La bellezza dei comunicati stampa del Ministero della Pubblica istruzione (arte in cui sono raffinatissimi, ce ne eravamo già accorti) sta nelle sfumature. Questo, del 10 settembre, che mescola novità dell’anno scorso con possibili o reali novità di quest’anno, con novità addirittura introdotte dal ministro precedente, e con novità assolutamente false (la riduzione dell’orario scolastico è prevista solo per il 2011), è assolutamente un capolavoro, in questo senso.
Ed è un capolavoro che raggiunge uno dei suoi apici a questo punto, quasi in fondo, quando qualunque lettore medio si è stancato di leggere:
Per l’anno scolastico 2009/10, sono stati immessi in ruolo 8.000 docenti ed assunti 8.000 unità di personale ATA e 647 dirigenti scolastici.
Vale a dire che, nel mezzo delle proteste, della gente che si incatena, degli insegnanti in mutande a Palermo e degli insegnanti sui tetti a Benevento, e dei rimedi tardivi e raffazzonati (e finanziati ampiamente dalle regioni), nel mezzo di un casino che ha pochi precedenti nella storia della Repubblica, il Ministero della Pubblica istruzione, bellamente, comunica che sono stati immessi in ruolo dei nuovi docenti. In numero di 8.000, niente di meno.
Poi, tace il fatto che che ne siano andati in pensione 32.000, nel frattempo; lo dà per scontato. E tace ovviamente il fatto che la differenza tra i due numeri è esattamente uno dei grossi guai in cui la scuola si trova, in questo momento. E ci invita, implicitamente, a farlo anche noi.
I quali noi non possiamo che applaudire festanti, ammirati di fronte a tanta scaltrezza burocratica e mediatica e amministrativa. Anche perché i giornalisti, nel frattempo, desiderosi di quiete, si limitano a riassumere tali comunicati con qualche giorno di ritardo, replicando le forme verbali e dubitative e tutte le altre amenità del Ministero, senza discuterne nemmeno una. Bravi, tutti.


I giornalisti spesso latitano. Questa notizia
http://danielesensi.blogspot.com/2009/08/lo-show-di-berlusconi-sulla-sua.html
ci ha messo tredici giorni per arrivare all’Unità e diciannove per arrivare al Corriere Della Sera, e se non fosse rimbalzata in rete partendo dal blog sopra linkato temo che sui giornali non se ne sarebbe scitto niente.
E comunque, come mi scrive un mio amico virtuale, “L’80% degli italiani dichiara di informarsi attraverso la TV. L’80% degli italiani non sa.”
Sigh.
Sì, è una storia che ho seguito anch’io. Peraltro, poi, quando i giornali se ne sono accorti, non hanno nemmeno citato la fonte, quello che aveva trovato il filmato…
E in quell’80%, mi pare, ci sono anche parecchi giornalisti…
è sufficiente andare a vedere i dati diffusi dai singoli USR d’Italia per endersi conto che queste cifre, oltre ad essere ridicole in sé (l’anno scorso nella mia provincia circa 150 immissioni in ruolo su lettere alle medie, quest’anno, TRE) non sono in grado di colmare il “buco” provocato, più che dai pensionamenti, dai tagli – riduzioni orario, cattedre a 18 ore, eliminazione delle compresenze e dei laboratori e del raddoppio dell’organico per il TP.
oggi al tg2:
“le famiglie che hanno scelto le classi con il maestro unico e prevalente (contraddizione di termini, n.d.r.) sono il 70% e le classi a tempo pieno sono aumentate, tanto che se ne servono 50000 alunni in più.”
Unico e prevalente non è una contraddizione in ternini, se è unico è anche prevalente, no?
(Je suis le roi et l’etat c’est moi)
tutte balle. l’ho scritto qui.
Lo so che lo hai scritto e lo hai scritto anche bene: infatti c’è un link proprio al tuo post, lì sulla destra…
(termini, ovviamente)
ma se è unico, su chi prevale?
Si, e alla fin fine dare tutta la colpa ai governi pregressi (ma solo quelli di centrosinistra, ovvio).
Infatti prima dei tagli almeno da me tantissimi appena usciti dalla siss lavoravano. E tra gli ATA, per dire (e ho mamma che fa la bidella precaria) ci sono scuole che tutti gli anni fanno fare supplenze annuali e che quindi sono sottoorganico.
Certo che se poi a questi precari vai a dire che non servono più perché bisogna risparmiare tagliando ore e accorpando classi beh, allora sì che parecchi rimangono a casa (con l’assurdità di ricevere punteggio, disoccupazione o altri impieghi di rattoppo. E poi mi si viene a dire che la scuola non è un ammortizzatore sociale…).
Vedere la Gelmini che con la sua aria da maestrina fa la sua lezioncina di baggianate mi da sui nervi in maniera inimmaginabile. Diciamola tutta: ha pure la faccia antipatica (Serracchiani docet…)!
Scusate per lo sfogo, ma considerate che è terapeutico…
[...] nell’anno scolastico 2008/2009. Nessun errore: il comunicato è di pochi giorni fa perché, come è stato notato qui, in realtà riassume le “novità” dell’anno scorso con quelle che (forse) verranno introdotte [...]