Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘i post degli altri’ Category

scandalo al soleIeri sera ero fuori con i soliti due amici. Abbiamo mangiato le solite tre pizze e abbiamo fatto la solita cosa che facciamo in tre (che non ha nulla a che vedere con il sesso, si sa). Poi, a un certo punto, uno di loro due è andato a dare un’occhiata alla homepage di Repubblica, è tornato con l’aria visibilmente alterata e ha detto: «Berlusconi ha detto che anche Michelle Obama è abbronzata… Quanto mi fa incazzare, quanto mi fa incazzare, non lo sopporto più!»

Io non ho detto niente. Sono tornato a casa piuttosto tardi, avevo sonno e non ho guardato nessuna notizia. Poi stamattina ho lavorato e non ho guardato nessuna notizia. Poi ho pranzato. E finalmente, dopo pranzo, ho avuto il tempo di leggere un po’ di articoli e ho capito che era indubbiamente vero: Berlusconi ha detto che Michelle Obama è una donna abbronzata, l’ho letto anch’io, era proprio vero.

Ma non ho letto solo quello, però.

Ho letto anche che c’è stata un’ovazione per Vittori Feltri, per esempio.                    (altro…)

Read Full Post »

Che i ragni neri avessero qualcosa a che fare con la metafisica, io lo avevo sostenuto in tempi non sospetti. Da ieri, dopo il discorso di Benedetto XVI a Praga, i tempi debbono considerarsi sospetti.

(segnalato da Fabristol)

Read Full Post »

Il sorriso di Barack Obama che accoglie i leader stranieri all’assemblea dell’Onu; e uno strepitoso minivideo realizzato di Eric Spiegelman che ne svela il segreto: la fissità.

Read Full Post »

La testimonianza di una giovane immigrata al processo per la rivolta del Centro di Identificazione ed Espulsione di via Corelli, a Milano:

Su tutti, il racconto di Joy, che ricorda in aula di come, una notte dei primi di agosto, l’ispettore-capo del Centro di via Corelli sia entrato nella sua stanza e le si sia gettato addosso palpeggiandola. Già nei giorni precedenti l’ispettore le aveva promesso la libertà in cambio di un rapporto sessuale e sarebbero stati proprio i suoi ostinati rifiuti a concentrare la repressione contro di lei e contro le ragazze della sezione subito dopo la sommossa: manganellata ripetutamente insieme alle sue compagne quando erano già tutte ammanettate, Joy ha ricevuto un pugno in faccia dall’ispettore-capo in persona. Un messaggio chiaro: i guardiani dei Campi vogliono disporre completamente dei corpi che amministrano e recludono, e senza tante storie.

Così, soltanto per sapere di cosa parliamo quando parliamo di centri d’accoglienza «confortevoli» (Silvio Berlusconi, il 15 settembre a Porta a porta).

Read Full Post »

maledetto sallustio e catilina e giugurta e tutti quelli come loroCosì il Corriere di ieri a proposito del rapporto della Fondazione Agnelli sulla scuola (l’articolo è citato da Peppe Liberti, al cui interessante post vale secondo me la pena di dare una lettura):

«Il punto — prosegue Gavosto (presidente della Fondazione Agnelli, ndb) — è che il meccanismo di formazione produce una tipologia di insegnante sempre uguale a se stessa, che però inizia a rendersi conto di non essere più quello che serve ai ragazzi di oggi ». E in questo senso, la programmazione diventa fondamentale: «Più che annunciare tante riforme, l’obiettivo per il Paese dovrebbe essere investire in una scuola di qualità. Sulla formazione iniziale, ad esempio: la bozza di regolamento del ministero punta molto su una preparazione di tipo disciplinare, mentre quella pedagogica è ritenuta sovradimensionata. Bene, gli insegnanti ci stanno dicendo esattamente l’opposto». Sarebbe il caso di prenderne atto.

