Ieri sera ero fuori con i soliti due amici. Abbiamo mangiato le solite tre pizze e abbiamo fatto la solita cosa che facciamo in tre (che non ha nulla a che vedere con il sesso, si sa). Poi, a un certo punto, uno di loro due è andato a dare un’occhiata alla homepage di Repubblica, è tornato con l’aria visibilmente alterata e ha detto: «Berlusconi ha detto che anche Michelle Obama è abbronzata… Quanto mi fa incazzare, quanto mi fa incazzare, non lo sopporto più!»
Io non ho detto niente. Sono tornato a casa piuttosto tardi, avevo sonno e non ho guardato nessuna notizia. Poi stamattina ho lavorato e non ho guardato nessuna notizia. Poi ho pranzato. E finalmente, dopo pranzo, ho avuto il tempo di leggere un po’ di articoli e ho capito che era indubbiamente vero: Berlusconi ha detto che Michelle Obama è una donna abbronzata, l’ho letto anch’io, era proprio vero.
Ma non ho letto solo quello, però.
Ho letto anche che c’è stata un’ovazione per Vittori Feltri, per esempio. (more…)
Così
Il dubbio che non sia lo Stato (con la S hegeliana e maiuscola) a dover educare le persone è un dubbio che ho anch’io, non confondetevi. Insomma, lo Stato Etico è uno di quei concetti così complessi che non mi sento nemmeno in grado di sfiorarlo con il pensiero. Quindi non è di missione educatrice dello Stato che voglio parlare (benché sia assolutamente tentato, ve lo confesso) e nemmeno di tutela dei più deboli (siano essi deboli economicamente o intellettualmente), che pure, invece, è una di quelle caratteristiche che chiederei con forza alla società a cui appartengo.
Leggo sul Corriere, grazie alla
Stasera andrà in onda, praticamente a reti unificate, il lungo spot del governo sulle case consegnate ad alcuni aquilani. Non lo guarderò. Sarà il mio piccolissimo modo per non strappare
In Italia c’e’ il 70% delle persone che rischia quotidianamente in prima persona, rispettando i criteri della meritocrazia e della trasparenza, mentre il restante 30% ha sempre vissuto in maniera parassitaria. Parlo dell’Italia che non rischia, che vive di rendita, l’Italia del nepotismo che fino ad oggi e’ stata peraltro sovrarappresentata.
Parto da due brevi frammenti video. Il primo, credo che lo conosciate tutti ormai: è andato in onda in prima serata su Italia1, qualche giorno fa, all’interno di una sit-com, non casualmente intitolata Così fan tutte, che non conosco (e che non voglio conoscere), suscitando proteste e piccoli, e un po’ ipocriti,
A un certo punto, verso le ore 16 di oggi, dopo un gran bel vagare e un continuo approvare o disapprovare le altrui, anche nobilissime, opinioni, ho trovato chi mi ha spiegato perfettamente quello che penso di Mike Bongiorno. E il perché mi sia sempre stato antipatico (anche quando era obiettivamente simpatico, come da Fazio o dalla Bignardi); e il perché io non possa, nemmeno oggi, tacere questa antipatia. La mia riconoscenza va quindi allo
Mi è venuta in mente una cosa, oggi, mentre leggevo in giro sul web alcune impressioni a proposito del film Videcocracy, che personalmente non ho visto, ma che riesco a immaginarmi benissimo, con i suoi Corona, i suoi Lele Mora, e il Billionaire e Briatore e la Gregoraci e tutto il vippaio di noialtri piccoli italiani devastati dalla tv. Mi è venuto in mente, leggendo in particolare 
Io ci ho passato tanto tempo, nella prima metà degli anni Novanta, in quella libreria di Porta Romana
Forse ero l’unico a non saperlo; e voi lo sapevate già tutti. Fatto sta che ho scoperto solo oggi che, datosi che l’Italia non ha rispettato gli accordi del protocollo di Kyoto sulla salvaguardia dell’ambiente, che magari 

Cosa c’è che mi disturba nella
Dopo molte letture, alcune richieste di chiarimento e diverse incertezze, alla fine ho deciso che
Sapete che vi dico? Che a me dispiace per tutti gli attacchi che oggi si è beccata Debora Serracchiani. Intendiamoci, penso che nel merito abbiano assolutamente ragione tutti quelli che l’hanno criticata (
Ha fatto un bello e lungo e applaudito giro del web una delle tracce assegnate alla prima prova dell’Esame di Stato, ed ha anche provocato un notevole entusiasmo. Ed era normale, visto che parlava proprio di social network e new media, cioè del web stesso, i cui protagonisti si sono in parte sentiti chiamati in causa.
Provo a raccontarla in breve, questa storia tutta mentale, lo prometto.
