Le rilevazioni statistiche (una sorta di exit poll: mai avvenuto prima nella storia repubblicana) del Ministero della pubblica istruzione parlano di un aumento dei non ammessi all’Esame di maturità dell’1,6%. Ma sono dati molto parziali. Le cronache locali (Arezzo, Genova, e pure da queste parti: un solo non ammesso su oltre dieci classi quinte) dicono invece molto chiaramente che non è cambiato assolutamente nulla. Sono dati in contraddizione: aspetteremo di sapere.
Intanto, l’unica cosa che possiamo dire, con certezza e senza nessuna possibilità di essere smentiti, è che non c’è, realisticamente, alcuna ragione o norma ministeriale che possa aver determinato questo dato parziale, con la sua diminuzione delle ammissioni, anzi: la regola della media minima del 6 era già presente l’anno scorso (non se lo ricorda nessuno, ma è così: fu Fioroni a introdurla); la necessità di aver saldato i precedenti “debiti formativi”, pure (sempre Fioroni); l’unica novità targata Gelmini, per le superiori, è la partecipazione del voto in condotta al calcolo della media finale. Il quale voto in condotta, però, fa ovviamente salire tale media di qualche frazione di punto, sempre.
Quindi, anche se le non ammissioni fossero aumentate (tutto ancora da vedere), le politiche del ministero non avrebbero influito per nulla sul dato. Ditelo alla Gelmini, per favore. Che sta nel frattempo rilasciando avventate dichiarazioni sul rigore e la meritocrazia.
(E fate tacere, se siete capaci, anche quelli di Repubblica, che non sanno quello che dicono e tirano in ballo illustri pedagogisti e tutto l’armamentario spaventoso della sinistra cultura scolastica del millennio scorso.)


Perdona loro, perchè non sanno quello che fanno…
D’accordo che con Mr.B che cita continuamente statistiche, anche i suoi ministri non vogliono essere da meno, ma a che caspita servono ‘exit poll’ sul numero di ammessi agli esami di maturita’?
C’e’ davvero qualcuno che non vede l’ora di sapere quanti in media sono passati? Non le famiglie/i ragazzi che vogliono legittimamente sapere chi e’ passato.
E visto che ci siamo, ma quanto ci vorra’ mai a raccogliere ed elaborare tutti i dati, da venir fuori con una statistica basata su un campione del 10% del totale?
Effetto mediatico: fa il paio con le norme che non esitono, ma che hanno avuto la loro bella risonanza sui media.
In effetti non mi sembra proprio che sia cambiato qualcosa rispetto allo scorso anno. Ma si vede che devono in qualche modo attirare l’attenzione, no? Tanti i dati a che servono? C’è forse ancora qualcuno che ci crede, ai dati,o piuttosto non si preferiscono le letture del dato?
Attenti a quello che dite sennò mandano i militari nelle scuole a fare gli scrutini e gli esaminatori…
…gli esaminatori a Guantanamo, che c’è spazio vacante.
Parole sante.
Quando ho letto stanotte (prima mattina ora italiana) l’articolo di Repubblica m’è venuto da vomitare.
L’articolo di <i<Repubblica è secondo me un articolo che non sa come dare torto alla Gelmini e piuttosto che raccogliere qualche dato vero (e cioè che non c’è alcuna norma della Gelmini che possa aver prodotto questo risultato) si attacca ad argomentazioni stantie e prive di senso, e finisce per dare ragione alla Gelmini.
quando mi accorgo che i giornali dicono stronzate sulle cose che conosco finisce sempre che mi domando quante stronzate dicono sulle cose che non conosco :-S
Caspita, è vero!
[...] Per la confusione e la disorganizzazione assomiglia molto a quello precedente. Ma in realtà non fa nulla di più di quello che già c’era, non introduce nessuna nuova regola (alle superiori), non cambia le norme di Fioroni: obbedisce [...]
[...] Per la confusione e la disorganizzazione assomiglia molto a quello precedente. Ma in realtà non fa nulla di più di quello che già c’era, non introduce nessuna nuova regola (alle superiori), non cambia le norme di Fioroni: obbedisce [...]