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Posts contrassegnato dai tag ‘tv’

bruno scuro scuro in voltoLeggo sul Corriere, grazie alla segnalazione di .mau., che la puntata di ieri di Porta a porta, con Bruno Vespa nelle vesti di cantore del regno e il premier medesimo nelle vesti di esaltato del regno, ha fatto registrare ascolti deludenti, inferiori alla media della trasmissione, con un totale di spettatori di poco superiore alla metà (la metà!) di quelli invece ottenuti da L’Onore e il Rispetto, la fiction mandata in onda da Canale 5.

È senz’altro uno smacco per Bruno Vespa, una sconfitta plateale e anche un po’ meritata, viste le premesse e l’abolizione della concorrenza pubblica e privata.

Ma per il premier? Siamo sicuri che sia una sconfitta anche per il premier? A me pare di no, sinceramente.              (more…)

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Questo è il trailer di Videocracy (via dottorcarlo), il film del bergamasco Erik Gandini sulla televisione degli ultimi 30 anni, che non vedremo mai sulla Rai (e nemmeno su Mediaset, ci mancherebbe), perché giudicato troppo critico nei confronti del governo (il trailer, non il film: proprio e soltanto il trailer…).

Personalmente, non ci trovo niente di incredibile o di sovversivo, in realtà. Ed è proprio questo che mi lascia perplesso: che cosa si può trasmettere oggi sulla tv pubblica, se anche un trailer come questo incorre nella censura?

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non tutti in vacanzaCosa c’è che mi disturba nella pubblicità che il Governo sta mandando in onda sulle tv nazionali in questi giorni per promuovere la lettura? Non lo so, tante cose, forse nessuna in particolare, forse tutte quante; l’atmosfera, principalmente. Quell’idea di famiglia benestante in vacanza, prima di tutto; quei vestiti bianchi, quel candore artefatto. E quindi, inevitabilmente, l’associazione tra lettura e vacanza; tra libri e tempo libero; tra lettura e biscotti del mulino bianco o yogurt che stimolano l’intestino.

Poi c’è il claim, quel «passaparola» che implica qualcosa di segreto, di misterioso, come già è stato fatto notare qui. E infine l’originalissimo finale sul «cibo della mente», che, mi rendo conto, vuole essere uno slogan comprensibile a tutti e da tutti decifrabile, ma sprofonda talmente nell’ovvio da suscitare (almeno in me) una piccola smorfia di dolore. Cibo della mente, mamma mia…

E non basta.         (more…)

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Ripeto, per chi si fosse un po’ distratto:

… però comunque un seno molto carino che ti ha consentito di avere un fidanzato che ti vuole molto bene…

Ora, a parte che fossi stato il fidanzato presente nello studio mi sarei alzato per andare a sputare in faccia alla conduttrice; a parte questo dettaglio, noterei che la conduttrice (di cui non conosco il nome, e non voglio conoscerlo) pronuncia questa affermazione senza un minimo di malizia o di cattiveria; cioè, ci crede proprio; le sembra di dire una cosa ovvia, una cosa scontata: che i fidanzati vogliono bene alle tette. Le quali tette, intendiamoci, non sono oggetto di nessun disprezzo da parte mia, che anzi. Ma voler bene? Cosa sottintende quest’affermazione data come la più ovvia delle verità?

Oltre a sottintendere la consueta idea misera del corpo femminile (che è ben spiegata qui), sottintende anche un’idea spaventosa dell’intelletto maschile. E quindi sottintende un mondo, una voragine, un baratro culturale. Un tentativo di corruzione intellettuale e sentimentale portato in casa nostra nel più generalista dei programmi tv. Siamo circondati.

