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Archivio per luglio 2009

in viaggio

bonnes vacances

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E insomma, sono in partenza. Tra qualche giorno inizia il mio lungo Tour de France (in automobile, sia chiaro) che mi porterà lontano da casa e dal monitor del Pc. Sarà una necessaria pausa rigenerante; sarà anche una piccola forma di disintossicazione, a dire il vero, perché in questi sei mesi ho vissuto piantato qui, davanti a questo schermo, come non mi era mai capitato prima ed è stata una piccola rivoluzione per la mia esistenza piuttosto abitudinaria.

Per qualche settimana, quindi, stacco. Niente più web, niente più blog, niente più tastiera su cui battere le dita per raccontare cose e persone. E, a proposito di persone, è quasi superfluo dire che sono grato a tutti quelli che, venendo qui e lasciando qualche riga di commento, mi hanno mese dopo mese regalato la voglia di proseguire in questo strano diario scolastico (e non solo) on line.             (more…)

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Mariastella Gelmini è uno dei ministri più amati dagli italiani. Lo dicono le statistiche e lo ripetono le rilevazioni fatte un po’ a spanne, che in genere la piazzano subito dietro al simpatico Brunetta. (Ha anche tanti detrattori, naturalmente: ma, si sa, la persecuzione è l’altra faccia del successo.) Infatti, per esempio, è parecchio amata da mia madre, che ne ascolta le dichiarazioni ai tg e ne legge le interviste sui giornali e pensa che sia una politica «brava» e che io, figlio insegnante degenere, dovrei essere contento di avere un capo di tale fatta.

Io provo a spiegare a mia madre che non è proprio così. Che chiunque sia minimamente informato non può assolutamente apprezzare il non-lavoro della ministra; ma basta un rapido sguardo alle sue interviste (la ministra youtube è bravissima nel rilasciare interviste, una vera maestra in questo campo) per capire subito che si tratta di un mix assolutamente attraente e irresistibile di banalità e falsi tecnicismi, di luoghi comuni e stereotipi; insomma il cocktail perfetto per colpire al cuore l’opinione pubblica (se c’è un cuore, sia chiaro) e quindi anche quello di mia madre.

Un’occhiata alla sua intervista di ieri rilasciata alla Stampa è già sufficiente per comprendere il meccanismo elementare del successo gelminiano:         (more…)

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brutti come voiMi si dice che è ingiusto ma utile. Perché c’è la crisi, mancano i liquidi, le banche non finanziano più le imprese eccetera. Mi si dice che lo scudo fiscale è semplicemente una ragionevole misura per cui «la somma da pagare, secondo la formulazione attuale del provvedimento, è pari al 50% sul rendimento del capitale ipotizzato ex lege al 2% all’anno, per un massimo di cinque anni. (…) In estrema sintesi la sanzione ammonta dunque all’1% del capitale per ogni anno di investimento all’estero, cifra che comprende sanzione e interessi».

Io mi sono imposto di tacere per 24 ore, perché ci ho l’obbligo di rettifica (non so, forse) e non ci tengo a essere perseguito, senza condoni di sorta. Ma anche dopo 24 ore, le mie considerazioni non sono cambiate. La mia unica parola resta «ladri».                     (more…)

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io amo tu amo voi amiArchiviato da una settimana l’esame di maturità, alla fine, rimane solo da rendersi conto davvero che si è chiuso un triennio: completamente. Una classe di 23 persone giovani con cui ho passato otto ore alla settimana per tre anni e che non ci sarà più, l’anno prossimo; una serie interminabile di lezioni di italiano e latino finite così, nel caldo e nella stanchezza di luglio, con un saluto scambiato di fretta fuori da una porta di un’aula che si chiude. Perché è il turno del prossimo studente, perché non se ne può più, perché si ha solo voglia di tornare a casa propria. Una fine, insomma; che come tutte le fini trascina con sé malinconia e sollievo.

