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Posts Tagged ‘analisi di testo’

eh eh ehVigilia della prima prova scritta dell’esame di maturità. Mentre la Gelmini fa i suoi graditissimi auguri e ne approfitta per ripetere ossessionata le sue litanie preferite, gli studenti si toccano dove sanno e intanto si armano di mouse e tastiera. E sempre più numerosi arrivano qui digitando strisce di ricerca del tipo: «analisi di testo Pirandello» (o Montale o Leopardi o Ungaretti; sempre quelli, insomma); «come fare una mappa concettuale»; «quali materie mettere nella tesina»; «scegliere l’analisi di testo»; «prendere un bel voto all’esame»; «non presentarsi all’esame di stato». Sta diventando un vero fiume in piena, ragazzi; una specie di grandinata con provenienza Google…

Paura, eh?

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Oggi c’è stato chi è arrivato su questo blog,  cercando su Google: «la pioggia nel pineto contenuto informativo».

Giusto per farvi capire che non scherzo, non dico bugie, non sono pazzo e toglietevi quel ghigno sarcastico dalla faccia che non c’è niente, ma proprio niente, da ridere.

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(questo post è la conseguenza di questo)

tris20civette2hw9Ambarabà ciccì coccò

Tre civette sul comò

che facevano l’amore

con la figlia del dottore

il dottore si ammalò

ambarabà ciccì coccò.

1. Il candidato riassuma candidamente il contenuto informativo del testo in non meno di 150 righe.

2. Si analizzi il primo verso: come vanno intese le misteriose parole? si tratta di una formula rituale? o piuttosto di un’arcana e triplice forma onomastica? Il candidato esprima e motivi le sue convinzioni.      (altro…)

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‹confido nella comprensione affettuosa dei miei quattro lettori abituali (quattro, come i mitici quattro gatti) e compio una biasimevole operazione autoreferenziale. Però devo loro una piccola spiegazione, che gli internauti capitati qui per caso salteranno a piè pari, invece, per andare direttamente QUI (obbedite, mi raccomando). Il fatto è che gli algoritmi di google dimostrano una certa predilezione per i miei titoli e nessun tipo di simpatia, invece, per i contenuti dei miei post (esperimento ripetuto, vi assicuro). E sapete come fanno gli studenti, e anche gli insegnanti (sì, anche gli insegnanti, che la carne è debole), per fare o per elaborare una qualsiasi indecente analisi di testo? Vanno sul google medesimo e digitano la vile striscia «analisi di testo» seguita dal nome dell’autore che di quella squallida analisi deve essere l’oggetto. Ecco dunque rivelato l’arcano: come avete intuito, tramite i nomi  dei padri della nostra lingua (che possano perdonarmi), sto cercando con l’inganno di attrare studenti e insegnanti di cui sopra in questo blog, per poi corrompere la loro buona fede con la lettura del post di un paio di giorni fa (che è questo QUI, se qualcuno non ha seguito i miei consigli). Conto dunque di manipolarli via cavo, di invischiarli nella rete, di cogliere impreparate le loro difese psicologiche e corrompere i loro costumi, avvelenare i pozzi della loro buonafede, seminare il terribile seme della zizzania letteraria (vale soprattutto per gli studenti, che sono ancora recuperabili, ma anche per gli insegnanti, che non si sa mai). Bene, ora che avete capito, posso serenamente fare spazio al bieco e ingannevole trucchetto›

Giovani (e anziani) internauti in cerca di aiuto, desiderate imbattervi in un’analisi di testo fatta bene? Cliccate subito QUI, non ve ne pentirete.

‹a questi poveri e luridi stratagemmi deve ricorrere l’insegnante corruttore di costumi, al giorno d’oggi… O tempora, o mores!

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la-bellezza-salvera-il-mondo«Educare al bello», mi aveva detto un giorno di tanti anni fa un collega (primo uomo saggio) a cui avevo chiesto quale fosse secondo lui lo scopo del nostro lavoro. Ero giovane, e facevo tante domande, come le ragazze  di vent’anni. Poi il tempo è passato, ma quella risposta non me la sono mai del tutto dimenticata. Anche perché «la bellezza salverà il mondo», aveva detto un altro (il secondo uomo saggio) prima di lui. E quindi ho un po’ insistito, su questa faccenda.

e-tutto-carte-da-decifrareMa nel frattempo le cose sono molto cambiate. E c’era anche un terzo uomo (il terzo saggio, ma un po’ meno) che nel frattempo cantava che «l’amore è tutto carte da decifrare». Fosse solo quello, magari. È che ormai anche la letteratura è tutta carte e sillabe e figure da decifrare, a ben pensarci.

Guardate un po’ i temi degli esami di maturità.           (altro…)

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