E invece no, secondo me. Ma proprio per niente niente. E invece il problema è che, pur volendo prendere per vere e giustificate le sensazioni di inadeguatezza di molti  giovani colleghi, il punto continua a essere un altro.                  (altro…)

Read Full Post »

Intendiamoci, io non ne ho proprio alcun bisogno e lo confesso subito (anche perché la mia fidanzata legge…): però, chissà, magari qualcuno dei miei quattro lettori ha invece una vita tutta scandita da incontri clandestini e appuntamenti carnali e gioie notturne e festicciole e scortilla (al neutro, che vale per entrambi i sessi) e tutto il necessario, insomma.

E questo qualcuno apprezzerà senz’altro nOOkist, un imperdibile servizio che permette di mettere in rete tutte le informazioni sulla personale attività amatoria di ognuno, comprensive di cronologia, amanti e nomi degli amanti, date, tempi e posizioni e molto altro ancora, fino alle malattie veneree che già si hanno o che si è destinati a contrarre prestissimo. Affinché non si possa dimenticare nulla, insomma, e si possa tracciare un profilo affidabile ed esauriente della propria vita sessuale.

A beneficio di chi, non si sa. E sempre che se ne abbia una, di vita sessuale, dopo tutto il tempo passato a catalogarla davanti allo schermo del pc.

(via downloadblog)

Read Full Post »

A me andrebbe anche bene il minuto di silenzio, purché preceduto da sessanta minuti di spiegazione: dov’è l’Afganistan? Perché siamo andati là?… Sì, lo so, tacere è più elegante. Ma se non hanno idea di cosa sia l’Afganistan, non sarà un minuto diverso da tutti quelli che passano in classe seduti a pensare ai fatti loro, mentre si forgiano un visetto serio di circostanza che li assisterà poi in tutti i momenti noiosi della vita, in tutte quelle occasioni in cui è necessario fingere che ci freghi qualcosa di qualcuno. E forse l’alto senso educativo del minuto di silenzio a scuola è proprio questo.

Se il ministro lo stesse a sentire, Leonardo oggi avrebbe già chiuso la faccenda del minuto di silenzio, in onore dei sei soldati morti in Afghanistan, che alcune scuole non hanno rispettato, ma la maggior parte sì (con annessa circolare del ministero in cui si parlava di “missione di pace”).

Io, personalmente, l’ho rispettato e ho avuto l’impressione che sia andata proprio come scrive lui: tutti zitti, aspettando che passi; meglio ancora, anzi: tutti zitti e un minuto in meno di lezione. E i sessanta minuti di spiegazione sulla “missione di guerra” contro i talebani non li ho fatti, in quanto ripetutamente  invitato dal ministro in persona a non fare politica in classe.

Read Full Post »

L’esordio del conduttore elvetico:

Un’esclusiva che sulle tv italiane non potrete certo vedere.

Anche in Isvizzera ci prendono un bel po’ per il culo: Patrizia D’Addario alla tv svizzera.

(segnalato da layos, cui non ne scappa una)

Read Full Post »

Forse sono l’ultimo a notarlo (o forse l’unico, perché non è affatto importante), ma da oggi, sotto tutti i post del blog Piovono rane di Alessandro Gilioli, compare la dicitura: Riproduzione libera.

Non che sia una rivoluzione (non lo è per niente); ma visto che ormai, su quasi tutti i quotidiani maggiori, è invece diventato normale trovare la scritta in calce: riproduzione riservata, be’,  a me pare un bel gesto, proprio perché fatto da un giornalista professionista e non da un blogger qualsiasi. Sobrio e coerente.

Read Full Post »

il wannastatoIl dubbio che non sia lo Stato (con la S hegeliana e maiuscola) a dover educare le persone è un dubbio che ho anch’io, non confondetevi. Insomma, lo Stato Etico è uno di quei concetti così complessi che non mi sento nemmeno in grado di sfiorarlo con il pensiero. Quindi non è di missione educatrice dello Stato che voglio parlare (benché sia assolutamente tentato, ve lo confesso) e nemmeno di tutela dei più deboli (siano essi deboli economicamente o intellettualmente), che pure, invece, è una di quelle caratteristiche che chiederei con forza alla società a cui appartengo.