Ripensare a tutte le cose dette e fatte è impossibile; e non ha nemmeno senso ricordarsene, naturalmente. Era il mio mestiere, tutto qui; ho fatto solo il mio lavoro, che altro dovevo fare? Non l’ho nemmeno fatto benissimo, lo so; troppe cose potevo fare meglio di così, pazienza.       (more…)

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(«Non hai più scritto niente di musica», mi hanno detto due dei miei quattro lettori, di recente. «Lo so» ho risposto io, un po’ innervosito. Ma siccome senza musica non si può stare, uno di loro – di quelli che avevano notato l’assenza – si è anche offerto di rimediare. E io ho accettato con gratitudine: e quindi, da oggi, con cadenza saltuaria – quando ne avrà voglia lui, insomma – ci sarà di nuovo qualche post sulla musica che ascoltiamo. Si chiama Gionata, il musicofilo: se ci sarà musica, su questo blog, il merito andrà attribuito tutto a lui.)

finkSuccede che con lo stesso amico passo un po’ troppe sere in macchina per andare da qualche parte. Succede che il morale di entrambi non è alto e che facciamo finta di essere uguali. Ma succede anche che, per riparare la malinconia estiva, di musica ne ascoltiamo tanta e con questa un poco riusciamo a tenere la schiena dritta. Una sera, allora, in macchina sento per la prima volta Fink e, mi dice l’amico, il suo nuovo lavoro, Sort of Revolution.

Fink è inglese, ha vissuto gli anni novanta a Bristol, dove nascevano i Massive Attack e i Portishead per intenderci, e si è avvicinato alla musica elettronica come dj, incidendo anche un paio di dischi.         (more…)

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O ci sono in Italia molti più buontemponi di quanto uno si sarebbe potuto immaginare, o c’è qualche urgente riflessione in più da fare:

grillo parlante

(grazie a dottorcarlo)

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la fiamma della passioneArriva luglio e, tutti gli anni, quasi immancabilmente, mi viene lo stesso terribile pensiero. E mi viene proprio dal fatto che arriva luglio e comincio a comprare libri, a leggerli, a cercare titoli nuovi e interessanti, a prendere in mano i classici come se avessi una voglia pazzesca di rileggerli tutti, da Dante a Virgilio a Tasso. E allora mi viene il pensiero che devo scacciare.

E che è questo: che forse bisognerebbe che la scuola aiutasse con tutte le sue forze ogni ragazzo studente a riconoscere le proprie passioni, i propri talenti, la propria vocazione; e che poi, una volta riconosciute tutte queste cose, gli imponesse di fare un mestiere il più lontano possibile dalle sue vere passioni. Ti piace l’astronomia? Benissimo, ti iscriviamo di autorità a giurisprudenza. Ti senti portato per la matematica? Ancora meglio, una laurea in lettere classiche è quello che ci vuole per te.

O forse no, la laurea la si può anche lasciare alla libera scelta; che tanto sempre di studio si tratta. È proprio il mestiere che bisognerebbe riorientare del tutto.       (more…)

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la strage di chiLa strage non è esattamente una strage; e forse nemmeno un boom, a essere precisi; è una progressione, una tendenza, un mutamento di clima, ma non una strage. Guardo i dati sull’aumento delle bocciature agli esami di Stato di quest’anno (dal 2,5% dei candidati al 3%; cioè da 12.000 studenti a circa 15.000, su un totale di mezzo milione) e non mi pare che lo sia, insomma; e tra l’altro non riesco a stupirmi più di tanto, per le molte ragioni di cui ho già scritto e su cui quindi non mi dilungo più.

Ma altri si dilugano parecchio, invece. Non cito nemmeno i telegiornali, che nello spazio di pochi minuti devono comunicare i numeri, inquadrare il sorriso soddisfatto della Gelmini, intervistare studenti e mamme ponendo domande prive di significato alcuno e magari anche provare a commentare e motivare i cambiamenti. Mi rendo conto che sia quasi impossibile.

Parlo invece dei giornali, dai quali ci si aspetterebbe, onestamente, quealche analisi più lucida.             (more…)

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cerotto blu

Per tutta la giornata del 14 luglio, che comincia tra dieci minuti, il blog resterà in silenzio, in segno di dissenso e di protesta contro il ddl Alfano, che intende limitare pesantemente la libertà di stampa e di informazione, in un paese in cui l’informazione libera è già da tempo una rarità. Il cerotto blu è il simbolo di questo silenzio, preso in prestito da .mau., a cui pure chiedo in prestito le ragioni di questa presa di posizione non proprio allineata a quella di molti altri.

