Leggo sul Corriere, grazie alla segnalazione di .mau., che la puntata di ieri di Porta a porta, con Bruno Vespa nelle vesti di cantore del regno e il premier medesimo nelle vesti di esaltato del regno, ha fatto registrare ascolti deludenti, inferiori alla media della trasmissione, con un totale di spettatori di poco superiore alla metà (la metà!) di quelli invece ottenuti da L’Onore e il Rispetto, la fiction mandata in onda da Canale 5.
È senz’altro uno smacco per Bruno Vespa, una sconfitta plateale e anche un po’ meritata, viste le premesse e l’abolizione della concorrenza pubblica e privata.
Ma per il premier? Siamo sicuri che sia una sconfitta anche per il premier? A me pare di no, sinceramente. (more…)
Cosa c’è che mi disturba nella
Leonardo è parecchio in forma, nelle ultime settimane; e anche stamattina
Ieri sera ho guardato L’infedele di Gad Lerner; non lo guardo spesso (preferisco i film), ma ieri sera
Basta un minimo cigolio, e l’uomo reagisce. Il cigolio era la polemica sui soldi non risparmiati a causa della data del referendum (quanti soldi, non importa, in questo discorso). E il cigolio era intenzionalmente prodotto dal leader del Pd Franceschini, che su questa storia dei milioni buttati via stava insistendo, con un certo cipiglio e un certo successo televisivo.
(grazie a
La storia è banale:
Mi capita ogni tanto di rendermi improvvisamente conto di essere rimasto, ancora adesso, il tredicenne ingenuo e un po’ coglione che ero trent’anni fa, quando gli altri, a scuola, mi fregavano tutte le figurine dei calciatori di serie A. Mi capita, ci rimango un po’ male, ma non posso farci niente. Provo solo un attimo a spiegare il perché.
Sempre più
Eccoli, gli alunni del liceo, tutti seduti in Aula magna per partecipare a un “incontro” sulla storia della musica. Li guardo, solo perché sono obbligato, perché sono in orario di lezione, anche se non farò lezione, visto che le mie classi hanno aderito all’ “incontro”, e i miei alunni hanno pagato cinque euro a testa, per parteciparvi.
Un po’ di giornalismo, nella tv italiana, non si nega a nessuno. Così la signorina Martani, quella che difendeva la compagnia aerea Alitalia con un cappio al collo, dopo
A me, questa storia del “product placement” non so mica se mi convince. Ancora 
