Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘migranti’

La testimonianza di una giovane immigrata al processo per la rivolta del Centro di Identificazione ed Espulsione di via Corelli, a Milano:

Su tutti, il racconto di Joy, che ricorda in aula di come, una notte dei primi di agosto, l’ispettore-capo del Centro di via Corelli sia entrato nella sua stanza e le si sia gettato addosso palpeggiandola. Già nei giorni precedenti l’ispettore le aveva promesso la libertà in cambio di un rapporto sessuale e sarebbero stati proprio i suoi ostinati rifiuti a concentrare la repressione contro di lei e contro le ragazze della sezione subito dopo la sommossa: manganellata ripetutamente insieme alle sue compagne quando erano già tutte ammanettate, Joy ha ricevuto un pugno in faccia dall’ispettore-capo in persona. Un messaggio chiaro: i guardiani dei Campi vogliono disporre completamente dei corpi che amministrano e recludono, e senza tante storie.

Così, soltanto per sapere di cosa parliamo quando parliamo di centri d’accoglienza «confortevoli» (Silvio Berlusconi, il 15 settembre a Porta a porta).

Annunci

Read Full Post »

kunta kinteIo mi ricordo che, quando ero bambino, mi avevano fatto vedere uno sceneggiato trasmesso dalla Rai, la tv pubblica di Stato, che si intitolava Radici. Era una lunga storia di schiavitù, che proseguiva per molte generazioni di schiavi, dal progenitore catturato in Africa e portato nelle piantagioni di cotone dell’America, fino all’ultimo discendente, che guadagnava la libertà grazie alle leggi di Lincoln.

Non mi ricordo molto di quella storia e forse sono stato molto impreciso anche nella sintesi. Ma mi ricordo benissimo (e di questo sono sicuro) il nome di quel primo africano strappato alla sua terra e che quella terra non riusciva mai a dimenticare: si chiamava Kunta Kinte, e non aveva mai smesso di odiare gli uomini che lo avevano condannato al suo destino di schiavo.

Non mi ricordo altro, in realtà;        (altro…)

Read Full Post »

un mare vale l'altroPiccola e banalissima ricerca, relativa agli ultimi quindici giorni di maggio, effettuata su Google News (niente di misterioso, insomma); con il guaio che le segnalate pagine dell’Ansa (tipo questa, che dovrebbe parlare di uno sbarco a Siracusa del 24 maggio) risultano irraggiungibili, non so perché. Ecco il risultato della personalissima ricerca:

19 maggio: nuove strategie dei trafficanti di uomini, piccole imbarcazioni, nuovi punti di partenza. In 13 arrivano a Lampedusa.

19-20 maggio: sbarchi sulle coste meridionali della Sardegna.

21 maggio: 27 persone sbarcano a Pozzallo, nel ragusano.      (altro…)

Read Full Post »

maroniUn articolo del Venerdì di Repubblica di ieri conferma quanto si era già provato a dire qui un paio di settimane fa. Vale a dire che la percentuale dei migranti clandestini in arrivo dal mare e con passaggio a Lampedusa è una porzione parecchio esigua della totalità dei clandestini presenti sul territorio italiano. E ne consegue, pertanto, che i respingimenti sono una manovra elettorale fondata sulla paura e nient’altro; cosa che si era già compresa, ma che vale sempre la pena di ribadire e di cui sempre vale la pena di scandalizzarsi.

Addirittura il Venerdì riferisce percentuali ancora più basse di quelle a me note: ad arrivare via mare sarebbe solo il 5% dei migranti clandestini; e solo il 4% sarebbero quelli che sbarcano a Lampedusa. Non si dice quanti ne muoiano in mare o nel deserto: che quelli non fanno statistica e nemmeno paura.

Read Full Post »

ah i classiciOggi entro a scuola alle nove. Mentre sto parcheggiando (con estrema difficoltà, perché gli studenti diciottenni sono molto disinvolti nell’interpretare le righe bianche disegnate sull’asfalto), vedo il mio alunno Sergio, di quinta, che svolta l’angolo e si avvicina all’entrata dell’istituto. Esco dall’auto, lo saluto, lo aspetto. Vorrei chiedergli come mai è in ritardo, ma non faccio in tempo, perché mentre lui si avvicina, mi accorgo che alle mie spalle è arrivato un ragazzo di colore, giovane, avrà vent’anni anche lui (anche, come Sergio), che mi chiama.

Mi dice: «Amico…». E poi nient’alttro, perché in quella parola, amico, c’è dentro tutta la sua richiesta. So che se abitate a Milano o in qualsiasi altra città, l’episodio non vi dirà nulla. Anch’io ho vissuto per tanto tempo a Milano, e poi a Brescia, anch’io torno normalmente in quelle città e sono abituato anch’io a questi incontri. Ma nel mio paesino sul lago non mi era mai capitato.

Ora c’è da una parte questo ragazzo africano che mi chiede dei soldi;         (altro…)

Read Full Post »

Lo ha già notato .mau. in un suo post, ma mi accodo volentieri. Le affermazioni del ministro Ignazio La Russa, secondo cui l’allontanamento dei barconi dei migranti è in realtà un atto molto meno crudele del loro accoglimento, in quanto evita che «dei poveri disgraziati siano chiusi mesi e mesi in condizioni pessime», sottintendono una verità amara che non stupisce più nessuno. E cioè, che i CIE  (i centri di identificazione dei migranti) presenti sul territorio italiano siano dei veri e propri lager in cui le persone vengono rinchiuse per mesi in condizioni pessime.

Sarebbe bello poterne chiedere conto al ministro e ai suoi colleghi: Perché in condizioni pessime, scusi? Non si può evitare che le condizioni siano pessime, scusi? E di chi è la responsabilità di questa condizioni pessime, scusi?

E invece la cosa più facile è dare per scontato che sia così, e voltare pagina. E non essere nemmeno pessimisti, tra l’altro.

Read Full Post »