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Archive for the ‘il giornalaio’ Category

Educazione fisica da quest’anno vale come materia, e il suo voto fa media con le altre.

Non so se queste sono parole del ministro o dell’articolista della Stampa (e comunque complimenti per l’italiano); in ogni caso il voto di educazione fisica viene conteggiato nella media complessiva dei voti da sempre. Per precisare, ecco.

Tra le novità, per la prima volta, verrà segnalato al genitore con un sms quando l’alunno non sarà presente in classe.

Nel rinnovare i complimenti per l’italiano, faccio notare che non verrà segnalato. Come da comunicato ministeriale, infatti, le scuole, autonomamente, potranno segnalare l’assenza. E non ci sono i soldi; e nemmeno accordi con le compagnie telefoniche. Sempre per precisare, insomma.

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cattivi per generazioneSpero che questa notizia non passi ai quotidiani nazionali (è già successo che da questo sito le notizie siano arrivate tali e quali a qualche megaquotidiano on line); o almeno spero che, se proprio deve passarci, abbia la buona sorte di incontrare un titolista un po’ più attento e preciso e un redattore non proprio assonnato.

Perché il titolo originale  è piuttosto allarmante:

Sei studenti su dieci hanno pregiudizi nei confronti di rom, gay e disabili

E anche l’articolo lo sarebbe, se non fosse che, anche solo a una prima lettura, si capisce immediatamente che c’è qualcosa che non quadra.                   (altro…)

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scandalo al soleIeri sera ero fuori con i soliti due amici. Abbiamo mangiato le solite tre pizze e abbiamo fatto la solita cosa che facciamo in tre (che non ha nulla a che vedere con il sesso, si sa). Poi, a un certo punto, uno di loro due è andato a dare un’occhiata alla homepage di Repubblica, è tornato con l’aria visibilmente alterata e ha detto: «Berlusconi ha detto che anche Michelle Obama è abbronzata… Quanto mi fa incazzare, quanto mi fa incazzare, non lo sopporto più!»

Io non ho detto niente. Sono tornato a casa piuttosto tardi, avevo sonno e non ho guardato nessuna notizia. Poi stamattina ho lavorato e non ho guardato nessuna notizia. Poi ho pranzato. E finalmente, dopo pranzo, ho avuto il tempo di leggere un po’ di articoli e ho capito che era indubbiamente vero: Berlusconi ha detto che Michelle Obama è una donna abbronzata, l’ho letto anch’io, era proprio vero.

Ma non ho letto solo quello, però.

Ho letto anche che c’è stata un’ovazione per Vittori Feltri, per esempio.                    (altro…)

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facci a facci tra feltri e feltriOggi, sulle prestigiose colonne del Giornale, in un articolo intitolato, con evidente sprezzo del ridicolo, Feltri risponde alle santorate,  Vittorio Feltri replica alle accuse che, tramite le telecamere di Annozero, Filippo Facci gli aveva rivolto in modo piuttosto diretto:

L’esimio editorialista profitta della telecamera per sfogarsi. Dice di me alcune falsità. Addirittura che sarei stato licenzito nel 1997 da Berlusconi. E che avrei chiesto scusa a Di Pietro. Due balle. Più una grave omissione. Alcuni mesi fa, con la mediazione di mio figlio Mattia, Facci ottiene di farmi visita a Libero.

Imbarazzato, si siede e ammette: la causa che mi hai fatto vedrà te quale vincitore.

Verissimo. E allora?