Però tra Stato “educatore” e Stato “approfittatore” mi pare ci possa essere una bella differenza: tutta una zona intermedia e neutrale in cui lo Stato stesso si potrebbe porre con beneficio comune, dei cittadini, come dello Stato che tali cittadini formano e sono; e con mia pace personale, che avrei  qualcosa da obiettare, ma senza scandalizzarmi. Quando, però,  lo  Stato diventa in modo plaetale un vero e proprio borseggiatore dei suoi propri cittadini, mi pare davvero di cominciare a scorgere un immenso Leviatano che rischia, se non di distruggerci, almeno di farci parecchio male.

Vengo al punto, insomma:             (altro…)

Read Full Post »

bruno scuro scuro in voltoLeggo sul Corriere, grazie alla segnalazione di .mau., che la puntata di ieri di Porta a porta, con Bruno Vespa nelle vesti di cantore del regno e il premier medesimo nelle vesti di esaltato del regno, ha fatto registrare ascolti deludenti, inferiori alla media della trasmissione, con un totale di spettatori di poco superiore alla metà (la metà!) di quelli invece ottenuti da L’Onore e il Rispetto, la fiction mandata in onda da Canale 5.

È senz’altro uno smacco per Bruno Vespa, una sconfitta plateale e anche un po’ meritata, viste le premesse e l’abolizione della concorrenza pubblica e privata.

Ma per il premier? Siamo sicuri che sia una sconfitta anche per il premier? A me pare di no, sinceramente.              (altro…)

Read Full Post »

dalle tende alla tv di governoStasera andrà in onda, praticamente a reti unificate, il lungo spot del governo sulle case consegnate ad alcuni aquilani. Non lo guarderò. Sarà il mio piccolissimo modo per non strappare un altro pelo di cavallo all’informazione televisiva italiana, forse per non sentirmi complice (ottima scelta, Franceschini), o forse perché mi manca il lucido ottimismo di chi, come mfisk, si è già seduto in poltrona, pronto a guardare quello che potrebbe essere, secondo lui, l’inizio del declino del sovrano.

Ma non guardare e basta è una scelta anche inutile, lo so. Anche per questo ho pensato di non limitarmi al silenzio e di cercare e di trascrivere testimonianze diverse, che raccontino la realtà per come è vissuta da chi è stato prima nelle tende delle tendopoli e adesso è mandato a vivere altrove, a volte a chilometri di distanza, lontano dalla propria città e dai propri amici. Ho trovato questa che riporto qui sotto; ma ce ne saranno sicuramente altre. E mi piacerebbe che potessimo raccoglierne qualcuna, anche solo due o tre, anche solo per dirci che non abbiamo smesso di cercare di capire come stanno davvero le cose.

Aspetto vostri link e contributi insomma. Per dirci che non stiamo soltanto chiudendo gli occhi davanti alla tv di Bruno Vespa; stiamo soprattutto cercando di guardare più lontano, di vedere un po’ meglio.

Mi incontro con Maria (uso un nome di fantasia perché la situazione non è tranquilla…).
Maria è una mia carissima amica dell’Aquila che da quel maledetto 6 aprile ha trovato collocazione nella tendopoli di Piazza d’Armi. Questa è stata la tendopoli più numerosa (si sono sfiorate le 1800 persone!), ma anche la più problematica, dove si sono ritrovate le realtà più disparate:
(altro…)

Read Full Post »

Renatino Brunetta dixit:

distorsioniIn Italia c’e’ il 70% delle persone che rischia quotidianamente in prima persona, rispettando i criteri della meritocrazia e della trasparenza, mentre il restante 30% ha sempre vissuto in maniera parassitaria. Parlo dell’Italia che non rischia, che vive di rendita, l’Italia del nepotismo che fino ad oggi e’ stata peraltro sovrarappresentata.

Ebbene, a questa Italia parassitaria, sporca ed infame, stiamo togliendo l’acqua in cui nuotava, le stiamo facendo un mazzo così!.