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foie grasLeonardo è parecchio in forma, nelle ultime settimane; e anche stamattina ne ha dato una prova (e già questo è il primo dato allarmante: come fa a essere in forma a maggio, lui che è un insegnante? Oppure, che è la stessa cosa, com’è che io, che sono un insegnante come lui, sono invece uno straccio e tutte le mattine, ormai, mi alzo imprecando? Non lo so, sarà la complessione fisica, può darsi, sarà che io sono un rottame per natura: ma non è di questo che volevo parlare, comunque, non della mia stanchezza e della sua forma, che pure mi stupisce).

Dunque, essendo in forma, Leonardo scrive un bel post sulla questione che la settimana scorsa ha coinvolto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: un ragazzo di una scuola media accoltella un altro ragazzo e il sindaco, in visita alla scuola, dice che ci sono delle responsabilità attribuibili alle serie tv, come Romanzo criminale, per esempio, che propongono modelli «sbagliati». Le sue dichiarazioni vengono molto criticate; si dice che Romanzo criminale è un prodotto di qualità, a differenza di molti altri; si dicono altre cose, tutte più o meno argomentate.

Ma Leonardo ribatte che in fondo Alemanno non ha tutti i torti:        (more…)

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La claque lo sostiene, lo applaude a ogni passaggio della difficile arrampicata di sesto grado sugli specchi, sullo specchio del volto gigantesco di Veronica alle sue spalle. Sembra una scena di un film di Fellini, la Donna stupenda e immensa, e l’omino laggiù, una formica, che si dibatte in alibi puerili, strepita innocenza, sputa minacce. Gli spettatori italiani, dopo tanti anni di teleserva, non faranno più caso all’atteggiamento di Bruno Vespa, accondiscende fin dal titolo. Il più surreale mai escogitato da Vespa: “Adesso parlo io”. Adesso parla Berlusconi? Perché, gli altri giorni degli ultimi quindici anni? Tuttavia, tanto per dare un’idea vaga di giornalismo, bisognerebbe ricordare il genere delle questioni poste a Bill Clinton dal suo intervistatore per il caso di Monica Lewinski (peraltro abbondantemente maggiorenne). (more…)

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consone al mercato

È on line da stamattina, in tre parti di 8 minuti ciascuna, il documentario Il corpo delle donne, realizzato da Lorella Zanardo e Marco Malfi Chindemi, di cui già ho scritto ieri. È una visione interessante, anche prescindere dalle analisi sociologiche dei due autori che si possono o meno condividere, perché è uno specchio vero di cosa sia l’immagine femminile nella televisione italiana. Sottolineo: televisione. Sottolineo: italiana.

Come mai le donne d’Italia non scendono in piazza a manifestare per come veniamo rappresentate?

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cesare-anche-tu-brutto-figlioIeri sera ho guardato L’infedele di Gad Lerner; non lo guardo spesso (preferisco i film), ma ieri sera si parlava di donne e della loro immagine televisiva, tra veline e letterine, che è argomento su cui ho sempre avuto tante perplessità, e ho dunque deciso di guardarlo. Tra gli ospiti c’era Lorella Zanardo, autrice del documentario Il corpo delle donne e tenutaria di un interessante blog; c’era Sofia Ventura, che per prima, sul magazine della fondazione FareFuturo aveva criticato la scelta delle ballerine candidate alle elezioni europee; c’era Gabriella Carlucci, vabbè; c’era una poetessa libanese di nome Joumana Haddad; e c’era anche Cesare Lanza.

Io non sapevo bene chi fosse Cesare Lanza, prima di ieri sera. Poi sfortunatamente  mi sono informato e ho visto che:          (more…)

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Oggi, su SkyTg24, in una fascia oraria di grande ascolto (ore 13.22), hanno dato la notizia per cui secondo Freedom House (organizzazione indipendente fondata da Eleanor Roosvelt nel 1941 per difendere le libertà civili dalla minaccia del totalitarismo) l’Italia è stata retrocessa, nella classifica relativa alla libertà di stampa, da paese libero a paese parzialmente libero. La notizia gira in rete da un paio di giorni: la trovate, per esempio, qui e qui; ma è anche sulle homepage di repubblica.it e corriere.it.

