Educazione fisica da quest’anno vale come materia, e il suo voto fa media con le altre.
Non so se queste sono parole del ministro o dell’articolista della Stampa (e comunque complimenti per l’italiano); in ogni caso il voto di educazione fisica viene conteggiato nella media complessiva dei voti da sempre. Per precisare, ecco.
Tra le novità, per la prima volta, verrà segnalato al genitore con un sms quando l’alunno non sarà presente in classe.
Nel rinnovare i complimenti per l’italiano, faccio notare che non verrà segnalato. Come da comunicato ministeriale, infatti, le scuole, autonomamente, potranno segnalare l’assenza. E non ci sono i soldi; e nemmeno accordi con le compagnie telefoniche. Sempre per precisare, insomma.
Spero che
Ieri sera ero fuori con i soliti due amici. Abbiamo mangiato le
Oggi, sulle
Una delle più efficaci e consuete sparate mediatiche del ministro Gelmini riguarda l’insostenibilità, in Italia, della spesa per il personale della scuola e dunque l’inderogabile necessità di abbatterla, con tagli e rasoiate. Già l’anno scorso il ministro aveva più volte dichiarato che non era possibile che le spese per gli stipendi del personale scolastico rappresentassero più dell’80% della spesa complessiva del Ministero per la Pubblica Istruzione. E già l’anno scorso, gli si era fatto notare, che non solo era possibile, ma che poteva addirittura considerarsi poco. Grazie al solito bel grafico ricavato dalle 
Così
Gianni de Michelis, ex ministro socialista, ex discotecaro doc, ex potentissimo della Prima Repubblica, attuale consulente del suo ex consulente Renatino Brunetta,
Quando avete bisogno di consenso e di visibilità e cominciate a fare fatica a trovare qualcuno che ve li conceda, ecco
Da non perdere
La giustificazione secondo cui si è fatta una cosa «perché la fanno anche tutti gli altri» è una delle più puerili e sciocche che si conoscano. Le mamme popolari, quelle come la mia, amorevoli ma severe, generalmente, rispondono così ai loro bambini, quando questi usano una tale ingenua giustificazione per una loro marachella: «E se gli altri si buttano dalla finestra, tu cosa fai, ti butti anche tu?»
Leggo sul Corriere, grazie alla
In Italia c’e’ il 70% delle persone che rischia quotidianamente in prima persona, rispettando i criteri della meritocrazia e della trasparenza, mentre il restante 30% ha sempre vissuto in maniera parassitaria. Parlo dell’Italia che non rischia, che vive di rendita, l’Italia del nepotismo che fino ad oggi e’ stata peraltro sovrarappresentata.
La bellezza dei comunicati stampa del Ministero della Pubblica istruzione (arte in cui sono raffinatissimi, ce ne eravamo già accorti) sta nelle sfumature. Questo,
Un paio di perle prelevate direttamente dall’i
E invece, ci ripenso, e c’è qualcosa che proprio non mi convince. La dichiarazione è la stessa di prima (lo so, sono noioso, che cosa volete farci…). E il punto che mi lascia assolutamente perplesso è l’inciso, questa volta: nel loro intimo. Un inciso del tutto incongruente con il contesto in cui è pronunciato (e le parole sono importanti, lo sono sempre, e rivelano molto di più di quel che apparentemente dicono):
L’articolo è davvero spaventoso
Quello che mi innervosisce di più, della figura misera e ridicola di Noemi Letizia, è che suscita la mia morbosa curiosità. Non riesco proprio a resistere. Vedo la notizia della sua intervista al Mail Online pubblicata in homepage su Repubblica e vado 
La prima reazione 


