Ieri sera ero fuori con i soliti due amici. Abbiamo mangiato le solite tre pizze e abbiamo fatto la solita cosa che facciamo in tre (che non ha nulla a che vedere con il sesso, si sa). Poi, a un certo punto, uno di loro due è andato a dare un’occhiata alla homepage di Repubblica, è tornato con l’aria visibilmente alterata e ha detto: «Berlusconi ha detto che anche Michelle Obama è abbronzata… Quanto mi fa incazzare, quanto mi fa incazzare, non lo sopporto più!»
Io non ho detto niente. Sono tornato a casa piuttosto tardi, avevo sonno e non ho guardato nessuna notizia. Poi stamattina ho lavorato e non ho guardato nessuna notizia. Poi ho pranzato. E finalmente, dopo pranzo, ho avuto il tempo di leggere un po’ di articoli e ho capito che era indubbiamente vero: Berlusconi ha detto che Michelle Obama è una donna abbronzata, l’ho letto anch’io, era proprio vero.
Ma non ho letto solo quello, però.
Ho letto anche che c’è stata un’ovazione per Vittori Feltri, per esempio. Ho letto che il premier ha dichiarato: «Governeremo per sempre»; che ha esplicitamente urlato che l’opposizione brucia in piazza le sagome dei nostri soldati; e che il suo partito ha introdotto nella politica italiana la «moralità». E più di ogni altra cosa ho letto che è stato applaudito e incitato a ognuna di queste sue affermazioni. Che la gente rideva, alle sue battute; e che applaudiva. E che ha accolto con un’ovazione Vittorio Feltri, lo ripeto.
Ecco, allora mi è tornata in mente la faccia stralunata del mio amico di ieri sera e ho pensoto solo a questo: gli applausi. Gli applausi e le risate. Quando Berlusconi dice queste cose gli elettori del PdL applaudono e ridono. Mi direte: non sono elettori e basta; quelli sono proprio militanti. Ok, avete ragione: c’è un po’ di differenza. Ma non tantissima. Anche perché quegli stessi militanti, il giorno prima, avevano avuto qualcosa di non bello da dire alla Gelmini. Cioè, non si tratta mica di gente cieca e sorda e totalmente ottusa… No: sono persone, come me e come il mio amico.
E queste persone pensano che dire che Michelle Obama e suo marito sono abbronzati sia una battuta divertente. E chi pensa che sia una mancanza di rispetto o una figura di qualcos’altro, be’, è un pirla lui: perché è solo una battuta. Sono opinioni, no? Non si possono condannare le persone perché hanno opinioni diverse da quelle del mio amico o dalle mie, no?
No che non si possono condannare. E forse bisogna anche smetterla di prenderle in giro. Perché, in realtà, tutto quello che trovo sui giornali e sul web, leggendo oggi un po’ di fretta, sono altre battute e altre prese in giro (con eccezioni, naturalmente: come questa e qualcun’altra). Ma anche le eccezioni, mi pare, non si discostano da un’analisi un po’ pregiudiziale: quello non va bene, quello non si fa. E invece, alla gran parte degli italiani, quello va bene; secondo loro quello si può fare e non è affatto grave. E chi pensa che non si debba fare ha torto e non capisce niente.
Colpa loro? Non so, non mi interessa, le colpe non mi interessano più da tanto tempo. Quello che so, e mi pare ormai di saperlo con certezza, è che se si vuole far cambiare idea a queste persone (che sono i nostri vicini di casa, i nostri genitori, i nostri amici, i genitori dei nostri alunni e i nostri colleghi; e che non sono così stupidi come a volte ci fa comodo dipingerli), se si vuole (e si deve volere, perché in questo consiste la democrazia: modificare l’opinione delle persone), se si vuole, bisogna fare e dire tutt’altro.