Il servizio è durato quasi 4 minuti ed è stato molto dettagliato. Hanno mandato in onda anche la cartina dell’organizzazione, da cui risulta chiaramente che l’Italia è colorata in giallo, come la Turchia e l’Egitto, per esempio:      (more…)

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Tre film di buon livello, questa settimana. Il migliore è senz’altro stato La famiglia Savage, tipico film americano da Sundance festival che non delude nessuna delle aspettative che crea; notevole anche il film franco-libanese Sotto le bombe, per la tematica cruda che sa affrontare; meno riuscito invece il film svedese Racconti da Stoccolma, che paga la difficoltà di incrociare più storie contemporaneamente senza riuscire a trovare una sua vera amalgama.    (more…)

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labbraccio-del-genioBasta un minimo cigolio, e l’uomo reagisce. Il cigolio era la polemica sui soldi non risparmiati a causa della data del referendum (quanti soldi, non importa, in questo discorso). E il cigolio era intenzionalmente prodotto dal leader del Pd Franceschini, che su questa storia dei milioni buttati via stava insistendo, con un certo cipiglio e un certo successo televisivo.

Ed ecco che l’uomo, provocato dal cigolio, reagisce da par suo, senza incertezze: il G8 non si farà alla Maddalena, in mezzo alle barche di lusso, ma in Abruzzo in mezzo alle tende degli sfollati. Mossa mediatica ineccepibile. Marketing di livello altissimo. Fuochi d’artificio strepitosi di chi non si fa certo battere sul suo terreno. Il tutto condito da un paio di affermazioni davvero travolgenti:     (more…)

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santa-lorena-dei-santissimi-adulatoriÈ nota al grande pubblico per aver condotto dal 25 dicembre 1999 al 2005, in diretta ogni domenica mattina su Rai Uno dalle 10.30, il programma A sua immagine, realizzato in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana.

Ha condotto molti appuntamenti televisivi in occasione del Giubileo del 2000. È stata inviata speciale e conduttrice nella rubrica “Giubileo 2000″ su Rai Uno, ha presentato il “Giubileo dei bambini” trasmesso in mondo visione,       (more…)

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media-allassalto(grazie a dis.amb.ig.uando)

Altri disegni dell’artista, Banksy, sul suo sito personale. Alcuni, a mia scelta, qui di seguito.      (more…)

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La conseguenza peggiore dell’allontanamento del vignettista Vauro dalla trasmissione Annozero sarà, per me, il fatto che al suo posto, in chiusura del programma, ci sarà un monologo di Sabina Guzzanti: che io trovo, mi si perdoni la franchezza, assolutamente insopportabile, senz’altro meno sopportabile di Vauro e quasi più insopportabile di suo padre.

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la-banda-degli-spietatiLa storia è banale: giovedì scorso un uomo si sente male mentre è alla guida della sua auto, sbanda, perde il controllo della vettura, causa una serie di tamponamenti che coinvolgono, alla fine, 11 veicoli. Un bel casino, obiettivamente, ma per fortuna nessuno si fa male. Solo che l’uomo che si è sentito male alla guida, forse stordito o spaventato, esce dall’auto e comincia a camminare verso casa. A questo punto viene inseguito, aggredito e selvaggiamente picchiato: e infine lasciato in terra con un trauma cerebrale per cui ha dovuto subire un intervento chirurgico piuttosto lungo. Quando lo hanno trovato i carabinieri, era in fin di vita; ora è ricoverato in ospedale. E tra i suoi parenti c’è chi rilascia questa dichiarazione:

I giustizieri della strada dovrebbero andare al Gemelli e guardare negli occhi lividi e gonfi il pirata giustiziato e spiegarci come e quando hanno deciso di credere che la giustizia che condanna la violenza si deve servire della violenza per trionfare.