Spero che serva, ovviamente. Spero che non sia come lo sciopero a scuola, da cui ottengo soltanto la decurtazione dello stipendio mensile e l’effimera gioia dei miei alunni. Ma di questo, che è argomento delicato e che mi sta molto a cuore, parleremo un’altra volta. Per ora ci godiamo quel po’ di silenzio; e aspettiamo.

(Le discussioni restano aperte; ma io, per non fare il quaquaraquà, non vi prenderò parte, a meno di grossi pasticci; dovrete discutere tra di voi, insomma, se ne avrete voglia.)

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impugnare con cautelaUno non sa più cosa sperare, ve lo confesso. Intendo dire che uno come me, che dopo quindici anni di insegnamento si ritrova, con la sua bella quarantina d’anni, a essere comunque uno degli insegnanti più giovani della sua scuola (che ha un corpo docenti di ben più di 1oo persone) dovrebbe ovviamente sperare che arrivino al più presto forze giovani, capaci di un po’ di entusiasmo, capaci di portare una nuova ventata in questo mondo asfittico, pronte a scommettere sul loro futuro e a coinvolgere in questo loro entusiasmo anche i quarantenni.

E infatti, mediamente, è quello che spero anch’io, quarantenne quasi splendido. Quando leggo quello che scrive Ipazia, per esempio, spero che un giorno arrivi lei nella mia scuola a portare un po’ della sua spigolosa e acuta giovinezza; e così per altri come lei. Ma è anche vero che è quasi inutile sperarlo, innanzitutto. Basta leggere l’articolo pubblicato sul Sole24Ore di oggi, che è spietato ma purtroppo veritiero:         (more…)

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300 parenti della mia mammaAvrei alcune cose da replicare all’articolo pubblicato da Pietro Citati oggi, su Repubblica, in cui si parla di letture e del perché i ragazzi «non leggano» (che è già di suo un gran bel luogo comune, ma insomma) e di cosa dovrebbero leggere (Anna Karenina, secondo lui). Ne avrei tante, ma mi limito a un semplice aneddoto, perché è luglio, siamo tutti un po’ stanchi e in più c’è l’«allarme afa» che ci allarma parecchio, in quanto siamo parecchio non attrezzati (e cioè? boh…).

L’aneddoto riguarda me tredicenne e la mia mamma, la quale sostiene di essere nata in un’imprecisata zona dell’Italia giuliana, ma io credo fermamente che sia invece originaria di Sparta e tra un po’ lo crederete anche voi.

Dunque, era una bella giornata di primavera ligure, io avevo più o meno tredici anni e molti amici, ovviamente, tutti i ragazzini del quartiere.         (more…)

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libera e disciplinataDella disciplina si può dire tutto il male possibile, è ovvio, è talmente ovvio che è quasi diventato un luogo comune. È parola brutta, che suona male, che sa di vecchio, che sa di schiavitù e soprattutto di repressione. E oggi, governati dal sedicente partito delle libertà, tutto quello che sembra sapere un po’ di schiavitù finisce per avere un cattiva reputazione, per suonare stonato entro il concertino circense che ci stanno propinando. Anche la disciplina, quindi.

Eppure, la disciplina ha qualcosa che dovrebbe farcela amare, almeno un po’.

Intanto perché viene dal verbo latino disco, che significa “imparare”; e imparare è cosa sempre bella, sempre necessaria, senza la quale non si cresce e dunque non si è liberi. Ed ecco allora che c’è qualcosa che non va in quelli che si immaginano la disciplina come una vecchia schifosa parente della schiavitù. Che anzi, ve lo confesso io che la conosco, la disciplina è giovane e carina.             (more…)

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Secondo me, ma lo dico sottovoce perché non sono proprio sicuro, la mossa di Beppe Grillo è tutta autopromozionale: l’immagine del comico è appannata, la sua battaglia sui referendum è stata approssimativa e piena di falle,  le sue liste cinquestelle hanno avuto riscontri deludenti alle amministrative… C’era solo bisogno che qualcuno parlasse di nuovo un po’ di lui. (E c’è anche un regolamento interno del Pd che parla chiaro, come si fa notare qui.)

