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Archive for maggio 2009

La lettera di Gino Flaminio, ex fidanzato della bella Noemi Letizia (la quale bella a me continua a sembrare brutta, scusate se insisto), dimostra una conoscenza dell’ortografia e della sintassi italiana piuttosto approssimativa; ma d’altronde è ragazzo del popolo, non si può pretendere. Mentre mi stavo chiedendo se i redattori del Corriere non avrebbero potuto magari correggerla un po’, anche solo per gentilezza, concordando con il Gino una versione giusto un po’ meno sgrammaticata, è arrivata la nota in calce a  un post di Ipazia sognatrice, che mi ha fatto notare come i titolisti del quotidiano abbiano piuttosto preferito, nel dubbio, adeguarsi essi stessi al criterio della punteggiatura casuale:

il giovane virgola

Che, se si voleva riabilitare la discutibile prosa del Gino, è obiettivamente una mossa geniale.

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Quanta tristezza fa vedere che uno storico di fama come Giuseppe Sabbatucci, pur di dare una qualunque ragione al ministro Gelmini, si inventa un articolo che elogia il ritorno al voto numerico alle scuole medie come se fosse una vera rivoluzione scolastica. Quanta malinconia viene a leggere queste righe così ovvie, scontate e maldestre. Quanta rabbia si accumula in corpo a rendersi conto che chi parla di scuola continua a parlare perlopiù della scuola media che lui stesso frequentava cinquant’anni fa, come se fosse un sogno di infanzia,  e che non si è accorto che nel frattempo le cose sono cambiate, parecchio, e i problemi sono aumentati, parecchio, e che anche gli anni sono passati, parecchio. Quanti sospetti vengono sulla nostra classe intellettuale accreditata, a leggere certe banalità. Quanta frustrazione.

Eccolo, il fulminante pensiero di Sabbatucci in tutta la sua efficacia argomentativa:   (altro…)

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lo struzzo via paul the wine guyLa notizia, che è di qualche giorno fa, dice che Einaudi non pubblicherà il nuovo libro del premio Nobel per la letteratura José Saramago perché troppo duro nei confronti del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Il libro di Saramago è già uscito in Portogallo e in Spagna a e contiene una serie di articoli che lo scrittore portoghese ha pubblicato sul suo blog negli ultimi due anni; ma Einaudi è di proprietà di Mondadori che è di proprietà di Berlusconi stesso, e quindi niente pubblicazione.

Se la notizia vi sconcerta un po’, come un po’ ha sconcertato me, pensate che non sempre è stato così; basta riflettere sul fatto che fino a qualche anno fa molti libri assai duri con Berlusconi venivano pubblicati non solo da Einaudi ma addirittura da Mondadori.         (altro…)

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seconde visioniInsomma, è maggio, le serate sono calde, il sole tramonta tardi, la luce sul lago è quasi sempre bellissima… non potete mica pretendere che io passi sempre le serate a guardare film, no? E infatti non lo pretendete, anche perché le “seconde visioni” hanno sempre ben poco successo, sia detto senza amarezza. Quindi solo due film, questa settimana, anche se entrambi interessanti e di buona fattura, che non hanno lasiciato rimpianti su quel che si poteva fare e non si è fatto. Si tratta di Frost/Nixon – Il duello e di Il dubbio, entrambi americani, entrambi da tenere presente per la prima volta che pioverà.

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cultura diffusaL’ineffabile amico mio Mario Giordano, già direttore per sette anni (sette) di Studio aperto, telegiornale (?) dell’emittente ItaliaUno di berlusconiana proprietà, attualmente alla guida del Giornale di berlusconiana proprietà, scrive oggi sul Messaggero alcune apocalittiche righe sulla scuola pubblica italiana (si tratta anche di promuovere un po’ il suo libro appena uscito, Cinque in condotta, che a 18 euro di prezzo di copertina non ha avuto ancora tutto il successo di vendita che meriterebbe, chissà). Sono parole di fuoco:

Ci troviamo di fronte a un vero e proprio disastro educativo, a una catastrofe scolastica. È come un’epidemia, come una piaga biblica, l’invasione delle cavallette ignoranti, l’inondazione dell’asineria devastante. Un’emergenza. Ancor più grave delle altre emergenze per il semplice fatto che gli interventi per porvi rimedio sembrano meno urgenti… (altro…)

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maroniUn articolo del Venerdì di Repubblica di ieri conferma quanto si era già provato a dire qui un paio di settimane fa. Vale a dire che la percentuale dei migranti clandestini in arrivo dal mare e con passaggio a Lampedusa è una porzione parecchio esigua della totalità dei clandestini presenti sul territorio italiano. E ne consegue, pertanto, che i respingimenti sono una manovra elettorale fondata sulla paura e nient’altro; cosa che si era già compresa, ma che vale sempre la pena di ribadire e di cui sempre vale la pena di scandalizzarsi.

Addirittura il Venerdì riferisce percentuali ancora più basse di quelle a me note: ad arrivare via mare sarebbe solo il 5% dei migranti clandestini; e solo il 4% sarebbero quelli che sbarcano a Lampedusa. Non si dice quanti ne muoiano in mare o nel deserto: che quelli non fanno statistica e nemmeno paura.

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vabbè non è mica nostalgia sappiateloPer fortuna, ci si innamora. E quelli che si  innamorano a sedici anni se ne stanno attaccati a una parete del corridoio a parlarsi l’uno con l’altro, guardandosi negli occhi, e quasi ti spiace che inizi la lezione e che si debbano separare in fretta, per venirti a sentire mentre parli del Bellum Gallicum di Cesare e del passaggio del Rubicone. Che ti immagini quanto gliene possa fregare, in quel momento, del Rubicone.

Per fortuna, quando escono da scuola, si aspettano e li vedi che vanno a casa tenendosi per mano. Si raccontano la mattinata di scuola, immagini. Lui, che è un tuo alunno, magari racconta a lei, che non lo è, qualcuna delle idiozie che hanno detto oggi i suoi insegnanti, tra cui ci sei anche tu.         (altro…)

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