Sicuramente c’è qualcosa che non capisco io (che sono a casa mia a lavorare, infatti: poco sveglio). Però vedo un sacco di gente in giro, sempre e dappertutto; e centri commerciali pieni e Esselunga infrequentabile e code ai benzinai. Le previsioni di qualche giorno fa per il “ponte” del primo maggio erano queste (nella sezione cultura, chissà poi perché): 6,5 milioni di italiani in viaggio; con un aumento del 33% rispetto allo scorso anno e un giro di affari vicino al miliardo e mezzo di euro. Ma quello che sta succedendo oggi non erano riusciti nemmeno a immaginarlo: autostrade intasate per centinaia di chilometri, inviti a non muoversi da casa, allarme esodo di massa, riviera ligure presa d’assalto, eccetera. Tutto questo nonostante gli aumenti dei pedaggi autostradali; e nonostante la crisi, la diminuzione delle entrate fiscali, i licenziamenti, le richieste di denaro degli imprenditori al governo, i pianti delle banche.
E quindi? Cos’è che non quadra? C’è la crisi e nessuno se n’è accorto? Come dire che piove a dirotto ma nessuno si bagna?
Oggi sono di supplenza in una seconda ragioneria. Quando entro trovo una classe di ragazzi e ragazze nel complesso abbastanza educati, anche se devo ripetutamente invitare uno dei maschi a sedersi al suo posto. Ma alla fine si siede anche lui. Faccio l’appello, tanto per dare un nome alle facce. Poi gli chiedo cosa stanno facendo di letteratura.
Oggi preparo un po’ di testi del Novecento da leggere insieme ai ragazzi di quinta, nelle prossime settimane. Un po’ mi ci diverto anche, in questa compilation, ma non è questo il punto (non deve esserlo, insomma). Sono testi di autori noti ma anche meno noti, e secondo me molto utili per comprendere la natura della cultura letteraria del secolo appena concluso, che è poi, tutto sommato, anche la nostra del 2009, per molti versi.
