Feeds:
Articoli
Commenti

Archivio per la categoria ‘i libri degli altri’

merci e mercantiIo ci ho passato tanto tempo, nella prima metà degli anni Novanta, in quella libreria di Porta Romana che sta chiudendo. Abitavo lì, ero studente universitario, compravo e leggevo tantissimi libri, un po’ per studio e un po’ per piacere. Mi facevano gli sconti. E soprattutto l’ambiente era molto piacevole, c’erano vetrate ampie da cui entrava la luce, i rumori dell’incrocio con via Santa Sofia erano molto attutiti, il personale gradevole e simpatico… Insomma, ci si stava bene.

Poi sono andato via da Milano e solo di rado mi è capitato di tornare in quella libreria. Magari aveva anche cambiato proprietario, non so. Ricordo di averci comprato ancora qualche romanzo, di recente, e forse una guida turistica. Poi nient’altro.

Poi, a dirla tutta, sono sei mesi che non ci entro proprio, in nessuna libreria. Per varie ragioni.           (more…)

Read Full Post »

(il pescelibro #8)

ubicazione del benecorallo rosso 3 e mezzoTre coralli e mezzo per il nuovo libro di racconti di Giorgio Falco. Uno per la potenza degli incipit, assolutamente impressionanti per incisività e tensione, capaci di incollare il lettore alla pagina come pochi altri esordi sanno fare (un esempio di incipit, quello del primo racconto, lo trovate qui). Il secondo corallo, per il ritmo della sua prosa, lento e quasi monotonale in gran parte dei momenti narrativi, ma anche capace di improvvise accelerazioni, di battute fulminanti di dialogo, di repentini mutamenti e scatti in avanti, a replicare le improvvise sbandate dell’esistenza. Il terzo, per il ritratto davvero pungente della vita contemporanea,  alla periferia di una grande città che è Milano ma che potrebbe essere qualsiasi altra grande città; infine, un ultimo mezzo corallo per gli animali domesitici (cani soprattutto, ma anche un boa) che popolano le vite dei suoi personaggi e che sono gli unici essere viventi del libro a conservare una loro dignità del vivere, negata agli uomini.

Un buon libro, da leggere con attenzione, a tratti forse un po’ compiaciuto di sé nelle sue descrizioni sempre sul limite della disperazione silenziosa, ma una prova di narratore di grande futuro, sicuramente.

Read Full Post »

corallo-rosso-5destinatario-sconosciutoQuesto è un libro che, da quando l’ho letto un paio di anni fa, non ho più smesso di consigliare a chi non lo conosce. Il più bel libro sulla shoah dopo i romanzi di Primo Levi, secondo me; e ancora di più, perché scritto nel 1938, quasi a dire che sì, già allora le cose si potevano sapere, a stare attenti e a volerle sapere. Un romanzo brevissimo e folgorante; un romanzo in cui la struttura diventa essa stessa contenuto; un romanzo con un finale straordinario, che in una pagina e mezza raccoglie e dispiega i temi della giustizia, della vendetta, della cecità e del male fatto e subito. I cinque coralli sono quasi pochi, a dire il vero. Perché questo è un gioiello autentico, fidatevi.

Read Full Post »

Ancora un piccolo tentativo di lettura in diretta via web, per i più ostinati. Sempre leggendo Il bambino che sognava la fine del mondo di Antonio Scurati, mi soffermo su un breve paragrafo che mi pare fotograre con una certa lucidità l’ossessione della cronaca contemporanea per i peccati e i vizi. Ma, mentre la fotografa, il passo ne individua anche le cause e la modalità della rimozione: una rimozione mediatica, potremmo dire, che non passa più per il tramite dell’occultamento ma per quello, ben più spettacolare, dell’ostensione, della mostra esibizionistica di sé e delle proprie debolezze.

Ecco il brevissimo passo, alla pagina 210:     (more…)

Read Full Post »

Continuo con il mio esperimento di lettura in diretta web, cento pagine dopo. Dove si comincia a parlare di prostituzione e di costumi sessuali, di abitudini al consumo passate nella sfera del consumo privato di sé. Scurati ci va giù parecchio pesante, se volete la mia opinione; ma indubbiamente scrive di qualcosa che è presente nella cultura occidentale di oggi. Forse non nei  termini brutali in cui lui vuole descriverla, ma è comunque presente e opprimente: e su questo ha ragione lui, secondo me, da vendere.

parental_advisor1Ecco il secondo passo, alle pagine 160-162 (parental advisory: explicit content):       (more…)

Read Full Post »

Piccolo esperimento di lettura in diretta web. Leggo il nuovo romanzo di Antonio Scurati, Il bambino che sognava la fine del mondo, e mentre leggo copio direttamente qui, una pagina alla cui tentazione non ho potuto resistere. Vi si parla di esami all’università di Bergamo; ma Bergamo è vicinissima a dove abito io (la vedo dalla mia finestra, la provincia di Bergamo) e tra il primo anno di università e l’ultimo di un qualsiasi liceo nei pressi di Bergamo ci passano solo dodici mesi. Un niente.