Molti di loro vogliono che l’Italia non cambi nel settore del pubblico impiego, dal momento che li’ e’ la loro rendita di posizione, la loro forza. Penso alla Cgil o a certi sindacati corporativi della scuola. (altro…)

Read Full Post »

tacchi a spillo... troppo ovvioParto da due brevi frammenti video. Il primo, credo che lo conosciate tutti ormai: è andato in onda in prima serata su Italia1, qualche giorno fa, all’interno di una sit-com, non casualmente intitolata Così fan tutte,  che non conosco (e che non voglio conoscere), suscitando proteste e piccoli, e un po’ ipocriti,  italici scandali. Ha come protagonisti Alessia Marcuzzi e un würstel, il quale recita la parte che storicamente era sempre appartenuta alla banana. Lo trovate in fondo al post, se per rarissima combinazione vi fosse sfuggito.

Il secondo, invece, l’ho recuperato per caso (grazie al blog lipperatura, che ne parla) ma è un video che ha fatto il giro della rete alla fine di luglio, quando ero in vacanza; quindi può darsi che conosciate anche questo meglio di me (e comunque anche questo è in fondo al post: non continuate a leggere, se siete minorenni, perché trattasi di spot pesantemente allusivo). È una pubblicità della Sprite, mai andata in onda perché censurata, si disse. In realtà i “creativi” tedeschi che l’hanno ideata hanno poi confessato di avere “scherzato”; si trattava soltanto di un “esperimento sociale”, secondo loro, per captare un po’ di reazioni da parte del pubblico.

Ed è stata proprio questa precisazione che mi ha fatto pensare.            (altro…)

Read Full Post »

ed era anche juventinoA un certo punto, verso le ore 16 di oggi, dopo un gran bel vagare e un continuo approvare o disapprovare le altrui, anche nobilissime, opinioni, ho trovato chi mi ha spiegato perfettamente quello che penso di Mike Bongiorno. E il perché mi sia sempre stato antipatico (anche quando era  obiettivamente simpatico, come da Fazio o dalla Bignardi); e il perché io non possa, nemmeno oggi, tacere questa antipatia. La mia riconoscenza va quindi allo Straniero di Elea:

Non imputo a Mike Bongiorno tutto ciò che vi è di negativo nel modo in cui la televisione si è evoluta, soprattutto negli ultimi venticinque anni. Ma la mia non è neppure un’accusa generica.
Ciò di cui accuso Mike è di aver introdotto in Italia l’idea che la tv non rappresenti la realtà, non la mostri, ma che, al contrario, la crei.
Accuso Mike di essere stato il primo – e, almeno all’inizio, il solo – ad aver promosso la capacità del mezzo televisivo di creare una realtà altra, parallela, fatta di spigoli smussati e mediocrità spacciate per sublimi, e ad averla presentata come modello, come idea platonica cui la realtà deve ispirarsi.
Mike è stato il primo creatore di personaggi.
(altro…)

Read Full Post »

spaventosi vipsMi è venuta in mente una cosa, oggi, mentre leggevo in giro sul web alcune impressioni a proposito del film Videcocracy, che personalmente non ho visto, ma che riesco a immaginarmi benissimo, con i suoi Corona, i suoi Lele Mora, e il Billionaire e Briatore e la Gregoraci e tutto il vippaio di noialtri piccoli italiani devastati dalla tv. Mi è venuto in mente, leggendo in particolare questa impressione, dell’ultima volta, tre o quattro anni fa, in cui sono stato in una spiaggia della costa Smeralda, a fare il bagno e a prendere un po’ di sole.

Mi impressionarono le barche e gli yacht attraccati di fronte alla spiaggia: tre o quattro file di barche di tutti i tipi, parcheggiate come nel parcheggio di un supermercato, ognuna a cinque o sei metri dall’altra e tutte a 100-150 metri dai comuni (mica tanto) mortali, che stavano sulla riva del mare su un asciugamano. Mi impressionò la disposizione delle barche, insomma, non le barche in sé.             (altro…)

Read Full Post »

Una delle idee di cui sono più contento, per quanto riguarda il blog dello Scorfano, è il piccolo box dei placent, quello che è giusto lì, sulla destra, appena sotto i commenti. È il luogo in cui metto alcune delle cose che leggo in giro e che mi piacciono o mi incuriosiscono o mi divertono. Ve lo ricordo, perché wordpress non si stanca di farmi vedere, ogni santo giorno, che esse godono di un credito limitatissimo, quasi nullo. E io me ne dispiaccio. Che si trovano in giro gran belle cose, ogni tanto, ve lo assicuro. Come per esempio questa, che ho letto stamattina e che continua ancora a farmi pensare.