Come lo hanno deciso? E quando?    (more…)

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casa mia

Non ce la fate più nemmeno voi, vero? (Confortatemi… ditemi che è vero, ditemi che siamo un po’ uguali, io e voi.) Perché, anche voi, dopo qualche minuto, cambiate canale, giusto? O sono io, l’unico con il cuore di pietra? Sono io il gelido individualista? No, dai, non può essere così… Non le avete guardate anche voi le partite di Champions League, mercoledì sera? Oppure, non so, un film, un telefilm, qualsiasi cosa? Avete guardato sempre e  solo servizi su quel fatto lì, anche se vivete in Valle d’Aosta?

Perché io, ve lo confesso, ormai cambio canale.       (more…)

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restituitemele-ora-almenoMi capita ogni tanto di rendermi improvvisamente conto di essere rimasto, ancora adesso, il tredicenne ingenuo e un po’ coglione che ero trent’anni fa, quando gli altri, a scuola, mi fregavano tutte le figurine dei calciatori di serie A. Mi capita, ci rimango un po’ male, ma non posso farci niente. Provo  solo un attimo a spiegare il perché.

L’altro giorno vado su un blog che, da lettore, frequento più o meno tutti i giorni e ci trovo questo post. È il giorno del terremoto: leggo il post e penso che il tenutario si sia accorto di un errore madornale fatto dai giornalisti di corriere.it, i quali hanno infilato una fotografia sulla homepage del loro sito, non rendendosi conto che era una foto del terremoto cinese. Penso sia scandaloso.        (more…)

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panorama culturale

A seguirli masochisticamente giorno per giorno, viene chiaro il sospetto che quelli di Panorama abbiano titolato la loro sezione culturale (ripeto: culturale) con l’ambigua dicitura di «cultura e società» per sentirsi autorizzati a scriverci solo minchiate.

Ma è un sospetto effimero: che di sentirsi autorizzati da qualcuno non ne hanno più bisogno da tanto tempo.

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bel tomo

quale-ditoSempre più forti e credibili le voci che vogliono Maurizio Belpietro nuovo direttore del Tg1. La carriera del giornalista Belpietro è riassunta qui, nel blog di  Stefano Menichini (via piovono rane):

Il direttore della famiglia Berlusconi, il più arcigno dei suoi polemisti. Colui che scagliò contro Prodi, con lunghe campagne a titoli di scatola, le bufale del caso Mitrokhin e di Telekom Serbia: capolavori di giornalismo investigativo caduti nel nulla. Aprì il Giornale con la notizia che Livia Turco da ministro voleva l’eutanasia (sbaglio di persona, dovette scusarsi). Fece copertine di Panorama negando la crisi economica (prima che Berlusconi annunciasse tre anni di sofferenze). Umiliò il portavoce di Prodi pubblicandone foto che tutti gli altri avevano rifiutato.
Belpietro è dunque la persona adatta per la testata principale del servizio pubblico: ha il pedigree per essere attendibile per tutti i telespettatori.

Ma sono tutte cattiverie, naturalmente. E finalmente, invece, potremo godere del pluralismo dell’informazione televisiva che ci meritiamo. Questi si chiamano criteri meritocratici, infatti.

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applauseEccoli, gli alunni del liceo, tutti seduti in Aula magna per partecipare a un “incontro” sulla storia della musica. Li guardo, solo perché sono obbligato, perché sono in orario di lezione, anche se non farò lezione, visto che le mie classi hanno aderito all’ “incontro”, e i miei alunni hanno pagato cinque euro a testa, per parteciparvi.

Li guardo e non dico niente. Metà di loro ha preso in mano il cellulare al terzo minuto di “incontro”; un’altra parte consistente chiacchiera, alcuni sonnecchiano; altri, e ce ne sono diversi, stanno attenti.

Sul palco dell’aula magna si presentano un attore e un musicista: il primo legge e interpreta brani tratti dalle lettere di musicisti famosi (da Mozart a Debussy), l’altro improvvisa al pianoforte brani di quegli autori, mescolandoli con alcune note di canzoni pop.

