La mia vita è cambiata due anni fa, in meglio. Perché dopo vent’anni di alloggio in affitto, senza interruzioni, con fissa decurtazione mensile di 500 euro dallo stipendio e con conseguente fatica per arrivare alla fine di ogni mese, due anni fa ho comprato casa. E siccome la vita sa essere originale e le combinazioni che ella crea sanno sfiorare l’imponderabile, grazie a un paio di situazioni fortunate, l’ho comprata pure senza accendere nessun mutuo. Mai più decurtazioni mensili dallo stipendio, insomma; e prospettive future di benessere assicurato.
Ci ho messo tanto a sceglierla: ne ho viste almeno cinquanta. E poi ho preso questa, in cui abito, che era la più piccola e anche la più cara. Ma aveva una vista lago strepitosa. E ho pensato che lì dentro ci sarei stato bene, e che avrei guardato il lago, quando sarei stato triste, e che il lago mi avrebbe consolato. L’ho arredata, con il poco che mi era avanzato, e poi ci sono entrato; e sono quasi due anni.
La prima notte è stata incredibile: non riuscivo a dormire dall’eccitazione, ogni quarto d’ora mi alzavo dal letto per andare a vedere il lago e le luci, pensavo che era il più grande acquisto della mia vita, pensavo che era una svolta decisiva. Poi, la mattina, mi sono alzato e ho trovato un enorme ragno nero sul soffitto.
A me i ragni fanno veramente impressione: ne sono terrorizzato, direi, letteralmente. E faccio addirittura fatica a guardare l’immagine che ho scelto per il post, vi dico la verità. Ma quella mattina ero troppo felice anche per spaventarmi. Ho ucciso il ragno (con comiche tribolazioni, a dire il vero), mi sono goduto la colazione e sono andato a scuola, senza pensarci più. Anzi, pensando che quel ragno doveva essere arrivato in casa mia con i mobili; o forse ci si era annidato perché era vuota; insomma, pensando che fosse un episodio, niente più che un episodio.
E invece no, non era un episodio. Ogni sera, andando sul terrazzo (faceva già freddo, ma uscivo a fumare) mi accorgevo che c’erano almeno due o tre enormi ragni neri sui muri esterni della casa. E che tutti stavano cercando di entrare dentro, al caldo, a casa mia. È stato uno shock.
Ho cominciato una lunga guerra contro i ragni e i loro nidi, che in parte dura tutt’ora. Mi sono trovato un ragno nello studio, una mattina; ne ho trovati moltissimi nel box; ne ho uccisi non so quanti sul terrazzo, in ventitré mesi. Ma non c’è niente da fare, credo. Sono tanti, si riproducono, resistono, appena arriva il freddo cercano di entrare, sono più forti di me. E mi fanno paura, rabbrividisco dalla paura.
E, in questi due anni, tante volte ho pensato che sono stato un po’ sfortunato: che ho comprato l’unica casa in cui ci sono questi ragni, che nelle altre sicuramente non ci sarebbero stati e che avrei anche speso di meno. E continuo a essere terrorizzato, tutte le sere (i ragni vengono fuori solo di sera, ma non so da dove), quando esco sul terrazzo e controllo i muri metro per metro.
Ma sto desistendo ormai, ve lo confesso. E ho capito che è una guerra persa, questa contro i ragni neri della mia casa. E ho anche capito che forse è naturale così, non c’è da protestare. Ogni entusiasmo ha le sue ombre; ogni traguardo e ogni svolta contengono un altro traguardo e un’altra svolta; e ognuno di loro contiene molte, moltissime insidie; ogni gioia ha il suo ragno nero, che la ammonisce: che le dice che siamo fallibili e mortali e che la felicità non ci appartiene, se non nell’immaginazione. O forse, addirittura, ci dice che la felicità perfetta è nell’avere una cosa in meno e non una in più; e sempre una di meno di prima, ogni giorno che passa.
Come se ogni cosa che possediamo contenesse in sé un ragno nero, che ci farà soffrire.


Non è impossibile la felicità, è impossibile la perfezione così come ce la immaginiamo, che la nostra mente è limitata e si sa.
Pensa che a me i ragni stanno simpatici e ci convivo allegramente, mai ammazzato uno (almeno volontariamente).
So che esistono persone impavide come te. Non riesco a capire come possiate fare, onestamente.
io ho dovuto coprire con la mano l’immagine, tanto per dire…quindi ti capisco bene.