Bisogna smetterla di scandalizzarsi e smetterla di arrabbiarsi e smetterla di fare battute e controbattute e smetterla di dedicarsi vanamente alla satira. Che in questo siamo bravi ma serve a poco. E bisogna, quindi, cominciare a parlare dei fatti, delle cose, della realtà. Perché, al contrario di altri, a me non pare che le cose stiano nel frattempo cambiando.
Bisogna far capire al nostro vicino di casa che il problema della scuola riguarda anche suo figlio, non solo 10.000 precari che lui non conosce. Bisogna far capire (se è vero, come credo io) che la riforma dell’impiego pubblico di Brunetta non ha migliorato affatto i servizi pubblici e che ci vuole ben altro, per migliorarli. Bisogna fargli capire che quando la Gelmini parla di «merito» sta usando solo uno slogan, a cui non corrisponde nulla di fattuale. Bisogna fargli capire che la cittadinanza è un passo verso l’integrazione: e che senza integrazione ci sarà meno sicurezza per tutti, per forza. E bisogna fargli capire che in Abruzzo la gente non ha un tetto sulla testa, non tutti, non la maggioranza, non come si poteva invece fare.
E queste cose si fanno capire solo preparandosi: parlando di fatti e di numeri. Contestando le azioni del governo una per una, dati alla mano, ognuno per quello che sa, insistendo sui fatti e sulle diverse interpretazioni che si possono dare degli stessi fatti. Non prendendo in giro gli elettori del PdL, non gridando allo scandalo per vicende che le persone che abitano vicino a noi non percepiscono affatto come scandalose. Così non serve a niente. E continueranno a non sembrar loro scandalose, questo è il punto.
Così finisce che stiamo qui a scandalizzarci e basta; a ridere un po’ e basta; a coltivare quel po’ di spocchia che abbiamo (via, ammettiamolo, ne abbiamo un po’) e basta. Mentre il nostro vicino di casa ha solo bisogno di sapere che sua figlia può uscire di casa tranquilla la sera; e che quando andrà a scuola, la scuola sarà pensata per organizzarle un futuro decente; e, secondo me a torto, continuerà a pensare che è Berlusconi quello che dà all’Italia le risposte più convincenti.
E del fatto che abbia detto che Michelle Obama è stata a prendere il sole e si è abbronzata non gliene fregherà una beata cippa, naturalmente. Ed è difficile dare torto a questo vicino di casa, onestamente; o almeno io non ci riesco quasi più, perdonatemi.


Se proprio dobbiamo dirla tutta, io non mi preoccupo nemmeno più della battuta sulla signora Obama. È appunto tutto il resto che ha detto (e il fatto che nessuno se lo fili) che è agghiacciante.
La penso esattamente come .mau.
Non solo il contenuto e’ agghiacciante, ma quello che mi ha sorpreso e’ che i piu’ hanno commentato sulla battuta, ed ignorato il resto.
In altri termini occupiamoci del “merito” della vicenda e non più delle “eccezioni preliminari”.
Sono d’accordo.
Berlusconi ha operato una trasposizione soggettiva per la quale viene giudicato con la medesima indulgenza che si riconosce ad un comico, ad un attore brillante.
Quando parla la gente non ascolta il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, bensì un signore brillante (secondo chi ne tesse le lodi) con la battuta pronta.
In questo modo lui riesce a porsi – sul piano della logica – al di là del bene e del male: non è più giudicabile secondo gli ordinari parametri.
Ecco perché accanirsi sulla sua persona è oramai una perdita di tempo.
Ben venga allora la disamina dei fatti, l’analisi giuridica dei testi, la statistica, i numeri, in una parola la logica. Da contrapporre alla illogicità che governa la scena politica italiana, considerando anche la sinistra.
Penso infatti che Santoro o Travaglio non rendano un buon servizio alla sinistra: perché basta che Berlusconi dica (come ha fatto ieri) che lui ha un debole per l’altra metà del cielo e si è messo in tasca articoli di fondo e tre ore di trasmissione.
