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l’altra sera, mentre guardavo “annozero”

26/09/2009 di lo scorfano

sfasciare tuttoL’altra sera, mentre guardavo Annozero, pensavo che io non ci credo mica a questa cosa della libertà di informazione che in Italia non ci sarebbe. Pensavo che sui giornali italiani si parla di tutto in realtà; e che si può parlare di tutto, anche qui, sui blog e sulla rete. E che c’è anche Il fatto di Travaglio e Padellaro, adesso, se uno vuole proprio essere certo di non perdersi nulla.

E l’altra sera, sempre guardando Annozero, pensavo che la trasmissione, in realtà, non mi piaceva affatto: con la De Gregorio che diceva due sciocchezze sulla causa intentata al suo giornale; con Belpietro che la zittiva e poi le diceva che forse una prostituta è probabilmente più «brillante» di lei; con Franceschini che non era in grado di difendere l’indifendibile D’Alema; con Bocchino che si cimentava in un ricordo insensato di Marilyn Monroe; con lo stesso Santoro che lasciava cadere nel nulla l’unica osservazione degna di questo nome fatta in tutto il programma: quando la De Gregorio ha parlato di reificazione del corpo femminile.

A chi serve una trasmissione del genere? A chi già pensa certe cose? A sentirsi “diversi” e migliori? O serve invece a convincere gli altri?

No, a convincere gli altri proprio no.                     Perché, onestamente, se io mi immagino le persone che conosco e che votano Berlusconi (che sono parecchie e sono perlopiù persone amabili e civilissime) e me le immagino a guardare Santoro, le vedo che fanno un po’ il tifo per Bocchino e Belpietro, come io lo facevo, istintivamente, per Franceschini e De Gregorio. Ma niente di più; nessuna vera occasione critica, nessuna possibilità di capire qualcosa in più (o io o loro) della realtà italiana. Qualche concetto standard, qualche parola sopra le righe, qualche battuta ben riuscita.

E allora, l’altra sera, mentre guardavo Annozero,  mi sono reso conto che Annozero non serve a niente. E che Ballarò non serve a niente. E che tutta la satira delle Dandini e dei Bertolini e delle Guzzanti non serve a niente (anzi, fa ridere; e c’è poco da ridere). E che non vorrei più vederle trasmissioni del genere, mai più, tutte fatte di slogan e di battute e di attacchi e di difese e di umorismo sempre uguale. E non voglio che ci sia un canale pubblico, pagato dal canone dei cittadini, che le trasmetta.  E ho pensato che, sarà pure la cosa più ovvia del mondo, ma è la televisione tutta che ha bisogno di essere ribaltata, non un singolo Tg o un singolo direttore o un singolo programma. Non me ne faccio niente di un singolo programma, non lo voglio nemmeno.

Anche perché, e anche questa è una cosa ovvia, è la televisione, ancora adesso e ancora per molto tempo, il centro pulsante dell’informazione; il luogo mediatico da cui le persone “normali”, la gente, il pubblico di maggioranza riceve le idee e le immagini che saranno domani (e che sono già oggi) il suo pensiero collettivo più o meno condiviso. È solo nella televisione che l’informazione agisce, giorno per giorno.

Ed è invece una piccola minoranza di italiani, quella di chi legge il giornale; ed è una minoranza di italiani che si informa sul web; è una minoranza di italiani che compra  uno o due libri l’anno; ed è una piccola minoranza di italiani che guarda Report la domenica sera. E forse non ha torto Severgnini quando dice che è sempre la stessa minoranza che fa tutte queste cose. La stessa, quegli stessi cinque milioni, che l’altra sera, forse, hanno guardato Annozero.

E gli altri? Be’, in parecchi guardavano Don Matteo per esempio; poi c’era Genoa-Juventus, per altro esempio. E poi ci sono le decine di milioni di spettatori che in altre serate guardano tutt’altri programmi, che a noi (a me) posso anche fare un po’ schifo, ma intanto li guardano. Punto. Così come guardano il Tg1 o il Tg5 e attraverso quelli si “informano”. Punto. E a capo.