Non ho soldi, me la abbuoni. (altro…)

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ballare sotto i numeri d'europaUna delle più efficaci e consuete sparate mediatiche del ministro Gelmini riguarda l’insostenibilità, in Italia, della spesa per il personale della scuola e dunque l’inderogabile necessità di abbatterla, con tagli e rasoiate. Già l’anno scorso il ministro aveva più volte dichiarato che non era possibile che le spese per gli stipendi del personale scolastico rappresentassero più dell’80% della spesa complessiva del Ministero per la Pubblica Istruzione. E già l’anno scorso, gli si era fatto notare, che non solo era possibile, ma che poteva addirittura considerarsi poco. Grazie al solito bel grafico ricavato dalle indagini dell’Ocse (e confermato dall’indagine eurostat, appena trovata).

zz percentuale-di-spesa-per-gli-stipendi-di-tutti-gli-addetti-alla-scuolaMa il ministro Gelmini ha poi proseguito lungo questa strada e ha cominciato a dichiarare che non era possibile che il Ministero spendesse il 90% delle sue risorse in stipendi. Fino all’altro giorno, quando si è forse fatta prendere un po’ la mano e ha dichiarato che non è possibile che il Ministero spenda in stipendi per il personale il 97% delle sue risorse complessive                 (altro…)

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maledetto sallustio e catilina e giugurta e tutti quelli come loroCosì il Corriere di ieri a proposito del rapporto della Fondazione Agnelli sulla scuola (l’articolo è citato da Peppe Liberti, al cui interessante post vale secondo me la pena di dare una lettura):

«Il punto — prosegue Gavosto (presidente della Fondazione Agnelli, ndb) — è che il meccanismo di formazione produce una tipologia di insegnante sempre uguale a se stessa, che però inizia a rendersi conto di non essere più quello che serve ai ragazzi di oggi ». E in questo senso, la programmazione diventa fondamentale: «Più che annunciare tante riforme, l’obiettivo per il Paese dovrebbe essere investire in una scuola di qualità. Sulla formazione iniziale, ad esempio: la bozza di regolamento del ministero punta molto su una preparazione di tipo disciplinare, mentre quella pedagogica è ritenuta sovradimensionata. Bene, gli insegnanti ci stanno dicendo esattamente l’opposto». Sarebbe il caso di prenderne atto.

E invece no, secondo me. Ma proprio per niente niente. E invece il problema è che, pur volendo prendere per vere e giustificate le sensazioni di inadeguatezza di molti  giovani colleghi, il punto continua a essere un altro.                  (altro…)

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Il Fatto quotidiano, il nuovo giornale fondato da Antonio Padellaro e Marco Travaglio (e forse anche da qualcun altro, ma non mi ricordo più… ) è uscito oggi in edicola per la prima volta è andato completamente esaurito in un paio d’ore.

Sia o non sia un buon segno, sia il frutto di una campagna di lancio molto ben orchestrata o di altro ancora, sia o non sia un fuoco di paglia, i direttori hanno comunque deciso di rendere disponibile on line gratuitamente la prima copia in pdf, per tutti quelli che volessero darci un’occhiata.

Io ora vado a dargliela, la mia occhiata. Se lo fate anche voi provate a dirmi cosa ne pensate.

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un volontario in missioneGianni de Michelis, ex ministro socialista, ex discotecaro doc, ex potentissimo della Prima Repubblica, attuale consulente del suo ex consulente Renatino Brunetta, dichiara, a proposito di questo suo nuovo prestigioso incarico di consulenza:

Ora la situazione si è rovesciata. Brunetta, dopo aver definito il maestro «la migliore intelligenza politica degli ultimi cinquant’anni», l’ha assunto come consulente. A prezzo adeguato? «Macché. Quarantamila euro lordi l’anno: praticamente volontariato. Però sono felice di dare un contributo di idee».

Insomma, un missionario, anche lui;              (altro…)

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daniela santanchèQuando avete bisogno di consenso e di visibilità e cominciate a fare fatica a trovare qualcuno che ve li conceda, ecco una ricetta semplice semplice, tutta per voi. Si tratta di organizzarsi rapidamente, di avvertire giornali e telegiornali, di vestirsi da donna decisa e agguerrita, e andare coscientemente a rompere le palle a un gruppo di persone che tentano di farsi gli affari propri festeggiando una delle loro più sacre feste religiose. E poi lamentarsi ad alta voce e piangere, perché vi hanno proditoriamente aggredito.