Ecco il brano, alle pagine 71-72:     (more…)

Read Full Post »

corallo-rosso-3nemirowskjTre coralli al breve romanzo David Golder di Irène Némirowsky. Il primo per la forza della storia, pubblicata alle soglie della Grande Depressione del 1929, e tutta incentrata sul ruolo del denaro, nella vita privata come negli affetti; il secondo per le descrizioni delle crisi cardiache del protagonista, opprimenti nel loro ricorrere e soffocanti nel loro essere di continuo presagite; il terzo per i ritratti degli altri personaggi, spesso affidati a poche righe, ma sempre incisivi e acuminatissimi nella loro durezza. Non sarà un capolavoro (e non lo è, infatti), ma è comunque una lettura agile ed emozionante, una parabola individuale raccontata con millimetrica essenzialità.

Read Full Post »

Un estratto dalle Lezioni americane di Italo Calvino di cui sono ancora in debito.  Si tratta di un brano tratto dalla lezione «Esattezza»; è stato scritto più di vent’anni fa,  ma la situazione nel frattempo è forse solo peggiorata, non certo migliorata. Rappresenta bene quello che intendo io quando parlo di una lingua viva; o anche, per contrasto, di una lingua morta, che è quella che ci circonda troppo spesso, secondo me, e non è quella scolastica o libresca, nient’affatto,  ma è proprio quella parlata nei contesti mediatici più comuni. Ed è anche una delle idee che più vorrei passare ai miei studenti: che è proprio a livello della lingua che si attuano le forme più sottili e pericolose di corruzione degli intelletti.

Se non vi sembra già troppo, potete cliccare e leggere il brano (breve). (more…)

Read Full Post »

il pescelibro #5

corallo-rosso-4stanza-ufficialiQuattro coralli per il breve romanzo La stanza degli ufficiali, di Marc Dugain, edito da Vertigo. Uno per la misura perfettamente classica della sua prosa, pregio sempre più raro e sorprendente; un altro per il coraggio, non solo letterario, di trattare argomenti universali (la vita, la morte, la speranza, il dolore) senza svicolare; il terzo per la capacità di chiudere quei temi così essenziali entro una sola stanza e lì farli pulsare di un afflato collettivo; il quarto perché è bello che ci siano ancora piccoli editori in grado di scoprire  preziose perle letterarie come questa.

(grazie a “il Claudio” della libreria Lorus di Milano, libraio vero)

Read Full Post »

Gli inglesi sono come noi, almeno qualche volta. E, secondo quel che dicono le ricerche, fingono di aver letto libri che in realtà non hanno mai letto, forse nemmeno aperto. Il più dichiaratamente millantato è, secondo una ricerca di worldbookday.com, 1984 di George Orwell. Sì, quello del Grande Fratello, che dio lo fulmini.

Chissà in Italia. In molti dicono, per esempio, che stanno «giusto in questi giorni rileggendo Calvino»; e io ho tutte le volte la sensazione che si tratti di una prima rilettura. Ma sono cattivo (e ho letto 1984, in aggiunta). E per quanto mi riguarda, in ogni caso, è Baricco il mio preferito autore non-letto e millantato. Mi sono bastate, anni fa, tre pagine di Novecento e un paragrafo di Oceano mare, per convincermi a fare sempre finta, durante le conversazioni, di conoscerlo molto bene; e poi ho continuato a parlarne sempre male, sul serio e non per finta; che quelle tre pagine, onestamente, non le ho mica ancora digerite.

Read Full Post »

il pescelibro #4

corallo-rosso-3fondamentalistaTre coralli a Il fondamentalista riluttante di Mohsin Hamid. Uno per le prime trenta pagine, in cui è forte la sensazione di trovarsi all’università di Princeton e di essere proprio come un giovane brillante pakistano, cui l’America regalerà fortuna e successo; il secondo per il crescendo misterioso in cui è avvolto l’interlocutore segreto della voce narrante, alter-ego silenzioso eppure determinante nello svolgersi delle vicende; il terzo, il più importante, per essere riuscito a gestire un monologo di grande difficoltà, senza mai scivolare nella banalità o nella pesantezza. Niente di più, perché la seconda metà del racconto non è all’altezza della prima. Ma non dispiace leggerlo e si ha voglia di sapere come andrà a finire, che è sempre un pregio.