Read Full Post »

Il punto sulla questione delle dieci domande di Repubblica, a cui il premier non darà mai una risposta, lo fa oggi .mau. sul suo blog, prendendo spunto dalle dichiarazioni un po’ ambigue di Mario Calabresi, direttore della Stampa. E io non ho nulla da aggiungere, se non un convinto cenno di assenso:

Io ad esempio vorrei sapere perché Berlusconi ha dato tre risposte diverse – tutte smentite – su come e quando ha conosciuto Benedetto Letizia (di Noemi non me ne importa nulla), e quale è la vera storia, visto che è arrivato appositamente a Casoria per i diciott’anni della figlia; (altro…)

Read Full Post »

non credo in una scuola che promuove tutti, credo in una scuola che mette tutti nella condizione di essere promossi, ma questa condizione non si raggiunge senza rigore, a partire dalle elementari. dove per rigore intendo che le cose si devono insegnare bene, poche ma buone, a tutti e chi non ha imparato, dopo che è stato fatto tutto, ma proprio tutto per aiutarlo, si ferma e ripete. il fatto che nella scuola dell’obbligo si cerchi di fare di tutto e di più, (ma alla membro di segugio) senza attendere che tutti abbiano imparato, è quanto di più discriminante possa esistere.
stiamo perdendo una generazione, forse anche due… e non ci rendiamo conto del disastro che ciò comporterà.

Oggi, Lucia racconta un bel po’ di cose su come si vive a scuola e sulla fatica che ci si fa.  In una scuola professionale, ma non solo. Senza nascondersi niente e senza paura di usare toni accesi. È una lettura che merita attenzione, a mio parere.

Read Full Post »

Gli ex liceali vanno all’università, fanno i test di ammissione, si trovano moduli da compilare e dentro i moduli trovano scritta roba come questa:

conpetenze unniveristarie

E magari capiscono che il loro viaggio nella cultura è già finito prima di rincominciare.

Read Full Post »

meritocrazia gelminiana

E poi, per alcune selezionate ministre, ci sarà anche il tirocinio gratuito e obbligatorio. Ma di quello parliamo un’altra volta, eh?

(infinita riconoscenza a Gavavenezia)

Read Full Post »

merci e mercantiIo ci ho passato tanto tempo, nella prima metà degli anni Novanta, in quella libreria di Porta Romana che sta chiudendo. Abitavo lì, ero studente universitario, compravo e leggevo tantissimi libri, un po’ per studio e un po’ per piacere. Mi facevano gli sconti. E soprattutto l’ambiente era molto piacevole, c’erano vetrate ampie da cui entrava la luce, i rumori dell’incrocio con via Santa Sofia erano molto attutiti, il personale gradevole e simpatico… Insomma, ci si stava bene.

Poi sono andato via da Milano e solo di rado mi è capitato di tornare in quella libreria. Magari aveva anche cambiato proprietario, non so. Ricordo di averci comprato ancora qualche romanzo, di recente, e forse una guida turistica. Poi nient’altro.

Poi, a dirla tutta, sono sei mesi che non ci entro proprio, in nessuna libreria. Per varie ragioni.           (altro…)

Read Full Post »

energie innominabiliForse ero l’unico a non saperlo; e voi lo sapevate già tutti. Fatto sta che ho scoperto solo oggi che, datosi che l’Italia non ha rispettato gli accordi del protocollo di Kyoto sulla salvaguardia dell’ambiente, che magari è anche inutile, ma che pure aveva sottoscritto volontariamente, ne ha ricevuto in cambio una multa di 555 milioni di euro. La quale multa, la pagheremo interamente noi, intestatari di contratto con l’Enel, oltre che con l’inevitabile peggioramento del nostro ambiente e del nostro territorio, con un aumento di quaranta euro delle nostre bollette della luce.

Le responsabilità si dividono equamente tra il governo Prodi di ieri e quello Berlusconi di oggi: e nessuno si fa mancare niente. Una spiegazione in dettaglio di quanto è avvenuto e sta ancora avvenendo la trovate qui.