(Io trovo insopportabile la recitazione del primo e ambigua la performance del secondo: in che senso “improvvisa”?        (more…)

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L’accusa è di avere risposto in maniera dettagliata a domande su rapporti orali e masturbazione ma di avere anche approfondito temi come il piercing sui genitali, frustini e manette.

Mano alzata d’improvviso, la mia. Perché anch’io avrei una domanda, signora maestra…

Ma com’è che questi bambini sono stati in grado di formulare certe domande? Io, alla loro età, le manette le usavo per giocare a guardie e ladri con il mio vicino di casa; e il sesso orale, essendo un bambino sveglio, avrei pensato che doveva per forza essere il mitico sex della mia pagella (italiano orale, per esempio).

E loro, quei bambini, da dove le hanno imparate quelle domande?

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genialita-italianaUn po’ di giornalismo, nella tv italiana, non si nega a nessuno. Così la signorina Martani, quella che difendeva la compagnia aerea Alitalia con un cappio al collo, dopo essersi fatta fotografare insieme a Massimo Giletti, dopo aver argomentato le sue tesine sindacali pure ad “Annozero”,  dopo aver partecipato al Grande Fratello ed essere stata eliminata, dopo aver pianto lacrime perché non le veniva assegnata la cassa integrazione, mentre lei era in tv a fare la deficiente, dopo aver anche partecipato al reality La Fattoria, ed essere stata eliminata pure lì, dopo aver dichiarato che lei faceva la hostess solo per sbaglio, perché sa cantare e ballare e fare l’attrice…

La signorina Martani, dicevo, la quale presumibilmente non sa fare assolutamente niente, in realtà, condurrà “Sipario” sul Tg4 e farà quindi la giornalista. Io, scusatemi, neanche so cosa sia questo Sipario. Ma so per certo che, da qui a poco, sarà peggio.

Update, 15.45: E avevo anche dimenticato il corteggiamento politico con l’Italia dei Valori e Di Pietro, da cui era scaturita questa sensazionale dichiarazione della Martani suddetta: «Destra o sinistra, non mi interessa. Non guardo la coalizione, ma la persona. Mi piacciono Antonio Di Pietro, Fausto Bertinotti, Renato Schifani e Silvio Berlusconi…». Idee chiarissime.

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il buon rumeno

Se io fossi nei panni del non-stupratore Karol Racz (panni in cui non sono e mi va benissimo di non esserci), dopo essere stato ingiustamente detenuto per 35 giorni per un reato non commesso, da oggi a un mese frequenterei tutti i salotti di tutte le trasmissioni tv di tutti i canali italici, piangerei dappertutto, racconterei dappertutto questa storia del monachesimo, che fa tanto bravo bambino, mi farei pagare per qualsiasi straccio di intervista rilasciato a qualsiasi straccio di quotidiano o di rivista scandalistica.

Poi, accumulato il mio bel gruzzoletto, saluterei con un gesto un po’ beffardo, manderei tutti affanculo e me ne andrei subito via dall’Italia, con i denari delle tv italiane in tasca.

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ipnotizzati

Siamo circondati da un’editoria giornalistica di bassa qualità. Siamo circondati da notizie assurdamente ansiogene … in un’epoca che per questo paese è la più sicura e non violenta che sia capitata da secoli a questa parte. Siamo circondati da media che titillano le più basse voglie e i meno qualificanti istinti. Che confondono ambiguamente informazione, spettacolo e comunicazione. Che giocano con la strategia della disattenzione. E questo avviene perché si è pensato consciamente di costruire una realtà virtuale mediatica nella quale attirare ipnoticamente le persone e imprigionarle in una spirale pubblicitaria e promozionale che le ha fatte sentire semplici spettatori, consumatori, elettori. Non più persone attive e informate. Non abbastanza cittadini.

