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Posts Tagged ‘abruzzo’

La canzone che gli artisti italiani hanno inciso a scopo benefico per i terremotati dell’Aquila è stata scaricata illegalmente da quasi due milioni di persone, si dice. Caterina Caselli, la produttrice, ne è «sgomenta», perché «non c’è pietà per nessuno».  Ipazia sognatrice, blogger non produttrice, le rivolge un piccolo condivisibile appunto:

Per quale motivo Caselli, Jovanotti, ma anche Bob Geldof e Bono ai loro tempi quando succede qualche tragedia, organizzano un concerto, cantano la canzone di beneficenza, invece di mettere semplicemente mano alle tasche, organizzare un telethon, eccetera? Perché non donare anonimamente, come tutti fanno, con un bravo sms, un assegno depositato su uno dei mille conti correnti che fioccano per ognuna di queste nobili iniziative (e sulle quali, da profana, immagino che le banche lucrino la loro parte; ma siccome non so se è vero, aspettandomi di essere contraddetta, qui la dico e qui la chiudo)?

Cosa cambia, tra donare una canzone e donare dei soldi come un qualunque ‘signor Rossi’? La pubblicità, la visibilità, ovviamente. Che non si avrebbe, se Caselli, Jovanotti, Pausini, Ligabue e compagnia firmassero ciascuno un assegno, o un sms, ciascuno nel proprio privato.

Intendiamoci, un furto è un furto, e la proprietà intellettuale, per quanto possa darmi fastidio la SIAE, esiste e va rispettata. E chi ne abusa è un ladro, punto.  Dico solo che che questo tipo di ‘carità artistica’ non è del tutto vergine.

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Le cifre, i numeri e le date che ieri, a proposito della ricostruzione del dopo-terremoto in Abruzzo, dava Alessandro Robecchi sul manifesto sono agghiaccianti. Talmente agghiaccianti che io spero che non siano vere, che si sia sbagliato, che abbia capito male lui, e che l’imbroglione sia lui:

Otto, dieci, dodici miliardi per l’Abruzzo, dicevano le promesse. Ma il decreto legge n. 39 del 28 aprile suona un’altra musica, ed è un’altra gragnuola di colpi in faccia al popolo d’Abruzzo.  Proviamo un rapido riassunto. (altro…)

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labbraccio-del-genioBasta un minimo cigolio, e l’uomo reagisce. Il cigolio era la polemica sui soldi non risparmiati a causa della data del referendum (quanti soldi, non importa, in questo discorso). E il cigolio era intenzionalmente prodotto dal leader del Pd Franceschini, che su questa storia dei milioni buttati via stava insistendo, con un certo cipiglio e un certo successo televisivo.

Ed ecco che l’uomo, provocato dal cigolio, reagisce da par suo, senza incertezze: il G8 non si farà alla Maddalena, in mezzo alle barche di lusso, ma in Abruzzo in mezzo alle tende degli sfollati. Mossa mediatica ineccepibile. Marketing di livello altissimo. Fuochi d’artificio strepitosi di chi non si fa certo battere sul suo terreno. Il tutto condito da un paio di affermazioni davvero travolgenti:     (altro…)

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l’attenzione

E intanto il terremoto in Abruzzo è scivolato a pagina 20 sul Corsera e a pagina 21 su Repubblica. Comincia il lento, inevitabile, oblìo. Ora ci sarebbe da stare attenti, da mandare inviati, da tenere gli occhi aperti. Ora cominciano le ruberie, le furbizie, le illegalità. Ora comincia il grande lavoro che la nostra stampa quotidiana non ha il coraggio e la voglia di fare.

Così, oggi, su stampa rassegnata. Poi ci sarà il 25 aprile a Onna e se ne parlerà ancora un po’. Ma è qui che la rete dovrà essere meglio della carta stampata. Altrimenti siamo qui a contarcela, che è anche bello, ma inutile.

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nomi, sabbia

C’è la lista ufficiale dei 290 nomi di chi ha perso la vita nel terremoto. Poi, però, c’è il sospetto ufficioso che i nomi non bastino e che siano troppi quelli di cui non si saprà più nulla, corpi sotto le pietre. Pare che il 90% degli scantinati e dei seminterrati del centro storico dell’Aquila fossero affittati a stranieri clandestini: muratori albanesi, macedoni e kosovari; lavoratori al nero per le imprese edili che costruivano risparmiando. Su tutto, sui loro contratti in regola così come sui materiali da costruzione e sulla sabbia. Di loro sarà difficile sapere qualsiasi cosa; e ai loro parenti lontani sarà impossibile dire qualsiasi cosa. Semplicemente, non manderanno più soldi a casa.

Quando ti sembra che non ci sia più niente da dire, ecco che  arriva qualcuno e ti dice la cosa a cui ancora non avevi saputo pensare.

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