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Posts contrassegnato dai tag ‘in terza’

pedagogia

A proposito di una discussione “educativa” che si sta svolgendo su FriendFeed e che, prendendo spunto dalla delirante e sgrammaticata intervista di Noemi Letizia a Venezia, è arrivata, chissà come mai, a interessare concetti come le “flessioni punitive” e le “punizioni corporali” a fini pedagogici, mi è venuto in mente un episodio, accaduto qualche mese [...]

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Me lo chiedono per primi i ragazzi di terza, all’inizio di un’ora di lezione: «Ci viene alla cena di fine anno con noi, prof?» Io rispondo senza esitare, perché è una risposta che ho preparato da tempo: «No, ragazzi, niente di personale, anzi; ma non vado alle cene di classe da molti anni, ormai. Preferisco [...]

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Per fortuna, ci si innamora. E quelli che si  innamorano a sedici anni se ne stanno attaccati a una parete del corridoio a parlarsi l’uno con l’altro, guardandosi negli occhi, e quasi ti spiace che inizi la lezione e che si debbano separare in fretta, per venirti a sentire mentre parli del Bellum Gallicum di [...]

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le scarpe degli studenti

Già da come sono vestiti, si capiscono tante cose: osserva le scarpe, per esempio. Mentre fanno la loro verifica di latino, io guardo le loro scarpe e vedo che quattro ragazze su dieci hano le ballerine, di vari colori: rosso vivo, bianco avorio, nero con la punta bianca, bianco con la punta nera. Poi vedo [...]

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latte versato

Le ragazze piangono. Prendono i voti brutti, restano deluse, si mortificano, si vergognano, si arrabbiano e quindi piangono. (Poi si vergognano anche di piangere, ma più della vergogna può sempre la lacrima, non c’è niente da fare; solo le più grandi imparano e vanno a piangere a casa, chiuse in camera; e non so nemmeno [...]

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una gita a …?

I miei alunni di terza tornano da una settimana di gita a Roma e mi dicono: che gli è piaciuto tanto l’altare della patria; che i dipinti di Caravaggio in San Luigi dei Francesi sono disposti proprio male e quindi non si vedono come dovrebbero; che i romani sono sgarbati; che il trancio di pizza [...]

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Reduce da due interminabili pomeriggi di colloqui con le famiglie, di silenzi e di piccole polemiche sottotraccia, di parole pronunciate con cautela, reduce da tutto questo, che cosa ti resta, questa mattina? Ti restano gli sguardi preoccupati delle madri e dei padri dei ragazzi di quinta: preoccupati per il futuro, per le scelte universitarie, per [...]

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metafisica dalla finestra

Oggi comincio le lezioni alle nove. Mentre sto entrando a scuola, mi sento chiamare dall’alto: sono i ragazzi di terza, affacciati in cinque o sei dalla finestra della loro aula. Mi urlano festanti i loro saluti. Io mi avvicino e, da sotto, chiedo: «Ma che combinate tutti lì alla finestra? Cosa state facendo?» E loro, [...]

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il solito discorsetto

Oggi, mentre sto spiegando un po’ di letteratura latina, mi accorgo che una ragazza, Silvia, sta facendo qualcosa di strano. È vero che ha il libro di letteratura ben aperto sopra il banco, ma mi pare che prenda appunti tenendo il quaderno sotto il libro, che non è un gran sistema. Allora mi avvicino, con [...]

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Qual è il motivo per cui è più facile lavorare in una classe piuttosto che in un’altra? Non si tratta di un motivo unico, ovviamente; spesso è l’incrociarsi di una serie di fattori, che rende più o meno agevole il lavoro;  e ovviamente uno dei fattori sono io medesimo, con le mie qualità e i [...]

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fare il sugo

Oggi parlo con una mamma di un mio alunno. Mi dice che il ragazzo da qualche settimana va a lezione di latino. Glielo sconsiglio, per tante ragioni. Lei mi dice che, effettivamente, non è molto contenta, visto che la prof delle lezioni private si limita a dare al ragazzo una versione da tradurre e nel [...]

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convincetevi

Ogni classe ha le sue dinamiche, si dice. Ed è infatti vero: che in ogni classe ci sono ragazzi diversi, con sensibilità e intelligenze differenti. Ed è un bene, che altrimenti insegnare sarebbe molto più noioso di quello che già è. Ma alcune dinamiche tendono a ripetersi negli anni, però; e forse si ripetono tali [...]

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la C di roberto

In terza, spiego e traduco un carme di Catullo. Dopo qualche parola, penso di far leggere l’introduzione che c’è sul loro libro, prima di passare direttamente alla poesia. Chiedo a Roberto se, per cortesia, può leggere lui a voce alta. Lui si blocca subito. C’è da leggere il titolo, che è “carme LXXVIII” e lui [...]

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In terza, c’è l’alunno Carlo M. che ormai mi capisce al volo. Gli sono bastati pochi mesi per intuire quello che non sopporto, che ritengo inutile e dannoso, e, siccome è uno sveglio, Carlo M. mi provoca un po’. Se passa la circolare sulla Patente europea del computer, mi guarda con sguardo furbo, e aspetta [...]

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lacrime agli occhi

Chiamo una ragazza per interrogarla di latino. Lei sbuffa platealmente. Sono stanco. Le dico di non sbuffare, che altrimenti sbuffo pure io, che ne ho molti più motivi. È una questione di minima educazione, le dico. Ho un tono brusco. Lei arriva alla cattedra con le lacrime agli occhi. Ci sono giorni in cui è [...]

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come si dice buonumore in latino

Oggi entro in terza e tutti sono allegri. Scherzano, sorridono, fanno domande. Anche quando comincio a interrogare in latino, loro non perdono il buonumore. Intervengono, propongono varianti alla traduzione, sono ironici e divertenti. L’ora passa in un attimo. Sono stanco, perché è la quarta ora, ma non me ne accorgo più. Riesco persino a dare [...]

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troppo umana commedia

Oggi, in Terza, comincio una piccola serie di lezioni sulla Commedia di Dante. Non dovrei, visto che ho solo la cattedra di latino, ma ho accettato la proposta della collega di italiano, in qualità, come dice lei, di “esperto”. Parlo di metafora del viaggio, di trasmissione del testo, di numerologia e di allegoria: cioè di [...]

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una pizza in compagnia

Entro in Terza, dopo quasi venti giorni di vacanza. Chiedo:«Come state? Come sono andate le feste?». Risponde, come di consueto, un coro: «Bene!». Abbasso, come di consueto, la testa sul registro, poi mi viene in mente che il 23 dicembre, dopo lunghe ed estenuanti trattative, erano riusciti ad accordarsi per andare a mangiare una pizza [...]

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