Per quello che vale, faccio anch’io il mio piccolo plauso all’inziativa della Stampa, che, alla vigilia del G8, ha dedicato la sua uscita domenicale all’Africa e a tutte le contraddizioni del rapporto tra le potenze economiche del mondo e il continente dimenticato. Bello e interessante il focus L’Africa delle opportunità; diretto, incisivo e a tratti anche imbarazzante il dialogo serrato tra Bob Geldof e Silvio Berlusconi.
Per esempio, in questo punto:
Geldof scuote la testa. Mostra a Berlusconi i documenti che il premier aveva approvato al G8 di Gleneagles: «Qui c’è la firma di un paese e l’onore di un uomo». Berlusconi li legge e ammette: «Mi dispiace, abbiamo commesso un errore». Geldof allora riprende: «Una ragione per cui la crisi in cui ci troviamo è così grave sta proprio nel fatto che abbiamo lasciato il 50% della popolazione mondiale fuori dal nostro sistema. Come puoi vivere con meno di due dollari al giorno? E se guadagni così poco, come puoi comprare i nostri prodotti? L’Africa è un mercato più grande dell’India, del Brasile, della Russia o del Messico: non crede che dovremmo includerla? Se i cittadini africani possono comprare i nostri prodotti, ci sarebbero più posti di lavoro anche in Italia». Berlusconi stringe i pugni: «Lei ha ragione: quando si assume un impegno, bisogna mantenerlo. Noi siamo in ritardo, e questo ritardo dobbiamo colmarlo. Mi dispiace di non aver mantenuto le promesse, ci siamo fatti prendere da tutte le cose che ci sono cadute addosso. La crisi, il terremoto. Abbiamo anche una situazione di forte contrasto con l’opposizione, giudici che ci attaccano…». Geldof lo blocca ancora: «Ma questa, signor presidente, non è una discussione sui media o il sistema giudiziario: stiamo parlando di gente povera che non ha difese»


ma che strano, con Geldof la menata delle toghe rosse e degli sporchi comunisti non funziona come scusa.
Vabbè, ma quel Geldof mica è un giornalista a 90° italiano.
Mi sa che al G8 al mafionano faranno vedere i sorci verdi, altro che ” sono uno dei leader piu autorevoli e ascoltato dell’Occidente”
Bhe per come siamo messi persino Bob Geldolf diventa un gigante.
Anche la scelta di Calabresi mi sembra un tentativo lodevole di cercare di bucare la cappa asfittica e attorcigliata della nostra stampa (con la s minuscola), abbrancando un tema che è al di sopra e al di fuori del nostro livello di chiacchiere rumorose e senza slanci. O la rassegnazione nell’attendere questo G8 tutto come banco di prova del premier, ma senza che vengano indicati gli obiettivi o i contenuti su cui questo successo andrà misurato.
C’è da dire però che non solo il G8 come formula, ma anche il controcanto allo stesso sui toni di Geldolf, Bono vivono una profonda crisi di credibilità.
Qualche link sparso:
http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/jul/01/aid-g8-berlusconi-labour
http://www.guardian.co.uk/society/2009/feb/19/dambisa-moyo-dead-aid-africa
http://www.zimbio.com/Microfinance/articles/39/Dambisa+Moyo+is+the+Anti+Bono
Mister 3% è grande,
e si può estendere a tutto, è alto il 3%, la verità enlle sue parole non supera il 3% etc etc.
Ma ci voleva un cantante per sputtanarlo così? Cosa ci vuole ad andare davanti a lui e spiattellargli tutte le balle che ha detto da vent’anni a questa parte, che non può dire che tutto è colpa dei comunisti e dei giudici?
Evidentemente a differenza dei nostri giornalistie uomini politici lui non ha niente da chiedere a Papi in cambio dei suoi servizi. Perchè un D’alema che è così intelligente non riesce a fare un discorso del genere così semplice, che si potrebbe applicare a qualunque aspetto della politica del nostro paese. Impegni sul precariato del lavoro ? 3% attuato (forse meno)
Aiuto alle aziende in crisi ? 3% (tuto a FIAT e MArcegagLIA)
Miglioramento reale della sicurezza nelle grandi città ? 3%
e così vià, non serve insultarlo basterebbe rinfacciargli quello che non ha fatto.
Grazie, molto interessante. Una logica del bimotore, direi…