Ma lo dico così, intendiamoci, come semplice impressione a caldo. Che magari invece lo si sta sottovalutando, come anni fa si erano sottovalutate la Lega Nord e le sue istanze.

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chi vuol essere musulmanoLeggo oggi questa piuttosto incredibile notizia: la televisione turca manderà in onda un reality il cui titolo sarà: «I penitenti gareggiano». Il meccanismo e lo scopo di tale reality hanno qualcosa di pazzesco e di subumano (come accade a quasi tutti i reality, va detto): i concorrenti partecipanti devono essere degli atei accertati (ci sarà una commissione apposita, che accerterà il loro ateismo infatti); ma insieme a questi dieci atei ci saranno quattro “uomini di Dio”, un imam musulmano, un buddhista, un sacerdote cattolico, un rabbino.

Alla fine della trasmissione, vinceranno in due quindi: il religioso che avrà saputo convertire l’ateo e l’ateo che si sarà più convintamente fatto convertire, il cui premio sarà un pellegrinaggio nella località santa della religione che avrà abbracciato (anche se non so quanto si possa felicemente andare in gita a Gerusalemme, tutto sommato).  Non è previsto che gli atei convincano i religiosi, mi pare;         (more…)

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un enorme morso definitivoSì, anche secondo me si pone una questione morale enorme. Solo che non si pone nel Pd, ecco. Nel senso che il Pd ha ben poco a che fare con questa vicenda. Se non per il fatto che l’uomo accusato di essere uno stupratore seriale era appunto un iscritto e militante del Pd: ma nient’altro, onestamente. E se fosse stato un militante di Forza Nuova? Nient’altro, anche in quel caso. A meno che non avesse fatto dell’«apologia di stupro» un suo programma politico; cosa che non è avvenuta, mi pare, né nel Pd né in Forza Nuova.

Quindi, niente «apologia di stupro» e niente questione politica: e la faccenda sembra definitivamente chiusa.

Resta la questione morale, e resta «enorme», è vero. Solo che è una questione morale che ha più o meno diecimila anni di storia alle sue spalle e che non ha nulla a che fare con il reclutamento dei coordinatori del Pd, se dio vuole.

Ed è una questione leggermente più complessa:       (more…)

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seconde visioniSi avvicinano le vacanze e c’è allora bisogno di qualche film un po’ più leggero del solito; tanto che si va persino a ripescare un Woody Allen d’annata, indiscutibilmente newyorkese, come tutto sommato ci piace ricordarcelo. E poi altre due commedie, una molto ben riuscita, un’altra assai deludente, a mio parere: anche se, come sempre, sono pronto ad ascoltare chi mi verrà a spiegare che pure questa volta ho torto.

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numero2In questo momento, ore 18.15, solo Michael Jackson è più popolare di Di Pietro, nelle ricerche dei lettori del NYT.

Non trovo spiegazioni.

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Il simpatico ragazzo Mattia, compagno di banco di Andrea,  è tornato, finalmente, dopo essersi fatto attendere come solo le rockstar. E ne ha da dire a tutti, in realtà. Ma soprattutto a qualcuno, però.

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Sempre a proposito di lati posteriori, in America ci tengono a dimostrare  (forse per compiacere la bella Michelle) che la foto in cui Obama si incantava davanti (dietro) alla giovane brasiliana delegata allo Junior8 (e grazie alla quale, improvvidamente, il direttore di Libero ha ricavato una pericolosa equazione)  è stata in realtà male interpretata. In compenso, Sarkozy…

(dal blog di Andrea Mollica)

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Quello che gli abruzzesi pensano del Tg1:

facce come il

(via dottorcarlo)

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azzurro così lungo e azzurroSono le sensazioni di un incompetente, vi avverto, nemmeno ragionate, ma semplicemente buttate giù così, alla veloce, con in testa le immagini di questi ultimi tre giorni e le risate e le battute e le interpreti e gli equivoci e poco altro di quello che è passato in tv. Senza nemmeno un link, che mi parrebbe pure troppo: non sto argomentando, insomma; sto cazzeggiando (e forse non sono nemmeno il solo).