In alternativa, se non riuscite  ad aspettare fino all’anno prossimo, potete anche andare a urlare bestemmie alla prossima messa di Natale, fra tre mesi. Credo funzionerà lo stesso.

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Michele Serra, oggi, su Repubblica:

Ci sono “élite di merda che vivono di rendita” e tramano contro il governo e dunque contro il popolo sovrano. Così, in sintesi, ha detto ieri il ministro Brunetta, entusiasmando una platea amica e disgustando una volta di più l’altra metà degli italiani (…)

Se il ministro Brunetta, piuttosto che un iracondo e un demagogo, fosse una persona ragionevole, e davvero parlasse per conto del popolo italiano e nei suoi interessi, saprebbe che il nostro Paese, nell’ultimo paio di secoli, ha molto patito non già a causa delle élite, ma della loro gracilità, o mancanza. (altro…)

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La riforma delle scuole superiori non subirà slittamenti: partirà nel 2010, cominciando solo dalle prime classi.

tagli anche di capelliDa non perdere la precisazione conclusiva, del ministro Gelmini; e soprattutto da non perdere l’avverbio, solo, che ne costituisce la farcitura indispensabile e anche la spia rivelatrice. Perché questa dichiarazione, dell’altro ieri, del ministro Gelmini è una dichiarazione indispensabile, che aspettavamo da mesi, che ci angosciava da mesi, anche se può non sembrare.

Infatti, proprio l’altro ieri, mentre il ministro rilasciava interviste ai giornali, in collegio docenti abbiamo discusso di questo fatto: si era detto, all’inizio, quando la riforma dei cicli era stata presentata alla stampa che sarebbe partita nel 2010 e che avrebbe coinvolto tutto il biennio. Non solo le prime classi. E in collegio docenti ci dicevamo che nessuno, nei mesi successivi (da maggio ad oggi) aveva più precisato se quell’affermazione era da considerarsi valida o meno; e che stavamo ancora aspettando lumi dal ministero; e che non sapevamo cosa fare.

Ora che i lumi sono arrivati (tramite intervista come al solito: e non c’è traccia di questo in nessun documento ufficiale, prendiamone atto), possiamo confessarvi una terribile verità, di cui forse eravate all’oscuro.             (altro…)

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finestre chiuse aria pesanteLa giustificazione secondo cui si è fatta una cosa «perché la fanno anche tutti gli altri» è una delle più puerili e sciocche che si conoscano. Le mamme popolari, quelle come la mia, amorevoli ma severe, generalmente, rispondono così ai loro bambini, quando questi usano una tale ingenua giustificazione per una loro marachella: «E se gli altri si buttano dalla finestra, tu cosa fai, ti butti anche tu?»

Chissà invece quali altre dottissime e raffinatissime risposte dava la signora Ricci a suo figlio Antonio, quando era piccolo e ne combinava qualcuna; Antonio, che è quello di Striscia la Notizia e di Drive In, quello delle “veline”, quello che riparte lunedì con la sua nuova stagione di grandissima e irripetibile e geniale televisione commerciale, fatta di risate sguaiate ma finte e di irresistibili scoop.             (altro…)

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Torno a casa, comincio a fare un giro dei blog e dei quotidiani on line, trovo finalmente, dopo il doveroso silenzio di ieri, tanti commenti sui soldati della Folgore uccisi da un attentato terroristico in Afghanistan. Mi sorprendo a pensare alle alle loro fidanzate. Scopro che c’è pure stato un gruppo di imbecilli che su Facebook ha invitato a esultare per la loro morte. E poi leggo le dichiarazioni contraddittorie e superficiali (per lo più) di chi politicamente ci rappresenta, da una o dall’altra parte.

Ma mentre leggo tutto questo, mi pervade anche una sensazione sgradevole, sgradevolissima; talmente crescente e sgradevole che non so nemmeno se saprò verbalizzarla.

Le voci che commentano ripetono identiche considerazioni:              (altro…)

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«Si raccoglie quello che si semina», mi ha detto stamattina un collega con cui parlavo di un nostro bravissimo ex studente che sta facendo una brillante carriera universitaria.