A capo per dire un’ultima cosa, anche questa ovvia, anche questa, come tutte le cose ovvie, imprescindibile. Ma che deve essere ripetuta, perché come tutte le cose ovvie, altrimenti finisce per sembrare stupida a tutti e nessuno la dice più. La cosa ovvia è che il problema non è la libertà di stampa, che c’è, senza dubbio. Il problema è Mediaset, che è un’anomalia senza paragoni possibili; il problema non è che il nostro capo fa il galante con Michelle Obama e fa ridere i polli; il problema è che il nostro capo del governo controlla quasi tutta la televisione. E quindi il problema è che bisogna smantellare Mediaset: punto. E anche abolire la Rai: due punti.

Ribaltare tutto, insomma. Niente più servizio “pubblico”, che pubblico non è, perché è in mano alle maggioranze di governo. Un solo canale televisivo a disposizione di ogni imprenditore privato che se ne voglia fare carico. Concorrenza e offerta variata e diversificata. Magari anche un canale di servizio vero, ma senza pubblicità, svincolato dalle logiche dell’Auditel, in cui vengano programmate inchieste, informazione, cultura: 24 ore al giorno e nient’altro. E soprattutto non controllato dal governo.

E più ci pensavo, l’altra sera mentre guardavo Annozero che non serviva a niente, più mi convincevo che questo non deve essere un traguardo ma il punto di partenza; perché la stampa in Italia è assolutamente libera (è libero uno come Vittorio Feltri, figuriamoci). Ma la stampa non conta niente, perché la televisione conta tutto, quasi tutto. E finché la situazione sarà questa, anche la regola che sta al cuore della democrazia, vale a dire la legittimazione che viene dal consenso popolare, è una regola che è in sostanza priva di senso alcuno. Solo quando ci saranno cinque o sei emittenti diverse in mano a imprenditori e editori diversi si potrà parlare di consenso meritato; adesso si può parlare soltanto di estorsione del consenso tramite la manipolazione della verità.

Questo pensavo l’altra sera, mentre guardavo Annozero, ed ero di pessimo, pessimo umore.

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Pubblicato in varia umanità | Contrassegnato da tag annozero, l'anomalia dell'informazione in italia, mediaset, michele santoro, pessimismo e fastidio, prima puntata di annozero, rai | 39 commenti

39 Risposte

  1. su 26/09/2009 a 09:55 Thumper

    Pensa, io manco l’ho guardato… :-!


  2. su 26/09/2009 a 10:23 laura

    a me serve per togliermi l’angoscia di non avere voce.
    è vero che ci sono i blog, ma tra noi sussurriamo, e non credo neanche che siamo poi così tanti.
    sono quelli che non sanno che vanno scossi, non noi.
    per quello mi sono abbonata a Il Fatto, per avere la sensazione di tornare a respirare.
    ma siccome sono una donna saggia, anch’io non guardo :-)


  3. su 26/09/2009 a 10:23 dario

    Al fondo di tutto questo c’è la questione del potere. Le trasmissioni, i giornali, i mezzi di informazione generalmente controllati da imprese o poitica sono funzionali al potere, che deve sempre conservarsi.

    … i soci vitalizi del potere amucchiati in discesa a difesa della loro celebrazione …


  4. su 26/09/2009 a 10:27 semplice

    Non ce l’ho fatta neanche io a guardarlo, c’ho provato, ma ho preferito fare altro, niente tv,ho riletto il quotidiano in terrazzo approfittando del clima ancora mite….c’è sempre qualche articolo che sfugge al primo giro….


  5. su 26/09/2009 a 10:32 Mog

    Infatti io parlerei di libertà d’informazione. E per quanto riguarda la stampa, per quanto ancora libera, ce la stanno mettendo tutta per ridurre questa libertà. Certo non si crea un clima sereno a forza di querele e inviti agli imprenditori a non fare pubblicità su certe testate.
    Sono d’accordo con te, da quel dì che penso che Rai non dovrebbe più essere un servizio pubblico, e per le stesse tue motivazioni.
    Di Annozero ho visto uno stralcio sul sito per curiosità e la penso come te. Non so come sia di solito, ma quel poco che ho visto mi è parso destinato a quelli che, guardando solo la televisione, hanno avuto in questi mesi un’informazione distorta e parziale. Santoro sa di avere qualche spettatore “anomalo” e in più rispetto a Report o ai servizi di Iacona e immagino ne abbia tenuto conto.
    Quando voglio figurarmi il brodo di coltura del pdl penso sempre ad alcune mamme e nonne dei miei amici (perché io di gente berlusconiana praticamente non ne conosco, intendo davvero, e i miei sono detrattori peggio di me) e vedo ‘sti figli che faticosamente cercano di far arrivare loro qualche notizia in più.
    Temo che per il momento non ci sia altra via: il tam tam personale e la diffusione di altri mezzi di comunicazione. Per esempio, i miei si sono dotati di pc e connessione a 65 anni, un po’ per curiosità e un po’ per avere più informazioni. Un pc per ogni vecchietto! (così poi ce lo perdiamo coi solitari :-) )


