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Posts Tagged ‘donne’

Sempre a proposito di immagini e di valore della femminilità, in Italia e all’estero, sul Guardian dodici scrittrici raccontano la prima donna degli altri (le nostre, ahimè, sono leggermente diverse):

michelle

«We are allowed to see the best of ourselves in her.» (Oprah Winfrey)

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È on line da stamattina, in tre parti di 8 minuti ciascuna, il documentario Il corpo delle donne, realizzato da Lorella Zanardo e Marco Malfi Chindemi, di cui già ho scritto ieri. È una visione interessante, anche prescindere dalle analisi sociologiche dei due autori che si possono o meno condividere, perché è uno specchio vero di cosa sia l’immagine femminile nella televisione italiana. Sottolineo: televisione. Sottolineo: italiana.

Come mai le donne d’Italia non scendono in piazza a manifestare per come veniamo rappresentate?

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mimose

Sulla stampa.it, Alessandra Comazzi pone una questione che anche qui era stata posta qualche settimana fa in termini non molto dissimili, seppur con voce necessariamente maschile (lo scorfano è maschio, non ci si può fare niente):

Non siamo messi bene. Uso strumentale della bellezza, gambe scoperte e scollature a tutte le ore, il corpo è mio, lo gestisco io e lo spoglio: questo è, sul video, il retaggio del femminismo, l’autosfruttamento consapevole del proprio fisico. Accade solo alla tv del Bel Paese. (…) Perché succede da noi? Perché quest’altra anomalia italiana? Perché le ragazze, per apparire emancipate, si devono porre come oggetto del desiderio? Perché le donne in tv, anche quelle consapevoli, non mostrano il vero volto, bensì una maschera fatta di aggiustamenti, correzioni, interventi? E’ come se le donne vere stessero scomparendo dalla tv, sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare, umiliante. O umiliazione o incompetenza.

Secondo me è «umiliazione» la parola giusta, perché è la peggiore. In troppi casi: «auto-umiliazione». E quando i casi sono troppi, fanno un’abitudine sociale.

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8 marzo: auguri a tutte le  lettrici abituali e a tutte quelle che passeranno di qua per caso.

Ma sia chiaro: auguri di cuore anche a quei lettori che stasera usciranno pieni di speranza, e andranno a cena fuori anche da soli se è il caso, sapendo che l’8 marzo capita solo una volta l’anno: tutti i tavoli pieni di donne sole,  un rapporto percentuale imbarazzante, un’ irripetibile occasione per rimediare un incontro casuale, dal basso della nostra fanciullesca maschilità.

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home-page-panoramaMai avuta molta fiducia negli studi “scientifici” dei Dipartimenti di Psicologia. Nemmeno se si tratta di uno dei congressi più importanti del mondo e nemmeno se sono i dipartimenti dell’università di Princeton. Ancor meno fiducia ho nelle traduzioni e nelle banalizzazioni che di tali studi fanno i nostri giornali. Però, quando tali studi mi danno un po’ di ragione, la tentazione di affidarmici, lo confesso, mi viene. Quindi cedo alla tentazione; e provo a raccontare un’idea, né originale né fondata, ma che ho in testa da qualche giorno.

Quella che vedete a sinistra è un’immagine tratta dalla homepage di panorama.it (18 febbraio). Se ci andate ora o tra qualche giorno, le facce saranno magari diverse, ma il concetto che le anima (anima?) sarà identico: la biancheria intima femminile aumenta l’utenza e quindi i guadagni. E ciò, sia chiaro, vale per tutti i quotidiani on line, a cominciare dalla mitica colonna destra di repubblica.it, mai avara di questi spunti. Che sono, sempre e comunque, spunti legati all’erotismo. Ancora meglio: legati al corpo femminile come oggetto di attrattiva e desiderio. Definitivamente meglio: legati al corpo delle donne in quanto oggetto.

Ed è bello, senza dubbio, il corpo delle donne.       (altro…)

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