È una buona regola, in effetti. E mi sa che vale più o meno sempre, quando si parla di sedicenni.

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C’è chi sostiene che il dopo-Berlusconi abbia già un nome.

Anzi, un bel po’ di nomi: Emma Bonino, Gianfranco Fini, Francesco Rutelli, Pierfedinando Casini, Andrea Ronchi, la fondazione FareFuturo, il quotidiano Il Secolo d’Italia, Giulio Tremonti, Giuliano Ferrara, il ministro Sacconi, monsignor Gianfranco Ravasi (??), Pietro Ichino, Tito Boeri e, of course, Massimo D’Alema.

Roba da far apprezzare anche la padella in cui si sta; che non si sa mai cosa c’è sotto.

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Il 29 settembre saranno consegnati i primi 700 appartamenti a L’Aquila.

Così disse Bertolaso, ieri, a Onna.

E non so, magari esagero, e sicuramente è un dettaglio che non significa nulla nel mare immenso di quello che sta accadendo, senz’altro; però a me quella data, proprio quella data tra tutte le date possibili, infastidisce non poco. Avrei preferito un’espressione del tipo: «tra due settimane». Perché così mi dà proprio l’impressione di una celebrazione del sovrano, una sorta di festa nazionale del padrone, che elargisce, con liberalità generosa, beni ai suoi sudditi.

Ma forse è solo lo sconcerto complessivo, che mi acceca. Meglio per chi avrà le case, innanzitutto. Gli altri sono solo dettagli. Nei quali non si nasconde nessuno, com’è noto.

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bruno scuro scuro in voltoLeggo sul Corriere, grazie alla segnalazione di .mau., che la puntata di ieri di Porta a porta, con Bruno Vespa nelle vesti di cantore del regno e il premier medesimo nelle vesti di esaltato del regno, ha fatto registrare ascolti deludenti, inferiori alla media della trasmissione, con un totale di spettatori di poco superiore alla metà (la metà!) di quelli invece ottenuti da L’Onore e il Rispetto, la fiction mandata in onda da Canale 5.

È senz’altro uno smacco per Bruno Vespa, una sconfitta plateale e anche un po’ meritata, viste le premesse e l’abolizione della concorrenza pubblica e privata.

Ma per il premier? Siamo sicuri che sia una sconfitta anche per il premier? A me pare di no, sinceramente.              (altro…)

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Renatino Brunetta dixit:

distorsioniIn Italia c’e’ il 70% delle persone che rischia quotidianamente in prima persona, rispettando i criteri della meritocrazia e della trasparenza, mentre il restante 30% ha sempre vissuto in maniera parassitaria. Parlo dell’Italia che non rischia, che vive di rendita, l’Italia del nepotismo che fino ad oggi e’ stata peraltro sovrarappresentata.

Ebbene, a questa Italia parassitaria, sporca ed infame, stiamo togliendo l’acqua in cui nuotava, le stiamo facendo un mazzo così!.

Molti di loro vogliono che l’Italia non cambi nel settore del pubblico impiego, dal momento che li’ e’ la loro rendita di posizione, la loro forza. Penso alla Cgil o a certi sindacati corporativi della scuola. (altro…)

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ipostasi della scaltrezza di scoglioLa bellezza dei comunicati stampa del Ministero della Pubblica istruzione (arte in cui sono raffinatissimi, ce ne eravamo già accorti) sta nelle sfumature. Questo, del 10 settembre, che mescola novità dell’anno scorso con possibili o reali novità di quest’anno, con novità addirittura introdotte dal ministro precedente, e con novità assolutamente false (la riduzione dell’orario scolastico è prevista solo per il 2011), è assolutamente un capolavoro, in questo senso.

Ed è un capolavoro che raggiunge uno dei suoi apici a questo punto, quasi in fondo, quando qualunque lettore medio si è stancato di leggere:

Per l’anno scolastico 2009/10, sono stati immessi in ruolo 8.000 docenti ed assunti 8.000 unità di personale ATA e 647 dirigenti scolastici.