E non so se riuscirei a rassegnarmi a una convivenza così. Quindi bravo e…auguri!
Non sei l’unica. Anch’io tendo a concentrarmi tutto sul lato destro del post…
Anche a me i ragni non piacciono per niente.
Temo che sia un rimedio peggiore del male, ma hai mai pensato di allevare qualche geco sul balcone?
Mah, sono così grossi questi ragni… non vorrei che si mangiassero i gechi!
Perchè non provi a pensare che, forse, c’erano loro, prima di te, nella tua casa? Magari non ti aiuterà a superare del tutto la tua fobia, ma forse, un po’, ti aiuterà ad accettare la loro presenza.
P.s. : Si narra che i ragni portino fortuna, non ucciderli. Please.
Ciao, Sara
Tu pensa solo al disappunto dei ragni nel momento in cui hanno dovuto prendere atto del nemico appropriatosi della loro casa! Ci sono delle ragne he ancora non si sono riprese del tutto, soprattutto le vedove di quelli sfrittellati.
La casa l’hai presa 2 anni fa? In questo frattempo nulla di male ti è venuto dalla convivenza coi ragni? Non ti dico di invitarli a pranzo, ma spero che poco a poco tu riesca a ridimensionare la tua fobia.
Mi state dicendo di considerarmi un loro inquilino, insomma? e che quindi non si smette mai di pagare l’affitto, perchè si è sempre inquilini su questa terra e mai veramente padroni?
E forse avete ragione, non è impossibile.
Vuoi dunque essere un “padrone”? Questo mi ricorda un certo personaggio col quale magari non vorresti mai e poi mai essere minimamente paragonato.
Io credo davvero che su questa terra siamo tutti inquilini. La terra è un mega-residence in cui l’uomo crede di poter sempre fare la voce più grossa di tutti alle riunioni condominiali.
(continua) … a ridimensionare la tua fobia e a goderti meglio la tua imperfetta felicità.
Tu scrivi che sono “grossi”. Mi garberebbe vederli.
Se trovo un ragno in casa, solitamente lo accompagno fuori e festa finita.
Una volta ne ho adottato uno: gli ho detto “Stattene buono lì, mangia tutti gli insetti che vuoi, ma non tentare di entrare.” Alloggiava tra la zanzariera e lo stipite della finestra. (Un po’ come dire: tra la quinta strada e la prima avenue…)
Un giorno, qualcuno aprì di schianto la zanzariera ed il ragno sparì. Ci rimasi malissimo.
Fobie a parte, sono assolutamente d’accordo con te. V’è sempre uno scotto da pagare, quando pensiamo di aver raggiunto e quando effettivamente abbiamo toccato la felicità; e, alla fine, con lo scotto val la pena conviverci.
Buona giornata.
Rug.
P.s.
Hai mai pensato di dar loro un nome?
Sì, ho pensato di dare loro in nome di una bestemmia, una diversa per ognuno di loro: poi ho rinunciato…
Anch’io uccido qualsiasi insetto mi capiti sotto mano.
Sarà un comportamento incivile, ma mi fanno troppo senso!
Poi, a volte, di notte, mi capita di immaginare che arrivi la gigantesca mamma degli insetti schiacciati, e che voglia orrendamente vendicarsi…
Ragno porta guadagno, ricordatene ogni volta che li vedi.
piccola notazione, ho notato lo svelamento dell’identità dello Scorfano in un piccolo box a destra.
Sbaglio o è da poco che compare?
Se sì, penso sia oppprtuno un chiarimento su un’azione di nonscarso rilievo quale quella di esplicitarsi.
1. A me hanno portato solo spese. In insetticidi, per la precisione.
2. Lo svelamento dell’identità non è una novità. Da sempre, fin dal primissimo giorno,c’è una pagina con nome e cognome, bastava cliccare sulla piccola immagine a destra del primo post, quella in cui compaio bambino che leggo un libro (l’ Ulisse di Joyce, se mi ricordo bene).
Poi, è successo che alcuni lettori mi hanno scritto via mail che a loro dava un po’ fastidio parlare con un pesce senza conoscere almeno il nome della persona che scriveva. Io ho fatto loro notare che era solo una questione di pagine. Ma visto che a tutti pareva difficile arrivare a quel clic, ho aggiunto anche il piccolo box che tu hai notato, così per non creare malumori inutili (e ingiustificati).
