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Posts Tagged ‘lavorare in una libreria’

(di Gionata)

Dico che lavoro in una libreria di un centro commerciale e allora sempre, o quasi sempre, mi sento dire: “Che bello lavorare in una libreria, stai in mezzo ai libri”. Vorrei dire che “in mezzo” non ha alcun significato e che “libri” significa “scopa”, “sedia”, “televisore”. Lavoro in una libreria e sempre più spesso l’impressione del giorno che passa, che toglie cifra alla lista dei giorni, è che non mi sembra neppure di avere a che fare con i libri. Lavoro in una libreria e sono commesso di questo secolo (questo mi fa simile a voi) per dare affitto, per avere benzina e presenza al supermercato della zona. Gli extracomunitari portano i bancali e io firmo bolle, ricevute, afferro taglierini, apro e sviscero contenitori. La mia (questo ancora mi fa simile a voi) è presenza sul campo, è posizione stabilita dall’orario della settimana. Dalla mia libreria guardo fuori e vedo le commesse che di notte hanno pianto. Le commesse che, come me, di notte hanno sognato ancora una volta le briciole rimaste sul tavolo, il fondo del bicchiere, la fetta avanzata. La nostra è sorte mossa dal mercato e il mercato, questo io sogno ancora nelle notti fredde e lunghe, amputa l’anima.              (altro…)

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(di Gionata)

samsaLavoro in una libreria e l’altro giorno è venuto in cassa un signore per pagare una guida turistica della Mongolia. «Si prepara ad un bel viaggio», gli dico; «Sì, però vedi di farti i cazzi tuoi», mi risponde lui. Quella risposta mi ha gelato, tanto che anche nelle ore successive sono rimasto muto e con il cervello fermo, agile solo per i movimenti meccanici che richiede il mio lavoro di libraio. Guastato, ho rifiutato un invito serale di alcuni amici, guastato, sono tornato a casa, ho mangiato, ho terminato la mia rilettura di un libro di Kafka (serata esemplare), in rete ho cercato qualche informazione in più sullo scrittore praghese e infine, con sorpresa guasta, ho scoperto che esiste un gruppo musicale americano che di nome fa Gregor Samsa. Come il tizio che si sveglia scarafaggio.

Per pura curiosità, allora, mi sono procurato Rest, un loro album del 2008, e per autentica passione l’ho riascoltato un centinaio di volte, consigliandolo a chiunque mi capitasse a tiro e diventando un essere morboso e infrequentabile, come sempre divento quando una cosa mi piace tanto.       (altro…)

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