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Archive for maggio 2009

La lettera di Gino Flaminio, ex fidanzato della bella Noemi Letizia (la quale bella a me continua a sembrare brutta, scusate se insisto), dimostra una conoscenza dell’ortografia e della sintassi italiana piuttosto approssimativa; ma d’altronde è ragazzo del popolo, non si può pretendere. Mentre mi stavo chiedendo se i redattori del Corriere non avrebbero potuto magari correggerla un po’, anche solo per gentilezza, concordando con il Gino una versione giusto un po’ meno sgrammaticata, è arrivata la nota in calce a  un post di Ipazia sognatrice, che mi ha fatto notare come i titolisti del quotidiano abbiano piuttosto preferito, nel dubbio, adeguarsi essi stessi al criterio della punteggiatura casuale:

il giovane virgola

Che, se si voleva riabilitare la discutibile prosa del Gino, è obiettivamente una mossa geniale.

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Quanta tristezza fa vedere che uno storico di fama come Giuseppe Sabbatucci, pur di dare una qualunque ragione al ministro Gelmini, si inventa un articolo che elogia il ritorno al voto numerico alle scuole medie come se fosse una vera rivoluzione scolastica. Quanta malinconia viene a leggere queste righe così ovvie, scontate e maldestre. Quanta rabbia si accumula in corpo a rendersi conto che chi parla di scuola continua a parlare perlopiù della scuola media che lui stesso frequentava cinquant’anni fa, come se fosse un sogno di infanzia,  e che non si è accorto che nel frattempo le cose sono cambiate, parecchio, e i problemi sono aumentati, parecchio, e che anche gli anni sono passati, parecchio. Quanti sospetti vengono sulla nostra classe intellettuale accreditata, a leggere certe banalità. Quanta frustrazione.

Eccolo, il fulminante pensiero di Sabbatucci in tutta la sua efficacia argomentativa:   (altro…)

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lo struzzo via paul the wine guyLa notizia, che è di qualche giorno fa, dice che Einaudi non pubblicherà il nuovo libro del premio Nobel per la letteratura José Saramago perché troppo duro nei confronti del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Il libro di Saramago è già uscito in Portogallo e in Spagna a e contiene una serie di articoli che lo scrittore portoghese ha pubblicato sul suo blog negli ultimi due anni; ma Einaudi è di proprietà di Mondadori che è di proprietà di Berlusconi stesso, e quindi niente pubblicazione.

Se la notizia vi sconcerta un po’, come un po’ ha sconcertato me, pensate che non sempre è stato così; basta riflettere sul fatto che fino a qualche anno fa molti libri assai duri con Berlusconi venivano pubblicati non solo da Einaudi ma addirittura da Mondadori.         (altro…)

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seconde visioniInsomma, è maggio, le serate sono calde, il sole tramonta tardi, la luce sul lago è quasi sempre bellissima… non potete mica pretendere che io passi sempre le serate a guardare film, no? E infatti non lo pretendete, anche perché le “seconde visioni” hanno sempre ben poco successo, sia detto senza amarezza. Quindi solo due film, questa settimana, anche se entrambi interessanti e di buona fattura, che non hanno lasiciato rimpianti su quel che si poteva fare e non si è fatto. Si tratta di Frost/Nixon – Il duello e di Il dubbio, entrambi americani, entrambi da tenere presente per la prima volta che pioverà.

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cultura diffusaL’ineffabile amico mio Mario Giordano, già direttore per sette anni (sette) di Studio aperto, telegiornale (?) dell’emittente ItaliaUno di berlusconiana proprietà, attualmente alla guida del Giornale di berlusconiana proprietà, scrive oggi sul Messaggero alcune apocalittiche righe sulla scuola pubblica italiana (si tratta anche di promuovere un po’ il suo libro appena uscito, Cinque in condotta, che a 18 euro di prezzo di copertina non ha avuto ancora tutto il successo di vendita che meriterebbe, chissà). Sono parole di fuoco:

Ci troviamo di fronte a un vero e proprio disastro educativo, a una catastrofe scolastica. È come un’epidemia, come una piaga biblica, l’invasione delle cavallette ignoranti, l’inondazione dell’asineria devastante. Un’emergenza. Ancor più grave delle altre emergenze per il semplice fatto che gli interventi per porvi rimedio sembrano meno urgenti… (altro…)

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maroniUn articolo del Venerdì di Repubblica di ieri conferma quanto si era già provato a dire qui un paio di settimane fa. Vale a dire che la percentuale dei migranti clandestini in arrivo dal mare e con passaggio a Lampedusa è una porzione parecchio esigua della totalità dei clandestini presenti sul territorio italiano. E ne consegue, pertanto, che i respingimenti sono una manovra elettorale fondata sulla paura e nient’altro; cosa che si era già compresa, ma che vale sempre la pena di ribadire e di cui sempre vale la pena di scandalizzarsi.

