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Posts Tagged ‘peer-to-peer’

La canzone che gli artisti italiani hanno inciso a scopo benefico per i terremotati dell’Aquila è stata scaricata illegalmente da quasi due milioni di persone, si dice. Caterina Caselli, la produttrice, ne è «sgomenta», perché «non c’è pietà per nessuno».  Ipazia sognatrice, blogger non produttrice, le rivolge un piccolo condivisibile appunto:

Per quale motivo Caselli, Jovanotti, ma anche Bob Geldof e Bono ai loro tempi quando succede qualche tragedia, organizzano un concerto, cantano la canzone di beneficenza, invece di mettere semplicemente mano alle tasche, organizzare un telethon, eccetera? Perché non donare anonimamente, come tutti fanno, con un bravo sms, un assegno depositato su uno dei mille conti correnti che fioccano per ognuna di queste nobili iniziative (e sulle quali, da profana, immagino che le banche lucrino la loro parte; ma siccome non so se è vero, aspettandomi di essere contraddetta, qui la dico e qui la chiudo)?

Cosa cambia, tra donare una canzone e donare dei soldi come un qualunque ‘signor Rossi’? La pubblicità, la visibilità, ovviamente. Che non si avrebbe, se Caselli, Jovanotti, Pausini, Ligabue e compagnia firmassero ciascuno un assegno, o un sms, ciascuno nel proprio privato.

Intendiamoci, un furto è un furto, e la proprietà intellettuale, per quanto possa darmi fastidio la SIAE, esiste e va rispettata. E chi ne abusa è un ladro, punto.  Dico solo che che questo tipo di ‘carità artistica’ non è del tutto vergine.

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Christian Engström è il leader di un partito svedese che lotta contro l’oscuramento di The Pirate Bay e a favore della libertà sul web. Qualche giorno fa, dopo la sentenza che ha condannato il sito, ha dichiarato:

Io penso che molti giovani, normalmente poco interessati alle elezioni europee, andranno a votare solo per far vedere fino a che punto la condanna di The Pirate Bay li ha fatti arrabbiare. Da questo punto di vista, la sentenza del tribunale capita in un buon momento. Nelle cinque ore successive alla condanna, il nostro partito ha registrato 1800 nuovi iscritti. Ora contiamo 16500 iscritti, ossia più dei Verdi e del partito della Sinistra. Sono convinto che con le elezioni europee di quest’anno saremo di fronte a una svolta. Saremo rappresentati al Parlamento europeo.

Qui le dichiarazioni al completo (in francese).

Il partito di Christian Engström, secondo un sondaggio del dicembre 2008, raccoglie ben il 21% delle preferenze in Svezia (come il Pd italiano, o poco meno; una faccenda piuttosto impressionante, insomma).

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Se non si fa il passo e non si riesce a capire che il “pirata” siamo noi, i nostri figli e che pirateria è il nuovo mercato, la nuova società, si rimane fermi al palo del delirio reazionario e repressivo. Bisogna inventare nuovi business, nuovi modi di vendere, nuove professioni. Perfino la repressione va ripensata per distinguere tra repressione del contrabbando e consumi personali.

Così scrive, oggi, nel giorno della condanna di The Pirate Bay, su repubblica.it Vittorio Zambardino. E io non riesco a essere in disaccordo. E credo che «nuovi modi di vendere» serviranno anche, almeno un po’, a creare nuovi modi di scaricare. Facendo in modo che non sia più un furto. E non lo dico perché sono un ingenuo o perché nutro chissà quale odio per le case discografiche: ma perché questa è l’unica strada, non ce ne sono altre. E bisognerà incamminarcisi, prima o poi. Perché la repressione non funziona mai.

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il vento che tira

In Svezia, appena entrata in vigore la nuova legge contro il peer-to-peer e lo scaricamento illegale di musica e video dal web, il traffico internet è diminuito del 33% in un solo giorno. Tra poche settimane toccherà ai francesi. L’Italia attende che il suo premier smetta di parlare al telefono.

È un vento che tira, è tempesta in arrivo.

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pirati-multimediali-allarrembaggio1Magari succede solo a me: eppure non riesco a non mettere in connessione l’una con l’altra (notate: connessione) due leggi che si stanno facendo strada nel Parlamento italiano in questi giorni. Di una parlano un po’ tutti: è quella sulle intercettazioni telefoniche. Che, semplificando molto ma non tantissimo, dice che intercettare chi è sospettato di delinquere sarà difficilissimo d’ora in poi. E che quindi, beati noi, tutti potremo dirci i nostri più terribili segreti al telefono.

L’altra, di cui assai meno si parla, è quella sulla cosiddetta pirateria musicale; meglio ancora, sullo scaricamento illegale di file musicali (o video o altro ancora). Magari non lo sapete, ma è nato da qualche mese un comitato apposito (si chiama: Comitato tecnico contro la pirateria digitale e musicale, nientemeno) per studiare norme efficaci a contrastare il fenomeno del peer-to-peer. (altro…)

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