Qui ho avuto lo stesso problema con gli scarafaggi, per un paio d’anni. Poi ho preso un gatto: si mangia gli scarafaggi, e non ne ho visti più. Ora però siamo in balia del gatto. Scrivo questo commento di nascosto mentre lui sonnecchia dietro il portatile, ma adesso devo chiudere, ché si è svegliato e mi guarda minaccioso.
Tra i ragni e gli scarafaggi, comunque, tendo a tenermi i ragni. I gatti non posso, perché la mia fidanzata è allergica.
(ai gatti, a me non ancora.)
Hai mai provato a pensare che, vista la differenza di dimensioni, loro hanno più paura di te di quanta tu ne possa avere di loro?
Se tu vedessi come mi guardano impavidi, non diresti questa cosa…
Perchè è il loro unico modo per difendersi… Magari ti guardano e pensano “Grande, grosso e ciula”. (Ciula inteso come “stupido” si dice anche dalle parti del lago?)
Sono sicuro che i pronostici sono tutti a tuo favore!
L’appartamento dei nidi di ragno.
OK, scusa.
Non sai (ma magari te lo immagini) quante volte ci ho pensato, a quel maledetto romanzo di Calvino…
Io ho risolto la faccenda fumando in casa.
Scherzi (ma mica tanto) a parte, i ragni a me danno molto meno fastidio di altri aracnidi e/o insetti.
Un imbianchino che conosco, poi, sostiene che la presenza di ragni implica un giusto tasso di umidità della casa.
Strana, questa cosa.
Il mio uomo non teme alcunché (è lui che mi salva da cimici, vespe, ecc.), ma anche in lui i ragni provocano uno strano timore.
Noi abbiamo questi:
Stanno sotto i mobili a mangiarsi gli insettini di cui sopra (forse).
http://it.wikipedia.org/wiki/Lepisma_saccharina
Oltre ai ragni che per fortuna non si fanno vedere.
Se puoi metti le zanzariere. Meno zanzare, meno ragni.
Anche noi.
E corrono, ‘sti marrani!
siamo già all’insulto d’origine religiosa?
Io ho sempre provato una ragionevole avversione per molte cose piccole con le zampette, e invece mi sono toccati in sorte un marito e una figlia che sbavano dietro qualunque essere vivente più corto di qualche centimetro. Vermi compresi.
Ci si prova, e poi si desiste, sperando almeno di non trovare un verme anche nel letto
Ma si, ricordati che i ragni portano bene…
E poi non bisogna mai essere troppo felici, sennò poi gli dei sono invidiosi!
Ma non è che hai qualche albero vicino alla finestra? che in autunno anche a casa mia c’è l’invasione dei “megaragni”. E secondo me per colpa di un abete proprio di fronte alla mia finestra…
Be’ sì, in effetti sono assolutamente circondato dagli alberi. E’ che vorrei rinunciare ai ragni senza abbattere gli alberi…
Il mio commento sui ragni mi è sembrato, al pari di quello di molti altri (devo dire), come quello che avrebbe reso lo stolto che guarda il dito mentre il saggio indica la luna.
Tu ci parlavi di felicità e della infelicità che sta dietro la felicità, o viceversa, dell’inganno delle cose materiali, di come Madame de Guermantes non abbia di che essere invidiata nel suo correre sempre dietro alla realizzazione di desideri, sicché, questo mi è particolarmente piaciuto, “la felicità perfetta è nell’avere una cosa in meno e non una in più; e sempre una di meno di prima, ogni giorno che passa”.
Una frase dietro la quale può esserci un abisso di riflessioni su se stessi, i propri obbettivi e i propri (se così vogliamo chiamarli) successi.
Sul proprio modo di stare al mondo, su quanto e come siamo ingannabili, sui compromessi cui cediamo senza accorgerci, sui centimetri che giorno dopo giorno regaliamo alla nostra perdita di dignità, di principi, di saldezza di pensiero e di azione.
Il tuo era un invito a riflettere sull’inquinamento che ci attornia (in fondo i ragni, come corpo estraneo alla tua routine abitativa, ne sono metafora): pensieri inutili, persone altrettanto inutili, preoccupazioni inutili, occupazioni inutili, letture inutili, attività inutili, oggetti inutili, sorrisi inutili, conversazioni inutili, cene inutili.
Ed io non me ne sono accorto subito, pensando a quale disinfettante consigliarti.
