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silenzio

Per motivi personali (come si dice nelle giustificazioni a scuola) il blog  rimarrà del tutto silente per qualche mese, non so quanti. Grazie a quelli che hanno letto e/o commentato in queste settimane e mi hanno aiutato a capire. Mi mancherete un po’. Ciao.

nel frattempo

libri su libri su libri su nienteHo fatto lavori di redazione per una decina di case editrici, nel frattempo. Ho rivisto traduzioni. Ho scritto dozzine e dozzine di risvolti di copertina, nel frattempo. E ho pensato a quanta gente avrà nel frattempo comprato o non comprato un libro a causa di qualche mia parola, messa bene o messa male in quel risvolto di copertina, anticipata o ritardata di qualche riga. Le poche righe che a volte fanno la differenza tra il comprare e il non comprare.

Ho rivisto e corretto traduzioni, nel frattempo. Ho redatto centinaia, forse migliaia, di schede di lettura per gli editori e i librai di tutto il nord Italia (si chiama “copertinario” e pochi sanno che esiste; ma è uno degli impegni più gravosi, in una casa editrice). Ho scritto cataloghi e sinossi, nel frattempo. Ho compilato a mano decine di indici, a volte con migliaia di nomi e di citazioni; ho fatto pasticci e mi sono dovuto scusare.                  Continua a leggere »

(di Gionata)

Dico che lavoro in una libreria di un centro commerciale e allora sempre, o quasi sempre, mi sento dire: “Che bello lavorare in una libreria, stai in mezzo ai libri”. Vorrei dire che “in mezzo” non ha alcun significato e che “libri” significa “scopa”, “sedia”, “televisore”. Lavoro in una libreria e sempre più spesso l’impressione del giorno che passa, che toglie cifra alla lista dei giorni, è che non mi sembra neppure di avere a che fare con i libri. Lavoro in una libreria e sono commesso di questo secolo (questo mi fa simile a voi) per dare affitto, per avere benzina e presenza al supermercato della zona. Gli extracomunitari portano i bancali e io firmo bolle, ricevute, afferro taglierini, apro e sviscero contenitori. La mia (questo ancora mi fa simile a voi) è presenza sul campo, è posizione stabilita dall’orario della settimana. Dalla mia libreria guardo fuori e vedo le commesse che di notte hanno pianto. Le commesse che, come me, di notte hanno sognato ancora una volta le briciole rimaste sul tavolo, il fondo del bicchiere, la fetta avanzata. La nostra è sorte mossa dal mercato e il mercato, questo io sogno ancora nelle notti fredde e lunghe, amputa l’anima.              Continua a leggere »

precisazioni

Educazione fisica da quest’anno vale come materia, e il suo voto fa media con le altre.

Non so se queste sono parole del ministro o dell’articolista della Stampa (e comunque complimenti per l’italiano); in ogni caso il voto di educazione fisica viene conteggiato nella media complessiva dei voti da sempre. Per precisare, ecco.

Tra le novità, per la prima volta, verrà segnalato al genitore con un sms quando l’alunno non sarà presente in classe.

Nel rinnovare i complimenti per l’italiano, faccio notare che non verrà segnalato. Come da comunicato ministeriale, infatti, le scuole, autonomamente, potranno segnalare l’assenza. E non ci sono i soldi; e nemmeno accordi con le compagnie telefoniche. Sempre per precisare, insomma.

logoCosa deve pensare un prof di italiano quando scopre che due dei suoi migliori alunni di sempre (sul serio), dopo una laurea in lettere uno e dopo una quasi-laurea in giurisprudenza l’altro, hanno abbandonato la cultura accademica e hanno aperto un ristorante?

Non lo so, cosa deve pensare. Io, personalmente, non ho pensato niente e sono andato a mangiare da loro. E li ho trovati in forma, affacendati in un locale  in cui c’è pure un salottino con i libri da leggere e ho mangiato (e bevuto)  alla grande… Insomma, sono stato così bene che ho anche promesso loro (dopo avere copiosamente attinto alla loro cantina, e quindi non del tutto in pieno possesso delle mie già scarse facoltà mentali) di scrivere qui che il luogo vale la pena di una deviazione. E quindi, se a qualcuno capitasse di passare vicino a Orzinuovi, provincia di Brescia, potrebbe pensare seriamente di andare a cena al “XVI secolo”, in località Pudiano.

Loro dicono che fanno anche lo “sconto scorfano”, a chi si presenta a nome del blog; ma io non mi fiderei tanto, visto il tipo di studenti che erano…

cattivi per generazioneSpero che questa notizia non passi ai quotidiani nazionali (è già successo che da questo sito le notizie siano arrivate tali e quali a qualche megaquotidiano on line); o almeno spero che, se proprio deve passarci, abbia la buona sorte di incontrare un titolista un po’ più attento e preciso e un redattore non proprio assonnato.

Perché il titolo originale  è piuttosto allarmante:

Sei studenti su dieci hanno pregiudizi nei confronti di rom, gay e disabili

E anche l’articolo lo sarebbe, se non fosse che, anche solo a una prima lettura, si capisce immediatamente che c’è qualcosa che non quadra.                   Continua a leggere »

non importa l'etàL’ultima ora è, per naturale e tautologica definizione, un’ultima ora. Il che prevede ragazzi stanchi, professori altrettanto stanchi, aula calda, puzza di sudore, fatica; e anche penne che cadono ogni due o tre minuti, sguardi stravolti, qualche risatina, distrazione più o meno generalizzata, attesa spasmodica del suono della campanella, estrema difficoltà nel fare lezione, qualunque tipo di lezione.

Oggi, all’ultima ora, studiamo un po’ di storia. Parliamo delle difficoltà che l’impero di Roma ha sempre avuto in Palestina, della riottosità di quelle popolazioni, delle sanguinose repressioni del I secolo d.C. da parte degli imperatori Vespasiano e Tito. Poi studiamo anche la distruzione del tempio di Salomone ad opera dell’esercito romano e del Muro del pianto, unico vestigio che ne rimane.

Provo, in poche parole, a spiegare loro la difficoltà che ebbero i romani ad accettare religioni come quelle ebraica e cristiana, il loro monoteismo.                  Continua a leggere »