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Posts Tagged ‘femminilità’

monellacciPer un incredibile e irripetibile ironia del fato scolastico, al Consiglio di Classe di quinta siamo tutti insegnanti maschi. Maschi… Non era mai successo in quindici anni che lavoro. Un incrocio fatale di assenze e supplenze e non ci sono professoresse nel Consiglio, nemmeno una, nemmeno quella di inglese che è per forza una professoressa.

Ci guardiamo un po’ straniti. Non sappiamo bene cosa dobbiamo fare. Ci sono i moduli da compilare? quali moduli? in che senso “compilare”?     (altro…)

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Ripeto, per chi si fosse un po’ distratto:

… però comunque un seno molto carino che ti ha consentito di avere un fidanzato che ti vuole molto bene…

Ora, a parte che fossi stato il fidanzato presente nello studio mi sarei alzato per andare a sputare in faccia alla conduttrice; a parte questo dettaglio, noterei che la conduttrice (di cui non conosco il nome, e non voglio conoscerlo) pronuncia questa affermazione senza un minimo di malizia o di cattiveria; cioè, ci crede proprio; le sembra di dire una cosa ovvia, una cosa scontata: che i fidanzati vogliono bene alle tette. Le quali tette, intendiamoci, non sono oggetto di nessun disprezzo da parte mia, che anzi. Ma voler bene? Cosa sottintende quest’affermazione data come la più ovvia delle verità?

Oltre a sottintendere la consueta idea misera del corpo femminile (che è ben spiegata qui), sottintende anche un’idea spaventosa dell’intelletto maschile. E quindi sottintende un mondo, una voragine, un baratro culturale. Un tentativo di corruzione intellettuale e sentimentale portato in casa nostra nel più generalista dei programmi tv. Siamo circondati.

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Sempre a proposito di immagini e di valore della femminilità, in Italia e all’estero, sul Guardian dodici scrittrici raccontano la prima donna degli altri (le nostre, ahimè, sono leggermente diverse):

michelle

«We are allowed to see the best of ourselves in her.» (Oprah Winfrey)

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È on line da stamattina, in tre parti di 8 minuti ciascuna, il documentario Il corpo delle donne, realizzato da Lorella Zanardo e Marco Malfi Chindemi, di cui già ho scritto ieri. È una visione interessante, anche prescindere dalle analisi sociologiche dei due autori che si possono o meno condividere, perché è uno specchio vero di cosa sia l’immagine femminile nella televisione italiana. Sottolineo: televisione. Sottolineo: italiana.

Come mai le donne d’Italia non scendono in piazza a manifestare per come veniamo rappresentate?

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cesare-anche-tu-brutto-figlioIeri sera ho guardato L’infedele di Gad Lerner; non lo guardo spesso (preferisco i film), ma ieri sera si parlava di donne e della loro immagine televisiva, tra veline e letterine, che è argomento su cui ho sempre avuto tante perplessità, e ho dunque deciso di guardarlo. Tra gli ospiti c’era Lorella Zanardo, autrice del documentario Il corpo delle donne e tenutaria di un interessante blog; c’era Sofia Ventura, che per prima, sul magazine della fondazione FareFuturo aveva criticato la scelta delle ballerine candidate alle elezioni europee; c’era Gabriella Carlucci, vabbè; c’era una poetessa libanese di nome Joumana Haddad; e c’era anche Cesare Lanza.

Io non sapevo bene chi fosse Cesare Lanza, prima di ieri sera. Poi sfortunatamente  mi sono informato e ho visto che:          (altro…)

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Il fatto che tra le persone che si candidano con noi ci sia Elisa, 26 anni, laureata in Psicologia, con un passato come schedina a Quelli che il Calcio e conduttrice di una trasmissione sul calcio su RTV38 fa scattare la morbosa attenzione dei media locali.

Così Matteo Renzi, candidato sindaco di Firenze per il Partito Democratico. La Elisa di cui parla, e di cui si sottolinea ovviamente l’immancabile laurea, è Elisa Sergi. Se volete conoscerla meglio ha anche un suo sito personale. Io non dico più niente, perché ho già detto abbastanza (e anche perché sono in troppi quelli che cominciano a pensare che sia una cosa assolutamente normale, questa, e che scandalizzarsi sia patetico). E lo stesso Renzi, tra l’altro, dice anche di avere:

una visione del ruolo della donna che è diametralmente opposta a quella che traspare dalle battute del Presidente del Consiglio.

Ovvio.

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