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Archive for luglio 2009

in viaggio

bonnes vacances

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E insomma, sono in partenza. Tra qualche giorno inizia il mio lungo Tour de France (in automobile, sia chiaro) che mi porterà lontano da casa e dal monitor del Pc. Sarà una necessaria pausa rigenerante; sarà anche una piccola forma di disintossicazione, a dire il vero, perché in questi sei mesi ho vissuto piantato qui, davanti a questo schermo, come non mi era mai capitato prima ed è stata una piccola rivoluzione per la mia esistenza piuttosto abitudinaria.

Per qualche settimana, quindi, stacco. Niente più web, niente più blog, niente più tastiera su cui battere le dita per raccontare cose e persone. E, a proposito di persone, è quasi superfluo dire che sono grato a tutti quelli che, venendo qui e lasciando qualche riga di commento, mi hanno mese dopo mese regalato la voglia di proseguire in questo strano diario scolastico (e non solo) on line.             (altro…)

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Mariastella Gelmini è uno dei ministri più amati dagli italiani. Lo dicono le statistiche e lo ripetono le rilevazioni fatte un po’ a spanne, che in genere la piazzano subito dietro al simpatico Brunetta. (Ha anche tanti detrattori, naturalmente: ma, si sa, la persecuzione è l’altra faccia del successo.) Infatti, per esempio, è parecchio amata da mia madre, che ne ascolta le dichiarazioni ai tg e ne legge le interviste sui giornali e pensa che sia una politica «brava» e che io, figlio insegnante degenere, dovrei essere contento di avere un capo di tale fatta.

Io provo a spiegare a mia madre che non è proprio così. Che chiunque sia minimamente informato non può assolutamente apprezzare il non-lavoro della ministra; ma basta un rapido sguardo alle sue interviste (la ministra youtube è bravissima nel rilasciare interviste, una vera maestra in questo campo) per capire subito che si tratta di un mix assolutamente attraente e irresistibile di banalità e falsi tecnicismi, di luoghi comuni e stereotipi; insomma il cocktail perfetto per colpire al cuore l’opinione pubblica (se c’è un cuore, sia chiaro) e quindi anche quello di mia madre.

Un’occhiata alla sua intervista di ieri rilasciata alla Stampa è già sufficiente per comprendere il meccanismo elementare del successo gelminiano:         (altro…)

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brutti come voiMi si dice che è ingiusto ma utile. Perché c’è la crisi, mancano i liquidi, le banche non finanziano più le imprese eccetera. Mi si dice che lo scudo fiscale è semplicemente una ragionevole misura per cui «la somma da pagare, secondo la formulazione attuale del provvedimento, è pari al 50% sul rendimento del capitale ipotizzato ex lege al 2% all’anno, per un massimo di cinque anni. (…) In estrema sintesi la sanzione ammonta dunque all’1% del capitale per ogni anno di investimento all’estero, cifra che comprende sanzione e interessi».

Io mi sono imposto di tacere per 24 ore, perché ci ho l’obbligo di rettifica (non so, forse) e non ci tengo a essere perseguito, senza condoni di sorta. Ma anche dopo 24 ore, le mie considerazioni non sono cambiate. La mia unica parola resta «ladri».                     (altro…)

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io amo tu amo voi amiArchiviato da una settimana l’esame di maturità, alla fine, rimane solo da rendersi conto davvero che si è chiuso un triennio: completamente. Una classe di 23 persone giovani con cui ho passato otto ore alla settimana per tre anni e che non ci sarà più, l’anno prossimo; una serie interminabile di lezioni di italiano e latino finite così, nel caldo e nella stanchezza di luglio, con un saluto scambiato di fretta fuori da una porta di un’aula che si chiude. Perché è il turno del prossimo studente, perché non se ne può più, perché si ha solo voglia di tornare a casa propria. Una fine, insomma; che come tutte le fini trascina con sé malinconia e sollievo.

Ripensare a tutte le cose dette e fatte è impossibile; e non ha nemmeno senso ricordarsene, naturalmente. Era il mio mestiere, tutto qui; ho fatto solo il mio lavoro, che altro dovevo fare? Non l’ho nemmeno fatto benissimo, lo so; troppe cose potevo fare meglio di così, pazienza.       (altro…)

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(«Non hai più scritto niente di musica», mi hanno detto due dei miei quattro lettori, di recente. «Lo so» ho risposto io, un po’ innervosito. Ma siccome senza musica non si può stare, uno di loro – di quelli che avevano notato l’assenza – si è anche offerto di rimediare. E io ho accettato con gratitudine: e quindi, da oggi, con cadenza saltuaria – quando ne avrà voglia lui, insomma – ci sarà di nuovo qualche post sulla musica che ascoltiamo. Si chiama Gionata, il musicofilo: se ci sarà musica, su questo blog, il merito andrà attribuito tutto a lui.)

finkSuccede che con lo stesso amico passo un po’ troppe sere in macchina per andare da qualche parte. Succede che il morale di entrambi non è alto e che facciamo finta di essere uguali. Ma succede anche che, per riparare la malinconia estiva, di musica ne ascoltiamo tanta e con questa un poco riusciamo a tenere la schiena dritta. Una sera, allora, in macchina sento per la prima volta Fink e, mi dice l’amico, il suo nuovo lavoro, Sort of Revolution.

Fink è inglese, ha vissuto gli anni novanta a Bristol, dove nascevano i Massive Attack e i Portishead per intenderci, e si è avvicinato alla musica elettronica come dj, incidendo anche un paio di dischi.         (altro…)

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O ci sono in Italia molti più buontemponi di quanto uno si sarebbe potuto immaginare, o c’è qualche urgente riflessione in più da fare:

grillo parlante

(grazie a dottorcarlo)

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