Mi fermano in corridoio alcuni miei ex alunni, che sono attualmente in quarta e di cui non sono più l’insegnante. Mi dicono, tra le tante cose, che una loro compagna, Francesca, è in piena crisi, che vuole ritirarsi da scuola, che ha delle vere e proprie crisi di rigetto. Li ascolto. Un po’ mi stupisco, perché conosco Francesca e so che è una ragazza brillante, un po’ squinternata magari, ma con grandi doti di sensibilità e capace anche di grande impegno, quando vuole. Nel frattempo li saluto.
Il giorno dopo, mentre accompagno la mia terza in aula magna per il trecentesimo incontro dell’anno su non so nemmeno bene quale interessante argomento, vedo spuntare nel corridoio proprio Francesca. Lei mi saluta da lontano; allora io la chiamo, le faccio segno di avvicinarsi, le chiedo come va, lei non risponde, le dico che ho saputo delle cose, lei mi chiede da chi le ho sapute, io le dico che non è mica importante da chi, lei mi dice che vuole saperlo, io insisto che vorrei invece sentire da lei come sta, lei alla fine cede piano piano, capisce che non le rivelerò mai i nomi dei delatori e mi risponde: «Va di merda, prof». (more…)

Sempre in quinta, sempre alle prese con Pirandello. Oggi, dopo aver letto nei giorni scorsi qualche novella, parlo dei romanzi. Comincio con L’esclusa, in teoria. In pratica faccio appena in tempo a pronunciare soltanto il titolo, che già si alzano le prime mani.
