Sapete che vi dico? Che a me dispiace per tutti gli attacchi che oggi si è beccata Debora Serracchiani. Intendiamoci, penso che nel merito abbiano assolutamente ragione tutti quelli che l’hanno criticata (Mfisk come Leonardo, Squonk come Gilioli e tanti altri); e penso che lei abbia torto e che molte delle sue dichiarazioni siano indifendibili e quasi risibili, in alcuni punti, e che era meglio se ci pensava prima; e se ci pensava anche molto bene.
E che era meglio se l’instant book, Il coraggio che manca, non lo avesse proprio scritto. Perché mancano troppe altre cose, oltre al coraggio. E perché gli instant book sono operazioni editoriali di bassissima lega, sempre, e bisognerebbe saperlo.
Ma mi dispiace lo stesso, però.
Perché penso a chi sia questa donna. A cos’abbia fatto per arrivare fino a questo punto. E mi rispondo che non ha fatto quasi niente. È intervenuta all’assemblea del Pd di febbraio e ha pronunciato 10 minuti di discorso davanti al segretario Franceschini, visibilmente imbarazzata, in un momento in cui il Pd sembrava essere sceso sotto il 20% dei consensi; non ha detto nulla di incredibile, ma lo ha fatto con toni che parevano nuovi; e soprattutto la sua faccia era nuova. Una quasi quarantenne che non dimostrava più di trent’anni, una faccia carina, ma di un carino ben lontano dal becero veliname a cui siamo abituati. E tanto è bastato per farla diventare un simbolo. Qualche formula generica, un appello alla laicità, una critica un po’ enfatica ai dirigenti.
E poi, nei giorni successivi, è sembrata più stupita lei di tutti quelli che l’hanno assunta come emblema del nuovo. Era un po’ stupita anche in tv, all’Era glaciale, dove sembrava quasi a disagio. Forse sapeva di non avere molto da dire… Ma tant’è. Il vuoto a sinistra è tale, il bisogno di novità è tale, l’urgenza di trovare un leader vero è tale, che Debora Serracchiani è stata candidata alle Europee a furor di popolo (quel poco), dove ha preso 140.000 preferenze e, in Friuli, ha superato persino Berlusconi.
A ripensarci ora, era un segno drammatico delle condizioni della politica italiana tutta. Perché gli elettori di sinistra sentono un tale bisogno di aria fresca che evidentemente si attaccano alla prima faccia nuova che venga loro presentata (l’ho fatto anch’io, insomma, sebbene non con lei); perché lo stesso Berlusconi appare come la scelta di chi non vede alternative plausibili. Appena sembra spuntarne una, perde anche lui.
E ora che fa, la Serracchiani? Un discorso vago e senza nerbo all’assemblea del Lingotto, dei giovani del Pd, e subito dopo un’intervista dissennata, in cui assomiglia a Lara Comi, non molto di più. E tutto questo ci dovrà far riflettere parecchio, secondo me.
Chi è Debora Serracchiani? Perché ha così tanto spazio? Perché ne abbiamo così tanto bisogno? Ne abbiamo tanto bisogno, perché Berlusconi ha vinto e stravinto. Perché siamo diventati in troppe cose come lui. Aspettiamo il leader. Vogliamo che il leader abbia una faccia bella. Vogliamo che non parli di «piattaforme programmatiche». Vogliamo che sia moderno e che usi un linguaggio pop. Vogliamo che sia telegenico. Vogliamo Obama. E abbiamo preso la Debora e l’abbiamo fatta diventare quello che lei nemmeno sognava di poter essere. E ora ci arrabbiamo perché non è come noi pretendevamo che fosse.
Ce l’abbiamo messa noi, Debora Serracchiani, a dire certe assurdità in quell’intervista. Lei poteva solo rifiutarsi, ma era difficile. Si chiama sindrome di Proust, in letteratura: io ti amo perché ti idealizzo; e ti idealizzo, pensandoti come non sei, ma come vorrei, con tutta la mia forza, che tu fossi; e quando scoprirò che non sei come io vorrei che tu fossi, allora sarà colpa tutta tua e non ti amerò più.
E invece, insomma, non è colpa sua. Non tutta, almeno. Lei poteva evitare l’instant book; poteva far capire che tante cose ha ancora da imparare (perché sono sicuro che lo sa, che è così, che deve imparare); avrebbe evitato l’intervista a Repubblica, per esempio. Ma noi, antiberlusconiani di tante razze, avevamo bisogno che lei fosse un leader nuovo, migliore di quelli che abbiamo, migliore di Berlusconi, ma anche di Franceschini, di Di Pietro e di D’Alema. E ora ci arrabbiamo perché lei non lo è, nemmeno un po’. Ma la colpa continua a essere più dei leader che abbiamo, che non sua. I quali leader non sono affatto all’altezza e invece pensano di esserlo.