Io, che l’ho saputo solo ieri, mi sento, come si dice da qualche parte, “cornuto e mazziato”; e anche, absit iniuria verbis,  un po’ preso per il culo.

Read Full Post »

Questo è il trailer di Videocracy (via dottorcarlo), il film del bergamasco Erik Gandini sulla televisione degli ultimi 30 anni, che non vedremo mai sulla Rai (e nemmeno su Mediaset, ci mancherebbe), perché giudicato troppo critico nei confronti del governo (il trailer, non il film: proprio e soltanto il trailer…).

Personalmente, non ci trovo niente di incredibile o di sovversivo, in realtà. Ed è proprio questo che mi lascia perplesso: che cosa si può trasmettere oggi sulla tv pubblica, se anche un trailer come questo incorre nella censura?

Read Full Post »

O ci sono in Italia molti più buontemponi di quanto uno si sarebbe potuto immaginare, o c’è qualche urgente riflessione in più da fare:

grillo parlante

(grazie a dottorcarlo)

Read Full Post »

Sempre a proposito di lati posteriori, in America ci tengono a dimostrare  (forse per compiacere la bella Michelle) che la foto in cui Obama si incantava davanti (dietro) alla giovane brasiliana delegata allo Junior8 (e grazie alla quale, improvvidamente, il direttore di Libero ha ricavato una pericolosa equazione)  è stata in realtà male interpretata. In compenso, Sarkozy…

(dal blog di Andrea Mollica)

Read Full Post »

Quello che gli abruzzesi pensano del Tg1:

facce come il

(via dottorcarlo)

Read Full Post »

non tutti in vacanzaCosa c’è che mi disturba nella pubblicità che il Governo sta mandando in onda sulle tv nazionali in questi giorni per promuovere la lettura? Non lo so, tante cose, forse nessuna in particolare, forse tutte quante; l’atmosfera, principalmente. Quell’idea di famiglia benestante in vacanza, prima di tutto; quei vestiti bianchi, quel candore artefatto. E quindi, inevitabilmente, l’associazione tra lettura e vacanza; tra libri e tempo libero; tra lettura e biscotti del mulino bianco o yogurt che stimolano l’intestino.

Poi c’è il claim, quel «passaparola» che implica qualcosa di segreto, di misterioso, come già è stato fatto notare qui. E infine l’originalissimo finale sul «cibo della mente», che, mi rendo conto, vuole essere uno slogan comprensibile a tutti e da tutti decifrabile, ma sprofonda talmente nell’ovvio da suscitare (almeno in me) una piccola smorfia di dolore. Cibo della mente, mamma mia…

E non basta.         (altro…)

Read Full Post »

cerotto bluDopo molte letture, alcune richieste di chiarimento e diverse incertezze, alla fine ho deciso che  sto con .mau.

La questione è quella della giornata di silenzio informativo che i giornalisti e gli editori hanno proclamato per il 14 luglio e che coinvolgerà anche molti blogger, tra i più famosi e ascoltati. Un riassunto, con i più importanti link sull’argomento (quelli decisivi, secondo me), lo trovate qui, dal dottor Carlo. Che anche lui sta cercando un modo per manifestare il suo dissenso. Il mio, lo ripeto, è quello di .mau.; e sta tutto nelle sue parole:      (altro…)

Read Full Post »

Il “Rapporto OCSE” dimostra che «il costo più elevato dell’istruzione italiana è ampiamente dovuto al rapporto insegnante per studente, che è del 50% più alto (9,6 insegnanti ogni 100 studenti in Italia, rispetto a 6,5 insegnanti nell’area OCSE)»

Domanda: perché il costo dell’istruzione dev’essere misurato sul rapporto insegnanti-studenti, e non su quanto si spende effettivamente?
Risposta: perché in questo modo apparirebbe chiaro che l’Italia è uno dei paesi che meno spende per l’istruzione. Ma prima, vediamo come stanno le cose sulla presunta eccedenza di insegnanti nella scuola italiana.
(altro…)

Read Full Post »

debora ahiahiahiSapete che vi dico? Che a me dispiace per tutti gli attacchi che oggi si è beccata Debora Serracchiani. Intendiamoci, penso che nel merito abbiano assolutamente ragione tutti quelli che l’hanno criticata (Mfisk come Leonardo, Squonk come Gilioli e tanti altri); e penso che lei abbia torto e che molte delle sue dichiarazioni siano indifendibili e quasi risibili, in alcuni punti, e che era meglio se ci pensava prima; e se ci pensava anche molto bene.