Addirittura il Venerdì riferisce percentuali ancora più basse di quelle a me note: ad arrivare via mare sarebbe solo il 5% dei migranti clandestini; e solo il 4% sarebbero quelli che sbarcano a Lampedusa. Non si dice quanti ne muoiano in mare o nel deserto: che quelli non fanno statistica e nemmeno paura.

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vabbè non è mica nostalgia sappiateloPer fortuna, ci si innamora. E quelli che si  innamorano a sedici anni se ne stanno attaccati a una parete del corridoio a parlarsi l’uno con l’altro, guardandosi negli occhi, e quasi ti spiace che inizi la lezione e che si debbano separare in fretta, per venirti a sentire mentre parli del Bellum Gallicum di Cesare e del passaggio del Rubicone. Che ti immagini quanto gliene possa fregare, in quel momento, del Rubicone.

Per fortuna, quando escono da scuola, si aspettano e li vedi che vanno a casa tenendosi per mano. Si raccontano la mattinata di scuola, immagini. Lui, che è un tuo alunno, magari racconta a lei, che non lo è, qualcuna delle idiozie che hanno detto oggi i suoi insegnanti, tra cui ci sei anche tu.         (altro…)

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Tra le 50 ospiti di villa La Certosa, almeno una ventina hanno garantita una sorta di diaria da 1.500 euro al giorno. Per tutte poi, prima della notte di Capodanno, è stata organizzata una visita agli shopping center della zona dove gli uomini della sicurezza del leader del Pdl coprono le spese delle ospiti fino a 2 mila euro.

Lo so che la vicenda non può avere alcuna rilevanza politica. Lo so che trattasi di festa privata e di regali del tutto privati. Lo so che la crisi econimica non c’entra niente e che non si deve mescolarla a queste cronache rosa shocking. Lo so che ognuno dei suoi soldi fa quello che gli pare e che le leggi di mercato sono leggi di mercato. Lo so.

E però non avete idea di quanto quei 1500 euro al giorno mi facciano incazzare lo stesso; così, di una incazzatura tutta mia, privatissima. Di dipendente pubblico di questa cosa pubblica qui.

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specchietto per le allodole maschieCerto, quello conta è l’impegno. Certo, quello che conta è il lavoro che fai e i risultati che riesci a raggiungere. Certo, sempre certo, ciò che conta è quanto impari, quanto ti servirà, quanto cresci, quale percorso culturale formativo la scuola pubblica sarà capace di offrirti, quali progetti, quale orientamento preuniversitario… Certo.

Detto questo però, a me non riesce mica a stare antipatica la preside di Trento che si chiama Francesca (e che non è la signora della foto) e che se la prende con le infradito e i pantaloni a vita bassa e tutto l’abbigliamento da spiaggia romagnola che mi circonda a scuola in questi giorni.

Non che io la ritenga una faccenda così importante, figuriamoci. E nemmeno che io riesca a farne una questione pseudomoralistica come fanno i sempre brillantemente ineffabili di Panorama. In realtà non me ne importa quasi nulla. Però non ci si veste solo per se stessi;       (altro…)

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scorrere come l'acquaNon so perché capita sempre con Marta (le era già capitato tre mesi fa con La lupa, infatti); anzi, in verità, lo so benissimo il perché. Capita con Marta, perché Marta è una di quelle ragazze ben preparate e studiose, e però troppo timide per riuscire anche a parlare durante un’interrogazione. Marta racconta quello che ha studiato: lo fa con ordine e con un linguaggio preciso; lo fa spesso senza dimenticarsi nulla. Ma quanto a dire qualcosa di suo, be’, quello non glielo si può chiedere, perché non ha il carattere per farlo, tutto qui.

