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Posts contrassegnato dai tag ‘evasione fiscale’

L’altro ieri sera siamo andati a prendere tre pizze nella locale pizzeria d’asporto. Siccome ci andiamo spesso, quasi una volta alla settimana e sempre noi tre, ci hanno regalato tre bibite, a nostra scelta. Noi abbiamo detto: «Grazie», sorridendo contenti, e abbiamo preso le lattine. Poi però si sono presi i 14.50 euro e non ci hanno fatto lo scontrino. E noi siamo usciti senza dire niente, anzi dicendo di nuovo: «Grazie». Anche se a fare bene i conti (e a giudicare dal manifesto tenore di vita dei due gestori) ci conveniva pagare le bibite e pretendere lo scontrino. O almeno credo.

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A chiudere la settimana, mi mancava solo questo splendido elogio dell’evasione fiscale. La quale evasione, secondo l’articolista, può magari «urtare la sensibilità» mia e di qualche altro benpensante, ma in realtà non è grave, anzi è assolutamente giustificata e finanche auspicabile.

Finché un giorno non smetterò di pagarle anch’io, le tasse, e insieme a me un sacco di altri poveri pirla, e quel giorno il medesimo signor articolista si troverà, ammalato, nei corridoi di un ospedale deserto, perché nessuno ha pagato più niente, seguendo le sue istruzioni. E quel giorno, immagino, sarà la sua «sensibilità» a rimanerne leggermente «urtata».

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ridereCi sono quelli che escono al mattino per andare a lavorare; che fanno fatica; che sopportano il peso del senso del dovere; che sopportano anche altro. Ci sono quelli che si meriterebbero ospedali che funzionano; scuole e università che preparano sul serio; una classe politica attenta e onesta. Me lo avete scritto in più di uno nei commenti a questo mio post; e so che è vero, che ci sono.

Poi ci sono gli altri, però, e so che ci sono anche quelli: quelli a cui invece, quando entrano in un ospedale, bisognerebbe dare una pedata nel culo ammalato; e quando mandano i loro figli a scuola bisognerebbe non lasciarglieli iscrivere;  e quando parcheggiano sul suolo pubblico, be’, bisognerebbe fargliela saltare per aria, l’auto che hanno pagato con i soldi che dichiarano di non avere; e quando vanno a votare… be’, quando vanno a votare si sentono a loro agio, immagino.

Ce ne sono molti, per esempio, nella mia provincia, Brescia:        (more…)

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Perché bisogna pagare le tasse va spiegato fin dai banchi di scuola. Ne è convinto il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera che ha spiegato come la necessità di pagare le imposte vada spiegata “fin dal momento in cui si è al primo impatto con la scuola, questo significa forse ridurre l’influenza di quel dna che noi italiani ci portiamo dietro e che ci induce a non pagare le tasse”. A questo proposito, il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha spiegato che è in corso un progetto di informazione nelle scuole inferiori e superiori attraverso un kit che comprende anche un dvd in cui viene spiegato perché si devono pagare le imposte.

Ah be’, se c’è il kit con il dvd allora mi sento tranquillo. Guarderemo tutti insieme il dvd, dopo averlo estratto dal kit, e miglioreremo il nostro dna, e pagheremo tutti le tax.

Che ingenuo che sono io, invece, che pensavo a qualche controllo in più…  È che ci ho l’ingenuità nel dna, evidentemente.

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connessioni edilizie

distorta ediliziaÈ dell’altro ieri la notizia dei risultati allarmanti dell’operazione Pandora, vasta indagine contro l’evasione fiscale condotta dalla Guardia di Finanza, nel settore delle ristrutturazioni edilizie,  grazie alla quale sono state scoperte oltre 5.000 imprese che hanno evaso il fisco: 5.246 evasori totali, insomma (addirittura i due terzi delle imprese ispezionate), per un totale di 3 miliardi di euro circa di redditi evasi, quasi 500 milioni di euro di Iva non dichiarata e non versata all’Erario, oltre 10 mila posizioni lavorative irregolari.

(Non si contano gli incidenti sul lavoro, di questi irregolari, proprio perché irregolari; non si contano gli extracomunitari, impiegati in questi lavori, perché extracomunitari; non si contano i clandestini, che senz’altro ci saranno stati, perché clandestini e atti a delinquere, loro.)     (more…)

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È stato dimostrato che l’85% della popolazione è un evasore potenziale la cui onestà dipende dal clima di controllo percepito.

