Magari qualcuno si ricorda di Ivano.
Che è stato bocciato, com’ era inevitabile, e che si è iscritto in un altro indirizzo della nostra stessa scuola, come gli avevamo consigliato, noi insegnanti, già dopo pochi mesi dell’anno scorso.
Chi se ne ricorda sa anche che Ivano è tutto tranne che un ragazzo antipatico: brillante, capace di stare in mezzo agli altri, sempre educato e finanche affettuoso, ironico quanto basta. È stato un peccato vederlo studiare così poco, l’anno scorso; ma, onestamente, non c’è stato proprio modo di convincerlo. Per cui ha perso l’anno, avrà passato un’estate tranquilla (o almeno lo spero io, visto che si era già da tempo rassegnato) e poi è tornato tra i banchi di scuola, come gli altri.
E infatti, il primo giorno di quest’anno scolastico, la settimana scorsa, mentre camminavo nei corridoi della scuola, mi sono sentito chiamare a gran voce: «Ehi, prof!». Era lui, che mi stava cercando per salutarmi (lo vedete, è un ragazzo simpatico, senza alcun dubbio; nessuno di quelli che hai bocciato ti cercano per salutarti, naturalmente… Nessuno tranne Ivano. Però andavamo anche molto d’accordo, io e lui, va detto). E allora io gli ho dato una pacca sulla spalla, l’ho quasi abbracciato, gli ho chiesto delle vacanze, gli ho anche domandato a quale indirizzo aveva scelto di iscriversi.
Lui mi ha risposto e poi ha aggiunto, tutto serio e convinto, con un tono quasi ufficiale (è che dovreste vederlo, non ci sono parole con cui io riesca a descriverlo nella sua compita e composta serietà di ragazzino): «Ah, prof, guardi, sto già studiando tantissimo, non si preoccupi, quest’anno è tutto diverso, sto studiando proprio TANTISSIMO…!» E io gli ho detto: «Ma scusami, Ivano, oggi è il primo giorno di scuola, come fai a dire che studi TANTISSIMO, che non c’è ancora niente da studiare?»
E lui, allora, mi ha sorriso.
Che non so, mi pare sia stato un modo per dirmi che, vabbé, non volevamo mica farla tanto lunga, no? Non ero mica più il suo professore, potevo anche crederci, per una volta, no? Dovevamo proprio stare a sottilizzare anche sulla questione del primo giorno?
E allora gli ho sorriso anch’io, che tanto non mi costava niente. E mentre mi allontanavo e lo salutavo, ho pensato che questo è un ragazzo che ha una grande fortuna, perché ha già riconosciuto i suoi propri talenti. Magari soffrirà, perché a una certa età è quasi inevitabile, ma è lampante che Ivano sa stare con le persone, sa farsi voler bene, sa metter tutti a proprio agio. E che questo non è un talento da poco, anche a se a scuola non rende molto.
Gli renderà in futuro, ho pensato. Speriamo che studi almeno un po’, quel tanto che basta a essere promosso. Che poi, non ho dubbi, la vita non potrà essere troppo avara con lui; e gli ho augurato, entrando nella classe in cui il registro non riporta più il suo nome, di mantenere questa incredibile facilità nel rapportarsi con gli altri e questa spontaneità ingenua e anche quel po’ di ironia che lo fa essere così piacevole con tutti. Non è importante e decisivo come sapere bene il latino, ma aiuta molto, nella vita.
(E sto scherzando, che cavolo! Lo so anch’io che il latino non serve a niente, non c’è bisogno che me lo ricordiate tutti i santi giorni…)


Grazie.
Grande Ivano, vai avanti così, perchè la vita è di chi se la gode facendo sorridere amabilmente chi ti sta intorno
Straquoto! Evviva le persone che, anche se non hanno una media del 10 sanno stare tra la gente!
Eppure, a volte, io ho come l’impressione che non siano gli Ivano quelli di cui abbiamo bisogno.
Hai ragione, fma. Secondo me, hai ragione tu. E ho altri alunni, infatti. Altri, su cui poggia un po’ della mia speranza.
sono dell’idea che non dovremmo “aver bisogno” solo di ragazzi studiosi, attenti alle lezioni che poi magari hanno una sensibilità e un’umanità ridotte ai minimi termini, che non riescono a rapportarsi tra loro con la leggerezza di Ivano
oh, il latino serve eccome, soprattutto agli uomini! io ho ceduto di fronte ad una citazione di catullo…
Non so perché, ma degli uomini che citano Catullo per sedurre le donne, tenderei a non fidarmi troppo…
Anch’io.
