(di Gionata)

Ricordo che a una certa ora in fondo al cortile cinque o sei donne cominciavano a pregare.
Ero piccolo quando aggrappato alla ringhiera del balcone le sentivo balbettare sillabe appartenenti a una litania e a una musica interiore. Erano i giorni in cui i miei genitori, con i nonni, condivano con il pesto. Allora io me ne stavo in balcone perché non ne sopportavo l’odore. E le sentivo pregare e le vedevo con la testa china snocciolare il rosario. Quelle visioni dall’alto del balcone hanno suggerito una dimensione del sacro che ancora oggi ritrovo in certe occasioni, alla presenza di un’immagine, di un suono o di altro incastro quotidiano. E l’occasione si è ripresentata, sempre riportandomi ai quei minuti che sanno di pesto e preghiera, con una canzone di Yamin Levy, La alegria. Poi è venuta la scoperta di tutto il resto.
Il flamenco, i suoni del medio oriente, lo stile che ha il passo di una preghiera o di una ballata e, infine, anche se la sensazione è che non ci sia mai fine, il ladino come lingua per dire. Il ladino è una forma arcaica dello spagnolo, è la lingua degli ebrei rifugiatisi in Spagna e da lì espulsi nel XV secolo, è il verbo di chi sarà poi chiamato ebreo sefardita (dall’ebraico Sefarad, “occidente”) e di chi ha fatto commistione, unione; l’ebraico unito allo spagnolo, l’errante che abbraccia chi sta; ladino, lingua di chi ha compiuto atto di residenza e poi di fuga. Yasmin Levy invoca Dio ma senza mai nominarlo correttamente, come vuole la tradizione ebraica, chiede perdono e ringrazia ( Gracias alla vida, canzone che mi fa fare la pace con il mondo), guarda un amore che da un binario di stazione aspetta l’allontanamento, guarda la notte e l’incontro tra il vento e le cose del mondo. Il flamenco è scolpito da mani che vengono da lontano e la preghiera esce melodico dalle chiese e dai vicoli bianchi di qualsiasi juderia. Sono canzoni per chi ha un bicchiere da riempire e gambe da accavallare; per chi non ha paura di chi viene da lontano e ha lineamenti e andatura del forestiero.
Yasmin Levy è israeliana, ha una trentina di anni ed ha una voce bellissima (anche lei è bellissima). Ha registrato tre dischi: Romance e Yasmin, La Juderia, Mano suave e un quarto disco sta per uscire o perlomeno dalle nostre parti è ancora latitante. Il mio vuole essere più che un consiglio.


grazie del consiglio, proprio adesso esco per andare a cercarmi un libro ed una colonna sonora per questa luuuunga domenica.
P.S. gracias alla vida non è una canzone scritta da Violetta Para?
Sì, e volendo più che altro scrivere una breve monografia non ho detto che l’album La Juderia, dove sta anche “Gracias alla vida”, è una raccolta di reinterpretazioni. Perdonami la grave omissione….
figurati…grazie della precisazione
ma perche’ parli sempre di musica che nessuno conosce? a me sembra che te la vuoi un pò tirare. con simpatia, ma è così.
Credimi, non ho alcuna intenzione di tirarmela. Voglio solo discutere di ciò che si conosce poco o di cui si parla poco. Di stare fuori dal “centro commerciale”, insomma.
Che è una gran cosa! Così, almeno nella musica, usciamo dai soliti artisti triti e ritriti e si scopre qualcosa di nuovo, che non fa mai male e, magari, porta anche qualche inaspettata sorpresa!
Già! Vorrei tanto che anche Raffaele si entusiasmasse per qualche musicista che circola da queste parti. Che abbandonasse il trito e ritrito (vero Raffaele?)
Interessante spunto musicale.
[Ma perché i siti dei musicisti sono sempre fatti così male, pieni di animazioni flash che non funzionano o che sono estremamente fastidiose? Ok, io ha la mia idiosincrasia per le animazioni flash, però...]
Ho sempre odiato le animazioni Flash… La prima cosa che cerco è il pulsante “Skip Introduction”
Sarà perchè anche i visitatori, pensano quelli che gestiscono il sito, sono animati. O semplicemente è un modo ingannevole di colorare ed esaltare la realtà.
Mi sono anche imbattuto, però, in siti più sobri, che spesso appartengono ai cantautori tristi (quelli che piacciono a me).
credo che l’affermazione:”stare al di fuori dal centro commerciale” rispecchi molto il nostro amico gionata che, con grande stile, ci incanta con musica e parole
Non sai quanto hai ragione…
Caspita, troppo buona Stefy…