Luca De Biase riesce a dire benissimo quello che io ho sempre pensato e non ero mai riuscito a dire, neanche malissimo.

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maleducato

Oggi sta arrivando sul blog un sacco di gente che, tramite google, cerca notizie su «lo scorfano di uomini e donne». Ho cercato di capire e ne ho dedotto che si tratta di una di quelle signorine un po’  stordite che partecipano al programma di Maria De Filippi e a cui qualcuno ha dato, con cattiveria, il mio soprannome.

A me non importa nulla di chi sia lei, o le altre, e se sia o meno davvero uno scorfano (pesce che personalmente trovo bellissimo).

Vi lascio solo un messaggio, a voi che capitate qui in questo modo e interessandovi di queste cose e guardando certa televisione e dando certi soprannomi: Toglietevi alla svelta dalle palle, che non vi voglio.

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occultismi

prenda-anche-questo-consumatorA me, questa storia del “product placement” non so mica se mi convince. Ancora se ne parla poco, ma immagino che presto, a legge approvata (cioè mercoledì), fioccheranno i commenti anche sui quotidiani. In sostanza si tratta di rendere lecita  la pubblicità di prodotti  anche all’interno dei programmi televisivi, mediante il posizionamento strategico di marchi, di loghi e di oggetti all’interno di una qualsiasi inquadratura. E i programmi televisivi coinvolti saranno tutti, dalle fiction ai programmi sportivi, dai giochi a premi ai reality show. Si tratta, in poche parole, di quella che fino a ieri, e ancora per poche ore, abbiamo chiamato pubblicità occulta.

I commenti allarmati «fanno cadere le balle», si dice su seguitissimi e stimatissimi (anche da me) blog. E forse è vero. Ma forse, essendo le mie cadute già da un bel pezzo, non rischio più niente e un po’ mi allarmo.      (more…)

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parole tardive

Enrico Mentana su corriere.it:

È evidente che quando la tua parte politica governa, meno informazione c’è e meglio è, meno fastidi ci sono meglio è, meno voci ci sono e meglio è. Se poi si abbina questo  alla progressiva fidelizzazione di Mediaset all’avventura politica di Berlusconi, allora non c’è dubbio che l’informazione deve essere tranquilla e che l’approfondimento è meglio farlo scivolare oltre la mezzanotte.

Che va bene, è quello che penso pure io da molto tempo. Però io non ci ho lavorato fino all’altro ieri lì dentro, e non ci ho mai preso nemmeno un euro. Il che dovrà pur fare un po’ di differenza.

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l’eredità

Noi investiamo oltre un miliardo di euro ogni anno in contenuti italiani e offriamo gratuitamente una tv calda, fatta con i talenti più forti: riusciamo ad aggregare i migliori conduttori, autori e produttori. E regaliamo al pubblico il grande intrattenimento, fiction di alta qualità, informazione.

Parole dette, a proposito di Mediaset, da Piersilvio Berlusconi. Che senz’altro ci crede anche: è tutta granitica autostima ereditaria.

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poltrone e divani

Quando si comincia a parlare di poltrone anche per la direzione di quotidiani e di telegiornali, e non soltanto più per gli incarichi politici e amministrativi, viene voglia di accasciarsi sul divano. E di guardare solo le partite di calcio rinunciando per sempre all’informazione.

E che questo sia esattamente quello che qualcuno vuole, lo racconta oggi cattiva maestra.

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l’italia è media

«Faccio la hostess ma sono un’artista, sono nata per cantare e fare l’attrice.»  Il ritratto di un’italiana media. Ma proprio media media, talmente media che si fa fatica a immaginarsi una medietà più media di così. E si evita volentieri di farlo, per pudore e buon senso.