  6. su 26/09/2009 a 10:40 Giorgio Jannis

    yes


  7. su 26/09/2009 a 11:08 fma

    Metto insieme quello che hai appena detto su Anno Zero, con quello che hai detto ieri a proposito della necessità di conoscere Sallustio.
    Credo che anche i giornalisti dovrebbero conoscere Sallustio.
    E’ vero che Berlusconi controlla quasi tutta la televisione; ma se si pensa che questa sia la causa della pessima qualità dei programmi, poi non si spiega come sia inguardabile anche quel poco che Mediaset-Berlusconi non controlla.
    Come Anno Zero.
    Sarà banale, ma credo che la qualità del programma sia direttamente proporzionale alla qualità del professionista che lo realizza.
    Quel che non capisco è come mai l’opposizione affidi quel poco spazio di cui dispone a dei professionisti tanto modesti.


  8. su 26/09/2009 a 11:16 Zoe

    Mi sa che Sallustio è snobbato un po’ da tutti: è Plauto quello che va per la maggiore… ;) :D


  9. su 26/09/2009 a 12:00 dottorcarlo

    Anche io vedo quasi mai “AnnoZero”, e per le stesse motivazioni di cui parli tu.

    Concordo, inoltre, che bisognerebbe distinguere la libertà di informazione dalla libertà di stampa, dando comunque peso e importanza al fatto che grosso modo l’80% delle persone in Italia si informa tramite la tv (per cui, all’atto pratico potremmo dire che la “libertà di informarsi” sia parecchio relativa; come del resto lo è la “volontà”, di informarsi).

    Su una sola cosa non posso dirmi d’accordo: sarà idealismo, ma faccio estrema fatica a considerare “civilissime” le persone che votano per Berlusconi.


    • su 26/09/2009 a 12:05 lo scorfano

      Io ti parlo non delle persone in generale, ma di quelle che conosco e frequento io. E su quelle, davvero, non posso dire altro se non che sono civilissime: gente educata, che non evade il fisco, che non indulge alla prepotenza, che magari fa poi fatica con alcune questioni (come l’immigrazione), ma che non esibisce nessun sentimento razzista… Così sono quelli (i pochi) che conosco io.


      • su 29/09/2009 a 00:00 Verrocchio

        C’è tanta gente “per bene” che vota Berlusconi. C’è tanta gente “per bene” che vota Lega, perfino. Ci aggiungo un purtroppo, me ne rammarico e non capisco, ma è così. Tanti li conosco anch’io. Forse non si sono informati a sufficienza, forse preferiscono guardare ai loro piccoli interessi invece che a quelli della collettività. Però non possiamo screditare il corpo elettorale, a parer mio: altrimenti si finisce a fare il discorso “dei coglioni che votano Prodi” alla Silvio. Sono i rappresentanti di questo elettorato che vanno screditati: quelli che mettono in pratica i pensieri deteriori e segreti che tutti noi facciamo, ma che dovremmo lasciare nascosti nel fondo della nostra coscienza.

        Sul merito del post: d’accordissimo con quanto dici su cosa si dovrebbe fare per il sistema radiotelevisivo e sul fatto che il problema non sia la libertà di stampa (che c’è, ancora), ma il pluralismo in tv. Che AnnoZero sia inutile, invece non direi: molte volte è una trasmissione inguardabile, spesso finisce con risse verbali alla Ballarò, ma la parte di reportage vale la pena di essere vista. Ecco, Santoro sarebbe eccezionale in un programma alla Report, come coordinatore di inchieste e senza ospiti.


