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Posts Tagged ‘pescelibro’

corallo-rosso-5destinatario-sconosciutoQuesto è un libro che, da quando l’ho letto un paio di anni fa, non ho più smesso di consigliare a chi non lo conosce. Il più bel libro sulla shoah dopo i romanzi di Primo Levi, secondo me; e ancora di più, perché scritto nel 1938, quasi a dire che sì, già allora le cose si potevano sapere, a stare attenti e a volerle sapere. Un romanzo brevissimo e folgorante; un romanzo in cui la struttura diventa essa stessa contenuto; un romanzo con un finale straordinario, che in una pagina e mezza raccoglie e dispiega i temi della giustizia, della vendetta, della cecità e del male fatto e subito. I cinque coralli sono quasi pochi, a dire il vero. Perché questo è un gioiello autentico, fidatevi.

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il pescelibro #5

corallo-rosso-4stanza-ufficialiQuattro coralli per il breve romanzo La stanza degli ufficiali, di Marc Dugain, edito da Vertigo. Uno per la misura perfettamente classica della sua prosa, pregio sempre più raro e sorprendente; un altro per il coraggio, non solo letterario, di trattare argomenti universali (la vita, la morte, la speranza, il dolore) senza svicolare; il terzo per la capacità di chiudere quei temi così essenziali entro una sola stanza e lì farli pulsare di un afflato collettivo; il quarto perché è bello che ci siano ancora piccoli editori in grado di scoprire  preziose perle letterarie come questa.

(grazie a “il Claudio” della libreria Lorus di Milano, libraio vero)

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il pescelibro #4

corallo-rosso-3fondamentalistaTre coralli a Il fondamentalista riluttante di Mohsin Hamid. Uno per le prime trenta pagine, in cui è forte la sensazione di trovarsi all’università di Princeton e di essere proprio come un giovane brillante pakistano, cui l’America regalerà fortuna e successo; il secondo per il crescendo misterioso in cui è avvolto l’interlocutore segreto della voce narrante, alter-ego silenzioso eppure determinante nello svolgersi delle vicende; il terzo, il più importante, per essere riuscito a gestire un monologo di grande difficoltà, senza mai scivolare nella banalità o nella pesantezza. Niente di più, perché la seconda metà del racconto non è all’altezza della prima. Ma non dispiace leggerlo e si ha voglia di sapere come andrà a finire, che è sempre un pregio.

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corallo-rosso-5vento-largoCinque coralli cinque a Vento largo di Francesco Biamonti. Libro di diversi anni fa, lo avrete letto già tutti, ma non importa, che i coralli servono anche a rinsaldare la memoria. Un corallo per la scrittura, limpida ed essenziale. Un altro per il suo modo unico (unico) di descrivere la luce della Liguria; il terzo per i dialoghi e la vicenda narrata, sobriamente intensa senza che mai un sentimento si alzi in piedi per gridare troppo forte; il quarto per la malinconia che lo pervade, come una musica indefinibile; l’ultimo perché Biamonti è stato uno dei più grandi narratori italiani degli utlimi trent’anni ed è anche uno dei più sottovalutati.

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erri-deluca2corallo-rosso-3-e-mezzo1Tre coralli e mezzo al nuovo romanzo di Erri De Luca, Il giorno prima della felicità. Il primo corallo per la scrittura, sempre scavata fino all’essenziale, vibrante come una pugnalata, abrasiva; il secondo per la storia dell’insurrezione di Napoli, raccontata solo per brevi accenni eppure viva e come presente agli occhi; il terzo per l’educazione all’eros del protagonista, pulsante come il sangue; un ultimo mezzo corallo per la vicenda complessiva, meno intensa di altre sue storie (penso a Tre cavalli, per esempio). E poi perché è forse la misura breve, o anche quella brevissima degli apologhi di Alzaia, a sembrarmi più congeniale a una scrittura così incisiva come quella di De Luca.

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corallo-rosso-4 amoresopravvalutatoQuattro coralli rossi a L’amore è sopravvalutato di Brigitte Giraud, edizioni Guanda. Uno per la scrittura malinconica e crudele, scontrosa e suggestiva; un altro per il coraggio di usare il “tu” come persona narrante, con risulati eccelsi; il terzo per il racconto Il tempo è passato, che chiude il libro come un indimenticabile addio; il quarto corallo per il titolo, sfacciato e insieme assurdamente vero.

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