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Archivio per la categoria ‘noterelle dantesche’

(Tornano, a gentile richiesta, i piccoli appunti su Dante; è stupefacente, lo so, ma ci sono state effettivamente un paio di gentili richieste…) Il canto di Ulisse è talmente noto e famoso che pare superfluo farne un riassunto. Perché Ulisse è uno dei più grandi personaggi infernali e il suo lungo monologo è uno degli [...]

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Questi parea che contra me venisse con la test’ alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. Se avete un’edizione della Commedia dantesca che risale agli anni Settanta o prima, forse l’ultima parola del v.48 la troverete diversa. È possibile che il vostro testo reciti temesse. Non si tratta di un [...]

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Il canto IV dell’Inferno non è esattamente uno di quei canti noti a chiunque, tramandati da generazioni di studenti e  resi immortali dalla recitazione di attori più o meno noti. È invece un canto spesso tralasciato, letto molto poco nelle aule scolastiche e forse anche un po’ sottovalutato. Nel canto IV Dante e Virgilio entrano [...]

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E quella a me: «Nessun maggior dolore Che ricordarsi del tempo felice Ne la miseria; e ciò sa ‘l tuo dottore.» Dopo che Dante ha interrogato Francesca, come scritto nella precedente noterella, è lei, la donna lussuriosa, a prendere la parola; e sono quelli appena riportati sopra i versi d’esordio del suo famosissimo discorso. In [...]

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Il canto V dell’Inferno non ha bisogno di presentazioni. La sua protagonista, Francesca da Rimini, primo dannato che pronunci parola nel viaggio dantesco, ancora di meno. È un canto splendido, citatissimo e molto amato, giustamente. È anche il canto su cui, a essere sinceri, si è formata la mia personale passione per la Commedia dantesca, [...]

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