Read Full Post »

Ieri, sulla «Stampa», Rondolino ha discusso la prosa dei romanzi di Franceschini e Veltroni. Lo ha fatto con piglio deciso e buoni argomenti, dimostrando che è cosa che si può ancora fare, senza offendere nessuno; ed è una recensione (una delle poche) vera, di cui si può essere lieti, senza alcuna perfidia.

Io, sinceramente, di tutti i libri che lui ha citato, ne ho letto uno soltanto e per un pezzo soltanto. Mi era bastato quello, a essere del tutto sinceri.

Read Full Post »

martini-conversazioni-notturneLe fiamme dell’inferno me le sono guadagnate già da molti anni, chi mi conosce lo sa bene; e il mio agnosticismo venato di anticlericalismo non può certo essere messo in discussione dalla semplice lettura di un libro. Però, non sono mai riuscito a non rimanere affascinato dalla profondità di pensiero di alcuni uomini di religione, del passato come del presente; e da sempre la Bibbia è una delle letture a cui concedo più volentieri il mio tempo. Dunque non sia una sorpresa questo post. Resto agnostico, insomma; nessuna redenzione.

Ma rimane anche vero che alcuni religiosi sanno essere interpreti straordinari del loro tempo e del nostro tempo e che, senz’altro, Martini è uno di questi, come confermano queste Conversazioni notturne a Gerusalemme con Georg Sporschill.

Libro di domande e di risposte veloci, libro di tentativi più che di certezze, di immersioni nel creato prima che di giudizi;       (more…)

Read Full Post »

Un lettore mi segnala oggi, via mail, un brano delle Lezioni americane di Italo Calvino che, secondo lui, ha molto a che fare con un post che ho scritto alcune settimane fa. Effettivamente io non mi ricordavo il passaggio calviniano; ed effettivamente esiste una parentela tra i due discorsi, perché in entrambi si parla di capacità di immaginare attraverso la lettura e sulla base di semplici segni alfabetici. Certo, lui cita Starobinski e Giordano Bruno, io invece la pornografia e la masturbazione. Ma questo dipenderà dalla mia innata ed erudita propensione alla raffinatezza, direi. Se qualcuno ha voglia di leggere un po’ di Lezioni americane, e in particolare un passo di quella che è dedicata alla «Visibilità», non deve fare altro che cliccare qui:       (more…)

Read Full Post »

il pescelibro #3

corallo-rosso-5vento-largoCinque coralli cinque a Vento largo di Francesco Biamonti. Libro di diversi anni fa, lo avrete letto già tutti, ma non importa, che i coralli servono anche a rinsaldare la memoria. Un corallo per la scrittura, limpida ed essenziale. Un altro per il suo modo unico (unico) di descrivere la luce della Liguria; il terzo per i dialoghi e la vicenda narrata, sobriamente intensa senza che mai un sentimento si alzi in piedi per gridare troppo forte; il quarto per la malinconia che lo pervade, come una musica indefinibile; l’ultimo perché Biamonti è stato uno dei più grandi narratori italiani degli utlimi trent’anni ed è anche uno dei più sottovalutati.

Read Full Post »

il pescelibro #2

erri-deluca2corallo-rosso-3-e-mezzo1Tre coralli e mezzo al nuovo romanzo di Erri De Luca, Il giorno prima della felicità. Il primo corallo per la scrittura, sempre scavata fino all’essenziale, vibrante come una pugnalata, abrasiva; il secondo per la storia dell’insurrezione di Napoli, raccontata solo per brevi accenni eppure viva e come presente agli occhi; il terzo per l’educazione all’eros del protagonista, pulsante come il sangue; un ultimo mezzo corallo per la vicenda complessiva, meno intensa di altre sue storie (penso a Tre cavalli, per esempio). E poi perché è forse la misura breve, o anche quella brevissima degli apologhi di Alzaia, a sembrarmi più congeniale a una scrittura così incisiva come quella di De Luca.

