Poggioreale, Napoli, il più grande carcere d’Europa. “Fuori c’erano le transenne e una lunga fila. Parenti e bambini in attesa dei colloqui, ore sotto il sole.” Poi, 8-10 persone in una cella di venti metri quadrati, 2266 detenuti su una capienza di 1400 (…) Venti, ventidue ore in cella senza potersi muovere. Pii, 4 suicidi nel 2009, 521 detenuti tossici, 218 stranieri, solo 166 avviati al lavoro. Su 28 educatori previsti, presenti 14. A Fuorni, Salerno, celle femminili con il wc a vista, senza neanche una tenda. Bottigilie di plastica messe fuori dalla finestra per scaldare l’acqua per la doccia (…) A Lecce, l’altro ieri, un record: 1360 detenuti su una capienza di 640. A Marassi, Genova, in molte celle da due si è già aggiunta la terza branda. Nella sezione femminile di Santa Maria Capua Vetere, 12 donne in una stanza da 4, si fa a turno per stare sedute. San Vittore, Milano, sei detenuti in nove metri quadrati, 1400 in tutto su una capienza di 700, 700 agenti su un organico di 1200.
Dati di questa estate, nelle carceri italiane, mai così sovraffollate dal 1946. Sessantatremila detenuti, trentamila condannati, gli altri in attesa di giudizio. Tre metri quadri a testa di media mentre secondo l’Europa dovrebbero essere almeno 7,5…
Ho sempre pensato che la civiltà di una nazione e di una società si misuri anche (e molto) dal suo grado di attenzione per i più deboli, per gli esclusi, per coloro che si trovano ai margini, per i colpevoli. È per questo che, oggi, leggere questi numeri mi fa restare senza fiato.
Provo un esercizio di immedesimazione, come se fosse letteratura; provo a fingere anche solo un mese in attesa di giudizio in uno di questi luoghi. Ma non è letteratura e l’esercizio si interrompe, perché l’immaginazione non sa inventare luoghi così terribili e così vicini alla mia casa, alle mie passeggiate, al mio stesso immaginare; e non sa immaginare nemmeno le facce di chi li abita. E quindi si interrompe anche il post, che non trova più le sue parole.
Poggioreale, Napoli, il più grande carcere d’Europa. “Fuori c’erano le transenne e una lunga fila. Parenti e bambini in attesa dei colloqui, ore sotto il sole.” Poi, 8-10 persone in una cella di venti metri quadrati, 2266 detenuti su una capienza di 1400 (…) Venti, ventidue ore in cella senza potersi muovere. Pii, 4 suicidi nel 2009, 521 detenuti tossici, 218 stranieri, solo 166 avviati al lavoro. Su 28 educatori previsti, presenti 14. A Fuorni, Salerno, celle femminili con il wc a vista, senza neanche una tenda. Bottigilie di plastica messe fuori dalla finestra per scaldare l’acqua per la doccia (…) A Lecce, l’altro ieri, un record: 1360 detenuti su una capienza di 640. A Marassi, Genova, in molte celle da due si è già aggiunta la terza branda. Nella sezione femminile di Santa Maria Capua Vetere, 12 donne in una stanza da 4, si fa a turno per stare sedute. San Vittore, Milano, sei detenuti in nove metri quadrati, 1400 in tutto su una capienza di 700, 700 agenti su un organico di 1200. 

[...] Lo Scorfano segnala questo articolo dal Corriere della Sera di oggi: Poggioreale, Napoli, il più grande carcere d’Europa. “Fuori c’erano le transenne e una lunga fila. Parenti e bambini in attesa dei colloqui, ore sotto il sole.” Poi, 8-10 persone in una cella di venti metri quadrati, 2266 detenuti su una capienza di 1400 (…) Venti, ventidue ore in cella senza potersi muovere. P0i, 4 suicidi nel 2009, 521 detenuti tossici, 218 stranieri, solo 166 avviati al lavoro. Su 28 educatori previsti, presenti 14. A Fuorni, Salerno, celle femminili con il wc a vista, senza neanche una tenda. Bottigilie di plastica messe fuori dalla finestra per scaldare l’acqua per la doccia (…) A Lecce, l’altro ieri, un record: 1360 detenuti su una capienza di 640. A Marassi, Genova, in molte celle da due si è già aggiunta la terza branda. Nella sezione femminile di Santa Maria Capua Vetere, 12 donne in una stanza da 4, si fa a turno per stare sedute. San Vittore, Milano, sei detenuti in nove metri quadrati, 1400 in tutto su una capienza di 700, 700 agenti su un organico di 1200. [...]
..i sommersi, e i salvati?
In un contesto del genere non si salva nessuno, secondo me. Altro che Cesare Beccaria e politiche di reinserimento.