Decidere di puntare sui fatti, però, è scelta che deve essere preceduta dalla consapevolezza che dei fatti non gliene frega quasi niente a nessuno.
A parte il consueto fatalismo italico, ritengo che stiamo cominciando a somigliare all’americano medio, di cui (chi era, Altman?) qualcuno diceva che l’unico suo obbiettivo fosse rientrare a casa e sedersi con una birra in mano sulla sua poltrona extra large.
Siamo così, è inutile negarselo. Siamo tutti così, anche quelli che votano a sinistra, che di ideali, uguaglianza, giustizia sociale, bioetica, occupazione, ammortizzatoria sociali, integrazione, multiculturalismo ne sanno più o meno come l’elettore di destra, entrambi, come sono, impegnati a fare in modo che alla fine della giornata la vita non gli abbia fatto troppo male (cito Omer Simpson). Gli illuminati che sono attenti a questi temi sono una elite, che, è mio parere, vota a sinistra perché non può votare a destra ma che in cuor suo non si sente rappresentata da nessuno.
Perché, vedete, su questi temi vale una sorta di diritto natuale, non suscettibile di compromesso, mediazione politica, reciproche concessioni. Ed è il diritto degli ideali liberali, quello cui si appellava anche il papà della Englaro.
In cuor mio io – che non ho mai avuto precise appartenenze politiche – mi sono dimesso dal tentativo di ragionare, fare proseliti, spiegare. In bocca al lupo a chi ci prova.
“Berlusconi ha operato una trasposizione soggettiva per la quale viene giudicato con la medesima indulgenza che si riconosce ad un comico, ad un attore brillante.”
Nonostante il concetto mi sia ben chiaro da tempo, non ero mai riuscito a chiarirmelo in maniera così efficace e concisa. Grazie.
Sul resto ho invece un po’ di sentimenti contrastanti quindi (per ora) passo.
Pst!
Ma le pizze… non erano tre?
Hai ragione. Ho corretto…
un’inezia: grazie della pacata ma chiara allusione alla cosa che si fa tra amici la domenica sera con i cartoni delle pizze davanti. poi magari ti leggono o potrebbero leggerti i tuoi studenti e un bel post esplicito sulla questione non lo puoi fare. vabbè. va bene così :-]
Se ho capito bene bisogna tornare a fare politica, che non è “scandalizzarsi, arrabbiarsi, fare battute e controbattute, dedicarsi vanamente alla satira.”
Bene.
Penso che tutti quelli che non si accontentano d’essere i più bravi soltanto sulla carta non possano che essere d’accordo.
Ma serve un progetto che affronti i problemi sul tappeto e sappia coinvolgere e convincere, se non da subito almeno tra un po’, quando sarà palpabile il flop del cavaliere, la maggioranza della popolazione.
Di questa popolazione, non di quella che non c’è.
Caro Scorfy, faccio outing e mi arrogo la piena responsabilità di quella che voleva essere, ed era, una stizzita presa in giro della ennesima figura da chiodi del ns premier.
Stizzita perché quest’uomo, che di sostanza non ha niente, nemmeno alla forma ed alla nostra figura sulla scena internazionale pensa!
E, come dici tu, ci sarebbero mille cose da dire, contro di lui, ed è un dovere civico farlo! Seriamente, lasciando perdere l’ormai troppo facile satira!
Stamattina ho leggiucchiato qui e lì i giornali. E ho letto di tutte le cose che il premier ha detto. Ci sarebbero voluti milioni di post, e scritti da gente molto più competente di me. E in molto più tempo di quanto avessi a disposizione.
Per l’ennesima volta, mi sono cadute le braccia. Soprattutto per il fatto che tu ben sottolinei: la gente che applaude. TUTTA quella gente che fa la ola alle battute di Berlusconi, alle boutades di Brunetta. Che ride e si dà di gomito. Mi sono sentita stanca… e stizzita. E quindi, ho reagito in un modo puerile, che mi riesce meglio di altri: ho imboccato la via della satira. Cosa ho concluso: nulla! Mi sono sfogata, e ho sfogato in un sorriso sardonico quello che stava diventando un travaso di bile. E magari, qualcuno leggendomi avrà fatto lo stesso. Lo so, che non basta.