Però, francamente, dopo tre giorni tre di ininterrotta diretta SkyTg24 sul G8, che poi è diventato G13, poi G13 +1, poi defintivamente G20, a me, che non capisco nulla, mi è sembrato più che altro di assistere alla riunione di un club di ex compagni di classe rotariani, che si scambiano battute e complimenti e qualche pacca sulla spalla, e si sentono potenti ed efficaci, e si complimentano l’un altro per l’organizzazione di questo e l’organizzazione di quello, e per la generosità tua e per la generosità mia, e i buoni rapporti con uno oppure con l’altro, e poi, passata la cena e le foto di rito, in conclusione, non hanno combinato un cazzo.

Detto così, proprio; in amichevole franchezza.     (more…)

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piccoli mostri senza importanzaSi dà un’occhiata a questo articolo qui, che è tanto breve e non costa nessuna fatica, e ci si chiede se c’è qualcuno che davvero possa essere salvabile, in questa piccola vicenda.

Senz’altro non il titolista, che che mette due complementi oggetti dopo lo stesso verbo, o si dimentica una preposizione, o beve vodka mentre lavora, non so. E tutto sommato nemmeno il preside, che si inventa una giustificazione così ingenuamente capziosa per difendere l’indifendibile. Si è quasi tentati di salvare la candidata, almeno di primo acchito; così ansiosa e insicura da portarsi  due cellulari a scuola il giorno dell’esame.

Ma è appunto il due che la condanna:       (more…)

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«Lo studente stronzo viene bocciato, giusto. Ma il professore incapace o stronzo perchè può rimanere al suo posto? Dov’è la logica?»

conquistare gli studenti con il fascino intellettuale(trovato qui, entro una piccola e interessante discussione – in cui si dicono anche altre e più articolate cose – a seguito di un mio recente post, questo)

E però. E però, io la prenderei da tutto un altro punto di vista, se permettete. E partirei piuttosto da un’altra considerazione, più affine alla psicologia spicciola che alla didattica, se permettete (sempre odiata la psicologia spicciola, ma tant’è…)

E la mia spicciola considerazione è questa: le persone, tutte tranne rarissime e lodevolissime eccezioni, tendono a fare quello che risulta loro più facile; o più comodo; o più redditizio. Fare l’insegnante in modo redditizio è attualemente impossibile, per cui escluderei l’eventualità fin da subito. Restano la facilità e la comodità.      (more…)

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come un uomo sulla terraDag studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni. Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus punto di incontro di molti immigrati africani coordinato da Marco Carsetti e da altri operatori e volontari. Qui ha imparato non solo l’italiano ma anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la Libia, e di provare a rompere l’incomprensibile silenzio su quanto sta succedendo nel paese del Colonnello Gheddafi.             (more…)

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«… ti attaccano perché sei bravo.»

Questa è la «pancia della Lega». E così parlò la Padania, non la Repubblica o qualche altro quotidiano «eversivo».

Lo scrivo perché noi ce ne stiamo qui a discutere e a cercare argomenti validi e valide interpretazioni. Ma, fuori, da qualche parte, il mondo definisce se stesso «pancia», con inquietante compiacimento, e giustifica tutto con una scrollata di spalle.

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chi è il bianco chi è il neroIl compagno di banco del giovane Mattia potrebbe chiamarsi Andrea, per esempio.

Ed essere, curiosamente, un ragazzo studioso. Non una persona noiosa e poco brillante, tutt’altro; che altrimenti Mattia non si sarebbe mai seduto vicino a lui. Piuttosto un ragazzo pieno di interessi, con molta curiosità intellettuale, capace di cogliere i poveri stimoli che i suoi poveri insegnanti si lasciano scappare, tra un’ovvietà e l’altra. E anche capace di crearli lui stesso, quegli stimoli, facendo domande interessanti ai suoi insegnanti poco interessanti.