No, non si sta parlando di evasione fiscale, ma di biglietti dell’autobus non pagati. E però non mi stupirei se altrettanto si potesse in realtà dire anche dell’evasione fiscale. In fondo se c’è la sicurezza percepita, non si capisce perché non possa esserci il controllo percepito. E anche l’evasione percepita, che io percepisco pesantemente a mio danno, tra l’altro.

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Leggo su tutti i quotidiani on line lo stesso (identico, naturalmente) articolo sulle dichiarazioni dei redditi 2007 dei nostri parlamentari. Leggo e rimango un po’ spiazzato, lo confesso. Non tanto perché il presidente del Consiglio abbia dichiarato un decimo di quanto aveva dichiarato nel 2006: immagino ci siano di mezzo cessioni e altre questioni che non conosco. E nemmeno perché il secondo della venale graduatoria sia Veltroni o perché Di Pietro dichiari un reddito maggiore di D’Alema e via dicendo.

La cosa che mi sorprende un po’ è che a me sembrano tutti redditi imponibili molto bassi.          (more…)

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Pare che il consumo di Viagra in provincia di Brescia sia circa il quadruplo di quello registrato in provincia di Potenza. E che sia, in generale, molto diffuso nel nord del paese. «Colpa delle tasse», dice la Lega, già sostenitrice della castrazione chimica. «Lavorare, pagare e tacere» provoca un «disagio» che si riflette sulla vita personale.

Pagare cosa? O chi? E tacere quando?

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un premio

La proposta del nuovo leader del Pd, Dario Franceschini, di tassare una tantum i redditi superiori ai 120.000 euro (per sostenere coloro che il reddito lo stanno perdendo del tutto) era destinata a cadere nel nulla, era ovvio. Era talmente ovvio che Franceschini l’ha potuta fare così, da un giorno all’altro, tanto per mettere un po’ in difficoltà il governo.

A me è comunque servita a scoprire che sono solo 200 mila le persone che dichiarano un reddito superiore a quella cifra. Sono smaccatamente e sfacciatamente così poche che viene voglia di premiarle, che loro almeno lo dichiarano.

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i condoni a pezzi

Non è detto che lo abbiate saputo, perché ne ha parlato qualche giorno fa Skytg24 e poi nessun altro ha ripreso la notizia (che peraltro era già stata anticipata dal Sole24Ore a novembre). La quale notizia è questa: dal condono fiscale Tremonti del 2002 lo stato ha avuto indietro dagli evasori la somma di 21 miliardi di euro (ricordo che l’evasione totale ammonta a 200 miliardi di euro l’anno, però). In ogni caso 5,2 in meno di quelli condonati dopo gli accertamenti, che erano stati 26. Perché? Perché una discreta percentuale  dei condonati ha evaso pure la seconda rata del condono medesimo, visto che dopo il pagamento della prima nessuno era più punibile per legge.

Non prendetevela: 5 miliardi di euro sono sostanzialmente spiccioli al giorno d’oggi. E in più sono nelle tasche degli altri, così le monetine nemmeno vi ingombrano.

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Vi dirò, quattro gatti di amici del blog che non siete altro: il numero di letture del post di ieri a proposito delle cifre dell’evasione fiscale nel nostro paese (dati che sono nel frattempo scomparsi dalle homepage di qualsiasi quotidiano nazionale on line, nessuno escluso) è stato talmente confortante che mi permetto di segnalarvi questo sito qui.

Non c’è delazione perché non c’è denuncia, e forse non c’è nemmeno una vera utilità. Ma è un segno che non siete soli. Dateci un’occhiata, se avete voglia e tempo, e scoprirete alcune curiosità. Per esempio, nella pagina delle statistiche, scoprirete che le segnalazioni di maggiori evasioni sono relative ai commercianti della provincia di Brescia (quella in cui felicemente risiedo e insieme a me il mio panettiere, più felicemente di me). E vedrete che le segnalazioni stanno via via diminuendo, da un anno a questa parte, perché l’argomento non “tira” più. Ecco perché lo tolgono così alla svelta da tutte le homepage…

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200 miliardi di euro vengono sottratti ogni anno al fisco. 200 miliardi di euro: provate a pensarci, perché è una cifra enorme, spaventosa, quasi impensabile. Ed è anche la risposta a tante delle mie domande. Per esempio: perché il mio panettiere è clamorosamente più ricco del primario dell’ospedale in cui hanno curato mio padre? Ecco perché. Oppure: perché il meccanico dei miei vicini di casa se ne va un mese all’anno in Polinesia a fare snorkeling e io mi faccio giusto una decina di giorni in Borgogna, cercando anche un albergo non troppo caro? Ecco perché.

Cosa si potrebbe fare con 200 miliardi in più all’anno?      (more…)

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