Meno male che ci sono i blogger seri!
Grazie. Seriamente. Grazie!
Ipazia cara, ti sento pentita per il tuo post, che invece ho letto con curiosità, perchè all’inizio non avevo capito con chi ce l’avevi. E’ vero, meno male che ci sono i blogger seri che ci fanno riflettere, deprimere e di conseguenza ci spingono a fare più compere (vedi blog su Galimberti sulla tattica commerciale), o a fare boicottaggio
.
Non si può essere sempre come all’interrogazione ed essere sempre pronti a come la pensa il professore. Lui è libero a casa sua di dire quello che si sente e tu a casa tua di fare altrettanto, ma se lo sfogo ti ha aiutato a non avere un travaso di bile, ben vengano tutti i blog sardonici, ironici e prese per i fondelli vari.
Non me ne abbia il professore, però eh!
Cara tea, ‘pentita’ è una parola un po’ forte. Però mi rendo conto, stavolta, che fare satira è stato anche sinonimo di arrendevolezza… Poi, è vero, ognuno è quello che è, e la diversità è una ricchezza. Però, un po’ di autocritica fa bene. E questa in particolare. Grazie, comunque!
Onestamente, anche a me il tuo post di ieri è piaciuto molto, Ipazia. Solo ho avuto la sensazione che ci arrabbiamo inutilmente. Tutti qui, gentilissima…
a me il tuo post è piaciuto molto. l’ho perfino linkato
non credo che il problema sia se ironizzare o meno, ma che nel farlo non possiamo dimenticare le cose che ha ricordato Davide
sta minchia!
[scusa è che a volte mi piacciono i commenti ermetici e un po' osè]
cmq il fatto è che il cavaliere ci crede e noi no. non abbastanza.
bè, non so se è un fatto.
Sono d’accordo, ma temo che la gente che trova tutte queste battute divertenti, non voglia nemmeno pensare alla realtà, ai precari, alla scuola e ai problemi della nostra scocietà che di svizzero ha solo i buchi. Oggi guardavo il volantino che il ministero della pubblica istruzione ha invitato a scaricare con le norme più elementari per impedire la diffusione della tanto citata influenza suina. Al punto numero 1 invita tutti a lavarsi le mani con il sapone e contare fino a 20 prima di smettere. Qualcuno può dire a Maria Stella & friends che noi il sapone a scuola non l’abbiamo? Che dobbiamo fare i salti della scimmia per coprire i colleghi assenti? Glielo diciamo? Sicuri che ci ascolta?
Sì, è divertente questa faccenda del sapeno… E’ successa anche da noi. Però possiamo ancora contare fino a venti…
Io credo che B. sia l’espressione di una cultura, di una mentalità. Le battute che fa sono battute che potremmo fare noi (mi ci metto in mezzo). La strizzatina d’occhi degli adulatori del Cavaliere sono le strizzatine che potremmo fare noi, quattro amici al bar, al passaggio di una bella figliola. Le considerazioni sull’abbronzatura sono le stesse che potremmo fare noi, anzi ne diciamo anche di peggio ai danni degli extracomunitari.
Non serve poi dire che un conto è trovarsi al bar e un conto in un’assise internazionale come primo ministro; che nel primo ministro vorremmo vedere un esempio di dirittura morale. Se noi per primi non siamo esempio per i nostri figli o per gli alunni o per i minori verso i quali tutti noi adulti abbiamo una precisa responsabilità.
Capita così che ci lamentiamo dei ladroni al governo e noi non paghiamo le tasse …
Credo che dobbiamo impegnarci a costruire una nuova cultura, una nuova società … ne nascerà una classe politica diversa e migliore.
