La parola d’ordine è rivoluzione. E lo è veramente, questa volta: non sarà come con Berlinguer e la Moratti. Questa volta accadrà davvero: la scuola pubblica sarà rivoluzionata. E questo avverrà presto e per mano di una deputata del PdL, Valentina Aprea, a cui il governo ha affidato il compito di dare voce a questa rivoluzione. E lei, barese diplomata in una scuola cattolica, laureata in pedagogia, direttrice didattica prima a Parma e poi a Milano, ha cominciato il suo lavoro. E ha dichiarato che tutto sarà pronto già prima dell’estate.
Il tutto è condensato in questa proposta di legge: la n° 953, presentata alla Camera dei Deputati il 12 maggio. Da pessimo dipendente quale sono (i dipendenti eseguono, si sa), me la sono letta tutta, più di una volta; e ne ho ricavato la netta sensazione che essa si fondi sostanzialmente su tre elementi portanti, che saranno i grimaldelli della rivoluzione “Aprea”: un nuovo sistema di gestione economica e amministrativa delle scuole; lo “stato giuridico” degli insegnanti (a cui attiene anche il discorso sul merito); nuove regole per il reclutamento degli insegnanti stessi (strettamente connesso al primo punto).
A costo di essere noioso, oggi mi concentro solo sul primo punto, che è quello da cui dipendono gli altri due. (more…)