Vale a dire che,             (altro…)

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Claudio Magris, oggi, sul Corriere della Sera, a proposito di Norberto Bobbio e dei tempi funestamente ciechi e fondamentalisti che ci sono toccati in sorte:

Mai come oggi è mancata la laicità e Bobbio è anzitutto un maestro di laicità, non nel senso stupido e scorretto in cui vie­ne correntemente usata questa parola, qua­si significasse l’opposto di credente, di reli­gioso o di praticante, come credono e vo­gliono far credere gli ignoranti e i disone­sti.

Bobbio ha insegnato che laico non indi­ca il seguace di una specifica idea filosofi­ca, bensì chi è capace di distinguere le sfere delle diverse competenze; distinguere ciò che è oggetto di dimostrazione razionale da ciò che è oggetto di fede, a prescindere dal­l’adesione o meno ad essa.             (altro…)

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panorama gelminiUn paio di perle prelevate direttamente dall’intervista rilasciata da Mariastella Gelmini a Panorama (settimanale di proprietà del suo presidente del Consiglio, per non dimenticare) e oggi pubblicata con sacrosanto e religioso rilievo. Giusto un paio, affinché non ci scordiamo delle mani in cui si trova il futuro della scuola del paese in questo momento.

1. Sui grembiuli nelle scuole: «Ho trovato stupende le divise fatte dai carcarerati della cooperativa Alice (…) Egualitarie, eque, una cosa di sinistra». Da cui consegue direttamente che le cose non egualitarie e inique sono una cosa di destra. Brava Gelmini.            (altro…)

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Perdonate se non mi curo dei presunti retroscena da analisti malati di politica, cioè le corse per il Quirinale o le improbabili successioni a Berlusconi: io mi limito a registrare un paio di cose. Una è questa: non gliene frega più niente a nessuno di atteggiarsi a conservatore illuminato ed europeo, non importa più a nessuno che certe asserzioni di Fini, nella destra di Cameron e Sarkozy, o nei cristiano-democratici della Merkel o dello spagnolo Rajoy, sarebbero considerate addirittura banali. Altro che «compagno Fini». Non importa a nessuno, neppure, di voler incarnare il sogno moderno dei Leo Longanesi, del Mondo di Pannunzio, di Montanelli, della famosa destra risorgimentale e libertaria e balle varie:             (altro…)

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come te nessuno maiE invece, ci ripenso, e c’è qualcosa che proprio non mi convince. La dichiarazione è la stessa di prima (lo so, sono noioso, che cosa volete farci…). E il punto che mi lascia assolutamente perplesso è l’inciso, questa volta: nel loro intimo. Un inciso del tutto incongruente con il contesto in cui è pronunciato (e le parole sono importanti, lo sono sempre, e rivelano molto di più di quel che apparentemente dicono):

Penso che la maggior parte degli italiani nel loro intimo vorrebbero essere come me e si riconoscono in me e in come mi comporto.

Perché, a parte le battute che già si sono sprecate, che cosa c’entra questa precisazione, questo inciso, con il resto del suo discorso? Il premier ha appena detto che secondo i sondaggi (non si sa quali, ma l’importante è che lo dica lui) il suo consenso è pari al 70%; il che è già abbondantemente la maggioranza degli italiani. E allora perché nel loro intimo?           (altro…)

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Penso che la maggior parte degli italiani nel loro intimo vorrebbero essere come me e si riconoscono in me e in come mi comporto.

Sì, sono assolutamente d’accordo con Lei, signor presidente; Lei ci vede bene.

Ed è, questa mia (e sua) radicata convinzione, la principale ragione del mio (solo mio) pessimismo.

