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Posts Tagged ‘filippo facci’

facci a facci tra feltri e feltriOggi, sulle prestigiose colonne del Giornale, in un articolo intitolato, con evidente sprezzo del ridicolo, Feltri risponde alle santorate,  Vittorio Feltri replica alle accuse che, tramite le telecamere di Annozero, Filippo Facci gli aveva rivolto in modo piuttosto diretto:

L’esimio editorialista profitta della telecamera per sfogarsi. Dice di me alcune falsità. Addirittura che sarei stato licenzito nel 1997 da Berlusconi. E che avrei chiesto scusa a Di Pietro. Due balle. Più una grave omissione. Alcuni mesi fa, con la mediazione di mio figlio Mattia, Facci ottiene di farmi visita a Libero.

Imbarazzato, si siede e ammette: la causa che mi hai fatto vedrà te quale vincitore.

Verissimo. E allora?

Non ho soldi, me la abbuoni. (altro…)

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Perdonate se non mi curo dei presunti retroscena da analisti malati di politica, cioè le corse per il Quirinale o le improbabili successioni a Berlusconi: io mi limito a registrare un paio di cose. Una è questa: non gliene frega più niente a nessuno di atteggiarsi a conservatore illuminato ed europeo, non importa più a nessuno che certe asserzioni di Fini, nella destra di Cameron e Sarkozy, o nei cristiano-democratici della Merkel o dello spagnolo Rajoy, sarebbero considerate addirittura banali. Altro che «compagno Fini». Non importa a nessuno, neppure, di voler incarnare il sogno moderno dei Leo Longanesi, del Mondo di Pannunzio, di Montanelli, della famosa destra risorgimentale e libertaria e balle varie:             (altro…)

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Io lo so che a linkare continuamente gli articoli che Filippo Facci pubblica sul Giornale si rischia qualcosa (un crampo alla mano, forse; qualche insulto nei commenti; o l’ostracismo blogghico, se esiste). Lo so, ed è giusto così, ci mancherebbe. Però, leggete, se avete tempo, la sua ricostruzione del famigerato “stupro di capodanno”, che non fu stupro, benché fosse effettivamente capodanno. È da leggere, perché altrove non se ne trovano di così puntuali e impressionanti.

Il protagonista della vicenda, se ricordate, era un certo Davide Franceschini, intervistato poche ore prima nientemeno che da Studio Aperto, il tg dei servizi improbabili (e inqualificabili), e destinato poco dopo  il fermo agli arresti domiciliari, con scandalo urlato di gran parte dei commentatori di quaggiù. La vittima era una ragazza come molte altre, il cui padre minacciò il Franceschini come nemmeno don Vito Corleone avrebbe avuto il coraggio di  fare.

Poi, se avete avuto voglia di leggervelo fino alla fine, ditemi se non vi provoca  tristezza, malinconia, stupore, annichilimento. A me sì, parecchio. La sensazione di un precipizio dietro l’angolo.

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cosa chiedere

Anche oggi (maledetto me) mi piace l’articolo che ha scritto Filippo Facci; e  soprattutto il modo in cui ha scelto di scriverlo.

Per fare quel po’ di necessario ordine su un argomento delicatissimo, mettiamoci d’accordo sulle parole, innanzitutto.

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A me quest’uomo non riesce proprio a stare antipatico. Lo so che dovrebbe, lo so che spesso se lo meriterebbe, lo so bene: e però questa sua immancabile dissonanza (rispetto alle campane del villaggio de noantri, intendo) la trovo così acidamente salutare… E quindi mi sta acidamente simpatico, lo confesso.

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