  10. su 26/09/2009 a 12:21 mariano

    Invece io ho una sensazione: che, in queste condizioni, annozero non valga più di altri programmi. Perchè il suo scopo non è di fare informazione, magari commentata, ma di fare opinione, sciorinando una serie di fatti, facendola commentare ai vari mavalà e lasciando all’ascoltatore se abbia ragione il più equilibrato o chi toglie la parola agli altri. Una specie di defilippis o forum della dallachiesa. Altre vie ne vedo poche. Considerando anche le difficoltà, per la gente di accedere al web (accesso dovuto alla mancanza di conoscenza della tecnologia spicciola), la scarsa (per me completa) di quella bruttura della lingua inglese che va interpretata a ogni piè sospinto, l’abbassamento del livello totale di informazione (secondo me c’è un sacco di gente che poi viene pagata per tacere). A tal proposito, che fine hanno fatto le 5000 fotografie di Zappuddu? (sembrava che el pais le dovesse pubblicare la settimana successiva).
    caio mariano


  11. su 26/09/2009 a 15:54 kanzeon

    Ma sarà stata una puntata un po “bassa” ma io rifletto su una cosa; dal momento che la maggior parte della gente viene informata dai telegiornali, vuole dire che la maggior parte dell’opinione pubblica conosceva solo per sentito dire lo scandalo delle escort, quindi la cosa è ufficialmente approdata ieri sulle reti televisive.Cio a riprova che il flusso informativo sul più diffuso organo “divulgativo” sia fortemente alterato.

    Per quanto riguarda i complimenti che si scambiavano Belcesso e la Concitta, posso solo pensare che fosse un po come sentire “il bue che da del cornuto all’asino” solo che tra i due belpietro come al solito spiccava per la sua innata maleducazione e cafonaggine.

    Va bene Santoro non sarà simpaticissimo, ma un po’ di pubblicità è giusto che se la possa fare anche lui.
    Tanto chi ha votato il Bislosco non cambia certo opinione vedendo una trasmissione di due ore una volta alla settimana, per la maggior parte degli elettori vale il detto “chi nasce rotondo non muore quadrato” ihihihihihihih (ma quanti detti)


  12. su 26/09/2009 a 16:32 RSS Week #68: letture per il weekend - Matteo Moro

    [...] L’altra sera, mentre guardavo Annozero [...]


  13. su 26/09/2009 a 17:16 temporalia

    Uffa, mi sa che c’hai ragione!
    Ballarò serve ancor meno di Anno Zero e non lo guardo da mesi. Noioso , con gli stessi ospiti ogni volta o quasi e totalmente innocuo. Santoro è irritante e talvolta i suoi collaboratori riescono a farci vedere qualche importante realtà, ma se me lo perdo so che non rinuncio a niente di ciò che già so per altri canali e per sentire mio.Anche sulle altre trasmissioni sono sostanzialmente d’accordo.
    Salvo, però, Report e Iacona.
    Su Mediaset staziono pochi minuti al giorno, poi scappo infastidita. Preferisco la truce Raitre con la sua Leosini, Lucarelli, Amore criminale e via di questo passo. Mi fa fare sonni agitati, ma almeno mi pare più vera della sceneggiata costante che va in onda altrove e in altri orari.


  14. su 26/09/2009 a 18:39 Caigo

    Ne ho guardato una parte…ma con un po’ di fastidio.
    Ho l’inpressione stia prendento piede una forma di “recitazione” da parte dei partecipanti…non so’


  15. su 26/09/2009 a 20:04 Cattivo Maestro

    “Solo quando ci saranno cinque o sei emittenti diverse in mano a imprenditori e editori diversi si potrà parlare di consenso meritato; adesso si può parlare soltanto di estorsione del consenso tramite la manipolazione della verità.”

    Certamente le cose migliorerebbero, mi chiedo però se tutto ciò possa bastare: in tal caso avremmo sì sei “emittenti” diverse, ma tutte rispondenti ad un’unica “classe”, quella imprenditoriale), e ad un’unica logica, quella pubblicitaria.


