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Posts Tagged ‘giornali’

riassumere

Nelle scuole italiane il riassunto è una pratica ingiustamente sottovalutata, da diversi anni. In quelle svedesi credo di no, almeno a giudicare dalla potente sintesi che si può trovare su un quotidiano di quel paese di barbari vichinghi. Il riassunto di quindici anni di berlusconismo:

Dopo 15 anni di politica, Silvio Berlusconi è più forte che mai. E senza neanche aver dovuto vendere un solo settimanale del suo grande impero mediatico. Invece di risolvere un palese conflitto d’interessi, il primo ministro ha ottenuto una totale immunità parlamentare.

La traduzione completa è qui; l’articolo originale è questo.

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la-banda-degli-spietatiLa storia è banale: giovedì scorso un uomo si sente male mentre è alla guida della sua auto, sbanda, perde il controllo della vettura, causa una serie di tamponamenti che coinvolgono, alla fine, 11 veicoli. Un bel casino, obiettivamente, ma per fortuna nessuno si fa male. Solo che l’uomo che si è sentito male alla guida, forse stordito o spaventato, esce dall’auto e comincia a camminare verso casa. A questo punto viene inseguito, aggredito e selvaggiamente picchiato: e infine lasciato in terra con un trauma cerebrale per cui ha dovuto subire un intervento chirurgico piuttosto lungo. Quando lo hanno trovato i carabinieri, era in fin di vita; ora è ricoverato in ospedale. E tra i suoi parenti c’è chi rilascia questa dichiarazione:

I giustizieri della strada dovrebbero andare al Gemelli e guardare negli occhi lividi e gonfi il pirata giustiziato e spiegarci come e quando hanno deciso di credere che la giustizia che condanna la violenza si deve servire della violenza per trionfare.

Come lo hanno deciso? E quando?    (altro…)

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restituitemele-ora-almenoMi capita ogni tanto di rendermi improvvisamente conto di essere rimasto, ancora adesso, il tredicenne ingenuo e un po’ coglione che ero trent’anni fa, quando gli altri, a scuola, mi fregavano tutte le figurine dei calciatori di serie A. Mi capita, ci rimango un po’ male, ma non posso farci niente. Provo  solo un attimo a spiegare il perché.

L’altro giorno vado su un blog che, da lettore, frequento più o meno tutti i giorni e ci trovo questo post. È il giorno del terremoto: leggo il post e penso che il tenutario si sia accorto di un errore madornale fatto dai giornalisti di corriere.it, i quali hanno infilato una fotografia sulla homepage del loro sito, non rendendosi conto che era una foto del terremoto cinese. Penso sia scandaloso.        (altro…)

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il buon rumeno

Se io fossi nei panni del non-stupratore Karol Racz (panni in cui non sono e mi va benissimo di non esserci), dopo essere stato ingiustamente detenuto per 35 giorni per un reato non commesso, da oggi a un mese frequenterei tutti i salotti di tutte le trasmissioni tv di tutti i canali italici, piangerei dappertutto, racconterei dappertutto questa storia del monachesimo, che fa tanto bravo bambino, mi farei pagare per qualsiasi straccio di intervista rilasciato a qualsiasi straccio di quotidiano o di rivista scandalistica.

Poi, accumulato il mio bel gruzzoletto, saluterei con un gesto un po’ beffardo, manderei tutti affanculo e me ne andrei subito via dall’Italia, con i denari delle tv italiane in tasca.

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Ferve, scatenato e piovoso, il dibattito sul voto in condotta. Uno scoppiettante grandinare di moralismi, provocazioni, anatemi, contromoralismi, antiprovocazioni e subnormalismi di ritorno. Io, dal mio modestissimo acquattamento, abusando della pazienza vostra, ribadisco che trattasi soltanto di faccenda mediatica e mediatizzata. Che alla fin fine non resterà nulla, che è solo pubblicità per la solita minestra Gelmini, che non è affatto importante, che la condotta non inciderà e non servirà a niente, che chi sarà bocciato a giugno lo sarebbe stato comunque, che tutto diventerà come la corsia più libera a destra in autostrada. Si sa che ci si deve andare ma non ci si va mica, che figurati se rompono le palle proprio a me. È un paese magnifico, questo.

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piovono-ranocchieMagari il latino aiuterebbe a trovare ogni tanto un qualche sinonimo, sempre che qualcuno ne abbia voglia. O un sostantivo, se non del tutto sinonimico, almeno  analogo, e sempre all’interno del campo semantico dell’acqua, visto che piace. Ce ne sono tanti da far piovere sul serio: diluvio, grandine, acquazzone, tempesta, bufera, inondazione, rovescio, scroscio, nubifragio, precipitazione, raffica, gragnuola, profluvio, cascata, fiume, oceano, mare, spruzzata, piovasco, procella, fortunale.