Per esempio, è normale che Andrea fermi il prof di italiano, alla fine dell’ora, e gli chieda qual è l’edizione commentata del Canzoniere di Petrarca più affidabile che c’è in libreria. E poi è anche normale che vada a comprarsela e che un paio di settimane dopo fermi di nuovo il prof di italiano per comunicargli le sue impressioni su quel libro (povero prof di italiano, che aveva solo voglia di uscire alla svelta per fumarsi una sigaretta in pace…). Ed è piuttosto normale che quelle sue impressioni aiutino il prof di italiano a fare una bella lezione su Petrarca, il giorno dopo.           (more…)

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decoder hd con meraviglioso telecomandoOggi mi ha chiamato una signorina di Sky Italia. In realtà non ho capito che chiamava proprio me finché non ha smesso di parlare con qualcuno che era vicino a lei: dopo qualche secondo di conversazione sua privata, a cui io ho avuto il privilegio non richesto di assistere, si è presentata rapidamente, tanto rapidamente che ho dovuto chiederle di ripetere tutto, per favore.

E qui, credo, è nato l’equivoco. Lei ha cominciato infatti a scandire le parole mol-to-len-ta-men-te, come se fossi uno mezzo scemo e credo mi abbia immediatamente catalogato nella categoria “storditi” e forse tutto il resto è arrivato di conseguenza. (Non che io non sia effettivamente uno stordito, intendiamoci; ma non nel senso che ha creduto la signorina, direi.)            (more…)

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frontiereTutta questa storia, a me, ha fatto venire solo un desiderio, cattivo e vendicativo, di quelli che non si dovrebbero avere, perché non producono niente: che le cacciassero davvero fuori tutte. Che prendessero tutte le badanti clandestine e le portassero al confine e non le facessero più rientrare. Che la applicassero sul serio, la legge, una buona volta. Basta con i proclami semplicemente elettorali, basta con la Lega che si impone e fa il suo bel figurone, nella consapevolezza che tanto non cambia niente, che da domani saremo ancora lì, nello stesso punto, con l’immigrazione e la lotta all’immigrazione usate per accaparrarsi un bel gruzzolo di voti. Basta con il sistema all’italiana, per cui si fa la legge, nessuno la applica, ma tutti si sentono meglio e ci guadagnano.

Ma non capite che senza gli immigrati la Lega perderebbe tutto il suo consenso? Non capite che cacciare via gli stranieri è l’unico modo per battere la destra? E allora, via, facciamola finita. Mandiamoli tutti fuori e riprendiamoci quello che ci spetta, come dicono loro. E riprendiamoci anche il governo, a questo punto, che senza immigrati figurati se quelli arrivano al 10 per cento…! Non lo vedono nemmeno da lontano, il 10 per cento… Anche perché saranno molto impegnati ad occuparsi dei loro vecchi, rimasti soli a casa, senza assistenza.

Applichiamo la legge, quindi.           (more…)

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avvocato mi dica lei il votoLo spunto mi è venuto da questo commento di ieri (lasciatomi da lasuoceradelbabau, che ringrazio). Vi si parla di avvocati e di famiglie protettive e di suggerimenti tra il larvato e il minaccioso, a proposito della valutazione dei figli. Sono atteggiamenti quasi incredibili, che vorrei tanto smentire, ma che invece mi tocca confermare, anche se indirettamente.

Io lavoro in un liceo piccolo, in provincia, senza grossi problemi di questo tipo. Ogni tanto mi capita di dover affrontare qualche mamma iperprotettiva, qualche padre un po’ maleducato, a volte qualche ragazzo un po’ troppo pieno di sé. Ma mai molto più di questo, in realtà.

Però parlavo pochi giorni fa con un collega del più prestigioso liceo classico della città (che è il più prestigioso anche perché è l’unico, a dirla tutta; nel senso che l’altro, quello frequentato dalla Gelmini, è privato, e non conta) e mi descriveva una realtà del tutto diversa, anche lui.              (more…)

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inique sanzioni

E si sentiva proprio il bisogno di un altro «giro di vite» su qualcosa. Che in Italia è difficile stare senza che le viti facciano il loro corso almeno una volta al mese… Poi le norme non le rispetta e non le applica nessuno, e se qualcuno le fa rispettare è un pazzo giustizialista; ma  l’importante è che girino le viti. In modo che le palle non si sentano troppo sole.