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tanga aeronautico dei bei tempi andatiL’articolo è davvero spaventoso. Perché la maestrina dalla penna rossa, il professore di ginnastica ex garibaldino e tutte le altre citazioni deamicisiane, la nostalgia dei bei tempi andati e dei decorosissimi professorini anche loro dei bei tempi andati, il tono mielosamente moralistico e le strizzatine d’occhio a chi vorrebbe professori severi e contemporaneamente figli tutti promossi, sono, in buona sostanza, insopportabili e insopportabilmente ipocriti.

E poi, quella totale assenza di problematicità, il problema dei precari trattato come se fosse una questione di folclore o di semplice decenza pubblica, quel lungo incipit sul funerale dell’uomo morto di influenza a Napoli, che non c’entra nulla ma fa il bell’effetto dello scandalo malsano della contemporaneità…

(Strano che non si parli male dei social network, dell’abuso che ne fanno i “giovani”, magari in connessione con l’odioso crimine della pedofilia, della scuola che non trasmette più i “valori”, della patria… molto strano: è una dimenticanza che si fa fatica a perdonare… E il direttore del quotidiano, come mai non se n’è accorto? Dormiva? O era troppo occupato ad ascolatre le maldicenze dei vescovi e dei cardinali?)

E ancora, nello stesso articolo:               (altro…)

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A chiudere la settimana, mi mancava solo questo splendido elogio dell’evasione fiscale. La quale evasione, secondo l’articolista, può magari «urtare la sensibilità» mia e di qualche altro benpensante, ma in realtà non è grave, anzi è assolutamente giustificata e finanche auspicabile.

Finché un giorno non smetterò di pagarle anch’io, le tasse, e insieme a me un sacco di altri poveri pirla, e quel giorno il medesimo signor articolista si troverà, ammalato, nei corridoi di un ospedale deserto, perché nessuno ha pagato più niente, seguendo le sue istruzioni. E quel giorno, immagino, sarà la sua «sensibilità» a rimanerne leggermente «urtata».

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brutte come la morte di un amicoQuello che mi innervosisce di più, della figura misera e ridicola di Noemi Letizia, è che suscita la mia morbosa curiosità. Non riesco proprio a resistere. Vedo la notizia della sua intervista al Mail Online pubblicata in homepage su Repubblica e vado subito a leggere; poi cerco il sito del Mail (che quelli di Repubblica non linkano nemmeno, per ragioni tutte e misteriosamente loro) e vado a rileggermela anche in inglese. E cerco addirittura di analizzarla, come se fosse importante, e degna di chissà quale rilievo.

E lì, sul sito del Mail, ci sono anche le fotografie: una peggio dell’altra, una più irritante dell’altra, con una risata orribile, o con una madre peggiore della risata, tutta tintura per capelli e inutilità, oppure quella patetica sul motoscafo, che fa tanto famiglia del jet-set de noantri, che mi fa rabbrividire, così oscenamente stupida nel suo alludere a un’Italia spaventosa e tristissima e miserrima; e che ho messo qui, come un monito a me stesso.

Ma più di tutto mi faccio rabbrividire io, ve lo confesso.         (altro…)

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problemi seri, invece, per i trichechi

Viene da chiedersi che cosa debbano avere studiato i titolisti, per essere assunti da un grande giornale.

(segnalato da nipresa)

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che brutto avere tanti euriLa prima reazione alla notizia è di stupore misto a invidia: 12.000 euro al mese! In pratica, otto volte quello che guadagno io… Però, poi, leggendo bene l’articolo, il sospetto che la cifra sia un po’ gonfiata viene immediatamente. Sarebbero 12.000 euro al mese se Mihaela raccogliesse davvero 400 euro al giorno. Ma ciò non avviene, è certo.

Resta lo stupore, però. Che si mescola anche a un po’ di indignazione. Che fa subito frullare in testa pensieri scocciati («Questa guadagna davvero tanto»; «Questa vive meglio di me…») e anche un po’ biasimevoli, che si infarciscono di imprecazioni e di interiezioni non proprio alessandrine. E, lì per lì, girano anche un po’ i cosiddetti, ammettiamolo francamente.