(E come Marta ce ne sono tanti di studenti e di studentesse così: ragazzi di cui si rischia di sentire la voce soltanto durante le interrogazioni, che altrimenti non intervengono mai e non dicono mai niente. Per esempio, con Marta io ho parlato per la prima volta solo qualche sabato fa, dopo tre anni di lavoro insieme: un gruppo di ragazze mi ha chiesto di andare a mangiare un panino con loro, per discutere dell’università. C’era anche lei:        (altro…)

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Io sono sempre stato dell’idea che sia necessario continuare a parlare della questione “Noemi Letizia”, per tutto quello che può stare attorno a questa vicenda e per tutto ciò che questa vicenda rivela, delle abitudini non solo private, ma assolutamente pubbliche, del leader di governo Silvio Berlusconi (e mi piace molto quanto scritto al proposito da Giuseppe Granieri qualche giorno fa, per esempio; o anche il passo quotato oggi da layos).

Poi, non credo che occuparsi del Noemigate (dicitura che qui si usa nella sola speranza che quel suffisso sassone porti bene, sia chiaro) escluda a priori che ci debba anche occupare di altro. Della ricostruzione in Abruzzo, per esempio, da cui provengono inquietanti segnali di inefficienza; del caso Mills, ci mancherebbe; della scarsa propensione al rispetto dei ruoli istituzionali che in questi mesi il capo del governo ha dimostrato;  della crisi economica che sta precipitando molta gente giù dall’orlo della povertà;       (altro…)

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absolutepowerTorno a casa da scuola, accendo la tv prima di mettermi a pranzo e mi tocca in sorte il discorso in diretta di Silvio Berlusconi all’Assemblea di Confesercenti. Rimango ipnotizzato per qualche minuto: l’uomo parla con piglio deciso e sicuro di sé, interloquisce con la platea, mescola numeri (non si sa quanto precisi) e battute (su di sé, su Brunetta…), alterna attacchi ai suoi nemici con gli elogi ai suoi amici (Alfano, Carfagna ecc.), usa a tratti violente invettive, a tratti accenti causticamente ironici.

Un paio di cose mi colpiscono: la prima è che cita i sondaggi. Parla di un 45% di consensi alle europee, dice che è un sondaggio della settimana scorsa, ma a me pare che sia comunque proibito dalla legge sulla par condicio citare i dati provenienti dai sondaggi: entro le due settimane dal voto nessun sondaggio, nemmeno quelli vecchi.      (altro…)

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quando avevo i capelliIo, personalmente, venni a sapere del voto finale che avevo preso all’esame di maturità ancora prima di guardare il tabellone finale con i risultati esposti. Mi ricordo che ero andato a Genova con mia madre e mia sorella, la mattina in cui uscivano i voti. Quindi arrivai a scuola molto tardi, all’ora di pranzo, ben più tardi di tutti gli altri. Mia madre mi lasciò dietro l’angolo, io scesi dalla macchina e non feci a tempo a fare due passi che mi fermarono alcuni amici, di un’altra quinta della mia scuola, e mi fecero i complimenti.

Io seppi in quel momento di aver ottenuto un bel voto. Loro mi dissero solo «Complimenti», ma io capii. E capii un’altra cosa, anche se confusamente e con la scarsa lucidità che mi avrebbe sempre contraddistinto. Capii che quel giorno era cambiata la percezione altrui dei miei bei voti:       (altro…)

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dito di uomo biancoNon mi è sinceramente molto chiaro perché il Ministero della Pubblica istruzione, a partire da quest’anno, richieda la presentazione del codice fiscale come condizione necessaria per affrontare l’Esame di stato. E forse non è nemmeno molto bello che, a partire da quest’anno e grazie a questa norma, i dati degli esami (punteggio di ammissione, punteggi di ogni singolo scritto, scelta dei singoli temi d’esame, punteggi ottenuti al colloquio orale) viaggeranno nel mese di luglio verso il ministero proprio di fianco al nome dello studente che li ha ottenuti. Non sembra più una rilevazione statistica, in questo modo; sembra più che altro una forma di schedatura.