    • su 27/09/2009 a 10:11 lo scorfano

      Ti direi che esistono classi imprenditoriali con visioni del mondo molto diverse. E che la logica pubblicitaria tiene anche conto (deve farlo) delle nichhie di mercato non maggioritarie.
      Poi, ovviamente, non credo nemmeno io che sia la soluzione perfetta. Ma so che così come stiamo adesso, siamo molto lontani da qualsiasi idea di buon funzionamento del media televisivo nel suo complesso.


  16. su 26/09/2009 a 21:43 Sogliola

    Mah, non so, certo è che la conferenza stampa con Zapatero altrimenti non l’avrei vista, tanto per dirne una, così come non avrei visto fior di professionisti manifestare alla stregua degli operai. D’accordo, a me non sposta il tiro della preferenza, ma probabilmente quelle persone civili cui Scorfano si riferisce, forse, chissà, rifletteranno un po’ di più sul profilo di chi ci governa (e non mi riferisco solo al vecchietto col cerone).
    Oggi ho partecipato ad un convegno su Zanardelli, grande statista di fine secolo: età media 50 anni, relazioni interessanti, attuali e simpatiche, e di chi dice che bisogna far cultura e blà blà, neanche l’ombra.
    Mah… magari guardavano la TV.


  17. su 26/09/2009 a 22:22 tea

    Sai che c’ho visto io? Che è un programma standardizzato alla maniera dei programmi di Mediaset: gossip, pettegolezzi, come i programmi della De Filippi che qualche anno fa guardavo per cercare di capire se ci facevano o c’erano: beh, anche l’altra sera mi è venuto ancora lo stesso dubbio: ma questi ci fanno o ci sono? Ma stanno lì per far contenti qualcuno o … poi ho pensato che solo su una cosa sono tutti daccordo: prendere per culo a noi.
    Non mi fregano più a guardare Annozero, Ballarò, Porta a porta e via seguendo: mi rimangono solo i cartoni animati di Gatto Silvestro e Titti, Bip bip, forse anche Stanlio e Ollio ;)


  18. su 26/09/2009 a 22:49 .mau.

    no, non sono sempre gli stessi. Io non guardo Anno Zero.


  19. su 27/09/2009 a 10:06 Paul Olden

    La BBC non farebbe mai una trasmissione come Annozero. Farebbe invece un documentario lungo, preciso, impeccabile, dettagliatissimo, esaustivo, basato esclusivamente sui fatti, per spiegare gli scandali che hanno coinvolto il presidente del consiglio.
    E lo manderebbe in onda in tre fasce orarie diverse , per assicurarsi che l’opinione pubblica abbia gli strumenti per giudicare, perchè ognuno si faccia la propria opinione basandosi sui fatti e solo sui fatti.
    Perchè, signori, i fatti, quando sono esposti bene, quando sono indagati con precisione e professionalità, quando sono portati alla luce con chiarezza assoluta, sono piu’ potenti di qualsiasi opinione preconfezionata.


    • su 27/09/2009 a 10:09 lo scorfano

      Non conosco la Bbc, per cui non posso confermare. Ma quello che hai scritto tu è esattamente quello che io mi aspetto da una tv di “vero” servizio pubblico. Niente di più, niente di meno.


  20. su 27/09/2009 a 10:14 pensieriinutili

    Pero’ una trasmissione come quelle della BBC c’e': Report


    • su 27/09/2009 a 10:16 lo scorfano

      Be’, sì; non è nel piccolo elenco di programmi che non vorrei vedere più, infatti…


      • su 27/09/2009 a 17:51 Sogliola

        Che poi, se gli addetti ai lavori guardano Report, ne colgono una discreta superficialità. A me è capitato di guardare quella sulla sanità, e insomma… Mi sembra che anche a voi abbia lasciato un po’ di amaro in bocca la puntata sulla scuola, o sbaglio?
        Quindi, ben venga una voce contro, magari gridata. Perchè dalle altre parti, Mediaset, RAI 1 e RAI 2, i messaggi sono subliminali, e il pubblico (bue) se li beve senza accorgersene. E di essi si nutre.


