Feeds:
Articoli
Commenti

Posts contrassegnato dai tag ‘antonio scurati’

Oggi si sottoscrive quanto sostenuto da Antonio Scurati sulla Stampa:

Chiunque sia stato insegnante negli ultimi trent’anni, e cioè da quando è cominciata la precipitosa destabilizzazione della cultura e, con essa, il crollo di tutte le tradizionali istituzioni del sapere, si sarà trovato infinite volte a chiedersi: ma che senso ha tutto questo? Accasciato dietro la cattedra nella postura molle della sconfitta, lo sconfortato professore si sarà posto la domanda letale: che ci sto a fare qui? E se la sarà posta con l’assoluta certezza che la voce del suo sconforto si stava prolungando, in quel preciso istante, nella mente dei suoi trenta studenti, i quali gli facevano eco all’unisono protestando: a che serve tutto questo?! Insomma, una sorta di mesmerismo intellettuale del senso di inutilità collettivo. Questo è stata, troppo spesso e troppo a lungo, la scuola da quando l’avvento della società della comunicazione ha segnato l’eclissi del sistema professionale fondato sul principio in base al quale la classe dirigente doveva essere formata secondo i metodi della razionalità scientifica e umanistica.

Ma con una precisazione doverosa, che riguarda soprattutto il seguito dell’articolo.       (more…)

Read Full Post »

Ancora un piccolo tentativo di lettura in diretta via web, per i più ostinati. Sempre leggendo Il bambino che sognava la fine del mondo di Antonio Scurati, mi soffermo su un breve paragrafo che mi pare fotograre con una certa lucidità l’ossessione della cronaca contemporanea per i peccati e i vizi. Ma, mentre la fotografa, il passo ne individua anche le cause e la modalità della rimozione: una rimozione mediatica, potremmo dire, che non passa più per il tramite dell’occultamento ma per quello, ben più spettacolare, dell’ostensione, della mostra esibizionistica di sé e delle proprie debolezze.

Ecco il brevissimo passo, alla pagina 210:     (more…)

Read Full Post »

Continuo con il mio esperimento di lettura in diretta web, cento pagine dopo. Dove si comincia a parlare di prostituzione e di costumi sessuali, di abitudini al consumo passate nella sfera del consumo privato di sé. Scurati ci va giù parecchio pesante, se volete la mia opinione; ma indubbiamente scrive di qualcosa che è presente nella cultura occidentale di oggi. Forse non nei  termini brutali in cui lui vuole descriverla, ma è comunque presente e opprimente: e su questo ha ragione lui, secondo me, da vendere.

parental_advisor1Ecco il secondo passo, alle pagine 160-162 (parental advisory: explicit content):       (more…)

Read Full Post »

Piccolo esperimento di lettura in diretta web. Leggo il nuovo romanzo di Antonio Scurati, Il bambino che sognava la fine del mondo, e mentre leggo copio direttamente qui, una pagina alla cui tentazione non ho potuto resistere. Vi si parla di esami all’università di Bergamo; ma Bergamo è vicinissima a dove abito io (la vedo dalla mia finestra, la provincia di Bergamo) e tra il primo anno di università e l’ultimo di un qualsiasi liceo nei pressi di Bergamo ci passano solo dodici mesi. Un niente.

Ecco il brano, alle pagine 71-72:     (more…)

Read Full Post »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.