Educazione fisica da quest’anno vale come materia, e il suo voto fa media con le altre.
Non so se queste sono parole del ministro o dell’articolista della Stampa (e comunque complimenti per l’italiano); in ogni caso il voto di educazione fisica viene conteggiato nella media complessiva dei voti da sempre. Per precisare, ecco.
Tra le novità, per la prima volta, verrà segnalato al genitore con un sms quando l’alunno non sarà presente in classe.
Nel rinnovare i complimenti per l’italiano, faccio notare che non verrà segnalato. Come da comunicato ministeriale, infatti, le scuole, autonomamente, potranno segnalare l’assenza. E non ci sono i soldi; e nemmeno accordi con le compagnie telefoniche. Sempre per precisare, insomma.
Una delle più efficaci e consuete sparate mediatiche del ministro Gelmini riguarda l’insostenibilità, in Italia, della spesa per il personale della scuola e dunque l’inderogabile necessità di abbatterla, con tagli e rasoiate. Già l’anno scorso il ministro aveva più volte dichiarato che non era possibile che le spese per gli stipendi del personale scolastico rappresentassero più dell’80% della spesa complessiva del Ministero per la Pubblica Istruzione. E già l’anno scorso, gli si era fatto notare, che non solo era possibile, ma che poteva addirittura considerarsi poco. Grazie al solito bel grafico ricavato dalle 
Così
Da non perdere
“Sugli insegnanti di religione sono assolutamente d’accordo con il Vaticano”
Un paio di perle prelevate direttamente dall’i
Gentile ministro Gelmini,
Della disciplina si può dire tutto il male possibile, è ovvio, è talmente ovvio che è quasi diventato un luogo comune. È parola brutta, che suona male, che sa di vecchio, che sa di schiavitù e soprattutto di repressione. E oggi, governati dal sedicente partito delle libertà, tutto quello che sembra sapere un po’ di schiavitù finisce per avere un cattiva reputazione, per suonare stonato entro il concertino circense che ci stanno propinando. Anche la disciplina, quindi.
Vigilia della prima prova scritta dell’esame di maturità. Mentre la Gelmini
Breve nota di chiusura della stagione del voto in condotta, portate pazienza per l’ultima volta.
Tutto si può negare a Mariastella Gelmini e ai suoi esperti del Ministero, ma non la capacità e la versatilità mediatica; perché in quel campo, davvero, non hanno rivali. Dovrei essere un po’ stanco di ripeterlo, visto che
Fate conto di essere un insegnante di matematica in un liceo scientifico. La vostra è una materia importante, forse la più importante, per l’indirizzo e gli obiettivi della scuola. Pensate di dover essere necessariamente rigorosi, perché la disciplina ve lo impone; e pensate poi di essere circondati da insegnanti (come quello di italiano, per esempio) molto meno rigorosi di voi; a cui basta assai di meno per dare una sufficienza, a cui tutto sommato i ragazzi vanno bene anche se non studiano niente o quasi niente.
Si parte dai dati Ocse e dal loro
Le cose che Mario Giordano racconta nel
Ho ancora sogni, io. Ogni tanto me ne rendo conto e mi rallegro, che i sogni sono un chiaro indizio di giovinezza interiore, mi dicono. E di animo nobile. Ed è bello avere ancora sogni, alla mia età.
Il post si preannuncia lunghetto e noioso assai, vi avverto; e quindi favorisco subito riassunto per i più pigri o indaffarati, che si possano risparmiare gli inutili dettagli. E il riassunto è questo: Al ministero dell’Istruzione sono preda di uno stordimento collettivo. Il ministro Gelmini Mariastella, considerata donna che lavora bene, parla a vanvera e sempre all’ultimo momento o quando è troppo tardi. La vostra scuola pubblica è nelle mani di persone pericolosamente allo sbando. Io mi guardo intorno e non vedo la necessaria preoccupazione.
Non mi è sinceramente molto chiaro perché il Ministero della Pubblica istruzione, a partire da quest’anno,
La parola d’ordine è rivoluzione. E lo è veramente, questa volta: non sarà come con Berlinguer e la Moratti. Questa volta accadrà davvero: la scuola pubblica sarà rivoluzionata. E questo avverrà presto e per mano di una deputata del PdL,
Greta ha di nuovo preso 6 in latino. È la seconda volta di seguito che Greta prende 6 nello scritto di latino e quindi mi sento di poter dire che ce l’ha fatta; che l’anno scolastico le è servito e che finirà bene. Anche perché la verifica era parecchio difficile: traduzione dall’italiano, senza vocabolario. Necessità di ricordarsi le regole, di applicarle, di incrociarle e contemporaneamente necessità di aver memorizzato il lessico di base, i verbi, i paradigmi e i pronomi.
Io me lo immagino benissimo che non ve ne possa fregare di meno; e non vi biasimo. Però, anche se non ve ne frega nulla, sappiate che sul benedetto voto di condotta non è nemmeno detta l’ultima parola. Cioè, a oggi, mentre la ministra rilascia interviste su interviste a proposito di tutto e di più, non c’è ancora una circolare ministeriale che chiarisca se il voto di condotta farà media o no nel calcolo del credito scolastico di uno studente (il punteggio che ogni ragazzo ottiene negli ultimi tre anni di scuola).
Ora che si è un po’ placata la tempesta del
Tutti d’accordo sul merito,
La ministra Gelmini ha rilasciato ieri un’intervista a ItaliaOggi (
Mi parlano di necessari tagli alla scuola da quando ho cominciato questo lavoro; ne parlano a tutti, non solo a me, a tutti gli italiani. E quindi tutti, non solo io, ci siamo convinti che sia davvero una necessità, che per la scuola si spende troppo e che in qualche modo bisognerà sacrificare qualcosa. A forza di sentircelo dire, ci siamo convinti; e la discussione verte solo su cosa tagliare, ormai. Il se tagliare è un problema che non ci poniamo nemmeno più: e gli effetti dei tagli cominciano nel frattempo
Il merito. E ci mancherebbe, il merito. 
Quindi la Gelmini si è «arresa», come titolavano 
