Sì, anche secondo me si pone una questione morale enorme. Solo che non si pone nel Pd, ecco. Nel senso che il Pd ha ben poco a che fare con questa vicenda. Se non per il fatto che l’uomo accusato di essere uno stupratore seriale era appunto un iscritto e militante del Pd: ma nient’altro, onestamente. E se fosse stato un militante di Forza Nuova? Nient’altro, anche in quel caso. A meno che non avesse fatto dell’«apologia di stupro» un suo programma politico; cosa che non è avvenuta, mi pare, né nel Pd né in Forza Nuova.
Quindi, niente «apologia di stupro» e niente questione politica: e la faccenda sembra definitivamente chiusa.
Resta la questione morale, e resta «enorme», è vero. Solo che è una questione morale che ha più o meno diecimila anni di storia alle sue spalle e che non ha nulla a che fare con il reclutamento dei coordinatori del Pd, se dio vuole.
Ed è una questione leggermente più complessa: (more…)
Se avete un’edizione della Commedia dantesca che risale agli anni Settanta o prima, forse l’ultima parola del v.48 la troverete diversa. È possibile che il vostro testo reciti temesse. Non si tratta di un errore, naturalmente: la sostituzione della forma verbale temesse con quella più recente di tremesse è una scelta che è stata fatta dall’editore Petrocchi appunto negli anni ’70 e che è stata via via recepita da tutte le più imprtanti edizioni commentate del poema dantesco.
Il canto IV dell’Inferno non è esattamente uno di quei canti noti a chiunque, tramandati da generazioni di studenti e resi immortali dalla recitazione di attori più o meno noti. È invece un canto spesso tralasciato, letto molto poco nelle aule scolastiche e forse anche un po’ sottovalutato.
