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Posts Tagged ‘corruzione’

Oggi entrare in Italia, con i documenti in regola, costa duecento euro di pizzo.

Nel 1991, quando durante il mio anno di servizio civile mi occupavo di extracomunitari, il prezzo erano le classiche centomila o qualche stecca di sigarette. Me lo raccontavano i ragazzi africani a cui cercavo di dare una mano. E non occorreva nemmeno avere i documenti in regola, mi dicevano.

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Un estratto dalle Lezioni americane di Italo Calvino di cui sono ancora in debito.  Si tratta di un brano tratto dalla lezione «Esattezza»; è stato scritto più di vent’anni fa,  ma la situazione nel frattempo è forse solo peggiorata, non certo migliorata. Rappresenta bene quello che intendo io quando parlo di una lingua viva; o anche, per contrasto, di una lingua morta, che è quella che ci circonda troppo spesso, secondo me, e non è quella scolastica o libresca, nient’affatto,  ma è proprio quella parlata nei contesti mediatici più comuni. Ed è anche una delle idee che più vorrei passare ai miei studenti: che è proprio a livello della lingua che si attuano le forme più sottili e pericolose di corruzione degli intelletti.

Se non vi sembra già troppo, potete cliccare e leggere il brano (breve). (altro…)

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C’è, su falso idillio, un link che porta qui: lingua di terra. È uno di quei link per cui si dice un grazie molto forte. Perché, su quell’isolata lingua di terra galleggiante nel mare del web, si trova un lungo post che mette insieme dati di diversa provenienza per arrivare a un risultato importante e, starei per direi, spettacolare nella sua precisione. L’articolo è lungo e consiglio di andare a leggerselo tutto; ma alcuni passaggi si stagliano con grande evidenza. A un certo punto per esempio vi si scrive che:

la corruzione di un Paese  tende ad essere

  • inversamente proporzionale alla redistribuzione fiscale delle ricchezze
  • inversamente proporzionale all’istruzione della popolazione
  • direttamente proporzionale alle diseguaglianze di reddito

Ed è un primo punto.         (altro…)

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‹confido nella comprensione affettuosa dei miei quattro lettori abituali (quattro, come i mitici quattro gatti) e compio una biasimevole operazione autoreferenziale. Però devo loro una piccola spiegazione, che gli internauti capitati qui per caso salteranno a piè pari, invece, per andare direttamente QUI (obbedite, mi raccomando). Il fatto è che gli algoritmi di google dimostrano una certa predilezione per i miei titoli e nessun tipo di simpatia, invece, per i contenuti dei miei post (esperimento ripetuto, vi assicuro). E sapete come fanno gli studenti, e anche gli insegnanti (sì, anche gli insegnanti, che la carne è debole), per fare o per elaborare una qualsiasi indecente analisi di testo? Vanno sul google medesimo e digitano la vile striscia «analisi di testo» seguita dal nome dell’autore che di quella squallida analisi deve essere l’oggetto. Ecco dunque rivelato l’arcano: come avete intuito, tramite i nomi  dei padri della nostra lingua (che possano perdonarmi), sto cercando con l’inganno di attrare studenti e insegnanti di cui sopra in questo blog, per poi corrompere la loro buona fede con la lettura del post di un paio di giorni fa (che è questo QUI, se qualcuno non ha seguito i miei consigli). Conto dunque di manipolarli via cavo, di invischiarli nella rete, di cogliere impreparate le loro difese psicologiche e corrompere i loro costumi, avvelenare i pozzi della loro buonafede, seminare il terribile seme della zizzania letteraria (vale soprattutto per gli studenti, che sono ancora recuperabili, ma anche per gli insegnanti, che non si sa mai). Bene, ora che avete capito, posso serenamente fare spazio al bieco e ingannevole trucchetto›

Giovani (e anziani) internauti in cerca di aiuto, desiderate imbattervi in un’analisi di testo fatta bene? Cliccate subito QUI, non ve ne pentirete.

‹a questi poveri e luridi stratagemmi deve ricorrere l’insegnante corruttore di costumi, al giorno d’oggi… O tempora, o mores!

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