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Posts Tagged ‘età’

noemi-che-cosaIn tutto questo domenicale frusciare di veline e di dichiarazioni e di famiglie reali allo sfascio, la cosa che meno capisco è come si faccia a dire che l’attuale favorita di corte è una «bella» (e tantomeno che è «bionda», a ben guardare). Perché, davvero, se non fosse che ho una mia specie da difendere, a me verrebbe da dire che questa è un vero, autentico scorfano. Che le belle sono diverse assai. E che può parere bella, questa, solo se hai i tuoi settant’anni suonati e non sai più che pesci pigliare.

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wikipedia-nodo-gordianoIl piccolo ma intenso smarrimento interiore che si era fatto largo qualche giorno fa nel mio animo didatticamente sempre più confuso, a proposito di Pirandello e di Gozzano (e a cui molti lettori gentili hanno gentilmente cercato di porre rimedio), è stata gordianamente risolta oggi in classe, proprio nella stessa aula in cui si era generato.

Ho letto altri testi di Gozzano, in quinta, ho commentato con entusiasmo altri suoi splendidi versi (in particolare questi, che sono senza esitazione i miei preferiti) ne ho avuto in cambio dai miei alunni altri silenzi un po’ perplessi.         (altro…)

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Il video dell’intervento di Debora Serracchiani (la cui seconda parte  è sull’altra pagina, se avete voglia di cliccare) all’assemblea nazionale del PD di ieri ha già fatto il giro della rete. E d’altronde è davvero una boccata d’aria fresca il suo discorso, una piccola perla incentevole, come se qualcuno avesse aperto all’improvviso una finestra nelle stanze chiuse della politica progressista.      (altro…)

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il vecchio che avanza

Ho visto oggi una mia ex alunna, Chiara. Era il 1994, quando lei era in seconda e io all’esordio nella professione, ventiseienne. Ora lei ha 31 anni. Questo solo per dire una cosa banale: che gli ex alunni sono le uniche persone che riescono a farti sentire più vecchio degli alunni stessi.

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avere vent’anni

Vittorio Gassman diceva (o forse era qualcun altro, o forse era lui che citava qualcun altro) che si hanno vent’anni dai quindici anni fino ai trenta. Ho sempre pensato che sia vero. E quindi, conseguentemente, è accettabile dire che se ne hanno quaranta dai trent’anni in poi, fino ai sessantacinque, o anche ai settanta.

Le differenze sono tante, inutile dirlo; una è che a vent’anni gli stati di felicità e di infelicità si alternano molto più rapidamente, passano e ripassano, a volte non sai nemmeno perché, non fai a tempo a saperlo. A quarant’anni ti tocca una felicità (o un’infelicità, fate voi) più stabile e duratura, che farai sempre più fatica  a scalfire, con tutto quel che ne deriva. Sarebbe importante, quindi, pensare con buon anticipo alla propria stabile felicità (o infelicità) dei quarant’anni, anche quando se ne hanno venti (e anche se il futuro anteriore esiste, purtroppo e per fortuna).

O almeno questo è quello che, oggi a pranzo, mi sforzavo invano di far capire alla mia alunna Veronica F., la quale ha vent’anni, vuole scappare a Londra, riempirsi di tatuaggi e  di quando ne avrà quaranta di anni (e forse  non  a torto) se ne frega.

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