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giù le mani dalle nostre femmine

Una tragedia è sempre una tragedia; e la violenza è sempre violenza. Niente da dire. Ma appunto per questo, perché la violenza è sempre violenza, chiunque la commetta,  fa impressione vedere lo spiegamento di forze mediatiche e politiche che sta facendo seguito, in queste ore, e farà ancora più seguito, nelle prossime,  alle aggressioni a scopo sessuale avvenute nella serata di ieri a Bologna e a Roma. Protagonisti un tunisino (a Bologna) e non si sa bene chi, ma «si dice» dei rom, e comunque degli stranieri, nella capitale.    (more…)

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guardare lontano

Si possono pensare molte cose a proposito delle dimissioni di Mentana da Mediaset. Tutte sono ovviamente lecite, molte sono pure fondate. Poi però uno legge la dichiarazione di Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione delle tre reti di Cologno, secondo cui quella di non variare per nulla il palinsesto è stata «una scelta editoriale … lungimirante», e gli cadono le braccia (e con esse tutte le parti del corpo più direttamente  esposte alla forza di gravità).

Questi sono lungimiranti, badate bene, questi guardano lontano. Cosa vedano, così lontano, non è dato saperlo. Forse è anche meglio non saperlo.

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si è pure dimesso Mentana

E ha dichiarato, pieno di veleno, che «non è così che si fa informazione… non esiste solo l’audience… la realtà non è il Grande Fratello…»

Come dire che mentre noi, in questi anni, ci sciroppavamo una cascata di programmi di un’idiozia subumana sulle reti mediaset (e non solo), lui, in qualità di direttore editoriale, si era momentaneamente appisolato.

Ben svegliato, giornalista.

(update: resta ovvio che il popolo italico ha premiato la scelta di mediaset: quasi in 8 milioni davanti a canale 5  per il Grande Fratello, picchi superiori ai 10 milioni, e il record stagionale di share. Ça va sans dire)

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indigitale terrestre

Magari qualcuno ancora si ricorda il lunghissimo iter e le conseguenti accesissime polemiche che infiammarono l’approvazione della cosiddetta «legge Gasparri» in materia di telecomunicazioni. Eravamo tra la fine del 2003 e la primavera del 2004. Parecchi, in quegli anni, avevano obiettato che il SIC (Sistema Integrato delle Comunicazioni, che era stato concepito all’uopo dal Gasparri medesimo e accorpava carta stampata, tv, radio, internet, cinema e tutto quanto sia forma di comunicazione di massa), era più virtuale che reale e che il tetto massimo del 20 percento, che ogni soggetto poteva conseguire di quel sistema, era un tetto fasullo, un limite antitrust inarrivabile e perciò del tutto fittizio. A costoro si rispondeva che la tecnologia del digitale terrestre avrebbe prestissimo cambiato tutto; che erano degli attardati; che entro il 2006 avrebbero taciuto e ammirato…

Nel frattempo il giorno dell’ammirazione è stato rimandato al 2012. Ma sempre nel frattempo c’è stato l’esperimento Sardegna e a qualcuno sono cominciati a venire dei dubbi in testa. E i dubbi hanno cominciato a ronzare e al momento il ronzio è anche  piuttosto assordante.  Ne parla oggi su corriere.it Aldo Grasso. Dice tra l’altro che:      (more…)

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che Tremonti che fa

Giulio Tremonti va da Fabio Fazio. All’inizio lo guardo e mi sembra quasi simpatico; ha quel dolcevita grigio, uno sguardo quasi affabile, sorride molto. Poi addirittura cita Prodi e tira fuori un suo articolo sulla situazione economica. Incredibile, penso. È davvero diventato simpatico. Poi nel frattempo succede che:

1. non risponde (nemmeno fa finta) alla domanda sulla depenalizzazione del falso in bilancio.

2. dice di non aver fatto nessun tipo di taglio sulla scuola (lo dice, giuro).

3. sostiene che la questione Alitalia è stata gestita senza far perdere al paese nemmeno un euro.

E allora mi rendo conto che non è diventato più simpatico. È solo invecchiato. E come tutti i vecchietti un po’ storditi sembra anche simpatico.

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