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Archive for the ‘i post degli altri’ Category

scandalo al soleIeri sera ero fuori con i soliti due amici. Abbiamo mangiato le solite tre pizze e abbiamo fatto la solita cosa che facciamo in tre (che non ha nulla a che vedere con il sesso, si sa). Poi, a un certo punto, uno di loro due è andato a dare un’occhiata alla homepage di Repubblica, è tornato con l’aria visibilmente alterata e ha detto: «Berlusconi ha detto che anche Michelle Obama è abbronzata… Quanto mi fa incazzare, quanto mi fa incazzare, non lo sopporto più!»

Io non ho detto niente. Sono tornato a casa piuttosto tardi, avevo sonno e non ho guardato nessuna notizia. Poi stamattina ho lavorato e non ho guardato nessuna notizia. Poi ho pranzato. E finalmente, dopo pranzo, ho avuto il tempo di leggere un po’ di articoli e ho capito che era indubbiamente vero: Berlusconi ha detto che Michelle Obama è una donna abbronzata, l’ho letto anch’io, era proprio vero.

Ma non ho letto solo quello, però.

Ho letto anche che c’è stata un’ovazione per Vittori Feltri, per esempio.                    (altro…)

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Che i ragni neri avessero qualcosa a che fare con la metafisica, io lo avevo sostenuto in tempi non sospetti. Da ieri, dopo il discorso di Benedetto XVI a Praga, i tempi debbono considerarsi sospetti.

(segnalato da Fabristol)

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Il sorriso di Barack Obama che accoglie i leader stranieri all’assemblea dell’Onu; e uno strepitoso minivideo realizzato di Eric Spiegelman che ne svela il segreto: la fissità.

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La testimonianza di una giovane immigrata al processo per la rivolta del Centro di Identificazione ed Espulsione di via Corelli, a Milano:

Su tutti, il racconto di Joy, che ricorda in aula di come, una notte dei primi di agosto, l’ispettore-capo del Centro di via Corelli sia entrato nella sua stanza e le si sia gettato addosso palpeggiandola. Già nei giorni precedenti l’ispettore le aveva promesso la libertà in cambio di un rapporto sessuale e sarebbero stati proprio i suoi ostinati rifiuti a concentrare la repressione contro di lei e contro le ragazze della sezione subito dopo la sommossa: manganellata ripetutamente insieme alle sue compagne quando erano già tutte ammanettate, Joy ha ricevuto un pugno in faccia dall’ispettore-capo in persona. Un messaggio chiaro: i guardiani dei Campi vogliono disporre completamente dei corpi che amministrano e recludono, e senza tante storie.

Così, soltanto per sapere di cosa parliamo quando parliamo di centri d’accoglienza «confortevoli» (Silvio Berlusconi, il 15 settembre a Porta a porta).

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maledetto sallustio e catilina e giugurta e tutti quelli come loroCosì il Corriere di ieri a proposito del rapporto della Fondazione Agnelli sulla scuola (l’articolo è citato da Peppe Liberti, al cui interessante post vale secondo me la pena di dare una lettura):

«Il punto — prosegue Gavosto (presidente della Fondazione Agnelli, ndb) — è che il meccanismo di formazione produce una tipologia di insegnante sempre uguale a se stessa, che però inizia a rendersi conto di non essere più quello che serve ai ragazzi di oggi ». E in questo senso, la programmazione diventa fondamentale: «Più che annunciare tante riforme, l’obiettivo per il Paese dovrebbe essere investire in una scuola di qualità. Sulla formazione iniziale, ad esempio: la bozza di regolamento del ministero punta molto su una preparazione di tipo disciplinare, mentre quella pedagogica è ritenuta sovradimensionata. Bene, gli insegnanti ci stanno dicendo esattamente l’opposto». Sarebbe il caso di prenderne atto.

E invece no, secondo me. Ma proprio per niente niente. E invece il problema è che, pur volendo prendere per vere e giustificate le sensazioni di inadeguatezza di molti  giovani colleghi, il punto continua a essere un altro.                  (altro…)

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Intendiamoci, io non ne ho proprio alcun bisogno e lo confesso subito (anche perché la mia fidanzata legge…): però, chissà, magari qualcuno dei miei quattro lettori ha invece una vita tutta scandita da incontri clandestini e appuntamenti carnali e gioie notturne e festicciole e scortilla (al neutro, che vale per entrambi i sessi) e tutto il necessario, insomma.

E questo qualcuno apprezzerà senz’altro nOOkist, un imperdibile servizio che permette di mettere in rete tutte le informazioni sulla personale attività amatoria di ognuno, comprensive di cronologia, amanti e nomi degli amanti, date, tempi e posizioni e molto altro ancora, fino alle malattie veneree che già si hanno o che si è destinati a contrarre prestissimo. Affinché non si possa dimenticare nulla, insomma, e si possa tracciare un profilo affidabile ed esauriente della propria vita sessuale.

A beneficio di chi, non si sa. E sempre che se ne abbia una, di vita sessuale, dopo tutto il tempo passato a catalogarla davanti allo schermo del pc.

(via downloadblog)

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A me andrebbe anche bene il minuto di silenzio, purché preceduto da sessanta minuti di spiegazione: dov’è l’Afganistan? Perché siamo andati là?… Sì, lo so, tacere è più elegante. Ma se non hanno idea di cosa sia l’Afganistan, non sarà un minuto diverso da tutti quelli che passano in classe seduti a pensare ai fatti loro, mentre si forgiano un visetto serio di circostanza che li assisterà poi in tutti i momenti noiosi della vita, in tutte quelle occasioni in cui è necessario fingere che ci freghi qualcosa di qualcuno. E forse l’alto senso educativo del minuto di silenzio a scuola è proprio questo.

Se il ministro lo stesse a sentire, Leonardo oggi avrebbe già chiuso la faccenda del minuto di silenzio, in onore dei sei soldati morti in Afghanistan, che alcune scuole non hanno rispettato, ma la maggior parte sì (con annessa circolare del ministero in cui si parlava di “missione di pace”).

Io, personalmente, l’ho rispettato e ho avuto l’impressione che sia andata proprio come scrive lui: tutti zitti, aspettando che passi; meglio ancora, anzi: tutti zitti e un minuto in meno di lezione. E i sessanta minuti di spiegazione sulla “missione di guerra” contro i talebani non li ho fatti, in quanto ripetutamente  invitato dal ministro in persona a non fare politica in classe.

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