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Posts Tagged ‘merito’

antichi entusiasmi scolasticiHo lavorato per sette anni in una scuola privata. Ci stavo benissimo, quasi benissimo. E in quel quasi ci stanno tutte le ragioni per cui un giorno me ne sono andato; ma questo è quello che dirò dopo. Perché in realtà ci ho passato anni davvero bellissimi, in quella scuola privata, lavorando molto, guadagnando pochissimo (un’ignobile miseria, a ripensarci ora), imparando diverse e decisive cose.

Certo, ero giovane, poco più che venticinquenne, e questo conta. Ma non era solo entusiasmo giovanile. O se lo era, non soltanto il mio: e questo è il primo fondamentale pregio delle scuole private (o almeno di quella in cui lavoravo io). Eravamo quasi tutti, noi insegnanti, molto giovani: appena laureati o poco più, pieni di energia e di voglia di fare cose; contagiavamo anche i meno giovani. E la proprietà ci ha sempre riconosciuto questa energia e l’ha sempre sollecitata e sfruttata bene, a nostro e suo favore.

La proprietà, meglio dirlo subito, era un ordine religioso.          (altro…)

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insegnante-meritevoleLa ministra Gelmini ha rilasciato ieri un’intervista a ItaliaOggi (la trovate qui) in cui espone alcune delle linee guida della sua prossima riforma del sistema dell’Istruzione. Dietro le consuete parole di circostanza sulla necessità della valorizzazione della professione docente (ripetuta da tutti i ministri negli ultimi trent’anni, senza eccezioni e senza sosta) traspaiono alcune interessanti idee, su cui vale la pena di soffermarsi un attimo.

Prima di tutto, pare certo che si passerà a un sistema di reclutamento diretto degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici (i presidi) «che terrà conto delle effettive esigenze delle scuole». Ora, le effettive esigenze di una qualsiasi scuola sono, per quello che capisco io, semplicissime: preparare gli studenti. Non riesco, nella mia scontata normalità, a farmi venire in mente nient’altro. Eppure, detta così, sembra che ci siano scuole e scuole, con esigenze assai diverse le une dalle altre; e quindi con insegnanti assai diversi, suppongo; e alunni bisognosi di diverse preparazioni. Ma giuro che non capisco cosa significhi.       (altro…)

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CHINA/Il merito. E ci mancherebbe, il merito. La domanda arriva e la ministra Gelmini, puntuale e preparata come un’alunna preparata, risponde:

Dal 2012 gli insegnanti più meritevoli percepiranno 7 mila euro all’anno in più. Circa 1.000 milioni di euro saranno destinati a premiare merito e qualità del personale scolastico. Soldi, voglio sottolinearlo, che non saranno distribuiti “a pioggia”, ma terranno conto della professionalità, dell’impegno e della qualità del lavoro degli insegnanti. Stiamo valutando le modalità per attribuire queste risorse premianti secondo criteri che riconoscano, appunto, professionalità e qualità delle prestazioni.

Mi scusi, ministra, ma lei non mi sta entrando molto nel merito, in realtà. Non più di qualche frase generica, onestamente.  Lo so anch’io che è necessario,  lo sa chiunque; ma dipende tutto dal come, da cosa si intenda per professionalità, impegno e qualità del lavoro. Lo sa anche lei.      (altro…)

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Un’intervista a Ernesto Galli Della Loggia su Il Giornale, in cui si parla di scuola dicendo alcune cose condivisibili, sebbene un po’ vaghe. La cosa migliore, comunque, è il titolo: «”L’egualitarismo ha rovinato l’istruzione”». Un fiammante virgolettato (di significato oscuro, nella sua orribile e vacua perentorietà) di parole  che, nell’intervista, Galli della Loggia non ha mai pronunciato.

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Oggi, il Sussidiario ospita, nella sua ineffabile sezione scuola, un articolo piuttosto interessante e per diversi tratti condivisibile, che prende il suo spunto iniziale da alcuni dati importanti, relativi alla mortalità universitaria e all’esame di maturità, ormai svuotato di senso e divenuto negli ultimi anni una semplice e farsesca formalità. In sostanza essere ammessi all’esame, attualmente, significa anche essere promossi; ma questo è tutt’altro che una garanzia di qualità, visto che poi il primo anno di università rappresenta per almeno i due terzi degli studenti appena diplomati uno scoglio insormontabile. Dunque, è ovvio che anche l’esame di stato, per come è concepito, dimostra più di una falla:        (altro…)

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