Ecco, si fa tanto per dire. E per far sì che impedire agli studenti di copiare in classe durante le verifiche abbia ancora un senso. Altrimenti ditemi che è copiando che si fanno i giornali (perché anche gli articoli sono tutti uguali, con le stesse parole e fin le stesse virgole) e io mi adeguo subito: e boccio quello che non copia, il povero imbecille. E gli do anche 5 in condotta, per farvi felici.

(scusatemi, è un costume a cui non riesco a rassegnarmi, questo dei giornalisti che si copiano fin dal titolo e poi si atteggiano a professionisti)

(ora, se avete anche voglia di girare pagina, potreste forse convincervi che tutto sommato non piove nemmeno tanto: giusto qualche salutare goccia, diciamo)   (altro…)

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travagli interni

Quando qualcuno viene da fuori e guarda in casa nostra, magari si accorge di qualcosa che noi non vediamo più, perché accecati dall’abitudine. Per esempio chi entra in casa mia si accorge che ci sono troppi libri sparsi dappertutto; io non ci faccio mai caso.

L’associazione dei giornalisti tedeschi ha guardato dentro le nostre stanze e ha ritenuto che Marco Travaglio fosse meritevole del premio per la libertà di stampa 2008. Magari i tedeschi hanno torto, non lo so. A me lui non sta nemmeno troppo simpatico, sempre così rigido. Comunque  loro, i tedeschi, hanno reso pubbliche le motivazioni e quindi ognuno può valutare di per sé, anche in lingua originale.

In ogni caso nessuno dei giornalisti italiani ha ancora detto niente in proposito,  né in prima né in seconda serata. Forse perché non è importante, mi dico io.

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Uno normale si chiede se è davvero obbligatorio che sia così il mestiere del giornalista:  si spara un titolone, una frase ad effetto per iniziare l’articolo con il botto, poi però quello che si dice dentro l’articolo è esattamente il contrario di ciò che titolone e frase con il botto facevano pensare.

Oggi succede su panorama.it (oggi, perché è costume diffuso; altri giorni, succede altrove). C’è un titolo che suona minaccioso: Le ragazze del giorno dopo: dateci la pillola, con quest’imperativo perentorio e apodittico che sembra anticipare scenari tempestosi e drammatici e vite sessuali spaventosamente dissolute.          (altro…)

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vulcano-palermitano1A Napoli c’è l’incombente minaccia del Vesuvio; a Catania, benché un po’ più lontana, quella dell’Etna; e a Palermo?

Evidentemente a qualcuno della redazione milanese di Panorama dispiaceva che Palermo rimanesse priva della minaccia di un vulcano. E lo ha fatto spostare dalle Eolie, approfittando di una giornata di neve, che magari molti palermitani erano chiusi in casa e non se ne sono accorti (a me pare il monte Pellegrino quello sullo sfondo, ma magari mi sbaglio; so però che esistono le Eolie, abbastanza da non spostarle dentro Palermo, insomma). E non ha nemmeno intenzione di cambiare idea,  quel tale della redazione, visto che il titolo l’ho scoperto oggi ma è di otto giorni fa.

Ma è geografia, ci si vanta apertamente di non saperla, ormai. Almeno, però, si potrebbe imparare a leggere, visto che la notizia era data altrove, lo stesso giorno, senza nessun fraintendimento. E magari anche a guardare le immagini con un minimo di attenzione, visto che di “imbiancato” a Palermo non c’era proprio nulla, né in questa né in nessuna delle altre fotografie.

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poltrone e divani

Quando si comincia a parlare di poltrone anche per la direzione di quotidiani e di telegiornali, e non soltanto più per gli incarichi politici e amministrativi, viene voglia di accasciarsi sul divano. E di guardare solo le partite di calcio rinunciando per sempre all’informazione.

E che questo sia esattamente quello che qualcuno vuole, lo racconta oggi cattiva maestra.

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Una tragedia è sempre una tragedia; e la violenza è sempre violenza. Niente da dire. Ma appunto per questo, perché la violenza è sempre violenza, chiunque la commetta,  fa impressione vedere lo spiegamento di forze mediatiche e politiche che sta facendo seguito, in queste ore, e farà ancora più seguito, nelle prossime,  alle aggressioni a scopo sessuale avvenute nella serata di ieri a Bologna e a Roma. Protagonisti un tunisino (a Bologna) e non si sa bene chi, ma «si dice» dei rom, e comunque degli stranieri, nella capitale.    (altro…)

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C’è qualcosa che mi angoscia in questa storia e non capisco cos’è. Ho pensato che potesse essere la vicinanza dei luoghi (vivo anch’io in provincia di Brescia), ma non è solo quello. Ho pensato di essere soltanto un’altra vittima del tam tam mediatico sulla questione stupri. Ma non è quello, è qualcos’altro. Che non riesco a definire, a cui non so dare un nome.

