Visto che sono stato recentemente rimproverato di parlare troppo di Berlusconi, oggi, per farmi perdonare, parlo un po’ di Berlusconi. Ma vi risparmio sia le nuove dichiarazioni a luci arancioni di Patrizia D’Addario, che si rivela essere, a ragionarci con calma, una voce isolata, sia le possibilità che al G8 prossimo venturo rimangano vittima di nuove scosse sismiche tutti i grandi capi di stato, grazie all’idea geniale del nostro.
Parlo invece di calcio, oggi; e del Milan, in particolare; e soprattutto parlo bene di Berlusconi, questa volta; che è la vera sorpresa del post e del blog ed è dedicata a chi si è, con qualche ragione, lamentato.
La faccio molto breve: a me pare che l’idea di Berlusconi, quest’anno, sia quella di ridurre in modo drastico e consapevole le spese e gli investimenti sul Milan. È stato venduto Kakà, è stato ripianato il deficit di bilancio, è stato assunto un allenatore giovane e poco costoso e pretenzioso, si stanno cercando giocatori poco noti che prendano uno stipendio basso (insomma, basso: 1 milione e rotti di euro netti all’anno non è uno stipendio basso; lo diventa però nel momento in cui si prende atto che in Europa, e pure a Milano, ci sono giocatori di pallone pagati un milione di euro netti al mese…).
A me piace questa politica; e mi piace anche che Berlusconi rischi la sfiducia e lo scontento di tanti tifosi milanisti (suoi elettori), per attuarla. Mi rendo conto che l’attinenza che questa scelta ha con la crisi economica in corso è assolutamente nulla; eppure, comunque, trovo che sia una direzione che ha una sua incidenza anche sull’immagine della crisi che un cittadino comune, come me, può farsi nel suo piccolo salotto televisivo. E che sia una scelta di sobrietà imprevedibile da parte da parte del nostro.
D’altronde, penso anche che se il Milan di Beerlusconi, in tempi come questi, avesse attuato una politica di acquisti di giocatori come quella del Real Madrid, mi sarei assolutamente scandalizzato. Per cui, al contrario, ammetto volentieri che si tratta di una politica di ridimensionamento saggia e condivisibile. E che la condivido, appunto.
Poi, magari, da domani, il Milan inizierà a spendere e spandere euro in giro per l’Europa e smentirà questo mio piccolo e inutile apprezzamento. Vabbè, se succederà, prometto una rettifica veloce, nel giro di 48 ore, come prescrive la nuova legge sulla stampa e le intercettazioni. Che non vorrei mai finire nei guai l’unica volta che parlo bene di Lui.


… che solo questo sa fare: parlare di calcio e gestire le palle…
Meno male che papi c’è. -.-
Buona giornata:)
Con il ghigno della foto, sembra dica:” Mi consenta, devo pur fara felici tutti e devo perciò giocare tutte le carte in ogni modo…” Con te caro Scorfano è riuscito così, l’importante è parlarne bene una volta e possa dire che tutti lo hanno apprezzato.
Cioè, sarò contato tra i suoi sostenitori, al momento giusto? Mi metteranno nel lungo elenco dei cittadini che lo apprezzano? Sarebbe divertente…
Lui, l’equilibrio, lo riservi per le scelte di Stato. Al Milan, plis, mantenga la follia… e ciò perchè mio marito, persona veramente di grande equilibrio, possa almeno con i colori rossoneri vivere le sue uniche illusioni.
Già sii felice che tuo marito non vive le sue illusioni tramite le veline… Che quelle comunque non mancano.
No, per questo sono tranquilla: lui, il mio generoso lui, dell’illusione coglie l’elemento del gioco e non quello dell’inganno, per il quale si deve esser portati. Ed ecco perchè insisto che Lui, il Presidente, si impegni (e si sfoghi) ad illuderci col gioco, quello del calcio, e la smetta di ingannarci negli altri modi, quelli che una volta, prima che Lui ci mettesse mano, non erano nemmeno consentiti dalla legge.
Su Berlusconi c’è ancora da dire parecchio, ma al tempo stesso non va dimenticato che non è l’unico ad essere senza pecche: nel senso che se applicassimo la stessa misura per gli altri dirigenti, amen, se poi andassimo ad applicarla a noi altri, gente normale, allora requiem. Il problema: noi altri, sempre gli italiani, non abbiamo sperimentato dall’Unità nazionale ad oggi governi e ideologie di ogni colore? Ci siamo mai chiesti perché alla fine – a restare in campo, senza mai avere cambiato l’assetto morale – siamo sempre e solo noi, la gente normale?
A tal proposito un vecchio ma ancora attuale articolo:
Politica, non c’è solo l’onestà
L’idea che si debba mandare al potere un “partito degli onesti”, per risolvere tutti o almeno gran parte dei problemi di uno Stato, è un’illusione ricorrente, nella quale cadono molte persone sinceramente convinte di essere oneste …
http://www.geocities.com/melograni/testi_corruzione.htm