Sul Corriere di oggi, a pagina 21, non reperibile on line, la ministra Gelmini spiega la misura in questo modo: «Abbiamo dichiarato guerra senza quartiere alla dispersione scolastica. Gli abbandoni sono in aumento e dobbiamo essere in grado di monitorare il fenomeno». Che non è una spiegazione di niente, naturalmente:       (altro…)

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Dal quotidiano inglese The Independent, un ritratto spaventoso dell’Italia ai tempi di Mr B. e della di lui politica. Hanno ragione loro? Non lo so, forse esagerano; però spesso da fuori le cose si vedono meglio; e i labirinti si comprendono sempre da una certa distanza, non quando ci sei dentro e annaspi; certo che non è bello sentirsi intrappolati in questo affresco nazionale e in come loro  spietatamente lo dipingono. Benché sul fatto che «qualunque cretino può vedere che (B.) non sta dicendo la verità» non si può non essere d’accordo con loro; e su troppi altri fatti, temo.

It is symptomatic of the trivialisation of Italian politics under Berlusconi that he is now being held to account, not for corruption, or mafia connections, but because of his relationship with a teenage girl. (altro…)

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Dario Franceschini risponde oggi alle dieci domande che ieri il Giornale gli aveva posto. Quando eravamo piccoli, tantissimi anni fa, ci ripetevano che si chiamava dare il buon esempio; affinché gli altri, meno educati di noi, imparassero a comportarsi secondo civiltà.

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una cosa normaleQualche giorno fa ho un lungo colloquio con il dirigente scolastico (a voi forse non sembra una notizia, e invece lo è: le cose sono cambiate parecchio negli ultimi quindici anni; per me, insegnante di un istituto comprensivo molto grande, avere un colloquio con il mio dirigente è cosa rara, che prevede appuntamento, telefonate di conferma ecc.). Durante il colloquio, io parlo di come è andato il mio anno scolastico, rilevo alcune difficoltà dovute a scelte secondo me rivedibili, rispondo ad alcune sue curiosità sull’andamento del liceo e in particolare dell’insegnamento di lettere.

Poi mi chiede delle supplenze. Quest’anno, per una particolare scelta relativa al mio orario di lavoro, ne ho fatte molte, e soprattutto le ho fatte negli altri indirizzi della suola: ragioneria, geometri, professionali (ne avevo già parlato qui, tanto tempo fa, quando l’acquattamento sul fondo mi riusciva meglio).

Gli dico la mia verità: e cioè che mi sono trovato bene;      (altro…)

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La mia ex commentatrice Sogliola ci ha preso gusto e torna a scrivere per il blog. Questa volta millanta improbabili “campagne elettorali” e strane frequentazioni di uomini potenti. Ma forse è solo rimasta un po’ schiacciata (ehm…) dai sondaggi elettorali che ha qui letto qualche giorno fa. Decidete voi.

Caro Scorfano, scusa la mia assenza dalle pagine del blog (sono pagine, vero?). Se si è sentita mi farà piacere e dispiacere al contempo: che tempi, però, eh? Leggo che te ne andrai in vacanza col capo, che altro non è che l’adorata fidanzata: la solidarietà tra donne mi fa dire che ormai la chiami così perché ti ha preso la testa, e ciò significa che il sentimento si è fortificato con la coscienza di come andranno a finire le cose: il pensiero dell’amore si è riflesso nella mente e, schizzando di qua e di là, ti ha portato a pensarla in questo modo.

Bene, viva l’amore, l’amor che vien e… qualche volta per fortuna sta.

Torniamo a noi.

Forse non sai che oltre ad essere una tua appassionata amica virtuale, sono una deputata del Parlamento, sì, una delle tante in quella pletora orgiastica delle nostre adorate Camere: la collocazione politica?       (altro…)

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Non volevo scriverle queste due righe, per non fare la parte dell’ossessionato. Ma non resisto. E allora lo scrivo, che a me pare curioso e al contempo un po’ sospetto e inquietante  che, al rilievo del giornalista di Libero: «Il signor Elio ha giurato che sua figlia è vergine», Berlusconi risponda immediatamente: «E io gli credo. Noemi è una brava ragazza…».

E quelle che conosco io, allora? Sono tutte cattive?

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un calcio a questo palloneDomenica 24 maggio 2009, diciottesima giornata di del campionato di calcio di serie A: faccio fatica a credere che quello che accade sui nostri campi di calcio non sia un perfetto microcosmo di quello che accade spesso nell’Italia intera. Ed è uno specchio in cui ho voglia di guardarmi un po’. Abbiate pazienza; e non seguitemi, se il calcio vi disgusta. Lo capisco.