Poi, esaurite le forme imprecative e il banale scandalo, ci si deve pensare un po’ meglio. E si deve ragionare con calma.            (altro…)

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miur reticenteEsplode la rabbia dei precari, esplodono le classi, vanno a pezzi i collegi docenti, il Codacons denuncia la ministra per il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza… E, in tutto questo, la rassegna stampa del Miur si occupa solo ed esclusivamente dell’influenza. Per dire.

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Non posso accettare che sul mio nome si sviluppi ancora per giorni e giorni una guerra di parole che sconvolge la mia famiglia e soprattutto trova sempre più attoniti gli italiani.

Queste, a motivazione delle sue dimissioni, sono state le parole di Dino Boffo; che sostiene di essere stato infamato e calunniato; e che forse ha anche ragione. E che dunque non si capisce  affatto quali motivi avrebbe per dimettersi.

Ma la verità è che era solo questione di tempo; perché, nonostante le dichiarazioni di facciata, c’è qualcuno che non si può certo permettere che alla guida dell’Avvenire ci sia persona sospettata di omosessualità; e che questo qualcuno avrà preteso le sue dimissioni. E questo qualcuno, naturalmente, non è Vittorio Feltri.

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La ‘mappa’ delle ossessioni femminili… Per le donne ‘in erba’, infatti, un volto fresco vuol dire possibilità di conoscere nuovi partner, per una trentenne su tre significa più successo nel lavoro, mentre quasi l’80% delle sessantenni è convinta che un viso curato e giovane possa accrescere la propria autostima…

La ragione principale per cui le donne ritengono sia importante avere un aspetto piacevole è “accrescere la fiducia in se stesse”: una risposta che mette d’accordo mamme e figlie.

E invece la fiducia in se stessi non c’entra, come diceva Shakespeare quando risiedeva a Messina, una beata minchia. E l’autostima è ben altra cosa. E il nuovo partner che troverete vi farà soltanto soffrire e spererete di non averlo mai incontrato.

O anche: se vi pare che per accrescere la fiducia in se stessi  e l’autostima sia sufficiente una misura in più da qualche parte, be’, è una fiducia misera ed effimera. E siete infelici ancora prima di cominciare ad accorgervene. Tutto qui.

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Effettivamente, anche a me era venuto questo leggero timore il giorno in cui sono partito per un mese scrivendo sul blog che partivo per un mese. Poi mi sono rassicurato pensando al fatto che, dentro casa mia, non c’è niente da rubare, a parte qualche migliaio di libri. E che, visto che non ho il camino in cui bruciarli, anche quella del furto poteva essere una discreta soluzione… E quindi non mi sono nemmeno assicurato.

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Soltanto ieri sette donne sono salite sul tetto dell’Ufficio scolastico Provinciale di Benevento e un marito e una moglie sul tetto dell’Ufficio di Caserta. Sono gli ultimi due casi di precari pronti a tutto, anche a togliersi la vita, in questo difficile avvio di anno scolastico che vedrà 42 mila e 500 insegnanti in meno in cattedra. Gli ultimi due casi alla fine di una settimana iniziata con l’occupazione dell’ufficio Scolastico Provinciale di Salerno e di quello di Trapani da parte di decine di precari, e poi l’avvio dello sciopero della fame a Palermo da parte di due tecnici di laboratorio padri di famiglia..

Quello che accade ai precari della scuola, mentre l’anno scolastico si apre all’insegna dell’incertezza, lo racconta piuttosto bene, oggi, Flavia Amabile su La Stampa.it. Ed è un qualcosa che comincia ad assomigliare un po’ alla disperazione.

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Risultati del sondaggio di SkyTg24: stai con Feltri e il Giornale o con i vescovi e l’Avvenire?

neanche più la chiesa

Io, ve lo confesso, sono rimasto sorpreso; e mi aspettavo una netta maggioranza a favore dei vescovi. Ma, evidentemente, la difesa a oltranza di tutto ciò che riguarda il premier è diventata un’esigenza popolare.

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