E che era meglio se l’instant book, Il coraggio che manca, non lo avesse proprio scritto. Perché mancano troppe altre cose, oltre al coraggio. E perché gli instant book sono operazioni editoriali di bassissima lega, sempre, e bisognerebbe saperlo.

Ma mi dispiace lo stesso, però.

Perché penso a chi sia questa donna. A cos’abbia fatto per arrivare fino a questo punto.       (altro…)

Read Full Post »

Solo 8 anni fa c’era chi diceva che nel carcere minorile di Milano (la semplice parola mi fa venire un po’ i brividi) ci andavano quasi esclusivamente giovani stranieri, che non avevano nessun tipo di tutela. In effetti, pare (la mia fonte è solo questa, non ne trovo altre) che nel 2007 i reclusi minori stranieri al Beccaria fossero l’84% del totale.

Però già l’anno scorso erano diventati il 73%. E quest’anno sono il 51% del totale: se la tendenza è questa, nel giro di pochi mesi saranno in minoranza.

Il dato è molto interessante, secondo me: più minori carcerati italiani e meno stranieri. Ma la faccenda più curiosa è che tra le cause dell’aumento della percentuale di italiani ci sono gli atti di violenza di matrice razziale e xenofoba. Lo sosteneva qualche mese fa, don Rigoldi, cappellano al Beccaria da oltre trent’anni.

Come dire: le politiche mediatiche sulla sicurezza stanno cominciando a funzionare, altro che no.

Read Full Post »

connessi e sconnessiHa fatto un bello e lungo e applaudito giro del web una delle tracce assegnate alla prima prova dell’Esame di Stato, ed ha anche provocato un notevole entusiasmo. Ed era normale, visto che parlava proprio di social network e new media, cioè del web stesso, i cui protagonisti si sono in parte sentiti chiamati in causa.

Ora, però, a mente fredda, vale la pena di fare un paio di considerazioni, su questa traccia. Innanzitutto, la formulazione che ho letto su parecchi siti informativi (tra cui questo e questo) e su ancora più numerosi blog è una formulazione che non è mai arrivata a nessuno studente di nessuna commissione italiana. Ed è bene prenderne atto. Era infatti soltanto una versione per la stampa, che non sono riuscito a capire da dove salti fuori e che suonava così:        (altro…)

Read Full Post »

una faccia una razza

Mi spiace ammetterlo, ma credo si tratti di un parere di rara esattezza.
Ne parlavo proprio l’altra sera, e ne parlavo più o meno così: che differenza c’è tra Berlusconi che sbraita contro i magistrati e il tizio a cui hanno fatto la multa per divieto di sosta, che se la prende col vigile e cerca di farsela togliere? Che differenza c’è tra Berlusconi che chiama Obama a gran voce destando lo sdegno della Regina d’Inghilterra, e quelli che parlano al cinema strafottendonese degli altri e mandandoli affanculo se si permettono di proporre un timido “shhh”?
(altro…)

Read Full Post »

ssssssschProvo a raccontarla in breve, questa storia tutta mentale, lo prometto.

Dunque: arrivo a casa dopo la prima riunione della commissione per l’esame di maturità; sono di buon umore, perché i colleghi sembrano persone con cui si lavorerà bene; ho il ginocchio sempre un po’ dolorante, ma cerco di non pensarci. E per non pensarci mi butto un po’ sul web, a guardare che si dice oggi. Passo da un sito all’altro, da un blog all’altro.

Poi, non mi ricordo né come né attraverso chi, arrivo qui, casa virtuale di Diego Cajelli (non c’ero mai stato prima). Dove si racconta una piccola storia della nazione che siamo.        (altro…)

Read Full Post »

Older Posts »