Si, ma avete visto che Obama nella foto non ha più il sorriso di programma, e avete visto come si guarda a gnappetto?
Davvero una opposizione seria e con una qualche speranza di raggiungere – e magari superare – il tanto sbandierato sostegno ella stragrande maggioranza degli italiani non può affidarsi ai Santoro e Travaglio e Grillo (finché è dura to il feeling) di turno.
Bisogna metterlo davanti all’evidenza, lui e i suoi sostenitori, si, quelli che vanno ad applaudirlo e a compiacersi per le risate sugli Obama abbronzati.
Il problema è che nel mio piccolo onestamente non so come, e se mi guardo intorno non mi pare di vedere molte proposte.
Sulla contestazione alla Gelmini: sicuri che fossero veri sostenitori del PdL e non “infiltrati”?
Su Brunetta (lo dico da ex CoCoCo ministeriale): saranno diminuite le assenze per malattia, ma chi non stava bene andava in ufficio, non combinava niente ovviamente, e passava la giornata a far chiacchiere col vicino di stanza/corridoio/scrivania. Un bel guadagno, non c’è che dire. Due giornate di lavoro perse e anche elettricità/telefono/mensa sprecata. A spese di chi?
Sul sito della Voce Info, c’è un esempio di quello che, secondo me, andrebbe fatto sistematicamente in materia di informazione: in risposta al lungo monologo di papi a Porta a Porta il 15 settmbre, hanno semplicemente ripreso le sue dichiarazione e le hanno passato al setaccio del vero-falso, solidamente documentato:
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001287.html
“E bisogna fargli capire che in Abruzzo la gente non ha un tetto sulla testa, non tutti, non la maggioranza, non come si poteva invece fare.” Cosa si poteva fare, invece?
Si puo’ cominciare con l’ascoltare la radio invece che la TV.
Personalmente trovo i programmi radio piu’ informativi e pluralisti in termini di argomenti affrontati, dai problemi sociali alle recensioni degli ultimi libri usciti alle interviste ai vari esponenti dei diversi settori in funzione dell’argomento dibattuto e non dello schieramento politico. Magari mi sbaglio ma ho la sensazione che l’impostazione scelta dalle radio vada oltre quella dicotomia del “noi” e “loro” che ci sta avvelenando il cervello.
Io avevo inteso la frase “non come si poteva invece fare” come un “non tutti hanno un tetto sulla testa, e questo è perchè c’era un altro modo per gestire la cosa, modo che non è stato adottato…”
Sì, Marco, tu hai capito quello che io intendevo, infatti. Se vuoi, se hai tempo (ma è cosa lunga) alcuneidee forti le trovi sul blog di miss kappa e su quello di Alessandro Tauro. Ma non che io abbia idee precise: leggo quello che viene dall’Aquila e capisco che i disagi sono enormi e che se ne parla pochissimo. Mentre si parla molto solo dei risultati conseguiti.
Questo ultimo fine settimana, mia madre è andata a trascorrerlo a Campo Felice, 20 km dall’Aquila, e lì si parlava tranquillamente, come cosa risaputa da tutti, che le case date ad Onna, le uniche peraltro, sono state regalate dai tedeschi, promesse dalla Merkel quando è stata in visita e promessa mantenuta nel più breve tempo. Anzi oggi è il genetliaco di gnappetto, dovrebbe dare altre case, di chi?
Sul blog di miss kappa mi sembra di esserci già capitato, per puro caso… Ma non ricordo bene! Appena avrò un po’ di tempo andrò a farci un giro!
[...] Ieri alla trasmissione di Lerner Bossi Fedrigotti, riprendendo un concetto già espresso da Vendola con altre parole, ha affermato che “Berlusconi è il sintomo e la malattia siamo noi, il popolo italiano”. Analogamente chi fa politica dovrebbe interiorizzare un concetto semplice: gli insulti di Berlusconi sono il sintomo, ma la malattia da sconfiggere sono le risate e le ovazioni di chi gli stava davanti. [...]