende).
Sui principi sono d’accordo con te. Mi verrebbe anche da dire che non solo gli atei, ma i cattolici la Bibbia la leggano abbastanza poco.
Tuttavia, mi premetto di dire che c’è bisogno non solo di Bibbia (che mi rifiuto di definire un capolavoro letterario; va bene l’Ecclesiaste, ma certi libri dell’Antico Testamento sono una palla pazzasca), ma anche di Corano, per dire. Che ha avuto un’importanza storica pari alla Bibbia.
Ma in Itali,a, si sa, molto spesso l’ora di religione diventa appendice del catechismo. E allora, io per prima preferisco fare altre cose (e infatti le facevo).
Quanto alla questione del Prof. di Cesena, la questione è un altra. Se avesse fatto lo stesso questionario sul latino, sarebbe ancora al suo posto, con buona pace dei docenti di lettere. E questo merita sdegno. Tanto. Perché la religione, malfatta o benfatta che sia come materia di studio, l’ha sempre vinta.
Mah… Io continuo a pensare che sia stato sopseso per ben altro. Le sospensioni dall’insegnamento sono provvedimenti molto rari.
Beh, me lo auguro (che sia stato per ben altro) …
[...] [Post ovviamente scatenato da questo schifo7, e dalla discussione dallo Scorfano.] [...]
[...] 09/06/2009 di lo scorfano Per chiarezza: io continuo a pensare che la religione cattolica debba essere una disciplina di studio importante all’interno di un curriculum di scuola superiore. Continuo a pensare che sia penoso che studenti, anche liceali, escano dalla scuola italiana senza conoscere un passo della Bibbia, nemmeno uno. Continuo infine a pensare che l’insegnamento della religione, per come è attualmente strutturato, non funzioni affatto e che sia importante riqualificarlo, in modi che sono stati già detti da alcuni di voi nei commenti al post precedente. [...]