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Posts Tagged ‘adriano sofri’

Era il paese della dolcezza del vivere, non è nemmeno un buon paese per morire.

Quello che succederà d’ora in poi somiglierà a quello che succedeva finora. Che pazienti, famigliari, medici e infermieri faranno quando e come potranno il loro officio pietoso, mutati solennemente in fuorilegge. Finché un’altra donna, un altro uomo deciderà di sfidare pubblicamente l’usurpazione della legge, in nome della propria libertà e della Costituzione italiana, e l’Italia assisterà di nuovo col fiato sospeso a una coraggiosa agonia da una parte, e alle mene affannate delle autorità riunite dall’altra.

Su Repubblica, Adriano Sofri commenta la prima legge italiana sul testamento biologico, approvata in queste ore dal Senato della Repubblica.

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Il riassunto delle elezioni regionali sarde (e, in subordine, della crisi del PD) in quattro efficacissime righe: qui.

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Assai istruttivo l’articolo di Adriano Sofri pubblicato su La Repubblica e linkato da Wittgenstein.  Istruttivo anche per il breve excursus sulla ricezione del suo libro, tanto commentato prima che uscisse, quanto poco letto dopo. Ma in realtà, sul web, di recensioni se ne sono viste diverse (e quella scritta qui è sinceramente poco cosa, al confronto).

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sofri-pinelliC’è una caratteristica, di tutti i libri di Adriano Sofri, che mi colpisce sempre, già dalle prime pagine, e mi fa andare avanti fino alle fine. È la qualità altissima della scrittura. Anche in questo nuovo libro, che pure si districa tra sentenze, verbali di interrogatori, dichiarazioni e ritrattazioni, ci sono momenti in cui la scrittura dell’autore ritorna a prendere il sopravvento e a rendere la narrazione di un’efficacia rara, rarissima nel panorama attuale della prosa italiana. Credo che molta di questa eccellenza venga dall’uso calibrato delle “sentenze”, da una punteggiatura sempre millimetrica, da un lessico che è preciso e accuratissimo senza essere mai artefatto.  E da questa eccellenza deriva poi una chiarezza quasi esemplare nei momenti in cui la ricostruzione storica diviene riflessione sulle ragioni di quella storia e  delle sue conseguenze. Riporto un brano, in cui si sente quanto anche i contenuti e l’analisi storica di Sofri dipendano da questa sua particolare qualità di scrittura:     (altro…)

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Un bel post, lievemente faceto ma nemmeno troppo, di Luca De Biase (“Futuri enciclopedici”). A cui aggiungerei la considerazione, lievemente grammaticale ma nemmeno troppo, che l’unico futuro a cui si può concedere una qualche credibilità è quello anteriore. Vale a dire: ciò che sarà accaduto mentre ci interroghiamo su ciò che accadrà, e che inevitabilmente non sarà più ciò che sarebbe dovuto accadere se non fosse accaduto ciò che, volenti o nolenti noi, sarà accaduto…

(dum loquimur, fugerit invida aetas, diceva infatti quel tipo un po’ strano e inaffidabile, quella sera di settembre che aveva ospite a cena una certa Leuconoe, che faceva molte domande)

(qualcosa del genere – ma molto più intelligente e intenso di così, è ovvio – mi ricordo, molto vagamente però, di averlo letto qui)

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