Era (voleva essere, ma non è che io ci sia proprio riuscito: ed è colpa mia, ovviamente, per una serie di scelte sbagliate mie, tra cui la foto) una piccola postilla al discorso di ieri: ciò che cerchiamo, perché lo cerchiamo, cerchiamo davvero tutti le stesse cose, e ci faranno poi felici quelle cose?
I ragni neri esistono, ovviamente. Ma per fortuna, starei per dire.
Hai mai letto niente di Terzani?
Sì, ho letto i suoi ultimi libri. Li ho anche apprezzati. Da qui a dire che hanno inciso nella mia vita, però, ce ne passa un po’… Non riesco a essere così lucido e coerente.
E meno male! diffido di chi trova libri o persone che “cambiano la vita”…
Quest’anno la casa dove vivo è oggetto di attenzioni notturne da parte di calabroni. Entrano attratti dalla luce, da uno a tre per sera, e talvolta diventano delle schegge impazzite nel vortice creato dai ventilatori. Ad oggi non siamo riusciti a capirne la provenienza. Per ora siamo in trepidante attesa che il freddo li stermini, giacchè i nostri metodi chimico-meccanici di insetticidio ci danno l’impressione di svuotare il mare con un bicchiere e abbiamo sempre il timore irrazionale che se una delle nostre vittime riuscisse a sfuggirci, correrebbe a chiamare i rinforzi.
Se non ne trovate il nido, rassegnatevi ad avere lo stesso problema tutte le estati.
Un nido di calabroni. Non riesco nemmeno a immaginarlo…
Appena trovo quello di quelli che infestano (l’esterno di) casa mia [io ho le zanzariere dappertutto, impossibile vivere senza qui], prima di dargli fuoco lo fotografo e te lo faccio vedere, OK?
Commento di Luana inviato da Dario (per problemi internet)
…anche la mia vita è cambiata due anni fa….in peggio. Per una serie di circostanze mi sono ritrovata a dover lasciare la mia bella casa in centro a Roma, quella dove è nata mia figlia, dove affacciandomi al balcone potevo vedere al tramonto accendersi le luci della città, dove non mi sentivo mai sola.
Anche la mia prima notte nella nuova casa di campagna è stata molto strana, soprattutto perchè quel silenzio totale mi metteva uno stato di ansia terribile….il silenzio del nulla. Mi ritrovavo in una casa non scelta, in un posto così diverso da quello sognato da piccola e con la fobia delle zanzare…io dei ragni non ho paura, almeno di quelli. Ogni sera mi accerto che almeno nella camera da letto non si nasconda qualche insetto fastidioso, che nessuna briciola sia rimasta sul pavimento della cucina onde evitare di trovare un formicaio al mattino, e da qualche tempo sono arrivate anche le vespe. Sarò sincera, per colpa della nuova casa e di tutte queste fobie mio marito si è ormai convinto che sono una pazza psicopatica, quindi sto rischiando anche il matrimonio…..ma c’è qualcosa che ripaga tutti questi disagi….
…ho riscoperto un cielo stellato ogni notte e due sdraio comode comode su una bella terrazza dove potermi rilassare con il mio amore progettando nel silenzio il nostro futuro. Saranno gli spazi infiniti, ma soltanto lì ci sembra che i nostri pensieri riescano a volare più in alto e l’animo si appaga.
Nelle cose che non sembrano appartenerci e apparentemente brutte si scopre sempre qualcosa di “meravigliosamente inaspettato”!
Che è, reciprocamente, come dire che ogni dolore, ogni rinuncia contengono in sé un loro piccolo riscatto.
Dubito che i ragni frequentino casa tua con lo scopo dichiarato di farti sclerare. A costo di ferire il tuo orgoglio te lo devo dire…a loro di te non frega niente!
Devi cercare di far sparire il vero motivo che li attira (in genere “cibo facile”) finiranno per allontanarsi da soli.
Se vuoi la “guerra” la sera potresti piazzare dei cartoni cosparsi di vischio in vari punti della casa, tanto per far capire chi comanda in casa.
Certo che se hai l’abitudine di alzarti di notte per andare in bagno o a bere faresti bene a stare attento. Sarebbe imbarazzante farsi trovare al mattino dalla tua ragazza appiccicato al pavimento.
