L’altro giorno, in quinta, avverto i ragazzi che sabato salteranno le due ore di letteratura italiana, perché si andrà tutti in aula magna, dove sarà proiettato un film sulla shoah e ci sarà un dibattito tra due insegnanti (che non sono i loro insegnanti) sull’olocausto e il negazionismo. Immagino possano essere contenti, anche solo per il fatto che “perdono” due ore di cosiddetta scuola.
Invece, l’unica reazione è di Alberto: «Ma è proprio obbligatorio venire? non si può restare in classe a fare lezione?» Gli dico: «E perché, scusa?» E lui: «Perché sono sempre così pallose, ‘ste cose… e poi le sedie sono scomodissime». (more…)