Read Full Post »

È in uscita un libro di poesie postumo di Mario Luzi. Raccoglie le sue ultime poesie, scritte tra il 2002 e il 2005. C’è qui un’intervista al curatore del testo; e qui invece un corsivo di Giuseppe Conte, che lo ha letto in anteprima e racconta un episodio doloroso e insieme toccante della vita del poeta, una delle sue debolezze. Consigliato a chi ha un divorzio alle spalle, con annesso tradimento, odio e sofferenza.

Read Full Post »

il pescelibro #1

corallo-rosso-4 amoresopravvalutatoQuattro coralli rossi a L’amore è sopravvalutato di Brigitte Giraud, edizioni Guanda. Uno per la scrittura malinconica e crudele, scontrosa e suggestiva; un altro per il coraggio di usare il “tu” come persona narrante, con risulati eccelsi; il terzo per il racconto Il tempo è passato, che chiude il libro come un indimenticabile addio; il quarto corallo per il titolo, sfacciato e insieme assurdamente vero.

Read Full Post »

taci, plagiato

E c’è anche chi  accusa Woody Allen di plagio. Chissà che meraviglia di romanzo, strano che non sia mai uscito in Italia. Meglio vergognarsi, in questi casi, e tacere. (Ma sulla Stampa si allude anche ai finanziamenti che hanno sostenuto il film per farne uno spot su Barcellona. Uno spot per allocchi, s’intende.)

Read Full Post »

Assai istruttivo l’articolo di Adriano Sofri pubblicato su La Repubblica e linkato da Wittgenstein.  Istruttivo anche per il breve excursus sulla ricezione del suo libro, tanto commentato prima che uscisse, quanto poco letto dopo. Ma in realtà, sul web, di recensioni se ne sono viste diverse (e quella scritta qui è sinceramente poco cosa, al confronto).

Read Full Post »

la-felicita-non-esisteLa solita indecorosa operazione editoriale, potrebbe dire qualcuno. E in parte avrebbe pure ragione: perché si tratta di scritti di varia occasione, raccolti qua e là senza un vero criterio e  usciti in Francia in volumi diversi già da molti anni, e dunque senza quella coesione interna che il titolo lascerebbe supporre.  In più c’è una mescolanza di prosa e poesia che davvero non trova ragioni, se non nella volontà di tenere desta l’attenzione dei lettori su uno scrittore che non sembra intenzionato a ripubblicare a breve un nuovo romanzo (lo si dice in tutt’altre faccende affacendato). E però.       (more…)

Read Full Post »

john updike

updikeÈ morto John Updike, uno degli scrittori americani più amati in patria. Ha scritto molto, raccontando soprattutto quell’America che noi chiamiamo «profonda», con le sue ipocrisie e la sua adulterina rivoluzione sessuale di quartiere (io mi ricordo di Coppie, per esempio). Poi, nel 2006, ha pubblicato il romanzo Terrorista, che aveva fatto storcere il naso a tanti, ma a me era piaciuto abbastanza, benché visibilmente provocatorio e costruito forse un po’ troppo “a tesi”. Presentando quel libro alla stampa, aveva dichiarato: «Io credo di avvertire il declino dell’America – chiamiamolo con il suo nome – e, senza sentirmi meno americano di altri, il sudiciume di tutti noi».

Non so da che parte stesse, a proposito dell’elezione di Obama. Però ha fatto in tempo a vederlo, e a vedere le code degli elettori fuori dai seggi, questo senz’altro.

(update: qui c’è una breve ma splendida video-intervista del New York Times a Updike, dell’ottobre 2008: stava dalla parte di Obama)

Read Full Post »

sofri-pinelliC’è una caratteristica, di tutti i libri di Adriano Sofri, che mi colpisce sempre, già dalle prime pagine, e mi fa andare avanti fino alle fine. È la qualità altissima della scrittura. Anche in questo nuovo libro, che pure si districa tra sentenze, verbali di interrogatori, dichiarazioni e ritrattazioni, ci sono momenti in cui la scrittura dell’autore ritorna a prendere il sopravvento e a rendere la narrazione di un’efficacia rara, rarissima nel panorama attuale della prosa italiana. Credo che molta di questa eccellenza venga dall’uso calibrato delle “sentenze”, da una punteggiatura sempre millimetrica, da un lessico che è preciso e accuratissimo senza essere mai artefatto.  E da questa eccellenza deriva poi una chiarezza quasi esemplare nei momenti in cui la ricostruzione storica diviene riflessione sulle ragioni di quella storia e  delle sue conseguenze. Riporto un brano, in cui si sente quanto anche i contenuti e l’analisi storica di Sofri dipendano da questa sua particolare qualità di scrittura:     (more…)

Read Full Post »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.