Io so cosa li attrae: è il caldo. D’estate, i9nfatti, non se ne vedono. Ma d’altronde non posso abolire il riscaldamento, per vivere tranquillo. Perché vivrei tranquillo e assiderato…
Riepiloghiamo: fuori fa freddo e c’è molto legno…:D
Prendo l’accendino?
Nel locale caldaia ho installato uno scacciatopi ad ultrasuoni.
“Sembra” funzioni anche con altri animaletti…
prendila solo come nota informativa e non come suggerimento, non vorrei mai ti trasformassi nell’incredibile Hulk, anche se sono convinto che i tuoi allievi sbaverebbero per un prof dai superpoteri.
Sono i post come questo che mi piacciono un sacco.
(così, giusto per fare un complimento, son di buonumore e di sicuro ti fa piacere)
Certo che mi fa piacere. Benché la vanità sia sconosciuta agli scorfani…
sì, ma metafisica a parte… che schifo!
mi sono imbattuta per puro caso nel suo blog.
mi piace molto, e, mi creda, non faccio complimenti alla leggera
grazie per settembre e per i ragni neri.
tornerò.
La ringrazio molto; troppo gentile, davvero.
[...] Magnatela, quello perfetto per i ragni (che non sono insetti, a ben vedere), perché, lo sapete, è una sporca guerra quella contro i ragni, ma la devo combattere, senza esclusione di colpi. Niente, hanno tolto anche [...]
Sai anch’io ero come te: aracnofobo. Per me era impossibile perfino guardare le immagini su un libro, vedere un documentario. Avevo brividi lungo la schiena. Tutto questo fino a pochi anni fa (oddio ora dovrebbero essere una decina) quando ho deciso di affrontare la mia paura in modo razionale. La paura dei ragni era una cosa altamente illogica, di cui non avevo controllo: l’illogicità e il non controllo dei miei comportamenti sono due delle cose che odio di più. Allora mi sono messo d’impegno. Ho incominciato s tudiarne la biologia, analizzare le analogie con altri artropodi (di cui non ho paura) e dopo aver appurato che dal punto di vista biologico non sono tanto differenti da una mosca o un gamberetto ho incominciato a guardare i piccoli ragni, soprattutto della famiglia Salticidae. Sono dei ragni completamente diversi dal resto degli aracnidi. Buffi, simpatici, piccolissimi, con due occhioni frontali dolci e le zampe cortissime. E saltellano come palline. Qui alcune immagini:
http://images.google.co.uk/images?hl=en&client=firefox-a&rls=org.mozilla%3Aen-GB%3Aofficial&um=1&sa=1&q=salticidae&btnG=Search+images&aq=f&oq=&start=0
Risultato? Be’ ora ho un rapporto completamente diverso con loro, riesco a guardarli, prenderli in mano e non li ammazzo più. Li ho trovati affascinanti.
Spero che anche tu possa guarire come ho fatto io.
Fabry
Be’, incoraggiante. Però tu sei uno scienziato (se ho capito bene, leggendo il tuo blog) e io un letterato: temo di avere un approccio assolutamente più emotivo e irrazionale alla faccenda. Però, magari provo, non si sa mai.
Miti e leggende! Solo miti e leggende. Gli scienziati sono persone come tutte le altre: irrazionali ed emotive. E’ solo in laboratorio che dobbiamo “far finta” di essere razionali.
E poi io ho un background umanista e scientifico, un piede da una parte e uno dall’altra.
p.s.
non mi piace dividere il mondo in cultori delle scienze e in cultori delle materie umanistiche. Il mondo è uno, la conoscenza è una, sono solo dicotomie che del passato che ancora permangono nella nostra era.
MA no, naturalmente: neanch’io penso che certe divisioni abbiano senso alcuno. Diciamo che non ho molta fiducia nelle mia capacità di affrontare razionalmente questi spaventosi aracnidi, tutto qui…
Bellissimo post, anche se per me è inconcepibile uccidere i ragni….come un qualunque altro insetto, o essere vivente ( le zanzare non le becco mai). Non ci fanno niente ed è possibile liberaci di loro, con una scopa spingendoli fuori casa. La vera felicita’ si ha con la condivisione delle cose, e una casa immersa nella natura portera’ degli elementi naturali, altrimenti poteva bastare una gigantografia sulla parete.
Solo ragni? sei fortunato. Io ogni tanto trovo scorpioni, cavallette giganti, alcune specie di vespe mi fanno il nido tra le persiane, e altro ancora.C’est la vie!!!