La vicenda è quella della ragazzina di quattordici anni che va a una festa con i suoi coetanei, nella casa di campagna di uno di loro. Sono ragazzi della Val Sabbia, vicino al lago di Garda. Bevono tutti, beve anche lei, poi la prendono, la stuprano, qualcuno la riporta a casa.        (altro…)

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la nostra guida

Quando si dice che uno ha il senso delle istituzioni. Uno a caso, uno alla guida del paese.

ma-dove-viviamoma-dove-cazzo-viviamo

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Il fatto è che il Washington Post ha chiuso la pagina culturale della domenica: non si pubblicherà più. Il commento è quello che ne dà Il Giornale, oggi, grazie alla penna di Fabrizio Ottaviani. Il quale, tra un’ovvietà e l’altra e tra una semplificazione eccessiva e un’altra ancora più eccessiva, dice anche una cosa vera. E cioè che gli scrittori di oggi sono «persone completamente prive non solo di statura intelletuale ma del minimo charme».       (altro…)

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mi-manca-laccento-aiuto1Va bene che lo scrivano così gli alunni; va bene che anche nei sondaggi delle televisioni sia immancabilmente privo della sua necessaria appendice; va bene che uno, quando scrive rapidamente un esse-emme-esse o commenta velocemente il post di un blog, se ne possa pure dimenticare…

Però, insomma, almeno i titolisti di un quotidiano ad ampia tiratura nazionale, e in particolar modo quando parlano di scuola, se lo potrebbero tenere a mente, quell’accentino. Che è anche una piccola forma di rispetto per se stessi e per il lettore, come scriveva una volta un tale nemmeno tanto stupido.

E perché il sì, orfano di quell’accento,  è anche un po’ meno sì, se non l’avete capito.

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troppo-sesso-da-giovani

Già aspettiamo i risultati del prossimo studio scientifico citato dal Corriere: l’attività «solitaria» fa diventare ciechi.

Lo sapevamo già, grazie.

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giornalisti stanchi

Un altro bell’esempio di come si possa fare del giornalismo molto molto approssimativo (per non infierire) lo riporta oggi Matteo Bordone sul suo seguitissimo blog.

(poi basta però, prometto che non dico più niente: che tre post in due giorni sulla stessa questione mi paiono decisamente troppi)

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Mi spiace riempire il blog di immagini. Ma questa volta non potevo resistere, perché mentre cercavo qualche articolo un po’ più interessante del solito sull’argomento scolastico del giorno, cioè il famigerato voto di condotta (che qualcuno stramaledica la ministra Mariastella, per favore), mi sono imbattuto in questa cosa qua, che trovo sinceramente esilarante. Giornalisti che copiano come alunni di terza media. Complimenti, davvero.

A giudicare dalle date, sono quelli della «redazione» di Panorama ad aver copiato l’articolo di stampa.it.      (altro…)

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italians come voi

la-repubblicait-21-01-2009Il luogo comune è talmente trito, becero e sconcio, che perfino i giornalisti di repubblica.it non sono riusciti a crederci del tutto e nel giro di 12 ore lo hanno tolto dalla home page (ieri sera era lì, oggi non c’è più). Però, intanto, la marchetta l’hanno fatta, sereni immagino.

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voti-condotta1

Sbalordito dalle polemiche e terrorizzato dalla prospettiva che i miei stessi discepoli  “insorgano” contro di me, faccio un rapido conto sui miei attuali 68 alunni (magari tra qualche giorno lo farò su tutti gli alunni della scuola): il voto di condotta abbassa la media totale dei voti delle altre discipline solo a uno studente; in due casi coincide perfettamente con le media degli altri voti; negli altri 65 casi, il voto di condotta alza, talvolta anche sensibilmente, la media totale (si tratta del 95,6% degli studenti). Così, tanto per dire che si può scrivere quel che si vuole (su stampa.it, non proprio sul giornalino locale) e che, tra i miei studenti, al limite ne «insorgerà» uno (di aspetto mitissimo, inoltre). Sono più tranquillo, via.

E però, ministra Mariastella, se evitava lei di inventarsi questa buffonata del voto di condotta, sarebbe stato meglio per tutti, insomma.

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Bravo, ministro, bravissimo. L’hai detta giusta questa volta (peraltro io non ho figli e non mi sento nemmeno coinvolto, guarda). Ora prenditi qualche mese per rifletterci anche un po’ su, però. Pensa a cosa significa quello che hai detto. Pensa, con calma e con tutto il tempo che ti serve, all’immagine di paese che viene fuori da quello che hai detto.  Pensa che invece non si vergognano gli evasori fiscali, i costruttori abusivi, i falsificatori di bilanci, i corrotti e i corruttori: qualcuno dovrà pur farlo, insomma. E quando avrai finito di pensarci su,  a tutto questo, prenditi qualche altro mese e pensa magari se si può fare anche qualcosa per questa situazione, o se tutto sommato è giusto che sia così.

Grazie, carissimo, per averci regalato questo splendido ritratto dell’Italia che tu governi.

(che poi c’entrino qualcosa le freccette, quali freccette?, di eBay, questo è un altro mistero che ci chiarirai senz’altro, pensandoci bene)

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