E soprattutto la colpa è nostra, che abbiamo bisogno di un leader, a tutti i costi; che ci siamo fatti convincere che sia il leader la vera carta vincente, oppure che, pur sapendo che non ne abbiamo bisogno, non riusciamo a convincere gli altri che non ne hanno bisogno nemmeno loro
Ce la prendiamo con lei, perché sappiamo che è una sconfitta nostra. E perché ancora non capiamo che si deve sul serio ripartire da capo, quasi da zero. E più che altro da noi, secondo me.


Ti linko un articolo che spero possa essere interessante: http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/07/01/pd_partito_decrepiti.html
Gentile LO SCORFANO,
la tua analisi è perfetta ed indiscutibilmente acuta.
La scelta di portare alla luce e dare potere a persone come Debora (senza h finalmente) Serracchiani è stata fatta, secondo me, per scardinare dal di dentro uno pseudo partito che per colpa della sua VECCHIA NOMENCLATURA ha distrutto la fiamma del rinnovamento accesa dai famosi GIROTONDINI e spenta dai politici di professione di sinistra (che io personalmente maledico) perchè hanno minato e distrutto quella capacità di analisi che stava affiorando nella mente della
gente di strada.
Adesso sono riusciti a consegnare il PAESE nelle mani di una persona sola e le uniche parole di protesta che riescono a sussurrare sono AL LUPO, AL LUPO.
Delegittimano con parole che denotano una loro profonda incoscenza sociale, chi sta cercando di fare opposizione solo con le proprie forze.
LORO, ex-pseudo amministratori della cosa pubblica, non avranno lo stesso coraggio di MATTEOTTI perchè sostengono che non c’è un reale pericolo per la nostra democrazia, dopotutto sono solo i MACCHERONI che riempiono la pancia.
rosario
Ti ringrazio, l’ho letto. Mi pare che Travaglio consideri che la Serracchiani dica e proponga cose nuove e intelligenti. Pensiero che onestamente non riesco affatto a coindividere. A me è parso, sostanzialmente dopo l’intervista dalla Bignardi, che non avesse granché da dire. E lo penso ancora. Ma credo anche che sia una specie di vittima di un desiderio collettivo assurdo, quello delle facce nuove. E che tale desiderio sia sostanzialmente di matrice berlusconiana, della sua cultura mediatica insomma. E’ questo che non mi convince; non abbiamo bisogno di un volto nuovo, ma di una politica nuova. E per fare una politica nuova c’è bisogno di ben altro.
Tra i più bei post usciti sull’argomento finora.
Personalmente, però, considero giustificabile e giustificata la voglia di chi è di sinistra (e non vorrebbe ritrovarsi, un giorno, a dover votare, chessò, Fini) a veder spuntare un/una leader, un giorno. Intelligente, preparato, e con uno staff che lavora e l’accompagna (che ti sconsiglia l’istant book, che ti prepara per l’intervista a Repubblica, etc.)
Perché, Serracchiani a parte, un leader ci vorrà pure. O no?
Io credo che debbano prima venire le idee, i programmi, le piattaforme (anche), i progetti e le proposte. Poi, allora, verrà anche il leader: sarà quello che mglio incarna tutta la roba di cui sopra. Ma senza quella roba non c’è leader che tenga, solo qualche apparizione improvvisa, destinata a bruciarsi; e soprattutto destinata a perdere contro chi della leaderchip personalistica ha fatto un vero caposaldo politico.
Ma infatti la Serracchiani come fenomeno mediatico e frivolino andava stroncata subito. Voglio dire, già nel video che l’ha portata alla ribalta diceva cose normali e non particolarmente originali: ai tempi ho assistito molto perplesso al lievitare esponenziale dell’entusiasmo per così poco, riservandomi di verificare in seguito la distanza tra la montatura improvvisa, che tutto sommato lei stessa stava subendo, e la sua storia politica e le opinioni sostenute. Poi non l’ho fatto, ma sembrerebbe che nel frattempo il fenomeno mediatico si stia arrotolando sulle contraddizioni tipiche di questo tipo di infatuazioni.
Sei proprio cattivo.
Non perché abbia detto cose non condivisibili, anzi!
E’ che io volevo arrivarci, a questo punto, e mi sono fermato sul limite: perché ogni volta che ho parlato della friulana ne ho parlato male, e adesso mi sembrava di sparare sull’ambulanza: e non ho avuto il cuore.
a scanso di equivoci: cattivo per avermi rubato il post, non per lo sparo sull’ambulanza
Io non sono cattivo. Non è sulla Debora che io volevo sparare: ma su chi l’ha messa in questa condizione. Ora, se Debora si farà i suoi cinque anni a Strasburgo, imparerà molte cose della politica, sarà più preparata e più attenta e tra cinque anni avrà ben più proposte da fare. Adesso come adesso è solo un volto nuovo; ma proprio solo quello.
Chi ne ha fatto una specie di icona della sinistra moderna non ha tenuto conto, secondo me, che quello non basta. Ed è una miopia grave, che ha danneggiato soprattutto lei.
hai letto la nota in calce, vero?