        • su 27/09/2009 a 18:06 lo scorfano

          Ti ricordi bene: avevo dedicato una piccola riflessione a una puntata di Report sulla scuola qui:
          http://scorfano.wordpress.com/2009/04/21/in-nome-dellautonomia/


  21. su 27/09/2009 a 10:55 tinca

    Sarà che si arriva ad arrendersi alla mediocrità, o meglio sarà che sono io una mediocre, ma di questi tempi non giova fare i puntigliosi e i raffinati rispetto all’informazione, anzi proprio perchè bisogna stare in campana è bene conservare e tutelare quegli “spiragli”di conoscenza di ciò che ci circonda.
    Io Annozero lo guardo sempre con spirito di inquietudine, non solo perchè Santoro non mi è simpatico, ma per ciò che sento e vedo, e se non vedessi? e se non sentissi?
    Accontentarsi mai, ma ricordiamo che essere critici rispetto a ciò che si vede e si legge fa parte dei giochi, oltre che della Democrazia…altro che unico canale!!


  22. su 27/09/2009 a 12:00 Ernesto Maria Amico - Counselor e Mediatore familiare

    Io sono stanco dei litigi in televisione (veri o falsi che siano). Sono stanco di chi crede di avere sempre ragione e di chi si sente sempre vittima. Sono stanco del bue che dà del cornuto all’asino. Sono stanco di chi pensa ancora che siccome-lo-hanno-detto-in-tv-allora-è-vero. Sono stanco di essere dalla parte degli osannanti o dalla parte dei detrattori. Sono stanco dei cattivi maestri e degli alunni svogliati. Sono stanco di ascoltare “dovrebbero fare” e noi non facciamo niente.
    Allora sono andato al Festival della Poesia: strumentale anche quello forse, ma almeno di buona qualità.


  23. su 27/09/2009 a 15:33 ortika49

    Ma davvero c’è libertà di stampa e d’informazione? Io so alcune cose di Silvio. So di epurazioni, alcune riuscite e altre in corso d’opera, di personaggi ricalcitranti all’allineamento (che farabutti!). So di notizie tacitate ad arte e di altre distorte. So di inviti a non investire in pubblicità nei giornali “nemici”. So che una sua rete occupa illegittimamente delle frequenze e che per questo gli italiani, non la sua rete, pagano una multa (350mila euro al dì). So che usa le prime serate della tv pubblica a suo comodo. So che è infastidito dalle domande. Dimenticavo…si infastidisce anche degli stranieri in toto, giornali e tv…povero caro! Ecc. ecc..Forse io ci vedo male ma la libertà non la trovo.
    C’è una piccola differenza tra Feltri e Travaglio: al primo gli hanno riempito le tasche con una sommetta esagerata e prende anche i soldi pubblici per il suo giornale, il secondo non ha finanziamenti pubblici, ha solo i soldi dei suoi lettori.
    Annozero può piacere o meno, ma ha il merito di aprire una finestrella sulla realtà. Anche se gli argomenti non piacciono, se non altro si possono esaminare i comportamenti e le reazioni degli ospiti…
    Mi piacerebbe una tv pubblica pagata soprattutto dalla gente…se mi offri un servizio soddisfacente ti dò i miei soldi e quanto lo decido io, se invece non mi piaci…nisba.


    • su 27/09/2009 a 15:50 lo scorfano

      In realtà gli esempi che prti tu sono tutti tratta dalla tv: è lì che si pone il problema, infatti. La stampa di per sé è libera: e pubblica infatti quello che crede; l’informazione televisiva è un altro discorso.
      Per quanto riguarda la tv pubblica che la gente paga: è quella che abbiamo, in effetti; con l’auditel (cioè quello che piace alla gente) che detta le regole. Io continuo a pensare che sarebbe meglio trovare una soluzione completamente diversa.


      • su 27/09/2009 a 16:20 ortika49

        No, non sono solo della tv!
        La tv pubblica, che pubblica non è, oggi si regge sul cosidetto canone che invece è una tassa di possesso dell’apparecchio televisivo. Quindi, se non lo paghi, ti tolgono la possibilità di seguire qualsiasi tv!
        L’auditel misura il gradimento di programmi già scelti da altri…o mangi ‘sta minestra o salti la finestra! Sono pochi in Italia quelli che rinuncerebbero alla “minestra” perchè ormai si son fatti la bocca!!!
        La tv pubblica che intendo io, è quella che ti dà ampia possibilità di scegliere i programmi da trasmettere e non di scegliere fra i programmi trasmessi.