Alle ore 16.45 Chievo e Bologna pareggiano 0-0; il risultato sta bene a entrambe le squadre, il Chievo si salva matematicamente, il Bologna crede di poter contare sull’acquiescenza del Catania all’ultima di campionato, la prossima, per salvarsi a sua volta; il Torino (avversario di entrambe) sta perdendo in casa con il Genoa, nessuno fa male a nessuno. Magari non c’è nemmeno un piccolo accordo, magari sono tutte anime candide: però pare che ci sia, a vedere giocare le squadre. A vederle non giocare, in realtà. (Il Presidente del Torino dichiara nervoso che è stata «partita poco seria».)

Intanto, in Sicilia, il Catania batte 3-1 il Napoli.      (altro…)

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Solo una breve domanda, questa volta: la proposta di legge Aprea insiste molto sulla necessità di un intervento dei privati nella scuola pubblica, sulla auspicabile trasformazione degli istituti secondari in fondazioni, sulla possibilità concreta che essi partecipino direttamente alla gestione delle risorse del sistema istruzione.

E io mi chiedo: a quale scopo? cioè, perché un privato dovrebbe investire soldi in un istituto pubblico? per ottenerne un po’ di pubblicità? o che altro?

E quindi, se voi non avete spiegazioni convincenti (io sono un po’ debole, mi sa), non sarà che è tutto solo un modo obliquo per garantire  che accada il contrario: e cioè che siano i soldi pubblici a finire negli istituti privati di qualunque genere e che quindi tocchi a noi contribuenti di finanziare le scuole private, visto che il 56% degli intervistati (pag. 3, riga 6) lo richiede?

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ah i classiciOggi entro a scuola alle nove. Mentre sto parcheggiando (con estrema difficoltà, perché gli studenti diciottenni sono molto disinvolti nell’interpretare le righe bianche disegnate sull’asfalto), vedo il mio alunno Sergio, di quinta, che svolta l’angolo e si avvicina all’entrata dell’istituto. Esco dall’auto, lo saluto, lo aspetto. Vorrei chiedergli come mai è in ritardo, ma non faccio in tempo, perché mentre lui si avvicina, mi accorgo che alle mie spalle è arrivato un ragazzo di colore, giovane, avrà vent’anni anche lui (anche, come Sergio), che mi chiama.

Mi dice: «Amico…». E poi nient’alttro, perché in quella parola, amico, c’è dentro tutta la sua richiesta. So che se abitate a Milano o in qualsiasi altra città, l’episodio non vi dirà nulla. Anch’io ho vissuto per tanto tempo a Milano, e poi a Brescia, anch’io torno normalmente in quelle città e sono abituato anch’io a questi incontri. Ma nel mio paesino sul lago non mi era mai capitato.

Ora c’è da una parte questo ragazzo africano che mi chiede dei soldi;         (altro…)

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Per dimostrare che sua figlia è «illibata», il padre della Letizia Noemi propone provocatoriamente di farle il test del Dna. Probabilmente la ritiene una caratteristica ereditaria.

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Vi ricordate la mia biopalla? Ecco, a causa del caldo furente di questi giorni, la biopalla vive una fase difficile. Oggi l’ho dovuta mettere dentro un catino pieno d’acqua fresca, perché i gamberi stanno male. Sono pallidi, agitati, inquieti e sempre in movimento. Mi sa che sono in pericolo.

Io li guardo e mi immagino che stiano animatamente discutendo del riscaldamento globale (del loro globo); e che, serenamente, si credano artefici del loro destino.

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una bufalaÈ un piccolo episodio, ma vale la pena di dedicargli qualche riga, come ha fatto il blog di cattiva maestra negli ultimi giorni. La storia, che riprendo per intero dal suo blog, comincia più di un mese fa, quando uno degli sbeffeggiatori più velenosi della rete propose un gioco: modificare i manifesti elettorali di Pierferdinando Casini, quelli con le tre iniziali U D C in bella mostra, grazie a un apposito e semplice generatore. La mania dilagò in rete per qualche giorno e alcuni risultati furono felicissimi; uno, in particolare, fu assolutamente azzeccato, nella sua strepitosa semplicità: Un Divorziato Cattolico.

