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scandalo al soleIeri sera ero fuori con i soliti due amici. Abbiamo mangiato le solite tre pizze e abbiamo fatto la solita cosa che facciamo in tre (che non ha nulla a che vedere con il sesso, si sa). Poi, a un certo punto, uno di loro due è andato a dare un’occhiata alla homepage di Repubblica, è tornato con l’aria visibilmente alterata e ha detto: «Berlusconi ha detto che anche Michelle Obama è abbronzata… Quanto mi fa incazzare, quanto mi fa incazzare, non lo sopporto più!»

Io non ho detto niente. Sono tornato a casa piuttosto tardi, avevo sonno e non ho guardato nessuna notizia. Poi stamattina ho lavorato e non ho guardato nessuna notizia. Poi ho pranzato. E finalmente, dopo pranzo, ho avuto il tempo di leggere un po’ di articoli e ho capito che era indubbiamente vero: Berlusconi ha detto che Michelle Obama è una donna abbronzata, l’ho letto anch’io, era proprio vero.

Ma non ho letto solo quello, però.

Ho letto anche che c’è stata un’ovazione per Vittori Feltri, per esempio.                    Continua a leggere »

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«La gente felice non consuma», dice Umberto Galimberti, citando Frédéric Beigbeder. E mi sa che anch’io, molto più modestamente, sono quasi d’accordo con loro.

Ma quindi, se la logica è logica, diventa necessario, nella società dei consumi, che la gente sia infelice. Non vedo altra soluzione; non vedo proprio altro.

ridere di chi

quando ridere è facileLeggo il primo capitolo dei Promessi sposi, in classe. Fa sempre effetto la questione delle “gride”: le leggi che ci sono ma non vengono rispettate; le leggi che minacciano e le minacce a cui non segue nulla; è una questione che provoca domande e riflessioni anche sull’oggi. Però è molto difficile che i ragazzi riescano a cogliere la beffarda ironia che sta dietro il lungo elenco dei nomi e dei titoli nobiliari dei promulgatori delle leggi; è un’ironia contro il potere, in tutte le sue forme, ma è  un’ironia troppo adulta per loro, e a quindici anni si preferiscono le cose più serie. Gliela faccio notare, ci provo; dico loro: «Questa è l’ironia di Manzoni». Ma loro mi guardano e scrivono sul loro quaderno degli appunti «ironia di Manzoni», ma si vede benissimo che, tranne forse un paio, non capiscono quel che significhi.

Poi arriva Don Abbondio e invece ridono tutti. Prendo tre ragazzi e faccio loro recitare la scena del viottolo e dell’incontro con i “bravi”: Giorgio è Don Abbondio, Tiziano e Federico, con atteggiamento truce che viene loro benissimo, sono gli sgherri che devono spaventarlo. Seduti al loro posti tutti gli altri studenti della classe li guardano e ridono.             Continua a leggere »

Che i ragni neri avessero qualcosa a che fare con la metafisica, io lo avevo sostenuto in tempi non sospetti. Da ieri, dopo il discorso di Benedetto XVI a Praga, i tempi debbono considerarsi sospetti.

(segnalato da Fabristol)

cheese!

Il sorriso di Barack Obama che accoglie i leader stranieri all’assemblea dell’Onu; e uno strepitoso minivideo realizzato di Eric Spiegelman che ne svela il segreto: la fissità.

yasmin levy

(di Gionata)

la juderia

Ricordo che a una certa ora in fondo al cortile cinque o sei donne cominciavano a pregare.

Ero piccolo quando aggrappato alla ringhiera del balcone le sentivo balbettare sillabe appartenenti a una litania e a una musica interiore. Erano i giorni in cui i miei genitori, con i nonni, condivano con il pesto. Allora io me ne stavo in balcone perché non ne sopportavo l’odore. E le sentivo pregare e le vedevo con la testa china snocciolare il rosario. Quelle visioni dall’alto del balcone hanno suggerito una dimensione del sacro che ancora oggi ritrovo in certe occasioni, alla presenza di un’immagine, di un suono o di altro incastro quotidiano. E l’occasione si è ripresentata, sempre riportandomi ai quei minuti che sanno di pesto e preghiera, con una canzone di Yamin Levy, La alegria. Poi è venuta la scoperta di tutto il resto.

Il flamenco, i suoni del medio oriente, lo stile che ha il passo di una preghiera o di una ballata e, infine, anche se la sensazione è che non ci sia mai fine, il ladino come lingua per dire.              Continua a leggere »

facci a facci tra feltri e feltriOggi, sulle prestigiose colonne del Giornale, in un articolo intitolato, con evidente sprezzo del ridicolo, Feltri risponde alle santorate,  Vittorio Feltri replica alle accuse che, tramite le telecamere di Annozero, Filippo Facci gli aveva rivolto in modo piuttosto diretto:

L’esimio editorialista profitta della telecamera per sfogarsi. Dice di me alcune falsità. Addirittura che sarei stato licenzito nel 1997 da Berlusconi. E che avrei chiesto scusa a Di Pietro. Due balle. Più una grave omissione. Alcuni mesi fa, con la mediazione di mio figlio Mattia, Facci ottiene di farmi visita a Libero.

Imbarazzato, si siede e ammette: la causa che mi hai fatto vedrà te quale vincitore.

Verissimo. E allora?

Non ho soldi, me la abbuoni. Continua a leggere »