  24. su 27/09/2009 a 17:04 Tonino

    Questione complessa, la conclusione di fondo mi pare vera e lo sostengo da tempo: abbiamo bisogno di meno protagonismo e trasmissioni (o testate) riparatrici e più giornalismo generalista dignitoso. E non è solo una questione di equilibri e compensazioni (vale la pena di prendersi un Santoro per avere un panorama dominato da Minzolini, Feltri, Mimun, Rossella?), ma anche credo deontologico e che riguarda diversi modelli di fare informazione e di proporre la notizia. Per esempio potremmo parlare dell’impatto delle produzioni esterne rispetto alle professionalità cresciute nell’azienda pubblica. O dell’impatto del giornalista/operatore con telecamerina al seguito (a volte non dichiarata) su una professione che muta ed è in crisi di risorse.
    Queste erano considerazioni valide già qualche anno fa, ma non si può ignorare che nel frattempo il quadro ha preso una piega più decisa in una direzione.


  25. su 27/09/2009 a 19:19 Leonaltro

    “A chi serve una trasmissione del genere? A chi già pensa certe cose? A sentirsi “diversi” e migliori? O serve invece a convincere gli altri?”

    Il punto fallace del tuo ragionamento è qui, a mio avviso. “chi già pensa certe cose” è forse un po’ più resistente degli altri, ma non è – non può essere – immune a un bombardamento mediatico a senso unico. Per vedere a cosa serve una trasmissione come Annozero non devi guardare gli “altri”, ma devi guardare quella parte dei “tuoi” che non ha altre fonti di informazione diverse dalla televisione (io guardo ai miei suoceri, per esempio). E che, sono sicuro, in assenza di Annozero e simili, tenderebbero a medio termine a pensarla come “gli altri”.


    • su 27/09/2009 a 23:45 lo scorfano

      Capisco quello che dici e forse è vero. Io non conosco nessuno come i tuoi suoceri (a titolo di esempio, mi raccomando) e forse mi inganno su questo punto. Non è impossibile. Ciao


  26. su 27/09/2009 a 20:22 blogorroica

    Annozero non lo guardavo da un po’, credo mi abbiano incuriosito le polemiche sulla presenza di Travaglio, tutto qua. Non mi sembra che sia ormai una trasmissione che aggiunga niente a quello che uno sa/non sa, vede/non vede/non vuol vedere.
    Mi pare sia ormai diventato un teatrino in cui tutti vanno a recitare la loro parte e ne escono più convinti che mai di avere ragione.
    Esempio: le argomentazioni di Bocchino sull’opportunità di dare incarichi istituzionali alle (presunte o meno che siano) “amichette” del premier anziché ricorrere alla soluzione americana non hanno giustificazione, ma non credo che l’elettore di centrodestra alla fine dell’intervista alla d’Addario abbia pensato “apperò che mascalzone, non lo voto più”. Piuttosto “ecco i soliti comunisti invidiosi che non riescono a governare e cercano di denigrare una brava persona”.
    Mi pare che Santoro tenda solo a esasperare gli animi, da una parte e dall’altra. E certo non fa un favore a quelli che intende (???) sostenere.
    Se solo approfittasse del battage pubblicitario per fare o promuovere una trasmissione stile Report, sarebbe a tutto vantaggio di chi voterà alle prossime elezioni. Magari non si spostano voti, ma si vota con più consapevolezza, almeno.


    • su 27/09/2009 a 23:46 lo scorfano

      Io la penso come te, infatti. E’ quello che cercavo di dire nel post.


  27. su 27/09/2009 a 23:55 simona_rm

    è tardi, ho finito di vedere un’inchiesta di Iacona è uno dei pochi professionisti che seguo, insieme a Daverio e Lerner. Mi ritrovo ad essere una snob, mio malgrado.
    Il senso di inutilità nei confronti di trasmissioni che dovrebbero creare “dibattito” e fare informazione, lo provo già da diversi anni. Trasmissioni come AnnoZero, o Ballarò, oltre che inutili sono anche terribilmente noiose.
    Concordo con le tue conclusioni. Tu almeno hai in testa un’idea di tv ideale, io neanche quella.


    • su 28/09/2009 a 07:55 lo scorfano

      Non ti credere: è un’idea confusa, quella che ho in testa. Solo che mi pare che così com’è ora sia impossibile.



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