Bravo Ivano… io invece già mi sto mettendo le mani nei capelli dopo aver corretto i test d’ingresso alla prima media… e come se non bastasse… ho anche conosciuto i genitori… certi tipi!!!! Almeno Ivano e i suoi hanno fatto qualcosa per migliorare la situazione scolastica di Ivano, a volte un indirizzo vuol dire tanto per la riuscita di un ragazzo
Sì, l’indirizzo è decisivo. Poi sarà tutto da vedere come andrà a finire. E soprattutto si poteva fare molto prima.
Sarà, ma quelli come Ivano un po’ mi urtano, mi ricordano certi nostri politici, sfrontati e felici, anche nella m…
Indubbiamente vive meglio! Lui
Lo so, lo so. Ed è vero, per tante cose. E sto cercando anche di scrivere un post in cui dirlo.
Però è il mio mestiere, insomma. Io non posso farmi urtare dai ragazzi, non devo; sopèrattutto quando sono così piccoli. Come se fossi un medico (o un infermiere): devo curare chiunque, meglio che posso.
Si capisco c’è posto per tutti, però è un limite mio personale, i ganzi non mi piacciono….anche quando sono piccoli
Neanche a me. Anzi: soprattutto quando sono piccoli. E l’idea che già così piccoli abbiano imparato a prenderti in giro, e pensino di averti già colpito lì dove sei più sensibile…vabbè, insomma, non mi piace.
Magari tutti gli insegnanti parlassero cosi’…vabbe’ che state in cattedra ma siete comuni mortali e non portatori di verita’ assolute…sono umane le simpatie e le antipatie, ma la professionalita’ vi deve portare oltre.
Vi parla una madre di un figlio che non ha mai avuto problemi a scuola ne di apprendimento ne caratteriali ne di comportamento, ma mi metto nei panni di chi certi problemi puo’ averli. Si sta parlando di ragazzi, di persone, non di ideologie e bandiere!!!!
c’era un antico racconto di Giovanni Mosca, assai divertente, mi pare che s’intitolasse Le ostriche di san Damiano…
diceva grosso modo qualcosa di simile a questo post, vorrà dire che il mondo della scuola non cambia mai, o che i maestri / professori hanno sempre le medesime reazioni?
Grande Ivano, quello di saper stare in mezzo alla gente e farsi voler bene non è cosa da tutti. Toverà una sua strada, ne sono certa, anzi mi sa che le cose importanti le ha già capite piuttosto bene.
Un saluto, Vale
…ah, dimenticavo, grande soprattutto Mauro, che ha commentato prima di me, ricordando l’intelligente e brillante Giovanni Mosca, che ha scritto pagine bellissime e anche commoventi soprattutto sul mondo della scuola.
Se me ne poteste consigliare uno… Mai letto niente, insomma, mi vergogno.
non ti devi vergognare di nulla, è questione d’età.
Quando facevo le elementari andavano ancora di moda (su certe vecchie antologie) scrittori come Giovanni Mosca (che sarebbe poi il padre dei due fratelli), intelligenti (forse), brillanti certamente, ma tanto tanto tanto conservatori.
Eppure, nonostante tutte le doti naturali da grandi “socializzatori” che possiamo avere , STUDIARE SERVE … solo che alcuni se ne accorgono quando ormai è troppo tardi!
Chissà se Ivano se ne accorgerà in tempo!???
Io ti consiglio “Diario di un padre” e “Ricordi di scuola”. Piccolo aneddoto: da ragazzina leggere mi annoiava da morire e mio padre tentava di trasmettermi questa passione regalandomi libri e romanzi che sperava potessero appassionarmi. Un giorno, grazie a un suo consiglio, ho aperto “Ricordi di scuola” e ho capito che leggere poteva essere davvero una cosa piacevole e preziosa. Ora la lettura è una delle mie più grandi passioni.
Buona lettura e complimenti per il tuo bel blog.
A presto,
Vale
Grazie, provo.
Anche se Mauro ha cercato di dissuadermi, lo so, con il suo “conservatori”…
…vabbè, io non sono conservatrice e certamente è una lettura ormai un po’ lontana da me, ma lo consiglio comunque…poi mi dirai.