Sono tipiche vicende da web: ci si fa qualche risata e tutto finisce lì. Sennonché, accade a un giornalista di Panorama di imbattersi nel cartellone farlocco, di prendersi un po’ troppo sul serio e soprattutto di non capire che è uno scherzo: e dunque di pensare che lo slogan sia vero e che lo abbia voluto davvero Casini.      (altro…)

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(Dedicato a Renny, che non so chi sia, ma che mi ha lasciato qualche giorno fa un commento, rimproverandomi dei miei atteggiamenti, perché «l’insegnamento deve essere una missione»; nella speranza che tu torni a leggere, Renny; nella muta certezza che non lo farai)

a spada tratta come un eroeSarebbe davvero bello, Renny, che fosse vero. Che fosse sul serio una missione. Sarebbe bello perché implicherebbe tante cose, tante certezze che invece non ho, che non è possibile avere. Perché, vedi, la parola “missione”, che tanto volentieri associamo ai missionari che vanno in Africa o in America latina, alle loro opere beate e straordinarie, questa splendida parola ha la sua radice nel verbo latino mitto, che significa mandare, inviare. E se fosse una missione, io sarei un inviato; e ci sarebbe quindi anche qualcuno che, da chissà dove, mi ha inviato, dall’alto di qualcosa, con un imperativo che ancora mi risuona dentro e che mi guida, sicuro, nel labirinto del lavoro, degli errori e della fatica quotidiana.

E invece no, nulla di questo; nessuna voce, nessuna guida, nessun sollievo. Nessuna missione. Mi piacerebbe tanto, ma non ho nessuna guida segreta. Sarebbe facile dirti, adesso, che è più che altro un’omissione, in realtà, caro Renny (che magari sei donna, non so), o meglio ancora una lunga sequenza di omissioni, di atti mancati, di adempimenti rinviati, di parole da dire che non sono state dette, di gesti da fare che non ho mai fatto.        (altro…)

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(via la mano latina)

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renatinoL’enciclopedia Treccani d’ora in poi sarà disponibile on line, gratis. (…) L’accordo per lo sviluppo della didattica e della cultura in rete prevede la digitalizzazione dei contenuti a carico del ministero e rientra nel programma e-Gov 2012. Tutta l’enciclopedia, oltre 200mila lemmi, sara’ consultabile sui siti http://www.innovascuola.gov.it ad uso e consumo di studenti e insegnanti e poi sul portale del cittadino http://www.italia.gov.it., e sul portale scuola dell’istituto (www.treccani.it/portale/sito/scuola).

Naturalmente resta ancora da intendersi su cosa significhi quel “d’ora in poi”; perché immagino che la digitalizzazione completa dei contenuti non sia un lavoro di qualche giorno; e non ho la più pallida idea di come siano messi in questo momento alla Treccani (anche se dei tre indirizzi web indicati, ne funziona molto parzialmente soltanto uno – il primo – in questo momento).

Però è comunque  una buona notizia.   (altro…)

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seconde visioniSerate calde, poca voglia di guardare film, è ovvio. Ma le uscite in dvd di una certa importanza si susseguono e la tentazione di qualche nottata cinematografica riesce ancora ad avere la meglio sulla stanchezza. Quindi tre film di buonissimo livello, anche in questa settimana: prima di tutto l’ottimo Valzer con Bashir, film israeliano di animazione con grandi ambizioni storiche e anche letterarie; poi Frozen River, un affresco tutto al femminile dell’inverno americano; e infine Appaloosa, un film western, in omaggio a un genere che non ho mai smesso di amare.      (altro…)

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Il fine settimana è caldo. Io lavoro un po’; e intanto vaneggio e aspetto le vacanze. E allora, mentre le aspetto, mi viene in mente che magari qualcuno può passare di qui e darmi una mano: perché l’itinerario del mio (nostro: con me ci sarà il mio capo, detta anche fidanzata) viaggio è già definitivo (le tappe sono quelle e sono il frutto di interminabili compromessi e faticose trattative), ma i luoghi e i loro dintorni non li conosciamo se non di nome. E invece magari qualcuno di voi c’è stato e mi può dare qualche consiglio. Del tipo: vale la pena andare lì, non vale la pena fare questo; non puoi assolutamente perderti quello. Ogni tappa è di tre o quattro giorni, quindi non fatemi fare centinaia di chilometri; ma ogni consiglio sarà apprezzatissimo. Ecco l’itinerario, con i luoghi in cui faremo base:

da BS a BS - Google Maps by Claudine

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La situazione è critica ovunque. Le scuole italiane, in questi cinque mesi del 2009, non hanno ricevuto neppure un centesimo per le cosiddette spese di Funzionamento didattico-amministrativo (toner, fotocopie, cancelleria, detersivi), i fondi per le supplenze sono stati ridotti del 40 per cento e per le visite fiscali, obbligatorie col decreto Brunetta anche per un giorno d’assenza, non ci sono fondi. Mancano, inoltre, i soldi per i corsi di recupero estivi nella scuola superiore che coinvolgeranno mezzo milione di studenti. Finora, gli istituti hanno tamponato con i cosiddetti residui di bilancio che sono presto svaniti. “Le scuole – segnala Francesco Scrima, leader della Cisl scuola – vantano un credito nei confronti dello Stato per un miliardo di euro”. Dal 2007 il budget per le supplenze è stato ridotto di 250 milioni. E da ottobre le scuole sono costrette ad richiedere, e pagare, alle Asl le visite fiscali anche per un solo giorno di malattia.

Così su Repubblica, oggi. Ma delle fotocopie avevo già parlato anch’io, diverse settimane fa; e il resto segue a ruota, delirio brunettiano della visita fiscale obbligatoria compresa       (altro…)

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aprea lombrosianaLa parola d’ordine è rivoluzione. E lo è veramente, questa volta: non sarà come con Berlinguer e la Moratti. Questa volta accadrà davvero: la scuola pubblica sarà rivoluzionata. E questo avverrà presto e per mano di una deputata del PdL, Valentina Aprea, a cui il governo ha affidato il compito di dare voce a questa rivoluzione. E lei, barese diplomata in una scuola cattolica, laureata in pedagogia, direttrice didattica prima a Parma e poi a Milano, ha cominciato il suo lavoro. E ha dichiarato che tutto sarà pronto già prima dell’estate.

Il tutto è condensato in questa proposta di legge: la n° 953, presentata alla Camera dei Deputati il 12 maggio. Da pessimo dipendente quale sono (i dipendenti eseguono, si sa), me la sono letta tutta, più di una volta; e ne ho ricavato la netta sensazione che essa si fondi sostanzialmente su tre elementi portanti, che saranno i grimaldelli della rivoluzione “Aprea”: un nuovo sistema di gestione economica e amministrativa delle scuole; lo “stato giuridico” degli insegnanti (a cui attiene anche il discorso sul merito); nuove regole per il reclutamento degli insegnanti stessi (strettamente connesso al primo punto).

A costo di essere noioso, oggi mi concentro solo sul primo punto, che è quello da cui dipendono gli altri due.        (altro…)

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C’è da dire che anche in Spagna la sinistra si dedica a demonizzare la destra; certo, lo spot non gli è venuto male, ma qualcosa di un po’ più propositivo si poteva anche inventare, secondo me.

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Grazie al commento firmato Jda, delle 11.49, a questo post di Alessandro Gilioli, arrivo a questo video. Si tratta della festa di Natale 2008 del Milan: al minuto 0.53 sono riconoscibili Noemi Letizia e sua madre sedute accanto a Fedele Confalonieri. Cosa significa questo? Non lo so. A parte che il premier non dice la verità.

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So che non è bello; so che i sondaggi sono strumenti del demonio, come le virgole, e bisognerebbe starne lontani. Però, quando ne trovo di  belli come questi (elaborati dal blog de il liberale, che evidentemente ha anche idee un po’ diverse dalle mie, ma va bene lo stesso, almeno per me, e lo ringrazio lo stesso, ci mancherebbe), non so resistere.

E quindi vi propongo una prova di coraggio. Questa appena sotto è la cartina delle province italiane interessate dalle elezioni di giugno e divise secondo il colore delle attuali amministrazioni (in rosso il centrosinistra; in blu il centrodestra):

province 2004

Ma, se avete il fegato di continuare a leggere, dall’altra parte troverete le colorazioni probabili  (secondo i sondaggi, appunto; mannaggia i sondaggi) dopo queste elezioni di giugno. Preparatevi; e siate forti. Che il confronto è impietoso.

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