Certo che l’ho letto. Ciò non toglie che quello cattivo sei tu…
Be’, ma ho forse mai io di non esserlo affermato?
(si noti la fine costruzione tedesca della frase)
Beh, allora, visto che ti sei dichiarato cattivo, non mi esimo dal fare le pulci alla costruzione tetesca (
): secondo me il soggetto va dopo il verbo. Bvon tetesco non transige qvesta regola!
Osti che rompiballe sono (a rileggermi dopo un po’)… Ogni tanto mi sfuggono delle osservazioni veramente pedanti…
Gioia mia: ma il soggetto (io) è dopo il verbo (ho)
Eh già, intendevo subito dopo il verbo, “ma ho io forse mai ecc.”, così mi hanno insegnato l’inversione, poi magari la regola è più flessibile.
E’ che a faticarci, con la maledetta costruzione della frase tedesca, poi si diventa pignoli.
Non è che fossi proprio uno studente modello, in tedesco. Ma dato che stamattina continuo a parlare al telefono con un avvocato di Berlino, mi è venuto spontaneo: probabilmente hai ragione tu.
Vabbè, scusa, mi è sfuggito, ogni tanto ho degli incontrollabili attacchi di pedanteria… E ridendo e scherzando ho anche, ahimè, fatto una discreta trollata.
ti ho linkato ovviamente. mi dai sempre grandi soddisfazioni ovviamente. ho sempre speranza ovviamente. parlo di lettura del reale, di abitudini, di mentalità. eppur si muove, chissà se ovviamente.
Io sono una di quei 73.910 che l’hanno votata.
Dichiaratamente anche prima dello spoglio.
E sarei anche d’accordo con te (come con msfisk), in particolare con il tuo ultimo commento.
(stavo pulendo la tastiera e mi è sfuggito un enter
)
…
E non l’ho votata perché credessi in lei come leader, ma perché spero sia una persona seria.
Preferisco investire su una promessa (che magari non sarà mantenuta), piuttosto che su una minaccia.
Ma era giusto votarla… Diverso è pensarla alla guida dell’opposizione, secondo me. Che 5 anni a Strasburgo saranno una grande esperienza per lei.
A Strasburgo, una come lei, al massimo impara a diventare esattamente ciò che lei – oggi – considera il male del Pd, e cioè a diventare donna d’apparato.
Perderà qualsiasi riferimento con Thumper e con quelli che l’hanno votata, si cambierà le scarpette e a fine legislatura deciderà se tornare a far l’avvocato (improbabile, perchè mai?) o continuare a far politica in un partito (forse a quell’epoca sarà soltanto più un club) che – e qui sottoscrivo – manca di idee, progetti, piattaforme…
Insomma: non ha un’idea forte su niente.
(Io ho parlato di promesse, non di certezze…
)
Io sinceramente non riesco a provare pietà per la Serracchiani. Per quanto esponenti del partito ci siano andati anche troppo pesante. E con tale stizzita cattiveria da sollevare più di un sospetto.
La Serracchiani non riesce a farmi pena perchè ha 38 anni e non 20, perchè la battuta sulla scelta di Franceschini è stata stupida, ingenua e indifendibile. Perchè passati i 30 devi avere almeno imparato a guardarti le spalle, o a fidarti di qualcuno che le guardi per te. Mi ha dato l’impressione di una sprovveduta, ma mi viene da pensare che il livello di comprensione del linguaggio in Italia si sia talmente abbassato che solo dicendo di un possibile lider che “è simpatico” si possa essere capiti. E scusate la tirata.
Assolutamente d’accordo con te.
Mi identifico in toto.
Spero solo che tu ti sbagli sui motivi per cui l’hanno scelta in 140.000
Mi piace pensare che davanti al solito dilemma, o mangi questa minestra o salti dalla finestra, possano aver pensato che si trattava se non altro di una minestrina non riscaldata.
Sono convinto che, dopo l’intervista, Franceschini, che non è un fesso, prenderà le distanze.
<>.
Il ragionamento è dello stesso livello eh… ;-D
Ops… Ecco qui il ragionamento allo stesso livello:
“La Serracchiani sta con Franceschini perché lui è più simpatico: ‘Ma mi sarei potuta candidare con Berlusconi perché lui ce l’ha più lungo’ “.
Anche senza arrivare a tanto, il paragone con Lara Comi serviva un po’ a quello.
ti faccio lo stesso complimento di isarose, sco, e ieri ne ho letti di interventi e post sull’argomento
bravo
Tenchiù (troppo gentile).
[...] risparmiarselo, anche se sembra in ottima compagnia. Certo molte delle sue dichiarazioni, penso come lui, siano indifendibili e quasi risibili, in alcuni punti, e che era meglio se ci pensava prima; e se [...]
[...] di lo scorfano A me Giuseppe Civati sta simpatico (come direbbe Debora, insomma); e benché non sempre ne abbia condiviso le scelte e le posizioni, penso che sia uno [...]