Ah, ragazzi miei, miei piccoli uomini, piccole donne di prima liceo, che mi chiedete per la decima, la centesima volta una precisazione sulle coniugazioni dei verbi latini… Latini o italiani non fa differenza, non riuscite a capirlo? Sono verbi, sempre verbi, infinitamente e indefinitamente verbi. Nient’altro che maledetti verbi da coniugare, da smontare e rimontare, senza mai azzeccare la combinazione esatta. Perché costruiamo sempre e solo verbi, in realtà; da quando il linguaggio è diventato grammatica e sintassi, da quando ha smesso di essere grugnito per articolarsi in suoni e parole e relazioni di causa ed effetto. Ognuno alla ricerca del suo verbo, del modo e del tempo e della forma di quel verbo, che era in principio e che probabilmente non sarà mai più; se non alla fine del tempo, quando i tempi non saranno più, e neanche le coniugazioni.
Perché in principio era il verbo non coniugato, potete starne certi; e ora invece è solo quello coniugato, anche all’infinito, che è pur sempre una sottile e nascosta forma del coniugare. E c’è qualcosa, in quel «coniugare», verbo anche lui, che è minaccioso: (more…)