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salviniCredo ci sia una sola categoria di persone che ha diritto di scandalizzarsi per il video che oggi Repubblica ha messo on line (e che trovate anche qui sotto, in coda) e in cui si vede Matteo Salvini, l’onorevole Matteo Salvini, che intona canzoni violentemente e beceramente razziste contro i napoletani. La categoria che ha diritto di sorprendersi e scandalizzarsi è quella dei cittadini che hanno sempre e solo vissuto al Sud: in Calabria o in Sicilia o, appunto, a Napoli. E che hanno sentito parlare i leghisti sempre e soltanto in tv, nei servizi dei telegiornali “liberi” della nostra informazione nazionale, nei dibattiti falsamente accesi di ballarò, dopo i quali si va tutti a cena insieme.

Gli altri, quelli che vivono a Brescia o a Como o a Padova o a Novara o a Genova, o anche quelli che ci hanno vissuto o lavorato per qualche anno, quel diritto lo hanno perso da tanto tempo.           (more…)

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catene in tutti i sensiCe n’è una sola, per fortuna. Anche se io non ne ho mai viste tante come quest’anno, onestamente. Tante, tantissime mamme, tutte preoccupate, tremanti, fuori dalla porta, che mi guardavano per avere anche solo un piccolo segno, alcune anche in lacrime, sempre in ansia per i loro figli. È stata la maturità delle mamme, per certi versi.

In realtà, a pensarci, nessuna di loro è entrata direttamente nell’aula dell’esame; l’ingresso lo hanno lasciato agli amici, ai morosi e alle morose, ai compagni di scuola. La maggior parte si è fermata fuori, nel corridoio, ad aspettare, magari parlando con la bidella, o con alcuni altri ragazzi che erano lì, in attesa anche loro; o parlando con altre mamme, ovviamente. Come ai giardini pubblici, quando i ragazzi erano bambini.

E lo so benissimo anch’io che sarebbe facile uscirsene adesso con il più ovvio  e ragionevole dei commenti:             (more…)

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non tutti in vacanzaCosa c’è che mi disturba nella pubblicità che il Governo sta mandando in onda sulle tv nazionali in questi giorni per promuovere la lettura? Non lo so, tante cose, forse nessuna in particolare, forse tutte quante; l’atmosfera, principalmente. Quell’idea di famiglia benestante in vacanza, prima di tutto; quei vestiti bianchi, quel candore artefatto. E quindi, inevitabilmente, l’associazione tra lettura e vacanza; tra libri e tempo libero; tra lettura e biscotti del mulino bianco o yogurt che stimolano l’intestino.

Poi c’è il claim, quel «passaparola» che implica qualcosa di segreto, di misterioso, come già è stato fatto notare qui. E infine l’originalissimo finale sul «cibo della mente», che, mi rendo conto, vuole essere uno slogan comprensibile a tutti e da tutti decifrabile, ma sprofonda talmente nell’ovvio da suscitare (almeno in me) una piccola smorfia di dolore. Cibo della mente, mamma mia…

E non basta.         (more…)

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A me Giuseppe Civati sta simpatico (come direbbe Debora, insomma); e benché non sempre ne abbia condiviso le scelte e le posizioni, penso che sia uno degli esponenti piombini del Pd di cui mi fido di più e che ascolto sempre più volentieri. Oggi ho letto la sua intervista a Repubblica e ho pensato che la sua ultima risposta è una definizione perfetta della crisi di identità della sinistra italiana. È questa:

Marino parlerà dell’Italia di oggi. Di sicurezza e di integrazione. Cosa dice il Pd su questi argomenti? Se lo avessi chiesto ai duemila che sabato erano alla Festa democratica, nessuno avrebbe saputo rispondere.

Poi ci sono anche i temi del lavoro, della scuola, della laicità con tutte le relative domande, che la gente si fa e a cui nessuno, da sinistra, sa rispondere da anni, se non con formule vuote e un po’ stantie. E bisogna dunque cominciare a costruirle sul serio, tutte queste risposte; e il leader, se proprio ce n’è bisogno, dovrà essere semplicemente uno in grado di dare le risposte più nuove e convincenti a tutte queste domande.

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